Spiritualità ortodossa

Spiritualità ortodossa Vita e spiritualità ortodossa

10 / 23 Agosto 2026Dodicesima Domenica dopo PentecosteDodicesima di MatteoSanto martire Lorenzo, arcidiaconoApolytikion ...
22/08/2026

10 / 23 Agosto 2026

Dodicesima Domenica dopo Pentecoste
Dodicesima di Matteo
Santo martire Lorenzo, arcidiacono

Apolytikion della Domenica
Tono terzo

Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dai morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.

Letture liturgiche

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale primo (Matteo 28, 16-20)

ALLA LITURGIA
Apostolo:
Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (1Cor 15, 1-11)

Fratelli, vi richiamo il vangelo che vi ho annunziato e che avete ricevuto, nel quale perseverate, e dal quale ricevete la salvezza, se lo mantenete come ve l’ho annunziato; altrimenti avreste creduto invano. Vi ho dunque trasmesso, anzitutto, quello che ho ricevuto: Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto e fu risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e apparve a Cefa e poi ai dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni riposano. Poi apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un ab**to. Io infatti sono il minimo degli apostoli, neanche degno di venir chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio sono quel che sono, e la sua grazia in me non fu vana; anzi, ho faticato più di tutti loro, non io invero, ma la grazia di Dio con me. Sia io sia loro, dunque, così predichiamo e così avete creduto.

Evangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 19, 16-26)

In quel tempo un giovane si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che farò di buono per avere la vita eterna?» Egli disse a lui: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono, cioè Dio. Se vuoi entrare nella vita eterna, osserva i comandamenti». Gli dice: «Quali?» Allora Gesù disse: «Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non testimoniare il falso; onora il padre e la madre. Ama il prossimo tuo come te stesso». Gli dice il giovane: «Tutto questo lo ho osservato dalla mia giovinezza; cosa manca ancora?» Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi i tuoi beni e dalli ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi». Il giovane, avendo udito la parola se ne andò rattristato perché aveva molti beni. Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico che un ricco difficilmente entrerà nel regno dei cieli. Vi dico ancora: è più facile che un ca****lo passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel regno di Dio.» All’udir ciò i discepoli erano molto stupiti e dicevano: «Chi dunque può essere salvo?» Fissando su di loro lo sguardo, Gesù disse loro: «Questo è impossibile presso gli uomini, invece tutto è possibile presso Dio.»

***

DA ORTHODOXIA

"A Dio tutto è possibile" di San Giovanni Crisostomo https://www.orthodoxia.it/wp/a-dio-tutto-e-possibile/

Per la Festa del Martire Lorenzo: di Sant’Agostino di Ippona https://www.orthodoxia.it/wp/per-la-festa-del-martire-lorenzo/

Con lo sguardo rivolto al cielo, dai detti dell’Anziano Amphilochios Makris di Paros https://www.orthodoxia.it/wp/con-lo-sguardo-rivolto-al-cielo/

La festa della Trasfigurazione del Signore ci conduce sul monte Tabor, dove Cristo manifesta per un istante ai suoi disc...
19/08/2026

La festa della Trasfigurazione del Signore ci conduce sul monte Tabor, dove Cristo manifesta per un istante ai suoi discepoli la gloria che gli appartiene eternamente. L’episodio è narrato dai tre Vangeli sinottici; nella Liturgia, l’Evangelo della festa è quello di Matteo (17, 1-9), mentre l’Apostolo ci offre le parole della Seconda Lettera di Pietro (2 Pt 1, 10-19).

Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li conduce «su un alto monte». Là «fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». Appaiono quindi Mosè ed Elia, che conversano con lui, mentre una nube luminosa li avvolge e la voce del Padre proclama: «Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo».

La Trasfigurazione non significa che Cristo abbia ricevuto in quel momento una gloria che prima non possedeva. Il Figlio di Dio è eternamente nella gloria del Padre. Ciò che cambia non è Cristo, ma lo sguardo dei discepoli: per un breve istante viene loro concesso di vedere ciò che normalmente rimane nascosto sotto l'umiltà della carne. La luce che irradia dal Signore è dunque la manifestazione della sua gloria divina.

Per questo la tradizione ortodossa vede nella Trasfigurazione un'anticipazione della deificazione dell'uomo. L'uomo non è chiamato semplicemente a essere migliore da un punto di vista morale, ma a partecipare alla vita stessa di Dio. La luce del Tabor prefigura quella gloria alla quale l'umanità è destinata in Cristo. In Cristo noi abbiamo la possibilità di "diventare Dio". Non diventiamo Dio per natura, ma per grazia, essendo chiamati a partecipare alla sua vita.

Insieme al Cristo trasfigurato appaiono Mosè ed Elia, ovvero la Legge e i Profeti, l'intera storia della Rivelazione che converge verso Cristo. Mosè ed Elia non sono il centro della visione: parlano con Gesù. Tutta la Scrittura trova in lui il proprio compimento. Per questo la voce del Padre non dice semplicemente di guardarlo, ma: «Ascoltatelo».

Il momento della Trasfigurazione è inoltre strettamente legato alla Passione. Non è casuale che avvenga poco prima del viaggio di Gesù verso Gerusalemme. I discepoli vedranno presto il loro Maestro umiliato, percosso e crocifisso. Prima di affrontare lo scandalo della Croce, ricevono la rivelazione della sua gloria. La Chiesa ci mostra così che la Croce non è la sconfitta della gloria di Cristo, ma la via attraverso la quale quella gloria si manifesta pienamente.

L'Apostolo Pietro, nella lettura festiva, ritorna proprio a quell'esperienza. Egli afferma di non aver seguito «favole artificiosamente inventate», ma di essere stato testimone oculare della grandezza di Cristo. Ricorda di aver udito la voce proveniente dalla nube: «Questi è il mio Figlio prediletto». E conclude invitandoci ad ascoltare la parola dei profeti, «come lampada che brilla in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella del mattino sorga nei vostri cuori».

Queste parole sono particolarmente importanti. La Trasfigurazione non è soltanto un evento del passato, né una meravigliosa esperienza riservata ai tre apostoli. La sua luce è destinata a raggiungere anche noi. La vita cristiana si svolge spesso «in luogo oscuro»: non vediamo chiaramente, attraversiamo prove, tentazioni e sofferenze. Ma la Parola di Dio rimane una lampada e orienta il nostro cammino verso il giorno in cui la luce di Cristo sarà pienamente manifestata.

La festa ci ricorda dunque chi è Cristo e chi siamo chiamati a diventare in lui. Il Signore manifesta sul Tabor la sua gloria perché anche noi impariamo a desiderare quella luce. La Chiesa, celebrando la Trasfigurazione, ci invita a non fermarci all'apparenza delle cose, ma a riconoscere, attraverso la fede, la presenza del Dio vivente nel Cristo.

Il Tabor diventa così un'immagine della vita cristiana: salire con Cristo, contemplare la sua gloria, ascoltare la sua parola e poi scendere nuovamente dal monte per seguirlo sulla strada della Croce. La luce ricevuta nella preghiera non ci separa dal mondo e dalle sue sofferenze: ci rende capaci di attraversarle con la speranza della Risurrezione.

3 / 16 Agosto 2026Undicesima Domenica di Matteoundicesima Domenica dopo PentecosteSanti Isacco, Dalmato e FaustoApolytik...
15/08/2026

3 / 16 Agosto 2026
Undicesima Domenica di Matteo
undicesima Domenica dopo Pentecoste
Santi Isacco, Dalmato e Fausto

Apolytikion della Domenica
Tono secondo

Quando discendesti nella morte, o vita immortale, allora mettesti a morte l’ade con la folgore della tua divinità; e quando risuscitasti i morti dalle regioni sotterranee, tutte le schiere delle regioni celesti gridavano: O Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.

LETTURE LITURGICHE

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale undicesimo (Giovanni 21, 15-25)

ALLA LITURGIA
Apostolo:
Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (1Cor 9, 2-12 )

Fratelli, voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore. Questa è la mia difesa contro quelli che mi giudicano. Noi non possiamo mangiare e bere? Non possiamo portare con noi una donna, una sorella, come gli altri apostoli, e i fratelli del Signore e Cefa? O solo io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare? Chi mai fa il soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? Chi pascola un gregge senza cibarsi del latte del gregge? Dico forse questo da un punto di vista umano o non dice così anche la Legge? Sta scritto infatti nella Legge di Mosè: Non metterai la museruola al bue che trebbia. Forse Dio si dà pensiero dei buoi? O parla proprio per noi? Certamente fu scritto per noi! Poiché è naturale che l’aratore ari nella speranza e che il trebbiatore trebbi nella speranza di avere la sua parte. Se noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali, è gran cosa se mietiamo beni materiali? Se altri hanno tale diritto su di voi, non l’avremmo noi di più? Non abbiamo però voluto servirci di questo diritto, ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al vangelo di Cristo.

Evangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 18, 23-35)

Disse il Signore questa parabola: «Il regno dei cieli somiglia a un uomo, un re, che volle fare i conti con i suoi servi. Iniziando dunque a chiedere i conti, gli fu portato davanti uno che era debitore per migliaia di talenti. Poiché costui non aveva da restituire, il Signore comandò che fossero venduti lui, la moglie, i figli e quanto possedeva e saldasse così il debito. Allora quel servo, caduto in ginocchio, lo supplica dicendo: Sii paziente con me, Signore, e ti restituirò tutto. Il Signore ebbe compassione di quel servo, lo rilasciò e gli condonò il debito. Ma quel servo uscì e trovò un altro servo, suo compagno, che gli doveva cento dinari; lo afferrò e lo soffocava dicendo: Restituisci mi quanto devi. Cadde in ginocchio quel servo come lui, e lo supplicava dicendo: Sii paziente con me, e ti restituirò. Ma egli non volle; andò e lo buttò in carcere finché non gli avesse restituito il dovuto. Gli altri servi, visto l’accaduto, furono molto tristi e andarono a raccontare tutto al loro Signore. Il Signore allora lo chiamò. E gli dice: Servo malvagio, ti ho condonato tutto quel debito perché mi avevi supplicato. Non dovevi anche tu avere misericordia del tuo compagno come io ho avuto misericordia di te? Il Signore si adirò e lo consegnò agli aguzzini finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà a voi se non condonate di cuore al vostro fratello le sue cadute.»

DA ORTHODOXIA

Il servo spietato. Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria
https://www.orthodoxia.it/wp/il-servo-spietato/

Anfibi di carne e spirito. Omelia sulla parabola del servo spietato
https://www.orthodoxia.it/wp/anfibi-carne-spirito/

27 Luglio / 9 Agosto 2026Decima Domenica di MatteoDecima Domenica dopo PentecosteSan PantaleoneApolytikion della Domenic...
08/08/2026

27 Luglio / 9 Agosto 2026
Decima Domenica di Matteo
Decima Domenica dopo Pentecoste
San Pantaleone

Apolytikion della Domenica
Tono primo

Sigillata la pietra dai giudei, * mentre i soldati erano a guardia del tuo corpo immacolato, * sei risorto il terzo giorno, o Salvatore, * donando la vita al mondo. * Per questo le schiere celesti gridavano a te, * datore di vita: * Gloria alla tua resurrezione, o Cristo, * gloria la tuo Regno, * gloria alla tua economia, * o solo amico degli uomini.

Letture liturgiche
AL MATTUTINO
Evangelo aurorale decimo (Giovanni 21, 1-14)

ALLA LITURGIA
Apostolo:
Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (1Cor4, 9-16)

Fratelli, Dio ha messo all’ultimo posto noi apostoli, come condannati a morte, poiché siamo stati resi spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. Noi stolti a motivo di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi gloriosi, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, soffriamo la sete, soffriamo la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo erranti e fatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, consoliamo. Fino ad oggi siamo divenuti come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti! Non per farvi arrossire vi scrivo questo, ma per ammonirvi, come miei figli amati. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri; io infatti vi ho generato in Cristo Gesù mediante il vangelo. Vi esorto, dunque: fatevi miei imitatori!

Evangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 17, 14-23)

In quel tempo si avvicinò a Gesù un uomo gli si accostò, inginocchiandosi davanti a lui, e dicendo: «Signore, abbi pietà del mio figliuolo, poiché egli è lunatico, e malamente soffre; poiché spesso cade nel fuoco, e spesso nell’acqua. Ed io l’ho presentato ai tuoi discepoli, ma essi non l’hanno potuto guarire.» E Gesù, rispondendo, disse: «Ah, generazione incredula e perversa! fino a quando mai sarò con voi? fino a quando mai vi sopporterò? conducetemelo qua.» E Gesù sgridò il demonio, ed egli uscì di lui; e da quell’ora il fanciullo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, dissero: «Perché non abbiamo noi potuto cacciarlo?» E Gesù disse loro: «Per la vostra incredulità; poiché io vi dico in verità, che se avrete di fede quanto un granello di senape, voi direte a questo monte: Passa di qui a là, ed esso vi passerà; e niente vi sarà impossibile. Ora, questa generazione di demoni non esce fuori, se non per orazione e digiuno.»
Ora, mentre essi conversavano nella Galilea, Gesù disse loro: «Accadrà che il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani degli uomini; ed essi lo uccideranno, ma il terzo giorno egli risusciterà.» Ed essi ne furono grandemente rattristati.

DA ORTHODOXIA

La guarigione del lunatico. Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria
https://www.orthodoxia.it/wp/la-guarigione-del-lunatico/

20 Luglio / 2 Agosto 2026Nona Domenica di MatteoNona Domenica dopo PentecosteSanto Profeta EliaApolytikion della Domenic...
01/08/2026

20 Luglio / 2 Agosto 2026
Nona Domenica di Matteo
Nona Domenica dopo Pentecoste
Santo Profeta Elia

Apolytikion della Domenica
Tono ottavo

Sei disceso dall’alto, o pietoso, hai accettato la sepoltura di tre giorni, per liberare noi dalle passioni: vita e risurrezione nostra, Signore, gloria a te.

Letture liturgiche
AL MATTUTINO
Evangelo aurorale nono (Giovanni 20, 19-31)

ALLA LITURGIA
Apostolo:
Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (1Cor 3, 9-17)

Fratelli, siamo collaboratori di Dio e voi siete il campo e l’edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho gettato il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce sopra: infatti nessuno può gettare un altro fondamento accanto a quello già posto, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legname, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà resa palese; infatti quel giorno la farà conoscere. Poiché si manifesterà nel fuoco, e il fuoco saggerà quale sia l’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno innalzò, resisterà, costui riceverà la paga; se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quella sarà perduta: egli si potrà salvare, ma come attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Poiché è santo il tempio di Dio, che siete voi.

Evangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 14, 22-34)

In quel tempo Gesù ordinò ai suoi discepoli a mo***re sulla barca, e a passare innanzi a lui all’altra riva, mentre egli avrebbe licenziata la folla. Licenziata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli era là, solo. La barca invece era in mezzo al mare, sbattuta dalle onde perché il vento era contrario. Alla quarta vigilia della notte Gesù venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono atterriti e dissero: «È un fantasma!» E, dalla paura, gridavano. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io!, non abbiate paura!» Pietro rispose e gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sull’acqua!» Ed egli disse: «Vieni!» Pietro scese dalla barca e camminò sull’acqua, andando verso Gesù. Ma vedendo che il vento era forte, ebbe paura e, cominciando a sprofondare, gridò: «Signore, salvami!» Allora Gesù stese subito la mano, lo afferrò e gli dice: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» Appena salirono sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono a lui, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!» Compiuta la traversata, approdarono a Gennesaret.

DA ORTHODOXIA

"Gesù sulle acque" di Sant’Ilario di Poitiers https://www.orthodoxia.it/wp/gesu-sulle-acque/

Gesù cammina sulle acque. Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria https://www.orthodoxia.it/wp/gesu-cammina-sulle-acque/

13 / 26 Luglio 2026Ottava Domenica di MatteoOttava Domenica dopo PentecosteI Santi Padri dei primi sei Concili ecumenici...
25/07/2026

13 / 26 Luglio 2026
Ottava Domenica di Matteo
Ottava Domenica dopo Pentecoste
I Santi Padri dei primi sei Concili ecumenici

Apolytikion della Domenica
Tono grave (settimo)

Con la tua croce hai distrutto la morte, hai aperto al ladrone il paradiso, hai mutato in gioia il lamento delle miròfore, e ai tuoi apostoli ha ordinato di annunciare che sei risorto, o Cristo Dio, per elargire al mondo la grande misericordia.

LETTURE LITURGICHE

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale ottavo (Giovanni 20, 11-18)

ALLA LITURGIA
Apostolo:

Lettura dell’epistola di Paolo a Tito (Tito 3, 8-15) – per i Santi Padri
Diletto figlio Tito, questa parola è degna di fede e io voglio che tu insista su tali cose, affinché quelli che hanno creduto in Dio si sforzino di eccellere nelle opere buone. Ciò è bello e utile agli uomini. Evita invece sciocche investigazioni, genealogie, risse e polemiche riguardo alla Legge, perché sono inutili e vane. Dopo un primo e un secondo ammonimento evita l’uomo eretico: ben sai che quello è pervertito e continuerà a peccare, condannandosi da sé. Quando ti avrò mandato Artema o Tìchico, affrettati a raggiungermi a Nicòpoli, perché lì ho deciso di passare l’inverno. Provvedi diligentemente a Zinà, il giurista, e ad Apollo: che non manchi loro nulla. Imparino anche i nostri a eccellere nel fare il bene per essere d’aiuto nelle necessità, affinché non rimangano infruttuosi. Ti salutano tutti coloro che sono con me, Saluta quelli che ci amano nella fede. La grazia sia con tutti voi. Amin.

Lettura dalla prima epistola di Paolo ai Corinti (1 Cor 1, 10-17)
Fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, vi esorto: dite tutti la stessa cosa. Non vi siano tra voi scismi, siate invece tesi alla perfezione dello stesso pensiero e della stessa sentenza. Mi si è fatto sapere infatti a riguardo vostro, fratelli miei, da quelli di Cloe, che vi sono tra voi contese. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: io però sono di Paolo, Io invece sono di Apollo, e io di Cefa, e io invece di Cristo. È stato diviso Cristo? Forse Paolo è stato crocifisso per voi? Siete stati battezzati nel nome di Paolo? Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi – eccetto Crispo e Gaio – affinché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno. Cristo non mi mandò per il battesimo, ma per evangelizzare, e non in sapienza di parole, perché non sia resa vana la croce di Cristo.

Evangelo

secondo Matteo (14, 14-22) Vangelo per l’ottava domenica di Matteo
In quel tempo Gesù vide una gran moltitudine, e fu mosso a compassione verso di loro, e sanò gli infermi tra loro. E, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: «il luogo è deserto, e l’ora è già passata; licenzia la folla, perché vadano per i villaggi e si comperino da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare». Ed essi gli dissero: «Noi non abbiamo qui se non cinque pani, e due pesci». Ed egli disse: «Recatemeli qua». E comandò alla folla di sdraiarsi sull’erba; poi prese i cinque pani, e i due pesci; e levati gli occhi al cielo, fece la benedizione. E, spezzati i pani, li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. E tutti mangiarono, e furono saziati; poi i discepoli levarono l’avanzo dei pezzi, dodici cesti pieni. Coloro che avevano mangiato erano intorno a cinquemila uomini, oltre alle donne ed i fanciulli. Subito dopo, Gesù ordinò ai suoi discepoli a mo***re sulla barca, ed a passare innanzi a lui all’altra riva, mentre egli licenziava la folla

secondo Matteo (Mt 5, 14-19) (per i Padri)
Disse il Signore: «Voi siete la luce del mondo; una città posta su un monte non può restare nascosta. Nemmeno si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il vostro padre che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge; non sono venuto ad abrogare ma a compiere. In verità vi dico: finché non passi il cielo e la terra, uno iota solo o un apice solo non passeranno dalla Legge, prima che tutto accada. Chi dunque scioglierà uno solo di questi precetti, anche minimi, e così insegnerà agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; chi li osserverà e insegnerà, sarà chiamato grande nel regno dei cieli.»

DA ORTHODOXIA

Il miracolo dei cinque pani e dei due pesci. Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria https://www.orthodoxia.it/wp/il-miracolo-dei-cinque-pani-e-dei-due-pesci/

«Voi siete la luce del mondo». Omelia per la Domenica dei Santi Padri https://www.orthodoxia.it/wp/voi-siete-la-luce-del-mondo/

6 / 19 Luglio 2026Settima Domenica di MatteoSettima Domenica dopo PentecosteVenerabile Sisoe il GrandeApolytikion della ...
18/07/2026

6 / 19 Luglio 2026
Settima Domenica di Matteo
Settima Domenica dopo Pentecoste
Venerabile Sisoe il Grande

Apolytikion della Domenica
Tono sesto
Le potenze angeliche si appressarono al tuo sepolcro, e i custodi divennero come morti, mentre Maria stava presso la tomba, cercando il tuo corpo immacolato. Tu hai depredato l’ade, senza esserne toccato; tu sei andato incontro alla Vergine, donando la vita. O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Letture liturgiche

AL MATTUTINO
Evangelo aurorale settimo (Giovanni 20, 1-10)

ALLA LITURGIA

Apostolo:
Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (15, 1-7)
Fratelli, noi forti dobbiamo portare le infermità dei deboli e non piacere a noi stessi. Ciascuno di noi piaccia al prossimo nel bene, per l’edificazione. Cristo infatti non piacque a sé stesso, ma - com’è scritto – “gli oltraggi di quanti ti oltraggiano sono caduti su di me”. Quanto fu scritto un tempo, lo fu per nostra istruzione perché abbiamo la speranza, in virtù della pazienza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture. Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di pensare gli uni degli altri secondo Cristo Gesù, perché con una sola voce, unanimi, glorifichiate Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò a vicenda, come Cristo vi ha accolto a gloria di Dio.

Evangelo
Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 9, 27-35)
della Domenica
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano e gridando dicevano: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!» Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù dice loro: «Credete che io abbia il potere di farlo?» Gli rispondono: «Sì, Signore!» Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Guardate che nessuno lo sappia». Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. Usciti costoro, gli presentarono un uomo muto, indemoniato. Cacciato il demonio, il muto parlò e la folla presa da stupore diceva: «Mai si è visto nulla di simile in Israele!» Ma i farisei dicevano: «Caccia i demoni per mezzo del principe dei demoni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità nel popolo.

DA ORTHODOXIA

Guarigione dei due ciechi. Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria https://www.orthodoxia.it/wp/guarigione-dei-due-ciechi/

«Voi chiedete prove, dite che non ci sono più miracoli né santi. E perché dovrei darvi prove razionali, quando proprio o...
02/07/2026

«Voi chiedete prove, dite che non ci sono più miracoli né santi. E perché dovrei darvi prove razionali, quando proprio oggi c'è un santo che cammina per le strade di Parigi: San Giovanni a Piedi Nudi!»
È una testimonianza insolita per un santo ortodosso, questa: sono parole di un sacerdote romanocattolico. Il Santo Arcivescovo Giovanni Maximovich era proprio a quel tempo a Parigi. Camminava scalzo, San Giovanni "a piedi nudi". La cosa era rimasta indigesta a qualche suo confratello poco amante dell'ascesi, e forse anche a qualche nobilotto russo dell'emigrazione, magari poco uso a quegli usi spartani. A un certo punto il Sinodo della Chiesa Russa all'Estero fu costretto, per placare gli animi, a chiedere al Santo Arcivescovo di portare le scarpe. E lui così fece. Continuò a girare per Parigi a piedi nudi, ma portandosi dietro un paio di scarpe.
«Mi hanno detto di portarle», si scusava, «non di metterle».

19 Giugno / 2 Luglio Festa di San Giovanni di Shanghai e San Francisco

Le tentazioni ci sono date per rivelare le nostre passioni nascoste, per essere combattute, e così guarire la nostra ani...
29/06/2026

Le tentazioni ci sono date per rivelare le nostre passioni nascoste, per essere combattute, e così guarire la nostra anima. Sono anche un esempio di misericordia divina. Per questo confida in Dio e chiedi il Suo aiuto, per rafforzarti nella tua lotta. La speranza in Dio non porta mai alla disperazione. Le tentazioni portano umiltà. Dio conosce la resistenza di ognuno di noi e concede tentazioni secondo la misura della nostra forza. Ciononostante, dobbiamo essere vigili e prudenti,per non cadere nella tentazione.

Confida in Dio, il Buono, l'Altissimo, il Vivente, ed Egli ti condurrà al riposo. Dopo la prova segue la gioia spirituale. Il Signore guarda chi sopporta prove e tribolazioni per il suo amore. Perciò non essere scoraggiato e non esitare.

Non voglio che tu sia sopraffatto e pianga per ciò che accade contro la tua volontà: non importa quanto sia giustificato. Questo dolore è segno dell'egoismo. Poni attenzione all'egoismo che si cela sotto forma di giustificazione. Attenzione alla tristezza prematura che nasce dopo una giusta valutazione. Il dolore eccessivo per tutte queste cose è una tentazione. Il vero dolore è uno: quello che nasce quando conosciamo bene la misera situazione della nostra anima. Tutti gli altri dolori non hanno nulla a che fare con la grazia di Dio.

Assicurati di custodire nel tuo cuore la gioia del Santo Spirito, e non permettere al maligno di riversare in te la sua amarezza. Attento! Attento che il Paradiso che c'è in te non si muti in Inferno.

(San Nettario di Egina)

15 / 28 Giugno 2026Quarta domenica di MatteoQuarta domenica dopo PentecosteSan Glicherio il ConfessoreSant'Agostino di I...
27/06/2026

15 / 28 Giugno 2026
Quarta domenica di Matteo
Quarta domenica dopo Pentecoste
San Glicherio il Confessore
Sant'Agostino di Ippona

Apolytikion della domenica
Tono terzo

Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dai morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.

Per le letture, vedi la newsletter al seguente link: https://paroledivita.orthodoxia.it/2026/06/27/parole-di-vita-n-140/

DA ORTHODOXIA:

Vita di San Glicherio https://www.orthodoxia.it/wp/san-glicherio-il-confessore/

«Signore, non sono degno» Commento alla pericope evangelica della quarta Domenica di Matteo. (Matteo 8, 5-13) del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria https://www.orthodoxia.it/wp/signore-non-sono-degno/

Indirizzo

Florence

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Spiritualità ortodossa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Spiritualità ortodossa:

Scelte rapide

Condividi