15/08/2026
Dai ghetti alla differenziata, dai giovani alla speranza e l’impegno: sono stati vari i temi trattati dall’Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino, mons. Giorgio Ferretti, pronunciato al termine della solenne processione del Sacro Tavolo dell'Iconavetere.
Ecco il messaggio integrale ⬇️
🗣️ “Sorelle, fratelli,
il caldo di questi giorni ci attanaglia tutti. Ma di più dovremmo domandarci qual è la nostra colpa personale in tutto questo. Viviamo tutti la creazione con uno spirito predatorio, pensando per noi e dimenticando che questo è il mondo che lasceremo ai nostri figli e nipoti, che pure molto amiamo. Papa Leone nell’enciclica Magnifica Humanitas parla chiaramente di una responsabilità personale di ciascuno.
Sì, ognuno nel suo piccolo contribuisce a pulire o sporcare la madre terra. Quanta sporcizia, spazzatura abbandonata nei campi o ai bordi delle nostre strade, che vergogna! Anche la raccolta differenziata fatta
con giudizio ci fa dare il nostro piccolo contributo e ci concentra sul fatto che al centro non ci sono io, sempre io, con i miei bisogni, dimentico che il mondo che sporco è il nostro giardino di casa e che la terra è la grande risorsa di questa provincia.
Il caldo indebolisce, uccide. Per questo ho chiesto a tutti di prendersi cura dei fragili.
Degli anziani vicini di casa. Ringrazio i sacerdoti e gli operatori della sanità per il loro lavoro e sacrificio.
La nostra Caritas e le parrocchie hanno aperto centri di refrigerio per gli anziani che non hanno la possibilità di fare ferie o non hanno l’aria condizionata a casa. E donano acqua fresca, integratori e un pasto per i migranti che tornano sfiniti dai campi. A loro vorrei rivolgere un pensiero. Scrive Papa Leone: “La Chiesa deve lasciarsi interpellare. L’accoglienza del migrante non può essere qualcosa di secondario, né ve**re delegata solo ad alcuni volontari. Ci inginocchiamo davanti all’altare per adorare Cristo presente
nell’Eucaristia, dal quale riceviamo la forza e la motivazione per vivere la ca**tà. Il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto,
la notte e il mare. La Chiesa non può ignorare alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore
di chi grida dalla notte” (Leone XIV, discorso a Gran Canaria, 11 giugno 2026).
Come non pensare ai ghetti, vergogna di questa provincia. A questa città chiedo che si accolga di più, con umanità; lo chiedo in particolare alla Chiesa di Foggia - Bovino, che accolga con ca**tà cristiana.
Il Buona Samaritano della parabola evangelica soccorre l’uomo che trova mezzo morto ai bordi della strada. Lo fa perché è suo fratello, ma non è suo connazionale e lo soccorre senza chiedergli un documento di identità.
Gli stranieri che incontriamo a Foggia sono uomini, donne, che fuggono dalla fame, dalla guerra, da luoghi in cui il clima impazzito ha cancellato un futuro. I più sono desiderosi di un futuro migliore,
lavoratori necessari nei nostri campi, contribuiscono con la loro fatica sotto il sole cocente in modo importante al benessere di questa terra. Non lasciamoli soli, mai disprezziamoli, non consegniamoli nelle mani dei caporali e della mafia. Io, tu, fratello, sorella, tutti possiamo donare un sorriso, un bicchier d’acqua nel nome di Dio e dell’umanità. Tutti dobbiamo accogliere e non disprezzare: basta con parole che
fomentano odio e costruiscono muri e divisione! Un giorno saremo giudicati dal tribunale di Cristo anche sull’accoglienza e sulla nostra umanità.
Per i cristiani non esistono stranieri, non esistono nemici. Siamo, come diceva il compianto papa Francesco, “Fratelli tutti”! Fratello, sorella, che ti piaccia o no questo è l’insegnamento del Signore Gesù: tutti fratelli perché tutti figli di Dio e tutti con il diritto di pregare Dio.
Ho visitato recentemente una scuola nel centro di Foggia. C’erano bambini da tutti i continenti. Una scuola bellissima. Studiano assieme, si sentono tutti foggiani, anche se tra loro alcuni non possono avere la cittadinanza. Ma i bambini questo non lo sanno, giocano, studiano, crescono assieme. Cari giovani, in voi speriamo perché aggiustiate quello che noi abbiamo rotto.
Madre santissima, Madonna dei sette veli, così amata e venerata in questa città, tu che hai accolto l’annuncio dell’angelo, sotto il tuo mantello raccogli l’umanità di questa terra, rendici fratelli, facci più umani e solidali, custodi nei nostri fratelli e della creazione.
E chiedi a tuo figlio Gesù, che è passato in questo mondo, sanando, accogliendo ogni uomo e facendo il bene, di benedire il lavoro della nostra Chiesa e la famiglia umana che vive in questa città, Amen”.
Mons. Giorgio Ferretti
Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino