Calasanziane

Calasanziane Siamo le “Calasanziane”. Qui troverete un po’ di “casa nostra”. È un modo per stare ancora più vicini. Un abbraccio

24/06/2026

Buona festa!

I consigli evangelici, per noi consacrate, sono l’indirizzo e i mezzi che ci dicono in che modo donare la nostra vita a ...
27/05/2026

I consigli evangelici, per noi consacrate, sono l’indirizzo e i mezzi che ci dicono in che modo donare la nostra vita a Dio, per vivere il meglio ogni giorno, testimoniando il dono totale a Dio. È per questo che diventa fondamentale ricordare e approfondire per saperli portare nel concreto della nostra vita. Per questo la nostra congregazione offre a noi giovani, essendo all’inizio della vita consacrata, un seminario di formazione che ci aiuti ad approfondire il tema dei Voti per poterli vivere con consapevolezza e maturità umana e spirituale.
Il percorso formativo ha previsto tre tappe, tre seminari: lo scorso marzo abbiamo sviluppato il voto della Castità, castità come un conoscere se stessa, con i propri bisogni, desideri, sentimenti, emozioni, per una crescita umana sempre più adeguata.
Lo scorso 19 maggio, a seguito della ricorrenza della memoria del bicentenario della morte di uno dei nostri fondatori, padre Celestino Zini, è iniziata la seconda tappa di formazione, con il voto di povertà.
La povertà comincia là dove smetto di fuggire dalla verità e inizio a vedere su cosa appoggio davvero la mia vita. Madre Celestina ci insegna che la povertà è: “povertà dello Spirito e povertà delle cose”. Innanzitutto vivere il voto di povertà significa avere un cuore che lentamente impara a non costruirsi sul possesso; comincia là, dove smetto di ingannare me stessa e comincio a vedere su cosa davvero fondo la mia vita, cosa dà senso alla mia vita.
La povertà si concretizza soprattutto nel vivere le relazioni interpersonali. Le nostre costituzioni dicono che dobbiamo vivere la povertà nella dipendenza e nella semplicità che sono una scuola di fiducia, perché quando chiedo e accolgo, imparo che non sono io la fonte della mia vita, ma Gesù. La fiducia non consiste nel non avere bisogni, ma nel fatto che smetto di proteggerli da sola e comincio ad affidarli. La povertà, dunque, è fidarsi e non essere la sorgente di sé stessi. Non devo essere protetta da ciò che possiedo ma posso imparare ad appoggiare la mia vita su Colui che mi guida.
Per ultimo, la povertà vissuta nella mia comunità, nella quotidianità, mette alla prova il cuore. La povertà diventa vera quando lentamente imparo a non vivere soltanto a modo mio, ma a vivere nella relazione con Dio, con la comunità e con coloro ai quali sono mandata. Le nostre costituzioni ci parlano di appartenenza alla comunità e al servizio della comunità: significa che la mia vita non è soltanto mia, ma le mie capacità, il mio tempo, i miei talenti diventano parte di qualcosa di più grande.
In conclusione la povertà è VEDERE, FIDARSI, VIVERE.

20/05/2026

RINGRAZIAMENTO CHIUSURA CENTENARIO

Buona sera a voi tutti. Grazie perché avete condiviso con noi la celebrazione di ringraziamento a Dio per la Chiusura di questo centenario calasanziano. In particolar modo oggi, giorno per noi speciale perché onoriamo la memoria della nascita al cielo del nostro venerato Padre CELESTINO ZINI, scolopio, arcivescovo di Siena e fondatore. I nostri cuori sono ricolmi di gratitudine nei suoi confronti e soprattutto nutriamo la speranza di far brillare nuovamente il ricco tesoro della sua santità rimasto nascosto più di un secolo. Dopo aver celebrato a Siena il primo centenario della sua morte, nel maggio del 1992, ci siamo resi conto che non si poteva separare due anime che Dio aveva unito per sempre nella costruzione del regno di Dio.
E così allora, come oggi, tutta la famiglia calasanziana si trovava riunita, in 23 aprile 1994, quando le sue venerate spoglie sono state traslate da Siena nella Chiesa dell’adorazione della nostra Casa Madre perché potesse essere non solo vicino alla tomba della Beata Madre Celestina, fondatrice anch’essa, ma perché potessero essere INSIEME AL CENTRO PER SEMPRE!
Infatti, Monsignor Celestino Zini, a Siena il 25 maggio del 1889, un mese prima della fondazione di noi Suore Calasanziane, scrisse la famosa lettera, che ormai ben conosciamo, e che è stata la fonte di ispirazione per il logo di questo periodo del nostro centenario intitolato “Insieme al Centro”.
Figliolina in Gesù,
Accetto volentieri il simbolo del circolo, in sostituzione di quello del triangolo. Perciò, d’ora innanzi, ci intenderemo al solo dire: al centro. (Siena, 25 maggio 1889).
Queste due anime cercavano di trovare il cammino, il modo per rimanere INSIEME, cioè UNITI, pur trovandosi uno a Siena e l’altro a Firenze, per adempiere il volere di Dio: essere fondatori e guide per la nuova pianticella calasanziana che stava ancora per nascere: noi SUORE CALASANZIANE.
Come allora, anche oggi, queste due anime si trovano unite per il regno di Dio. Infatti, radunati, come siamo, qui, in questa Chiesa dell’Adorazione, tutti noi abbiamo la grazia di poter contemplare il mistero dell’unione di due anime anche con i nostri occhi, perché proprio qui, su questo presbiterio, il loro essere INSIEME AL CENTRO rimane per sempre visibile!
Grazie a Sua Eminenza, il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena, per aver accolto il nostro invito di presiedere questa celebrazione di chiusura del nostro centenario. La sua presenza qui, nel giorno in cui facciamo memoria del nostro caro arcivescovo di Siena Celestino Zini, è molto significativa e rappresentativa per tutte noi Calasanziane, per i Padri scolopi, e per l’intera famiglia Calasanziana. I nostri sinceri ringraziamenti.
Vorrei anche ringraziare tutti voi membri della famiglia Calasanziana per averci accompagnate in questo centenario calasanziano:
i PADRI SCOLOPI,
I PADRI CAVANIS della Congregazione delle Scuole di Ca**tà,
Le Suore ESCOLAPIAS dell’Istituto delle Figlie di Maria Religiose delle Scuole Pie;
Le religiose CALASANCIAS, Figlie della Divina Pastora
Le SUORE DELLA COMPAGNIA DI MARIA (Istituto Provolo)

Ringraziamo anche la presenza dei bambini e di alcuni genitori del nostro Istituto “San Giuseppe Calasanzio” di Via Cento Stelle qui a Firenze, la presenza dei bambini, dei laici e delle suore dell’Oasi “Mamma Bella” di Campi Salentina, dell’Oasi “Celestina Donati” e dell’Oasi “Linda Penotti” di Roma, l’Oasi “Giulio Salvadori” di Milano; perché una celebrazione eucaristica, per noi calasanziani, condivisa con voi bambini, suore e laici diventa più bella e piena. Ogni realtà calasanziana che non dovesse avere i bambini al centro priverebbe tutti noi del motivo per cui siamo calasanziani.
Vorrei ringraziare tutti voi amici, fratelli e sorelle in Cristo Gesù, che siete oggi qui per condividere con noi questa celebrazione e quelli che, molto probabilmente, non sono oggi qui fisicamente ma sicuramente uniti spiritualmente, partecipando online con cuore calasanziano. NOI concludiamo questo centenario certi di aver vissuto un percorso INSIEME AL CENTRO! E il mio augurio è che questo centenario ci renda INSIEME AL CENTRO PER SEMPRE!

M. Marilia Evangelista Lima Sch. P.
SUORE CALASANZIANE

NoviziatoLa vocazione è come una piccola pianta che ha bisogno di cure, acqua e potatura.Affinché una vocazione religios...
28/03/2026

Noviziato
La vocazione è come una piccola pianta che ha bisogno di cure, acqua e potatura.
Affinché una vocazione religiosa germogli e porti buoni frutti, ha bisogno di essere radicata con molta preghiera e di lasciarsi potare da Dio.
Il Signore mi ha chiamata fin da giovanissima, nell'ambiente scolastico delle suore calasanziane. Ha risvegliato in me qualcosa che non riuscivo a spiegare, ma la vita delle suore mi ha avvicinata a Dio. Oggi, da giovane donna in cerca della via della consacrazione, capisco che si trattava della vocazione che veniva piantata nel mio cuore.

Dio mi ha chiamata, perché mi ama. Era presente nella mia vita, mi ha donato la vocazione e, all'interno della vocazione, mi ha dato un carisma, il carisma calasanziano di Madre Celestina Donati, per avvicinarmi a Lui. Il carisma calasanziano è stato un grande dono di Dio per me. È un cammino verso la santificazione.

Il 17 marzo 2026, io, Sara, sono stata ammessa al noviziato, nella comunità di São José de Calasanz, in Brasile, con una celebrazione presieduta da Padre Jaciel. È stata una celebrazione di grande significato e un atto di totale abbandono alla volontà di Dio della mia vita. Ho potuto condividere questo momento con la mia famiglia, i miei amici, la comunità parrocchiale e la mia comunità religiosa che rappresentava l'intera congregazione.

Attraverso ogni accoglienza, preghiera e affetto, ho sentito quanto il Signore sia instancabile nell'amare. Compiendo questo passo, mi sento più sicura del cammino che sto percorrendo e nutro un grande desiderio di una relazione più profonda con Lui. Provo un sentimento di grande appagamento e pace, anche se non lo merito, perché Lui si fida così tanto di me e mi chiede di servire le persone delle quali Lui stesso si fida. L'amore di Dio cerca di conquistarmi ogni giorno, insegnandomi ad essere libera nel Suo amore. Sento Dio in questa congregazione e questo mi incoraggia ad essere sempre più Sua.

Ringrazio Dio per avermi chiamato e la congregazione per avermi permesso di rispondere a questo amore.
Sara

Fare il primo passo verso per maturare e discernere la possibile risposta ad una chiamata speciale, richiede molto corag...
28/03/2026

Fare il primo passo verso per maturare e discernere la possibile risposta ad una chiamata speciale, richiede molto coraggio e, oggi, mi rendo conto di quanto coraggio Dio mi abbia donato. Riuscire a guardare indietro e a vedere il mio cammino fatto finora, ha richiesto diversi cambiamenti da parte mia. Ciò che un tempo era comodo ora è diventato scomodo.
Per me, il postulato è la fase delle decisioni, del lasciarmi plasmare da Dio, è la fase dell'azione.
Il cambiamento è un duro lavoro che avviene a piccoli passi, ma solo quando ci si apre al dono di Dio. L'apertura che ho dato e continuo a dare all'azione di Dio mi trasforma ogni giorno.
Sentirmi bene e felice nell'ambiente in cui mi trovo oggi, è una parte importante di tutto il mio percorso. Significa avere la certezza che Dio mi ha scelta e ha preparato questo posto per me. Vivere questo carisma calasanziano con totale abbandono, consacrarsi a Dio e prendersi cura dei bambini e dei giovani che vivono ai margini della società è riservato solo a coloro che sono stati scelti da Dio per questo carisma. Oggi comprendo quanto sono amata e scelta da un Dio che non ha mai distolto lo sguardo da me, che mi chiama ogni giorno, che cerca sempre di condurmi alle acque più profonde, che vuole che io faccia parte delle sue opere, che mi insegna ad amare, servire e perseverare, cercando sempre di incontrare gli altri.
La Vergine Maria mi sia di esempio nel camminare verso la volontà di Dio.

Adrianni

PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA14 MARZO 2026In questa bellissima Celebrazione Eucaristica, abbiamo avuto la grazia di vedere...
15/03/2026

PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA
14 MARZO 2026

In questa bellissima Celebrazione Eucaristica, abbiamo avuto la grazia di vedere 5 giovani che si sono rese disponibili ad ascoltare la voce di Dio in un mondo in cui tutti siamo immersi nel rumore, anzi viviamo in un mondo frastornante: i rumori costanti provenienti dalla tecnologia, ritmi frenetici, preoccupazioni quotidiane che riempiono le nostre menti e i nostri cuori. Ma sappiamo benissimo che Dio suole manifestarsi nel silenzio e nel raccoglimento. Ebbene, queste cinque giovani hanno saputo cogliere la voce di Dio che ha parlato nel silenzio dei loro cuori e oggi hanno pronunciato il loro Sì.
A nome di loro, e della nostra Congregazione, vorrei rivolgere un particolare e sentito ringraziamento al nostro carissimo vescovo, padre Pedro, che è per noi un punto fermo, con il quale abbiamo intessuto un forte legame spirituale grazie alla figura del nostro Padre San Giuseppe Calasanzio. Grazie Eccellenza, perché, nonostante i tuoi innumerevoli impegni, sei sempre disponibile ad aiutarci e a sostenerci, come un vero padre scolopio, nel cammino della nostra Congregazione. Noi ti vogliamo tanto bene; non dimenticarlo mai!!!
Ringrazio anche tutti gli altri sacerdoti, il padre Sergio Sereni, Padre Provinciale degli Scolopi d’Italia e tutti gli altri scolopi e sacerdoti vari concelebranti. Grazie, perché vi siete uniti a questa grande preghiera di ringraziamento a Dio per il dono della vocazione di queste 5 giovani nella nostra Congregazione calasanziana.
Il mio ringraziamento particolare a tutte le mie consorelle calasanziane, ma in modo speciale, oggi, vorrei ringraziare suor Lenilda Silva de Oliveria, maestra delle novizie. Forse, qui, in Italia, è il tuo ultimo gruppo di novizie e per questo a nome della Congregazione, vorrei dirti: GRAZIE e GRAZIE e GRAZIE per la tua instancabile dedizione, generosità nell’assumere questo compito difficile di accompagnamento e discernimento della vocazione calasanziana. Compito, però, che tu hai saputo svolgere non solo con grande impegno e responsabilità, ma soprattutto con grande passione e amore per questo prezioso servizio che la Congregazione ti ha affidato e a cui tu hai saputo rispondere con il cuore aperto per amore di noi tutte consorelle. Il Signore ti ha concesso la grazia di accompagnare e di formare nella tappa del noviziato ben 13 suore calasanziane. Grazie Suor Lenilda a nome di tutta la nostra Congregazione.
Non posso concludere questo ringraziamento senza rivolgermi ora alle neo professe calasanziane: Sr Dalila del Socorro di S. Francesco d’Assisi, Sr Maria Divina della Misericordia, Sr Marjieny del Cuore Immacolato di Maria, Suor Nadege di San Pio X e Sr Nahomie del Sacro Cuore di Gesù.
Se me lo permettete, vorrei tornare alla famosa lettera di Padre Celestino alla Madre Celestina, scritta a Siena il 15 maggio del 1889, che è servito come ispirazione per il logo del nostro centenario “Insieme al Centro”.
Nel preparare questa piccola guida liturgica per questa speciale celebrazione ho desiderato mettere nell’ultima pagina questa bellissima lettera, perché voi possiate farla divenire, lungo tutto il vostro cammino, già a cominciare dal vostro juniorato, come la direzione e indicazione spirituale da prendere, come già avvenuto in passato per i cuori in discernimento di due anime a noi care: Madre Celestina e Padre Zini, nostri fondatori e che noi abbiamo ricevuto in eredità:
Al centro, al centro! Sempre al centro. Lì è la vera pace, lì è la quiete perfetta. Da quel punto fisso, infiniti raggi di calore e di luce partono ad animare miriadi di punti della sconfinata circonferenza; e questi punti, così animati, tendono a riunirsi in quel centro. Questo è la loro vita, come sarebbe morte lasciare il convergere ad esso centro. (Siena, 25 maggio 1889)
Carissime Suor Dalilla, Suor Divina, Suor Marjieny, Suor Nadege e suor Nahomie correte sempre al Centro per trovare la vera pace e la vera felicità, ci dicono e ci indicano i nostri cari fondatori. Corrette al Centro per vincere ogni dubbio e resistenza, correte al Centro per spezzare il giogo della paura quando busserà alla vostra porta, dello scoraggiamento, delle solitudini, delle sofferenze che inevitabilmente la vita ci porta, delle tentazioni di schizzare verso un altro centro che ci allontana dal vero Centro, Gesù. Se correrete “senza alcun indugio”, in fretta, come la Vergine Maria corse verso Elisabetta per portare la lieta notizia, il Signore nel Suo grembo, se correrete come Lei verso il Centro, sarete insieme altri puntini di luci che siamo tutte noi, capaci di animare tutta la circonferenza della Congregazione. Ma, attenzione, non dovrete mai dimenticare che lo dovrete fare Insieme al Centro. Non importa dove, cioè in quale parte del mondo andrete a servire Dio attraverso i bambini, dovrete farlo riunite Insieme al Centro, come volevano i nostri fondatori: diventando un cuor solo e un’anima sola.
Cercate dunque, sempre, di non essere quel puntolino capricciosetto che schizza verso un altro puntino, illudendosi di stare più vicino al centro. Perché a volte uno può stare dentro la sconfinata circonferenza della Congregazione e essere lontana dal Centro. Per quanto lontano, per quanto difficile sia il nostro camminare Insieme al Centro, sarà sempre più vicino al Centro di qualsiasi altro ponto autoreferenziale e distante dal Centro. Il mio auspicio e augurio per voi, e anche per noi, è che tutti possano vedere in voi una Suora Calasanziana perché il vostro camminare è unite, Insieme al Centro. Questo sia il vostro continuo appuntamento: Insieme al Centro.
Noi, come vostre consorelle (maggiori), saremo sempre vicine e saremo pronte a riprendere insieme a voi il cammino che ci porta al Centro. Che i nostri fondatori, San Giuseppe Calasanzio, la Beata Celestina Donati e Padre Zini, siano per voi modelli capaci di animarvi per farvi arrivare fino al Centro. Auguri da tutte noi!

Madre Marilia di Gesù Crocifisso

Celebrare 126 anni di Adorazione Eucaristica  Celebrare i 126 anni di Adorazione Eucaristica è per noi Calasanziane un g...
02/03/2026

Celebrare 126 anni di Adorazione Eucaristica

Celebrare i 126 anni di Adorazione Eucaristica è per noi Calasanziane un gesto di amore profondo verso Gesù Sacramentato e un atto di fedeltà al Carisma e alla spiritualità che i nostri santi Fondatori ci hanno consegnato come eredità viva. L’Eucaristia continua a essere la sorgente che illumina la nostra missione, sostiene il nostro cammino e ci plasma come donne consacrate al servizio dei piccoli.
Ieri, nella Chiesa di San Giuliano, cuore pulsante della nostra Congregazione, abbiamo vissuto un momento di grazia speciale. Insieme alle consorelle provenienti da diverse comunità e ai Padri Scolopi, abbiamo celebrato, lodato e ringraziato il Signore per questo dono che continua a rinnovare la nostra identità e la nostra missione.
È stato un tempo di gioia, comunione e profonda riconoscenza. Abbiamo pregato per la nostra Congregazione, per ogni consorella, per le nostre missioni, per tutti i bambini e i giovani che il Signore ci affida e per la pace del mondo intero. Nel silenzio adorante abbiamo percepito la presenza discreta e forte dei nostri Fondatori, che ci accompagnano e ci ispirano a diventare vere adoratrici per il Regno, donne capaci di lasciarsi trasformare dall’amore eucaristico per trasformare, a nostra volta, la vita degli altri.

SEMINARIO DI FORMAZIONE Dal 26 al 28 febbraio, in Casa Madre, Firenze, si è tenuto un Seminario di formazione per Novizi...
01/03/2026

SEMINARIO DI FORMAZIONE

Dal 26 al 28 febbraio, in Casa Madre, Firenze, si è tenuto un Seminario di formazione per Novizie, Juniores e giovani Suore Professe. È stato guidato da Suor Urzula, Scolopia, che ha trattato il tema della Castità, portandoci, come in un viaggio inaspettato, tra le pieghe della nostra umanità. È stata un'esperienza che ha trasformato la percezione del concetto di Castità: da "rinuncia" a "integrazione profonda ".

Inizialmente, il timore di soffocare i nostri sentimenti era forte. Tuttavia, il confronto ha rivelato che la Castità non è negazione, ma ascolto dei propri bisogni affettivi. Abbiamo compreso che il desiderio di essere amate è una bussola, non un ostacolo, e che imparare a dare un nome alle proprie emozioni è il primo passo per la maturazione autentica.

Il Seminario ha ridefinito la Castità come una virtù che ordina l'amore. Non si tratta di amare meno, ma di amare in modo universale, liberando l'altro dalla pretesa del possesso. È una scelta di donazione totale di sé che cerca una unione spirituale capace di andare oltre la singola relazione esclusiva.

Abbiamo compreso come la sessualità sia una energia che atteaversa ogni nostra relazione, non solo quella fisica. L'amicizia, in questo contesto, diventa il terreno privilegiato in cui vivere una relazionalita' casta: un legame profondo, accogliente e gratuito dove l'altro è rispettato nella sua interezza.

La Castità consacrata rende il cuore indiviso, pronto a partire per accogliere chiunque e farsi prossimo senza confini. È un segno profetico: testimonia che l'amore di Dio basta a riempire una vita e che ogni uomo e donna incontrati sono fratelli e sorelle da amare con la stessa intensità di Cristo.

"Con molta gratitudine e gioia della presenza dei nostri cari laici nel nostro oasi, la Comunità Celestina Donati di Car...
15/02/2026

"Con molta gratitudine e gioia della presenza dei nostri cari laici nel nostro oasi, la Comunità Celestina Donati di Carei ha organizzato un momento spirituale e di fraternità nel giorno 10 febbraio 2026. Abbiamo celebrato la Santa messa della nostra parrocchia San Giuseppe Calasanzio, seguito da una gradevole atmosfera con un miniconcerto musicale realizzato dai 2 dei nostri conoscenti musicisti.

Il momento fraterno si è concluso con una piccola merenda nella nostra casa, accompagnata da un piccolo presente preparato con tanto affetto da parte della comunità. Ringraziamo il Signore per la loro preziosa presenza di servizio dei nostri laici, che ogni giorno portano insieme a noi il Carisma lasciato dai nostri Fondatori.

San Giuseppe Calasanzio, Padre Celestino Zini e Madre Celestina! Pregate per noi!“

GIORNATA DEL LAICATO CALASANZIANO 8 FEBBRAIO 2026Marianna e Gemma Donati. Due donne, due sorelle artefici di un medesimo...
10/02/2026

GIORNATA DEL LAICATO CALASANZIANO
8 FEBBRAIO 2026

Marianna e Gemma Donati.
Due donne, due sorelle artefici di un medesimo disegno divino: la fondazione della Congregazione delle Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio., grazie all’aiuto e all’ amicizia di un grande vescovo scolopio, Celestino Zini.

Religiose e laici, già dagli albori insieme!
Le Suore Calasanziane, nome con il quale siamo soliti chiamare le Figlie Povere di Madre Celestina Donati e monsignor Celestino Zini, hanno considerato da sempre i laici non “ospiti” delle loro Oasi, ma corresponsabili.
Nelle Oasi Calasanziane i laici camminano insieme alle suore per realizzare e concretizzare la loro mission educativa: prendersi cura delle nuove generazioni.
In occasione della giornata del laicato calasanziano che si festeggia ogni anno l’8 Febbraio, data che coincide con la nascita al cielo di Gemma Donati, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul passo del Vangelo che racconta di un contadino che andò a seminare…. I semi caddero in tanti terreni di diversa natura e ognuno di loro germogliò in modo diverso.
Ma i semi caduti nel terreno fertile germogliarono e diedero frutti!
Ci siamo sentiti anche noi dei semi. PERCHE’?
Perché, come laici calasanziani ciò è accaduto a noi appena entrati in un’Oasi delle Suore Calasazniane : abbiamo trovato il terreno giusto, abbiamo germogliato e dato frutti.
A noi però piace chiamarci “Contadini di Virtù” perché ognuno di noi regala ai piccoli che incontra nelle Oasi alcune virtù quali la lealtà, la gentilezza, l’amicizia, l’amore, ma nello stesso tempo fa sì che la virtù di chi gli sta di fronte venga fuori in tutto il suo splendore. Ogno giorno in questi bei semenzai si creano dei legami che sono unici e irripetibili e che fanno sì che ognuno si senta unico.
Infatti la vera cura, come ci insegna Gemma, non è solamente proteggere, ma costruire relazioni, coltivare valori e virtù. Se a tutto ciò poi aggiungiamo gli strumenti per coltivare tali semi allora possiamo veramente essere felici e pensare che il disegno educativo dei nostri santi fondatori viene fuori quotidianamente sulla tela della vita.
Il filosofo indiano Rabindranath Tagore scrive: “Colui che pianta alberi, sapendo che non siederà mai alla loro ombra, ha iniziato a capire il significato della vita”, ed è proprio quello che ogni giorno noi laici accanto alle suore facciamo.
Il nostro è un lavoro disinteressato per le generazioni future, ma anche un lavoro che porterà beneficio agli altri senza aspettare ricompense né immediate, né personali.

Palmieri Albarita

Indirizzo

Via Faenza 62
Florence
50123

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