06/06/2022
Nel mese del Pride celebriamo la vita e l’amore in ogni loro singola manifestazione, orientamento sessuale e identità di genere.
Ricordiamo le donne resistenti che hanno cambiato il corso della storia: donne transgender, come Sylvia Rivera; donne lesbiche, come Stormé DeLarverie. Ricordiamo Marsha P. Johnson, drag queen nera e s*x worker, figura chiave delle rivolte di Stonewall e che nel 1970 a New York marciò al primo vero Pride. Fu una delle prime drag queen a frequentare lo Stonewall Inn, bar che in precedenza ammetteva solo uomini omosessuali, preso d’assalto dalla polizia il 28 giugno 1969. Dopo gli eventi di quella notte, in cui la comunità oppose strenua resistenza, Marsha P. Johnson si dedicò con tutta se stessa all’attivismo LGBTQ+, unendosi al Gay Liberation Front, uno dei pochi gruppi ad ammettere e sostenere le drag queen e le persone transgender.
Negli anni ‘70 e ‘80, anche a New York, il termine "transgender" non era ancora sedimentato, essere apertamente transgender o apertamente drag queen causava problemi anche nella stessa comunità q***r. Marsha cambiò legalmente il suo nome davanti ad un giudice, spiegando che la P, presunta abbreviazione di un secondo nome, in realtà stava per “Pay It No Mind” (non farci caso) ed è stata usata per rispondere a coloro che mettevano in dubbio il suo genere sessuale. Marsha arrivò in città con pochi dollari in tasca e iniziò a praticare come drag queen allestendo spettacoli dalle connotazioni comiche e politiche, diventando in seguito un riferimento e una risorsa per l'intera comunità.