04/12/2022
II Domenica di Avvento / A
4 dicembre 2022
Davanti alle profezie di Isaia siamo portati a dire: troppo bello per essere vero! “Il lupo dimorerà con l’agnello…” In una simile società la convivenza sarebbe meravigliosa! Senza deboli ne forti, senza oppressi ne oppressori. Troppo bello! “Giudicherà con giustizia i poveri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese”. Troppo bello per essere vero! Non sarà un artificio della religione, simile d una bieca propaganda elettorale? (dato che i poveri sono tanti vediamo di accaparrarci il loro consenso…). È davvero difficile da credere, perfino con la fede: figuriamoci senza! Non possiamo dimenticare la giungla che ci circonda e dare per scontato che tutto cambierà. Tuttavia è indispensabile cominciare a credere e a fidarci di Dio, per confidare nei suoi progetti e diffidare dei nostri; per desiderare sul serio la giustizia che spazza via i nostri imbrogli; per lavorare con coraggio per la pace, non come risultato di trattati, ma di autentico rispetto del diritto. Per dimostrare che vogliamo che qualcosa cambi, occorre cambiare noi stessi. Siamo giunti così al messaggio centrale di questa seconda domenica di avvento: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! È Giovanni Battista a lanciare questo appello, lui, incaricato da Dio di preparare le vie al Signore che viene. Analizziamo attentamente il suo insegnamento. 1) andare nel deserto: deserto è simbolo di rottura con la società che abbiamo costruito. Ma non per fuggire ed evadere, ma per cambiare per seppellire nell’acqua del battesimo e di penitenza l’uomo vecchio e rinascere nel battesimo di Spirito Santo e fuoco di Gesù. Andare nel deserto perché l’ascia tagli i nostri rami secchi e senza frutto, il fuoco bruci ciò che è inutile, perché con il grano nuovo, messo da parte e scelto, si prepari la semina di un nuovo raccolto. 2) ritornare dal deserto con la forza della conversione: “Fate frutti degni di conversione” è l’invito di Giovanni; un cambiamento radicale è anche quello profetizzato da Isaia, per una società di convivenza pacifica.
In questo momento il Signore accoglie e riunisce tutti gli uomini nell’Eucaristia, sacramento di unità ed esigenza di conversione alla comunione con i fratelli. L’Eucaristia che è immagine e anticipazione dell’unità nella quale tutta la creazione restaurata loderà il Signore, ci aiuti a proseguire con fiducia e costanza il nostro cammino.