Parrocchia San Donato in Polverosa

Parrocchia San Donato in Polverosa Parrocchia San Donato in Polverosa Benvenuto nel Facebook official della parrocchia San Donato in Polverosa di Firenze.

Se vuoi conoscerci meglio, visita il nostro sito web www.sandonatoinpolverosa.it

Carissimi parrocchiani di San Donato in Polverosa,a breve riprenderanno le nostre attività parrocchiali e, con l’arrivo ...
28/08/2026

Carissimi parrocchiani di San Donato in Polverosa,
a breve riprenderanno le nostre attività parrocchiali e, con l’arrivo dell’autunno, ci attende anche un appuntamento speciale, al quale siamo tutti invitati a partecipare.

🎤 “Pauper et humilis” sarà uno straordinario spettacolo teatrale dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi, realizzato in occasione degli 800 anni dalla sua morte (1226–2026).

È un progetto al quale un gruppo di giovani coordinati dal gruppo teatrale della nostra parrocchia sta lavorando da mesi, con passione, entusiasmo e tanto impegno, per regalarci un momento di fede, cultura e condivisione.

✨ Nei prossimi giorni vi proporremo la locandina con i nomi di tutti i partecipanti che stanno rendendo possibile questa speciale rappresentazione.

Sarà bello ritrovarci insieme e vivere questo appuntamento come comunità parrocchiale, lasciandoci accompagnare dalla vita, dalla semplicità e dalla straordinaria testimonianza di San Francesco.

Gli appuntamenti, salvo rinvii per cause non preventivabili:

📅 3 ottobre - ore 21
📅 4 ottobre - ore 16
📅 20 dicembre - ore 16

Vi aspettiamo!

Preparatevi a vivere con noi questa bella avventura. ❤️

Un caro saluto a tutti i parrocchiani dalla RDCongo; Vi porto nel cuore in questa terra meravigliosa per la popolazione ...
18/07/2026

Un caro saluto a tutti i parrocchiani dalla RDCongo;
Vi porto nel cuore in questa terra meravigliosa per la popolazione e per la bellezza della natura!
Meravigliosa e bella, ma anche dilaniata dalla voracità umana che penalizza il suo sviluppo.
L'epidemia di Ebola ne é un segno evidente. Ma la vita è più forte di ogni imprevisto!
La temperatura è più clemente del clima europeo poiché siamo su di un altopiano a 1900 metri.
Che il Signore doni salute e serenità a tutti voi e alle vostre famiglie!

Padre Giuliano

📢 Avviso alla Comunità ParrocchialeCarissimi parrocchiani,si comunica che, dal 27 giugno al 6 settembre, entrerà in vigo...
23/06/2026

📢 Avviso alla Comunità Parrocchiale

Carissimi parrocchiani,
si comunica che, dal 27 giugno al 6 settembre, entrerà in vigore l'orario estivo delle celebrazioni presso la Parrocchia di San Donato in Polverosa.

⛪ Sante Messe feriali
🕣 Ore 8:30

⛪ Sante Messe festive
📅 Sabato (prefestiva): ore 19:00
📅 Domenica: ore 8:30, 11:00 e 21:00

Vi invitiamo a prendere nota dei nuovi orari e a condividere questa comunicazione con familiari e conoscenti.

Padre Sandro sarà disponibile per il sacramento della Riconciliazione anche durante i mesi di luglio e agosto (salvo imprevisti), dal lunedì al sabato, dalle ore 14:30 alle ore 18:00. ✝️🙏

Buona estate a tutti e vi aspettiamo per vivere insieme la Santa Messa.

Martedì 16 giugno: una giornata dedicata all'Intelligenza ArtificialeL'Intelligenza Artificiale interpella sempre più da...
11/06/2026

Martedì 16 giugno: una giornata dedicata all'Intelligenza Artificiale

L'Intelligenza Artificiale interpella sempre più da vicino la nostra vita personale, sociale e spirituale.
Per questo motivo, martedì 16 giugno sarà una giornata interamente dedicata a questo tema, con due importanti appuntamenti che ci aiuteranno a riflettere sul rapporto tra tecnologia, persona e responsabilità.

Appuntamento diocesano
Nel pomeriggio, alle ore 16.45 presso la Sala delle Feste di Palazzo Bastogi a Firenze, si terrà l'incontro promosso dall'Arcidiocesi di Firenze dedicato all'enciclica Magnifica Humanitas, con interventi di studiosi ed esperti che approfondiranno le sfide poste dall'Intelligenza Artificiale alla luce della dignità della persona umana.

Appuntamento in parrocchia
La riflessione proseguirà poi in serata, alle ore 21.00, presso la nostra Parrocchia di San Donato in Polverosa, con la conferenza del Prof. Alessandro Mecocci, docente dell'Università di Siena, dal titolo "Intelligenza artificiale e dignità umana. Dalla potenza dello strumento alla responsabilità della persona".

Due occasioni per comprendere meglio una delle grandi sfide del nostro tempo e per interrogarsi, da una prospettiva umana e cristiana, su come abitare responsabilmente il mondo delle nuove tecnologie.

Vi aspettiamo!

Tanti auguri di un buon compleanno a Padre Lwanga!
03/06/2026

Tanti auguri di un buon compleanno a Padre Lwanga!

San Donato in Polverosa ricorda con affetto don Giuliano BalleriniOggi la comunità di San Donato in Polverosa si stringe...
14/05/2026

San Donato in Polverosa ricorda con affetto don Giuliano Ballerini

Oggi la comunità di San Donato in Polverosa si stringe nel ricordo affettuoso di don Giuliano Ballerini, tornato alla Casa del Padre otto anni fa. Questa sera, durante la Santa Messa delle ore 18.00, sarà ricordato con gratitudine e preghiera da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un tratto di cammino.
Ordinato sacerdote nel 1950 dal cardinale Elia Dalla Costa, don Giuliano divenne nel 1961 pievano di Sant’Andrea a Doccia, servendo poi anche le comunità di Sant’Eustachio in Acone e San Lorenzo a Montefiesole. Un ministero vissuto sempre con semplicità, dedizione e uno stile paterno che sapeva accogliere tutti.
Compagno di seminario di don Lorenzo Milani, del quale conservò per tutta la vita un ricordo fraterno e una sconfinata ammirazione, don Giuliano fu presente anche alla storica visita di Papa Francesco a Barbiana nel 2017, quasi a suggellare un legame spirituale mai venuto meno.
Chi lo ha conosciuto ricorda il suo sorriso gentile, la sua discrezione e quella capacità rara di esserci sempre, senza mai imporsi. Arrivato a San Donato dopo essere diventato parroco emerito di Doccia, ha continuato a servire la comunità con umiltà e generosità, facendosi voler bene da tutti.
Grande appassionato di presepi, don Giuliano ideò a Doccia un grande presepe meccanizzato, ancora oggi funzionante, frutto della sua creatività e del suo amore per la tradizione cristiana.
Nella sagrestia della chiesa rimane anche un segno concreto del suo passaggio: un’antica pagina di musica sacra che volle donare alla comunità, quasi a lasciare un invito silenzioso a cercare Dio attraverso la bellezza e la preghiera.
Questa sera, alle ore 18.00, San Donato lo ricorderà con l’affetto semplice e sincero che si riserva alle persone che hanno saputo lasciare una traccia nel cuore di tanti.

Oggi, durante la Santa Messa delle ore 18.00, faremo memoria del 17° anniversario del dies natalis del nostro amato Don ...
22/04/2026

Oggi, durante la Santa Messa delle ore 18.00, faremo memoria del 17° anniversario del dies natalis del nostro amato Don Bencini.
Un momento di preghiera e di comunione per custodire nel cuore il dono della sua vita e del suo ministero tra noi.
Siamo tutti invitati a partecipare, uniti nel ricordo, nella gratitudine e nella speranza.

Don Franco Bencini era un prete singolare. Difficilmente lo vedevi in giro. Anche nelle riunioni dei sacerdoti. Ma in parrocchia lui c’era sempre.

La parrocchia era la sua casa, la sua famiglia.

Ricordo l’impressione che sempre mi ha fatto tutte le volte che sono stato a celebrare per il sacramento della Cresima nella sua chiesa, così bella nelle sue linee purissime e nei suoi affreschi trecenteschi, che ci ricordano antichi splendori monastici.

Don Franco aveva preparato tutto con grande precisione e tutto si svolgeva nella nuda essenzialità del rito e nella attenta partecipazione dei presenti. Mi accorgevo che lui guardava con fierezza i giovani cresimandi, come un padre guarda i figli di cui è contento. Avevo l’impressione netta di un cammino lungo e soprattutto accurato e preciso di preparazione. A don Franco premeva, al di là delle forme esteriori, la sostanza della fede.

Ha lavorato per tutta la vita – una vita lunghissima se si pensa che era a San Donato in Polverosa come parroco dal 1964 – perché la sua chiesa ritornasse a quella bellezza, semplicità e libertà di forme che aveva avuto nei tempi antichi. E in questo campo, di strada don Franco ne ha fatta tanta. Anche gli ultimi restauri, le ultime liberazioni dell’edificio sacro, realizzati dopo la sua partenza, sono il frutto del suo lavoro e della sua passione.

Ma soprattutto don Franco ha compiuto quel lavoro pastorale che non risalta agli occhi, tu non misuri a metri: don Franco ha voluto bene alla sua gente. E la sua gente ha capito. Soprattutto quando egli ha lasciato a causa dell’età e della malattia, la gente ha avvertito il vuoto, si è resa conto di quanto egli era importante a San Donato in Polverosa. Del resto questo San Donato è rinato con lui. Il Card. Ermenegildo Florit ha firmato il decreto che ricostituisce la parrocchia dopo un plurisecolare abbandono il 1 giugno 1963.

Da ogni punto di vista – giuridico, materiale, spirituale – quello che è la comunità di San Donato in Polverosa, lo deve a don Franco.

La gente giustamente lo ha nel cuore e don Franco, con il suo modo burbero e diretto, continua a dire a tutti di continuare a crescere per essere uomini e donne sinceri, impegnati a camminare seriamente sulle vie della storia e uomini e donne di fede che camminano nella luce del V angelo ed offrono così nelle loro vite la testimonianza luminosa di Gesù Risorto e Vivente” (25 marzo 2010).

Testimonianza del Cardinale Silvano Piovanelli.

Pubblichiamo le foto del triduo, per le quali ringraziamo Rossella Paolieri e il racconto della Veglia di Pasqua.Sabato ...
05/04/2026

Pubblichiamo le foto del triduo, per le quali ringraziamo Rossella Paolieri e il racconto della Veglia di Pasqua.

Sabato 4 aprile, alle ore 22:30, Piazza Don Bencini si è trasformata in un luogo di raccoglimento e speranza in occasione della solenne Veglia di Pasqua della Parrocchia di San Donato in Polverosa.

A presiedere la celebrazione è stato il parroco, Padre Giuliano Riccadonna; hanno concelebrato il cerimoniere Don Mauro Solbiati, Padre Gervais e Padre Lwanga.

Ad animare la liturgia è stata la corale diretta da Lisanna Paoli, che ha accompagnato con intensità e partecipazione i diversi momenti della celebrazione.

Il rito ha avuto inizio proprio in Piazza Don Bencini, con la benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale, segno della luce di Cristo che dissipa le tenebre del mondo. Guidati da questa luce, i fedeli hanno fatto ingresso in chiesa, mentre il canto “Cristo Luce del mondo, rendiamo grazie a Dio” veniva intonato per tre volte.

Con l’illuminazione progressiva della chiesa e la proclamazione solenne dell’Exultet - antico inno pasquale attribuito a Sant’Agostino - si è aperto il cuore della Veglia. La Liturgia della Parola ha ripercorso le tappe fondamentali della storia della salvezza: dalla Creazione al sacrificio di Isacco, dal passaggio del Mar Rosso fino alle profezie messianiche, delineando il cammino dell’umanità verso la Redenzione.

Con l’introduzione del canto del “Gloria” e il suono festoso delle campane, la celebrazione ha raggiunto il suo momento culminante.

Durante l’omelia, Padre Giuliano ha offerto una profonda meditazione sul mistero della Pasqua, affermando: "Si chiede: che cosa è avvenuto oggi?
Oggi sulla terra c’è stato grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio, perché il Re dormiva.
La terra è rimasta come smarrita, attonita, e tace, perché Dio fatto carne si è addormentato; e, addormentandosi, ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è disceso a scuotere il regno degli inferi.
Egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Vuole scendere a visitare coloro che siedono nelle tenebre e nell’ombra della morte. Dio e il suo Figlio vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva e tutti coloro che, dopo di loro, hanno condiviso la stessa sorte.
E allora si leva una voce, una voce piena di autorità e di tenerezza:
“Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio. Per te e per tutti coloro che da te hanno avuto origine, ora parlo e, nella mia potenza, comando: uscite, voi che siete in carcere! Siate illuminati, voi che siete nelle tenebre! Risorgete, voi che eravate morti!
E a te comando: svegliati, tu che dormi! Non ti ho creato per rimanere prigioniero negli inferi. Risorgi dai morti: io sono la vita dei morti.
Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effigie, tu che sei stato fatto a mia immagine! Risorgi! Usciamo di qui: tu in me e io in te. Siamo infatti un’unica e indivisa realtà.”
Per te, o uomo, il tuo Dio si è fatto tuo figlio. Per te, il Signore ha rivestito la tua carne, ha assunto la tua condizione di servo. Per te, Lui che è al di sopra dei cieli è sceso sulla terra e fin sotto la terra. Per te ha condiviso la debolezza umana ed è entrato nel silenzio della morte, per diventare libero tra i morti e aprire a tutti la via della vita.
E questo dialogo continua, tra Dio e la sua creatura. Esprime in modo straordinario ciò che Dio ha voluto compiere attraverso la persona di Gesù in questo Triduo pasquale.
Abbiamo celebrato il dono immenso dell’Eucaristia. Abbiamo contemplato Gesù che non solo è venuto in mezzo a noi, ma si è fatto servo, fino a lavarci i piedi, per insegnarci che la vera grandezza risiede nell’amore che serve.
Servire con amore, servire con gioia, servire con umiltà: è questa la strada che Egli ci ha indicato. Ed è una strada feconda, perché dal servizio, quando è vissuto con cuore sincero, sgorgano frutti di vita nuova, di comunione e di speranza. Meravigliosi!
Lasciamoci dunque prendere per mano da Lui. Accogliamo la sua luce e, rinnovati da questo mistero, diventiamo anche noi segno di speranza per gli altri".

Una notte di grazia, rinascita e bellezza, che ha rinnovato nel cuore della comunità diocesana la forza della speranza e il senso più profondo della Pasqua: la vittoria di Cristo sulla morte per ciascuno di noi.

Carissimi fratelli e sorelle,Siamo nei giorni più intensi della nostra fede: il Triduo Pasquale. Momenti preziosi, in cu...
02/04/2026

Carissimi fratelli e sorelle,
Siamo nei giorni più intensi della nostra fede: il Triduo Pasquale.
Momenti preziosi, in cui siamo chiamati a fermarci, ad ascoltare e a vivere insieme il mistero dell’Amore più grande.
I sacerdoti della comunità della Parrocchia di San Donato in Polverosa ci invitano con gioia a vivere le celebrazioni:

✨ Oggi, Giovedì Santo - 2 aprile
Ore 19:00: Solenne celebrazione in Coena Domini con la Lavanda dei piedi
A seguire: adorazione del Santo Sepolcro fino alle ore 24:00

✨ Venerdì Santo - 3 aprile
Ore 19:00: Celebrazione della Passione del Signore
Ore 21:00: Via Crucis Interparrocchiale
(partenza dalla chiesa dell’Ascensione di seguito la locandina)

✨ Sabato Santo - 4 aprile
Ore 22:00: Solenne Veglia Pasquale

✨ Domenica 5 aprile - Pasqua di Resurrezione
Sante Messe: ore 8:30 – 10:00 – 11:30 – 19:00 (per studenti universitari, aperta a tutti)

✨ Lunedì 6 aprile - Lunedì dell’Angelo
Ore 18:00: Santa Messa

Viviamo insieme questi giorni, lasciandoci toccare dal dono della croce e dalla luce della Risurrezione.

Vi aspettiamo!

Mi ritorna alla mente un momento che mi ha profondamente segnato: quello in cui il figlio di Vittorio Bachelet, durante ...
29/03/2026

Mi ritorna alla mente un momento che mi ha profondamente segnato: quello in cui il figlio di Vittorio Bachelet, durante il funerale del padre, ucciso dalle Brigate Rosse, salì per leggere una delle preghiere dei fedeli. In quell’occasione pregò per il perdono, ma non un perdono qualsiasi: pregò anche per il perdono di quelle mani che avevano ucciso suo padre.

È stato un momento di grande emozione, che porto ancora nel cuore. Quelle parole non erano semplici parole, ma l’espressione autentica della sua fede. Un perdono vero, profondo, lo stesso perdono che Gesù invoca sulla croce per coloro che lo hanno condannato, insultato e crocifisso.

Ecco, fratelli e sorelle, oggi Gesù ci ricorda proprio questo: che la vita passa attraverso il dono del perdono. Un dono che si moltiplica all’infinito, perché il perdono è la forza di chi sa guardare la realtà nella sua pienezza. Non solo quella visibile, quella che tocchiamo e sperimentiamo, ma anche quella che intravediamo con gli occhi della fede.

Noi non possiamo abbracciare tutta la realtà — né il passato, né il presente, né il futuro — ma possiamo affidarci con fiducia al Signore.

Il racconto della Passione che abbiamo ascoltato è, in fondo, la sintesi della storia dell’umanità. Nei tanti personaggi che vi compaiono, possiamo riconoscere noi stessi. I Vangeli sono costruiti proprio a partire da questo evento centrale: la passione, la morte e la risurrezione di Cristo.

Questo evento è il punto di arrivo e insieme il punto di partenza della storia. Tutto cambia a partire da Cristo. Anche il nostro modo di contare il tempo nasce da Lui.

Eppure, Gesù è stato rifiutato, eliminato. Da chi? Da molti. Da una folla spesso senza nome. Alcuni li conosciamo, altri restano anonimi. Ma in quella folla possiamo riconoscere anche le nostre esitazioni, le nostre paure, i nostri tradimenti.

E proprio qui si manifesta il cuore del messaggio: nella Passione vediamo la concretezza dell’amore di Dio. Un amore che facciamo fatica a comprendere.

È un amore che potremmo chiamare “debole”. Sì, debole. Perché Dio si è fatto umile, si è fatto fragile. La sua potenza si rivela nella debolezza.

Questo ci sconvolge, perché noi siamo abituati a un’altra idea di potere: quella che si impone, che domina, che distrugge. Lo vediamo anche oggi, nei conflitti e nelle guerre che continuano a ferire l’umanità.

Per questo vogliamo affidare al Signore il desiderio di pace che abita nel cuore di tanti, soprattutto per il bene degli innocenti, dei più fragili, dei più deboli.

I confratelli francescani della Terra Santa — custodita dalla Custodia di Terra Santa — in questi giorni hanno chiesto a tutta la cristianità di unirsi nella preghiera. Non hanno potuto celebrare la Via Crucis nei luoghi santi, come la Basilica del Santo Sepolcro, a causa delle difficoltà che conosciamo.

E allora ci invitano a fare ciò che è nelle nostre possibilità: pregare.

Perché la nostra forza è proprio questa: chiedere al Signore di sostenerci nel cammino verso il rispetto e la dignità di ogni persona.

Viviamo in un tempo in cui la guerra si combatte con strumenti sempre più distanti dall’uomo: missili, droni. Non ci si guarda più negli occhi. La morte viene affidata a macchine.

E proprio per questo il Vangelo diventa ancora più urgente.

Come Gesù si è fatto debole, mettendosi nelle nostre mani, così anche noi siamo chiamati a fare un passo decisivo: rimetterci nelle sue mani.

Quelle mani di Dio che ci hanno amato fino in fondo.

Indirizzo

Via Di Novoli, 31
Florence
50127

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