La nascita della prima comunità Antoniana a Foggia deve le sue radici ai primi anni del secolo scorso. Essa nacque quando un manipolo di ragazzi guidati da Raffaele Tonti fu Salvatore, con animo ardente di fede e di devozione verso Sant'’ Antonio di Padova, frequentavano la Chiesa del Convento dei Frati Minori in Foggia, dedicata a San Pasquale Baylon. Essi, guidati dal Padre Guardiano del Convent
o dell' ’epoca, Fra Bonaventura D’Augelli da San Marco in Lamis (Fg), spinti e aiutati dalla stessa comunità francescana fondarono la Pia Unione Gioventù Antoniana. Essi iniziarono a diffondere con zelo il culto verso il Santo di Padova e, soprattutto, cercarono sempre di operare per il bene, nello spirito francescano e a compiere opere di misericordia per il sollievo di quanti erano nell’indigenza e nel peccato, cercando sempre di mettere in pratica il Vangelo di Cristo, diffuso e conosciuto profondamente dal Santo di Padova. La loro iniziativa fece presa in molti giovani uomini i cui nomi sarebbero stati gelosamente custoditi nell’Albo dei Soci fondatori di questo Pio Sodalizio fino a quando in seguito a loro richiesta, il 25 novembre 1911, l'’allora Ministro Provinciale della provincia monastica dell'’ordine dei frati minori di Puglia Fra Francesco Luigi Fasulli in forza di un privilegio apostolico (can.312 C.J.C.) eresse, con proprio Decreto canonicamente la Pia Unione Gioventù Antoniana. Salvatore Bella, eletto Vescovo della Diocesi di Foggia da Pio X, in data 31 maggio 1912 approvò il primo Statuto e concedette il riconoscimento giuridico di Associazione Pubblica di Fedeli. Essi cominciarono dal nulla, unico patrimonio la fede in Dio e la protezione del Santo dei miracoli senza alcuna rendita e patrimonio, senza chiesa a sé, perché le funzioni religiose erano e sono tutt'oggi celebrate nella chiesa conventuale. Superati non pochi ostacoli e sempre animati da fede e ca**tà certi di aver intrapreso la strada giusta, il manipolo di giovani uomini fondatori vide ampliare le proprie file con nuove adesioni tanto da raggiungere l'’anno successivo il numero di 104 confrati iscritti al Pio Sodalizio. Quello stesso anno (1912) fu organizzata la prima processione cittadina del 13 giugno, il giorno dedicato al Santo,e per l'occasione fu donato da una benefattrice un simulacro del Santo in cartapesta di scuola leccese del Maestro Guacci. In tale occasione si radunò un numero impressionante di fedeli per dimostrare al Santo la loro pietà popolare. In seguito fu approvata anche l'iscrizione delle donne. Fin dalla fondazione i confratelli hanno indossato un abito nero con camicia bianca, farfallina bianca, guanti bianchi, calze e scarpe nere e distintivo del Sodalizio al risvolto della giacca a sinistra. Oggi, la Pia Unione superato da poco il primo centenario di fondazione, conta circa un centinaio di aderenti tra uomini e donne.