Viri Galilaei Spiritualità e Cultura

Viri Galilaei Spiritualità e Cultura Associazione culturale
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L’Associazione Viri Galilaei spiritualità e cultura, nasce nel Gennaio 2009 dall’Associazione Viri Galilei, insieme all’Associazione “Coro Gregoriano Viri Galilaei”.

Fuori la vita risplende con le sue armonie naturali: nel deserto la notte non è mai solitaria, nelle vette piu' alte la ...
21/05/2026

Fuori la vita risplende con le sue armonie naturali: nel deserto la notte non è mai solitaria, nelle vette piu' alte la neve scintilla ai raggi del Sole, nella bellezza degli oceani i pesci navigano lontani dalle baruffe umane.
Nell'umanità la nascita è gioia e armonia, un atto d'amore della vita. E-quando a trionfare è l'amore- due mani intrecciate disegnano il destino comune, un abbraccio unisce due sentimenti, le parole raccontano un mondo da condividere.
Il pane nei momenti di difficoltà è sempre diviso in due e la borraccia d'acqua è un sorso di vita per chi ne ha bisogno.
Eppure l'essere umano pensa alla guerra: come è possibile? (dall' editoriale di Don Igino Canestri su Virinforma/158)

Rondinidi Don Igino Canestri In un giorno di primavera sul selciato della strada risuonano passi veloci, la giornata è a...
30/04/2026

Rondini
di Don Igino Canestri

In un giorno di primavera sul selciato della strada risuonano passi veloci, la giornata è appena iniziata e i pensieri vagano tra i tanti impegni. C’è uno strano movimento sopra la testa, cinguettii giocosi che riaccendono una piacevole eccitazione; ma il passaggio di una macchina distoglie l’attenzione. I passi rallentano rasenti al muro di una casa, il pensiero concentrato a schivare un eventuale pericolo, poi torna il silenzio e l’eco del suono ricompare. Sì, è il garrire delle rondini, sono tornate! Amiche dei sogni dell’infanzia, quando il bel tempo annunciava la primavera e la fine della scuola si avvicinava: sensazioni semplici, intime che nessun tasto di un cellulare riesce a riprodurre. Così, con lo sguardo catturato dalle loro prime evoluzioni, il tempo si è fermato: le emozioni infatti sono attimi che fanno cerchi immensi dentro l’esistenza, senza altra esigenza che essere vissute. In quel momento magico il gioco delle rondini ha catturato la fantasia: quanto sarebbe bella la vita se anche le persone sapessero rincorrersi per giocare. Allora il campanile sarebbe un girotondo con la fede, i comignoli il richiamo della pace familiare, il cielo lo spazio dove volano i sogni anziché minacciosi missili, i tetti il riparo per un nido; non ci sarebbero conseguenze per i vinti e l’unico alloro è il piacere di partecipare. Un raggio di sole si riflette sul portone della chiesa: un invito per un saluto a chi ha inventato questa meravigliosa natura, di cui l’essere umano fa parte: “Grazie per la bellezza dell’esistenza” è la preghiera che sgorga spontanea. E mentre i passi riprendono il tempo della quotidianità, gli occhi rincorrono le rondini che continuano a giocare; dal cuore nasce il desiderio di trasportare il gioco nelle realtà della giornata, al lavoro, con i colleghi, al mercato, dentro un ospedale e nel giardino della scuola: è il momento in cui prende vita la risurrezione nel tempo dell’esistenza terrena.

Foglie secche e risurrezionedi Don Igino CanestriFolate di vento scompigliano gli ultimi refoli di foglie secche; rifugi...
02/04/2026

Foglie secche e risurrezione
di Don Igino Canestri
Folate di vento scompigliano gli ultimi refoli di foglie secche; rifugiate in qualche angolo attendono di dissiparsi, polvere sparsa nella natura. Il tempo che è stato lo portano impresso nella loro forma, a memoria della loro verde vita. Ora il nuovo sole riscalda i sottili germogli: sulle foglie morte rinasce la vita. E’ l’emblema dello spirito umano: dolore e sconfitte si trasformano in alimento per ciò che sta rinascendo. La risurrezione di Gesù è linfa per i nuovi giorni della primavera dell’anima, mentre il passato diventa lo stimolo per ciò che avverrà nel cammino verso l’eternità, vita senza più morte.

La risurrezione è una voce che anima il silenzio del deserto, una goccia che abbevera lo spirito riarso, un fiore che ri...
02/04/2026

La risurrezione è una voce che anima il silenzio del deserto, una goccia che abbevera lo spirito riarso, un fiore che risveglia l’occhio assopito. La risurrezione è l’anima che torna ad amare ciò che sembrava perduto, l’entusiasmo per la bellezza della vita.

Il vaso di cocciodi Don Igino Canestri Il vaso di coccio è lì da anni. D’estate, con i suoi fiori, abbellisce il portica...
08/03/2026

Il vaso di coccio
di Don Igino Canestri

Il vaso di coccio è lì da anni. D’estate, con i suoi fiori, abbellisce il porticato; d’inverno sembra abbandonato a se stesso; ma all’inizio dei tepori primaverili spuntano le prime foglie verdi, gli avamposti dei tulipani. I bulbi sono lì da un tempo passato, e finito il ciclo dei tulipani, il vaso si riempie di altri fiori. Su quella terra razzolata in mille maniere i bulbi rimangono silenziosi, rispuntando puntuali al primo segnale della primavera. Una storia che suggerisce una riflessione su Dio: la bellezza del suo essere resiste nel vaso di coccio dell’umanità. Infuriano le guerre, i buoni propositi si azzuffano con le delusioni, la serenità battaglia con la sofferenza, ma il bulbo del bene e della bellezza rispunta ad ogni occasione. Infatti, passata la bufera, la dignità calpestata si rianima in un sorriso, mentre lo sguardo riaccende la scintilla del futuro. Quando sembra che Dio sia sepolto nel folto della tristezza o nella melma degli orrori, un fiore che riemerge dal vaso di coccio è una carezza per lo spirito che rinasce.

La serenità della lentezzadi Don Igino Canestri C’è una mimosa che da settimane si prepara con costanza a fiorire. Non h...
06/02/2026

La serenità della lentezza
di Don Igino Canestri

C’è una mimosa che da settimane si prepara con costanza a fiorire. Non ha fretta, schiva il vento e il freddo, ha superato le giornate di ghiaccio ed ora si affaccia alla fioritura. Segue il suo percorso verso la bellezza e si adegua al tempo della natura. Accanto grandi e piccoli, ognuno chiuso nel proprio bagaglio di pensieri, rivolgono uno sguardo furtivo alla meraviglia che annuncia la primavera e vanno oltre. Nel mondo odierno sembra che la gioia delle piccole cose sia tempo perso: un fiore, un saluto, una gentilezza non arricchiscono, non assicurano il benessere, non appartengono agli interessi dei potenti. Eppure le piccole emozioni, come una mimosa fiorita, o le nuvole che disegnano il cielo, sono gli occhi dell’anima: Dio è lì che attende per regalare un sorriso al bambino che piange, per incoraggiare l’adulto che fatica, per suggerire parole di pace al vecchio che si siede stanco della vita. L’impazienza corre veloce e cerca una serenità che invece richiede lentezza. L’essere umano, nella sua corsa frenetica verso un benessere effimero, come i commerci o i soprusi delle guerre, consuma le preghiere con un lamentoso elenco di doglianze, spregia la ca**tà come debolezza, schiva il prossimo come fastidioso inciampo, rincorre la ricchezza come salvezza. Dio sussurra all’anima di rallentare, di osservare la costanza della mimosa: la pace dello spirito è nella bellezza della vita, nella serenità di ciò che circonda l’essere umano, nella quiete della preghiera. La meraviglia e lo stupore della rinascita, superato il freddo della disperazione, sono la risurrezione che Dio attua in ogni istante nell’anima umana.

Il nuovo, segno di vitadi Don Igino Canestri  Nuvole cariche di pioggia e raggi di sole si alternano in queste giornate ...
04/01/2026

Il nuovo, segno di vita
di Don Igino Canestri

Nuvole cariche di pioggia e raggi di sole si alternano in queste giornate d’inverno. Le foglie secche sono cadute una dopo l’altra, lasciando gli alberi spogli al vento di tramontana. I passi si fanno più frettolosi, in cerca di un caldo rifugio. La natura si prende il suo tempo, una calma leggera, un ritmo che non ha mai fretta; una natura paragonabile al tempo degli anziani, quando gli anni vissuti si adagiano nei ricordi e diventano saggezza per ciò che deve avvenire. Nel mondo odierno infuriano le novità, tutto passa nell’attimo di una foto o di un messaggio e sembra che la vita non conceda più la pausa della riflessione. In realtà i riti delle feste rimangono intatti nella loro vitalità: Gesù bambino e Babbo Natale ogni anno rinnovano il fascino del sacro e profano che vanno a braccetto. In questo periodo lo spirito di condivisione riunisce amici e conoscenti attorno ad un presepe e ad una tavola imbandita, quando i doni hanno la forza simbolica di un affetto rinato. Anche nelle trincee, tra i profughi, gli emarginati, i disperati di ogni tipo, la speranza è che il nuovo anno sciolga i sentimenti di odio e di distruzione, e che dalle braccia protese del bambino Gesù rinasca impetuoso il fascino dell’accoglienza e della condivisione. Ogni nascita è il mistero divino che attende di essere svelato attraverso fatti ed emozioni che coinvolgono l’altro; anche Gesù non sarebbe esistito se non ci fossero stati i genitori, gli amici, la società dove è vissuto, i discepoli. Nessuno, pur nella distorsione delle fragilità umane, può pensare di fare a meno dei vicini di casa. Ogni inizio di anno ripropone la riscoperta del nuovo attraverso ciò che ci circonda: in qualsiasi luogo si svolga la propria vita ogni refolo è un dono da non sprecare, un segno divino della bellezza dell’esistenza umana.

La santa messa del giorno di Natale sarà celebrata alle ore 11 presso la chiesa a Cetica.
25/12/2025

La santa messa del giorno di Natale sarà celebrata alle ore 11 presso la chiesa a Cetica.

25/12/2025

Notizie dall'Associazione

Per Natale, ci siamo fatti gli auguri nella piccola chiesa di Muscoli ricordando P.Galileo ed estendendo un pensiero a tutti quelli che ci conoscono.
Per il nuovo anno ci stiamo organizzando per un brindisi condiviso con tutti...via pensiero.

Buon Nataledi Don Igino CanestriSui ripidi pendii della vita, le emozioni corrono veloci tra fantasie e delusioni. Nel s...
25/12/2025

Buon Natale
di Don Igino Canestri

Sui ripidi pendii della vita, le emozioni corrono veloci tra fantasie e delusioni. Nel sonno delle idee l’umanità sembra scivolare verso il suo declino senza fine; ma basta un sorriso per riaccendere la forza del desiderio. Non ci sono macerie, non c’è disastro, non c’è delusione che possa fermare la determinazione ad esistere. Nelle strade polverose, nel fango per la pioggia intensa, nelle giornate arroventate, la speranza di una vita migliore non tramonta mai. E’ così che le raffiche di vento si trasformano in brezza, la neve bianca si veste di mille colori, e i tramonti non sono mai infiniti. Questo racconta il Natale dei bambini, questo annuncia il Natale di Gesù bambino. Auguri

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Florence

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