27/08/2026
La Comunità Ebraica di Firenze sul mancato rinnovo di Marco Carrai ai vertici della Fondazione Meyer: «Scelta che appare come un premio a chi manifesta da anni contro di lui»
Apprendiamo dagli organi di stampa che il mancato rinnovo di Marco Carrai ai vertici della Fondazione Meyer, dato per certo, sarebbe un atto di “coerenza politica”; di più, un sanare la “contraddizione etica” per il suo concomitante ruolo di console onorario di Israele. E le citazioni di politici locali potrebbero continuare.
Affermazioni come queste rafforzano la sensazione di una scelta che si configura come un premio a chi manifesta da anni contro Carrai; chi gli augura la peggior sorte sui muri della città; chi lo contesta non per una divergenza di idee – e con Marco Carrai, così come con chiunque, si può essere d’accordo o meno, ovviamente – ma perché, per definizione, essere console di Israele è una patente di indegnità morale. E poco importa l’impegno personale a portare bambini da Gaza a curarsi a Firenze, impegno che Carrai ha avuto sin dagli inizi del conflitto fra Israele e Hamas. Anzi, nulla importa, come nulla conta in questa discussione il suo ruolo nella Fondazione e come l’abbia svolto: conta solo aggiungere un trofeo alla "caccia al sionista", che va tanto di moda e che, evidentemente, ha trovato in questa circostanza l’appoggio di una parte significativa della politica toscana.
Non sta alla Comunità Ebraica di Firenze, come è ovvio, esprimersi sui rinnovi della Fondazione Meyer, così come esprimere giudizi sull’operato in Fondazione di Marco Carrai – a cui comunque va il saluto e la nostra solidarietà per un ruolo difficilissimo, quello di console di Israele in questi anni di guerra, che continua a svolgere nonostante la campagna violenta che gli viene orchestrata contro e il bisogno di protezione costante a cui sono sottoposti lui e la sua famiglia.
Ma non può non colpirci il populismo di questa scelta. A chi oggi festeggia, pare evidente, dei fatti non importa nulla; nulla importa lavorare concretamente per le vite di chi viene massacrato, che sia nei massacri terroristici in diretta video, troppo rapidamente dimenticati, o nei bombardamenti che uccidono civili; interessa solo poter sventolare la bandiera dell’odio verso Israele, paese indegno per principio; farne capitale politico, promuovendo boicottaggi, epurando figure invise alla piazza. Lavorare alla soluzione dei conflitti richiede ben altro spessore, politico e umano.
Il Consiglio della Comunità Ebraica di Firenze
Adei-Wizo - Associazione Donne Ebree d'Italia, sezione di Firenze