08/06/2026
Lunedì 8 giugno 2026
IL VALORE AGGIUNTO DELLA COMUNIONE
"Paolo disse a Barnaba: 'Ritorniamo ora a visitare i fratelli in ogni città dove abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno'" (Atti 15:36)
Il primo viaggio missionario era ormai alle spalle: Paolo e Barnaba avevano annunciato il Vangelo in molte città e vi avevano lasciato comunità appena nate. Risolta a Gerusalemme la controversia che aveva turbato le chiese, Paolo rivolse di nuovo il pensiero a quei fratelli. Non gli bastava averli raggiunti una volta, voleva tornare a visitarli per vedere come stavano.
Se guardiamo indietro, lungo il libro degli Atti, troviamo un legame invisibile tra le chiese, un legame che, diventando "rete", arricchiva le comunità con l'arrivo dei "fratelli".
A Samaria la Parola predicata per mezzo di Filippo aveva portato frutto, ma lo Spirito Santo non era ancora disceso, finché non giunsero, da Gerusalemme, Pietro e Giovanni.
Ad Antiochia la grazia aveva prodotto una comunità "mista", evidente nei suoi frutti, ma la venuta di Barnaba, che andò a cercare Saulo, aggiunse un insegnamento profondo e sistematico, fino a consolidarla e a farne la chiesa missionaria.
A Efeso Paolo trovò alcuni discepoli "fermi" al battesimo di Giovanni e, consapevole che "qualcosa mancava", li istruì intorno a Cristo ed essi ricevettero il battesimo e il dono dello Spirito Santo.
Tre visite, e ogni volta qualcosa si aggiunse: a chi possedeva già la Parola si aggiunse il battesimo nello Spirito Santo; a chi era giovane nella fede, l'insegnamento consolidò l'esperienza; a chi conosceva solo in parte, fu data una conoscenza più piena, e con essa, il rivestimento di potenza.
La lezione è semplice: nessuno cresce da solo. C'è sempre un fratello che può comunicarci ciò che ci manca, e anche noi, a nostra volta, siamo chiamati a benedire gli altri.
Questo "valore aggiunto", però, non nasce da noi e non è impegno organizzativo, ma si sviluppa sotto la guida dello Spirito Santo. La comunione, infatti, non è anzitutto un legame tra noi, ma il frutto del nostro essere uniti a Lui, tralci dell'unica vite.
Domandiamoci: "Sto permettendo ai fratelli di arricchirmi, oppure penso di bastare a me stesso?"; e ancora: "Quando mi protendo verso l'altro, gli porto qualcosa di Cristo, o soltanto me stesso?".
Il valore aggiunto della comunione è questo: trasmettere, sotto la guida dello Spirito, ciò che abbiamo ricevuto.
Aniello & Rosanna Esposito