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### DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIODALLA DIVISIONE ALLA CONDIVISIONE: LA MATEMATICA DEL CUORECi sono domeniche in cui la Pa...
25/10/2026

### DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DALLA DIVISIONE ALLA CONDIVISIONE: LA MATEMATICA DEL CUORE

Ci sono domeniche in cui la Parola di Dio si fa ancora più vicina alla nostra vita, attraverso gesti semplici, sorrisi e piccoli grandi insegnamenti.

Oggi, durante l’omelia rivolta ai bambini, siamo partiti dalla matematica!

Dalle operazioni che impariamo a scuola siamo arrivati a una scoperta meravigliosa: dalla DIVISIONE alla CONDIVISIONE.

Perché, se nella matematica dividere significa distribuire una quantità in parti, nella matematica dell’amore condividere significa moltiplicare il bene.

Quando condividiamo un sorriso, un gesto di attenzione, un po’ del nostro tempo, un aiuto o qualcosa di ciò che possediamo, non diventiamo più poveri. Al contrario, arricchiamo chi ci sta accanto e, nello stesso tempo, arricchiamo noi stessi.

La condivisione non sottrae, ma aggiunge. Non impoverisce, ma arricchisce. Non divide, ma unisce.

UN PICCOLO GESTO PER LA NOSTRA MADONNA DEI SETTE VELI

Questo spirito di condivisione ha trovato oggi un’espressione concreta anche nelle nostre piccole offerte, destinate a contribuire al restauro della nostra amata icona della Madonna dei Sette Veli e alla sua successiva ricollocazione in una speciale teca, pensata per custodirla e valorizzarla.

Ogni contributo, anche il più piccolo, diventa così un segno di amore, devozione e appartenenza alla nostra comunità. Perché le cose belle si costruiscono insieme, un piccolo gesto alla volta.

UNA DOMENICA DEDICATA ANCHE ALL’INFORMAZIONE CHE COSTRUISCE

Oggi celebriamo anche la Giornata diocesana per il quotidiano Avvenire, che nell’edizione odierna dedica una pagina speciale alla nostra Arcidiocesi.

Un’occasione per riscoprire il valore di un’informazione attenta alla vita della Chiesa, alle nostre comunità e alle storie di fede, solidarietà e speranza che meritano di essere raccontate.

Tre momenti, un unico grande messaggio: condividere ciò che siamo, contribuire a custodire ciò che abbiamo ricevuto e raccontare il bene che cresce intorno a noi.

Perché una comunità è davvero viva quando nessuno pensa soltanto a sé stesso, ma ciascuno sente di avere qualcosa da donare agli altri.

E forse la lezione più bella che oggi ci hanno aiutato a comprendere i nostri bambini è proprio questa: nella matematica di Dio, più si condivide, più si diventa ricchi di amore.

don Giuseppe

ARPI FOLK – IL MONDO DANZA IN PARROCCHIA!La gioia di stare insieme passa anche attraverso la musica e la danza!La Parroc...
24/10/2026

ARPI FOLK – IL MONDO DANZA IN PARROCCHIA!

La gioia di stare insieme passa anche attraverso la musica e la danza!

La Parrocchia Spirito Santo di Foggia, in collaborazione con Carovana Folkart e ARPI FOLK Foggia, invita giovani e adulti a vivere una serata speciale all’insegna delle tradizioni popolari, dell’amicizia e della condivisione.

Un viaggio tra musiche, ritmi e danze popolari provenienti da ogni parte del mondo, per riscoprire la bellezza dell’incontro tra culture e generazioni.

Perché danzare insieme significa anche abbattere le distanze, costruire relazioni e sentirsi comunità!

📅 Mercoledì 28 ottobre 2026

🕗 Dalle ore 20:00 alle 22:00

📍 Parrocchia Spirito Santo
Via Nedo Nadi 4 – Foggia

LEZIONE GRATUITA APERTA A TUTTI I PARROCCHIANI, GIOVANI E ADULTI!

Non occorre essere ballerini esperti: bastano curiosità, entusiasmo e voglia di stare insieme!

📞 Per informazioni:

Francesco (Arpi Folk): 380 437 9140

Don Giuseppe (Parrocchia): 340 337 1887

🤝 Vi aspettiamo! Perché una parrocchia viva è anche una comunità che si incontra, sorride, condivide e… danza!

18/10/2026
A DIO QUELLO CHE È DI DIO. MA QUANTO SPAZIO GLI LASCIAMO?Domenica 18 ottobre 2026Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21)«R...
18/10/2026

A DIO QUELLO CHE È DI DIO. MA QUANTO SPAZIO GLI LASCIAMO?

Domenica 18 ottobre 2026
Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21)

«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Una frase che conosciamo tutti. Una frase che rischiamo, però, di ascoltare senza lasciarci interrogare davvero.

Nel Vangelo di oggi i farisei cercano di mettere Gesù in difficoltà con una domanda sul tributo da pagare a Cesare. Ma Gesù sposta lo sguardo molto più in alto: la moneta porta l’immagine dell’imperatore, mentre ogni essere umano porta impressa in sé l’immagine di Dio.

E allora la domanda diventa inevitabile: che cosa stiamo restituendo a Dio della nostra vita?

Gli dedichiamo il nostro tempo? Gli affidiamo le nostre scelte? Gli lasciamo spazio nelle nostre famiglie? Oppure lo ricordiamo soltanto quando abbiamo bisogno di qualcosa?

La domenica è il Giorno del Signore, il giorno in cui la comunità cristiana si ritrova attorno all’Eucaristia.

È il momento in cui siamo chiamati a fermarci, ad ascoltare la Parola, a condividere la fede e a riscoprire il senso profondo della nostra appartenenza alla Chiesa.

Il recente Convegno diocesano ci ha offerto un’importante occasione per riflettere sul significato di essere comunità, sulla partecipazione, sulla corresponsabilità e sulla necessità di trasmettere la fede alle nuove generazioni.

Ma ogni riflessione pastorale trova il suo significato più autentico quando si traduce nella concretezza della vita quotidiana.

La fede non è soltanto qualcosa da conoscere, ma una relazione da coltivare, una presenza da riconoscere, una testimonianza da offrire.

La famiglia rappresenta il primo luogo in cui i bambini imparano a conoscere Dio, non soltanto attraverso le parole, ma soprattutto attraverso l’esempio degli adulti.

Il catechismo, le attività parrocchiali, le esperienze associative e il cammino degli scout sono occasioni preziose di crescita umana e spirituale. Ma tutto trova il proprio centro nell’incontro con Cristo e nella partecipazione alla vita della comunità.

La Messa domenicale, dunque, non è semplicemente un appuntamento tra i tanti della settimana.

È il cuore della vita cristiana, il momento in cui impariamo a riconoscere che tutto ciò che siamo e possediamo è dono di Dio.

Gesù oggi ci ricorda che possiamo essere cittadini responsabili, lavoratori impegnati, genitori premurosi, persone attente ai propri doveri. Ma, in mezzo alle tante occupazioni, non dobbiamo dimenticare la dimensione spirituale della nostra esistenza.

Dare a Dio ciò che è di Dio significa riconoscergli il primo posto nel nostro cuore, nelle nostre scelte e nelle nostre relazioni.

Non significa sottrarre tempo alla vita, ma imparare a viverla con maggiore profondità, responsabilità e amore.
Signore, aiutaci a riconoscere la tua immagine in ogni persona. Insegnaci a vivere una fede autentica, capace di trasformarsi in gesti concreti di fraternità, giustizia, solidarietà e pace.

Fa’ che le nostre famiglie riscoprano la bellezza della domenica, che i nostri ragazzi trovino nella comunità una casa accogliente e che la nostra Parrocchia sia sempre più luogo di incontro, ascolto e testimonianza.

Perché essere Chiesa non significa soltanto condividere idee e progetti, ma camminare insieme, mettendo Cristo al centro della nostra vita.

Buona domenica alla nostra comunità parrocchiale!

«TUTTO È PRONTO, VENITE ALLE NOZZE!» (Mt 22,4)UNA CHIESA CHE INVITA, UNA COMUNITÀ CHE ACCOGLIE, UNA FEDE CHE SI TRASMETT...
11/10/2026

«TUTTO È PRONTO, VENITE ALLE NOZZE!» (Mt 22,4)

UNA CHIESA CHE INVITA, UNA COMUNITÀ CHE ACCOGLIE, UNA FEDE CHE SI TRASMETTE.

LA LITURGIA DI OGGI E IL MANDATO AI CATECHISTI

Il Vangelo di oggi ci racconta di un re che prepara una grande festa di nozze e invita i suoi ospiti. Tutto è pronto, ma gli invitati trovano altro da fare: chi va al proprio campo, chi ai propri affari, chi semplicemente ignora l’invito.

È una parabola antica, ma straordinariamente attuale.

Anche oggi Dio continua a invitarci alla sua festa. E anche oggi, troppo spesso, abbiamo qualcosa di più urgente, più interessante, apparentemente più importante.

Il lavoro, gli impegni, lo sport, le abitudini, le mille occupazioni quotidiane. E così la domenica, giorno del Signore, rischia di diventare un giorno come tutti gli altri, nel quale proprio Dio finisce per non trovare posto.

La sala è pronta. L’invito è rivolto a tutti. Ma quanti scelgono davvero di esserci?

IL MANDATO AI CATECHISTI: UNA MISSIONE, NON UN SEMPLICE INCARICO

In questa domenica la nostra comunità parrocchiale ha vissuto anche il significativo momento del mandato ai catechisti.

Donne e uomini che hanno scelto di mettere tempo, energie e cuore al servizio dell’annuncio del Vangelo, accompagnando bambini e ragazzi alla scoperta della fede.

A loro va la gratitudine di tutta la comunità.

Ma il Vangelo di oggi ci consegna anche una responsabilità: non basta invitare alla festa, occorre aiutare le persone a comprenderne la bellezza.

Il catechista è proprio questo: un testimone che invita, accompagna, accoglie e aiuta a incontrare Gesù.

E LE FAMIGLIE?

Non possiamo pensare che la fede dei nostri figli sia affidata esclusivamente a un’ora settimanale di catechismo.

Non possiamo chiedere ai catechisti di parlare dell’importanza dell’Eucaristia se poi, nella vita familiare, la Messa domenicale diventa facoltativa, secondaria, continuamente rinviabile.

I bambini imparano soprattutto da ciò che vedono. E se vedono una fede vissuta soltanto in occasione dei sacramenti, rischieranno di considerarla un appuntamento da assolvere anziché un incontro da desiderare.

La Prima Comunione non è il traguardo della catechesi. È una tappa di un cammino che dovrebbe durare tutta la vita.

«MOLTI SONO CHIAMATI, MA POCHI ELETTI» (Mt 22,14)

Le parole conclusive del Vangelo ci ricordano che accogliere l’invito di Dio significa anche lasciarsi trasformare.

L’abito nuziale non è una questione di apparenza, ma richiama la necessità di rivestire la nostra vita di fede autentica, amore e coerenza.

Una comunità cristiana non si misura soltanto dal numero degli iscritti al catechismo, ma dalla capacità di vivere il Vangelo, accogliere chi è lontano e rendere credibile l’annuncio attraverso la testimonianza.

BUON CAMMINO AI NOSTRI CATECHISTI!

Che lo Spirito Santo sostenga il loro servizio, che le famiglie riscoprano la gioia di camminare insieme e che la nostra parrocchia sia sempre una casa dalle porte aperte.

Dio continua a preparare la festa. Continua a mandarci il suo invito. Continua ad aspettarci.

La domanda, oggi, è una sola:

Noi, alla sua festa, vogliamo davvero partecipare?

ESSERE CATECHISTI: UNA CHIAMATA, UNA MISSIONEDomenica 11 ottobre, durante la Santa Messa delle ore 10:00, la nostra comu...
06/10/2026

ESSERE CATECHISTI: UNA CHIAMATA, UNA MISSIONE

Domenica 11 ottobre, durante la Santa Messa delle ore 10:00, la nostra comunità vivrà il Mandato ai Catechisti.

Un momento importante, perché essere catechisti non significa semplicemente “fare catechismo”: significa mettersi al servizio del Vangelo, accompagnare bambini e ragazzi nell’incontro con Gesù, camminare accanto alle famiglie e testimoniare, prima ancora che con le parole, la gioia della fede.

Durante la celebrazione affideremo al Signore i nostri catechisti e il nuovo cammino che sta per iniziare. Ma il mandato non riguarda soltanto loro: tutta la comunità è chiamata ad accompagnarli, sostenerli e pregare per loro.

E dopo la Messa… restiamo insieme!
I catechisti offriranno dolce e caffè in oratorio, perché una comunità cresce anche attraverso l’incontro, un sorriso, una chiacchierata e il piacere di stare insieme.

Domenica 11 ottobre
Santa Messa – ore 10:00
Parrocchia Spirito Santo

Vi aspettiamo!
Perché la catechesi non comincia in un’aula: comincia da una comunità che accoglie, testimonia e cammina insieme.

XXVII Domenica del Tempo ordinarioLA VIGNA È PRONTA. MA DOVE SONO I VIGNAIOLI?Oggi è domenica.È il Giorno del Signore.Ep...
04/10/2026

XXVII Domenica del Tempo ordinario

LA VIGNA È PRONTA. MA DOVE SONO I VIGNAIOLI?

Oggi è domenica.
È il Giorno del Signore.

Eppure, guardando i banchi della nostra chiesa, non possiamo non accorgerci di tanti posti vuoti.

Pochi bambini.
Poche famiglie.
Si nota anche l’assenza degli scout, che tante volte con la loro presenza, le loro uniformi e la loro vitalità rendono più giovane e viva la nostra assemblea.

Il catechismo non è ancora cominciato e, quasi automaticamente, anche tanti bambini non ci sono.

Ed è proprio questo che dovrebbe interrogarci.

Perché la domenica non comincia quando comincia il catechismo.
La Messa non è un’attività collegata al calendario degli incontri parrocchiali.

La domenica è il Giorno del Signore. Sempre.

Viene quasi da pensare, con un po’ di amara ironia, che per tante famiglie Dio sia ancora in ferie.

E questa immagine fa ancora più riflettere a pochi giorni dal recente Convegno diocesano, nel quale abbiamo parlato di comunità, partecipazione, corresponsabilità, cammino insieme.

Le parole sono importanti.
Ma poi arriva la domenica.
E sono i banchi, qualche volta, a raccontarci la verità delle nostre comunità.

Nel Vangelo di oggi Gesù ci parla proprio di una vigna affidata agli uomini e dei frutti che il Signore attende.

La comunità cristiana è anche questa vigna. Non appartiene soltanto al parroco, ai catechisti o a chi garantisce sempre la propria presenza. È affidata a ciascuno di noi.

E oggi, 4 ottobre, ce lo ricorda in modo particolare anche San Francesco d’Assisi: un uomo che non ha semplicemente parlato del Vangelo, ma ha scelto di viverlo. Francesco ci ricorda una fede capace di uscire dalle parole e diventare presenza, fraternità, servizio, pace.

E mentre a Pompei si leva la tradizionale Supplica alla Madonna del Rosario, affidiamo a Maria anche la nostra comunità.

Affidiamole soprattutto quei posti vuoti.

Perché possano tornare a riempirsi di bambini, ragazzi, giovani, famiglie, scout, anziani. Non per fare numero. Non per avere una bella fotografia della chiesa piena.

Ma perché possiamo riscoprire insieme qualcosa di molto semplice che rischiamo di dimenticare:

la fede non va in ferie.
La comunità non comincia con il catechismo.
E la domenica resta il Giorno del Signore.

Maria, Regina del Santo Rosario, riportaci all’essenziale.
San Francesco, insegnaci la gioia di un Vangelo vissuto.
Signore, aiutaci a tornare nella tua vigna e a portare frutto.

Buona domenica dalla nostra comunità parrocchiale.

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO«Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna»Mt 21,28-32Un figlio dice “no”, ma poi cambia ...
27/09/2026

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
«Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna»
Mt 21,28-32

Un figlio dice “no”, ma poi cambia cuore e va.
L’altro dice “sì”, ma resta fermo.

Gesù oggi ci ricorda una verità semplice e scomoda: la fede non si misura dalle parole che diciamo, ma dai passi che siamo disposti a compiere.

Possiamo sbagliare, allontanarci, rispondere “non ne ho voglia”. Ma Dio non ci chiude mai dentro i nostri errori. Ci lascia sempre la possibilità di ripensarci, cambiare strada e ricominciare.

Il Vangelo non racconta la storia di chi è perfetto.
Racconta la storia di chi sa lasciarsi cambiare.

La vigna è lì, anche oggi: nella nostra famiglia, nel lavoro, nella comunità, accanto a chi ha bisogno di noi.

Signore, donaci una fede fatta non soltanto di parole, ma di scelte, gesti e vita. E quando sbagliamo strada, donaci il coraggio di tornare e ricominciare.

Oggi la nostra comunità si unisce con gioia agli auguri per i nostri giovani scout Michele e Anna, che celebrano 39 anni di matrimonio.

39 anni di vita condivisa, di giorni felici e momenti difficili, di passi compiuti insieme: un “sì” che non resta soltanto una parola pronunciata un giorno, ma che continua a diventare vita.

Auguri di cuore, Michele e Anna!
Il Signore continui ad accompagnare il vostro cammino, custodisca il vostro amore e vi doni ancora tanti anni da vivere insieme nella gioia e nella serenità.

Buona XXVI Domenica del Tempo Ordinario a tutti!

PRESÌDI DI LEGALITÀ: UNA RETE CHE CRESCEQuesta sera la Parrocchia Spirito Santo di Foggia ha ospitato l’incontro promoss...
21/09/2026

PRESÌDI DI LEGALITÀ: UNA RETE CHE CRESCE

Questa sera la Parrocchia Spirito Santo di Foggia ha ospitato l’incontro promosso dall’Assessorato alla Legalità del Comune di Foggia, con l’assessore dott. Giulio De Santis, dedicato al confronto e al coordinamento tra i Presìdi di Legalità già istituiti e quelli di prossima istituzione.

Un momento importante per mettere in rete esperienze, idee e proposte e per costruire insieme una presenza sempre più concreta nei quartieri della nostra città.

Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti
dei presidi di legalità:

“Don Tonino Bello” presso la Parrocchia Spirito Santo - Oratorio San Domenico Savio;
“Francesca Morvillo” presso l’IC Foscolo - Gabelli;
“San Leonardo Murialdo” presso l’Opera San Michele - Parrocchia San Michele Arcangelo
“Francesco Marcone” presso il Liceo Scientifico Volta

e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Area Nuova associazione studentesca UniFG, l’Associazione sportiva Foggia Runners.

Al centro del confronto, la volontà di dare continuità alle attività dei Presìdi, promuovere iniziative comuni, custodire la memoria delle vittime innocenti delle mafie e coinvolgere sempre di più scuole, parrocchie, associazioni, istituzioni e cittadini.

Perché la legalità non è soltanto una parola o un evento da celebrare: è una cultura che si costruisce ogni giorno attraverso relazioni, responsabilità, educazione e partecipazione.

Da questa sera il cammino continua con una convinzione ancora più forte: fare rete significa non lasciare solo nessuno e rendere più forte l’intera comunità.

Parrocchia Spirito Santo – Foggia
21 settembre 2026

“ANDATE ANCHE VOI NELLA MIA VIGNA”XXV Domenica del Tempo OrdinarioC’è posto per tutti nella vigna del Signore.Per chi ar...
20/09/2026

“ANDATE ANCHE VOI NELLA MIA VIGNA”
XXV Domenica del Tempo Ordinario

C’è posto per tutti nella vigna del Signore.

Per chi arriva all’alba e per chi arriva quando il giorno sembra ormai finito.
Per chi cammina con Dio da una vita e per chi lo ha incontrato soltanto ieri.
Per chi si sente forte nella fede e per chi sta ancora cercando la propria strada.

Il padrone della parabola continua a uscire.
All’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre, persino alle cinque del pomeriggio.

Dio non si stanca di uscire a cercarci.

E a quelli rimasti nella piazza non domanda perché non siano arrivati prima. Ascolta la loro risposta: “Nessuno ci ha presi a giornata”.
E dice semplicemente:

“Andate anche voi nella vigna”.

È forse qui il cuore del Vangelo di oggi: per Dio nessuno è inutile, nessuno è fuori tempo, nessuno è arrivato troppo tardi.

Ma la parabola ci mette davanti anche a una domanda scomoda.

Sappiamo essere felici quando Dio è generoso con gli altri?

I lavoratori della prima ora non ricevono meno di quanto era stato promesso. Eppure mormorano perché gli ultimi ricevono quanto loro. Cominciano a confrontare, a misurare, a fare classifiche.

E il padrone domanda:

“Tu sei invidioso perché io sono buono?”

Il Regno di Dio non funziona secondo la logica del merito da esibire, ma secondo quella di una grazia che sorprende. L’amore di Dio non si divide: donato a un altro, non diventa più piccolo per me.

Forse anche noi qualche volta ci sentiamo “quelli della prima ora”. Pensiamo di aver dato tanto, sopportato il caldo, fatto il nostro dovere. E rischiamo di dimenticare che persino poter lavorare nella vigna è già un dono.

Oggi il Vangelo ci invita a cambiare sguardo:
meno confronti, più gratitudine;
meno classifiche, più fraternità;
meno “io merito”, più “anche tu sei atteso”.

Perché nella vigna del Signore c’è ancora spazio.

Anche per chi arriva tardi.
Anche per chi ricomincia.
Anche per chi pensava che nessuno lo avrebbe più chiamato.

Dio esce ancora a cercarti.
E forse oggi sta dicendo proprio a te:
“Andate anche voi nella mia vigna”.

Indirizzo

Via NEDO NADI 4
Foggia
71122

Telefono

+390881744940

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