Parrocchia Sacra Famiglia di Ferrara

Parrocchia Sacra Famiglia di Ferrara La chiesa della Sacra Famiglia è divenuta Santuario del cuore immacolato di Maria.

Parroco: don Marco Bezzi
Vicario: don Thiago Camponogara Confessori: don Lino Faggioli, don Franco Rogato.

📷 Siamo tutti invitati a visitare la mostra "I BAMBINI, I MIGRANTI E LA GUERRA”:nessun bambino sceglie dove nascere.Una ...
08/09/2026

📷 Siamo tutti invitati a visitare la mostra "I BAMBINI, I MIGRANTI E LA GUERRA”:
nessun bambino sceglie dove nascere.

Una bella iniziativa che si svolgerà nella Ca****la Revedin dal 12 settembre al 18 ottobre 2026 con istallazioni di Renato Fr**na
👇🏻

Questa mostra nasce da una necessità: riportare lo sguardo umano al centro del racconto della guerra.

In un tempo in cui il conflitto è spesso ridotto a numeri, mappe e strategie, I bambini, i migranti e la guerra sceglie di sottrarsi alla narrazione spettacolare della violenza per concentrarsi sulle sue conseguenze più profonde e universali: l’infanzia violata, lo sradicamento forzato, la perdita di dignità.

Il percorso espositivo si sviluppa come una riflessione visiva e morale. Le opere non illustrano la guerra, ma ne restituiscono l’eco: una presenza diffusa, spesso invisibile, che attraversa i corpi, gli spazi e le relazioni.

Al centro della mostra vi sono i bambini. Non come simbolo retorico, ma come misura etica. I loro volti, sospesi tra vulnerabilità e resistenza, incarnano ciò che la guerra distrugge prima ancora della vita stessa: la possibilità del futuro. L’infanzia, qui, non è un tempo protetto, ma un territorio esposto, fragile, interrotto.

Accanto a loro, i migranti. Figure in transito, spesso prive di un’identità definita, rappresentano il movimento obbligato tra una perdita e un’incertezza. Il viaggio non è scelta, ma conseguenza. Le immagini restituiscono una dimensione intima e collettiva al tempo stesso: corpi che si muovono insieme, ma storie che restano irriducibilmente singolari. Oggetti quotidiani — una scarpa, una valigia, una fotografia — diventano tracce di esistenze sospese.

La guerra, pur raramente rappresentata in modo diretto, è ovunque. Si manifesta nei vuoti, nelle architetture spezzate, nelle assenze. È una forza che disgrega, che frammenta, che cancella. In questa sottrazione visiva si costruisce una presenza ancora più incisiva: la guerra come condizione, non solo come evento.

Dal punto di vista formale, il linguaggio pittorico alterna figurazione e sintesi simbolica. Le figure, spesso essenziali o stilizzate, si muovono in spazi rarefatti. Il colore gioca un ruolo cruciale: tonalità spente e materiche vengono attraversate da improvvisi accenti vividi, che richiamano l’infanzia, la vita, la possibilità. Il contrasto non è solo estetico, ma concettuale.

L’intero percorso è attraversato da una tensione costante tra individuo e collettività.
Da lontano, le figure possono apparire come masse indistinte; da vicino, rivelano volti, segni, storie. È in questo scarto percettivo che si attiva uno dei nuclei più profondi della mostra: il passaggio da numero a persona.

I bambini, i migranti e la guerra non chiede allo spettatore una semplice partecipazione emotiva. Non si limita a suscitare empatia o commozione. Propone, piuttosto, un’assunzione di responsabilità.

Guardare queste opere significa riconoscere che ciò che viene rappresentato non è distante, né estraneo. È parte di una realtà condivisa, che interroga direttamente chi osserva.

In questo spazio, l’arte non offre risposte definitive ma da una certezza:

Nessun bambino sceglie dove nascere!!!

La mostra pittorica inizia con : “Homo homini lupus (cit: Plauto/Thomas Hobbes)” una dimensione primordiale, animale dove l’altro non è più visto come persona, ma come nemico / preda e la guerra diventa il punto in cui l’uomo regredisce per sopraffare gli altri o prevalere.

ISTALLAZIONE
“HUMAN CARGO”
Su un pallet di legno, struttura simbolo della logistica globale e del trasporto merci, si innalza una piramide di pacchi. Ogni pacco è segnato da un volto umano realizzato a carboncino: sguardi fragili, identità sospese.

L’installazione mette in discussione la riduzione della persona migrante a “carico”, “flusso”, “spedizione”. La logica del trasporto – consegna, smistamento, respingimento – viene traslata sul corpo umano, evidenziando la perdita di individualità e dignità.

HUMAN CARGO – concetto base

“Human Cargo” non parla dei migranti.
Parla della loro trasformazione in: merce.

Il punto non è la sofferenza , ma il processo di riduzione:
da persona> a corpo> a numero> a pacco.

INSTALLAZIONE
“HUMAN BOX”
Vuole comunicare vite sfruttate, compresse in cassette di frutta e ortaggi, catalogate, trasportate, come la vita dei raccoglitori nei campi assolati.

INSTALLAZIONE
“UNA TENDA AD INCIAMPO”
È il sudario dell’umanità, dove ogni nome rappresenta una vita e ogni vita ha lo stesso peso.
Sul bianco del sudario, nomi palestinesi, siriani ed ebrei convivono senza gerarchie. La mano del visitatore li attraversa tutti, senza distinguere.

Il visitatore è invitato a toccare con la propria mano i nomi dei bambini.

Un gesto semplice, intimo, quasi silenzioso: la mano cerca un nome, lo sfiora, lo riconosce.
Per un istante, quel bambino non è più un numero, una notizia, una vittima lontana.
È una persona.
La mano diventa così un gesto di memoria e di omaggio. Toccare il nome significa dire:
“Ti vedo. Ti ricordo. La tua vita è esistita.”
https://www.facebook.com/renato.fregna.7/

12/07/2026

DIO SEMINA SEMPRE
IL BUON GRANO DELLA PAROLA
Il vangelo di oggi attinge al mondo agricolo, con una parabola relativa alla semina. I campi della Palestina non sono come i nostri; si coltivano le colline, dove piccole frazioni di buon terreno si alternano a rocce affioranti e
cespugli selvatici. Ecco perché chi sparge la semente non può evitare che una parte vada perduta: sull'arido sentiero o sul terreno poco profondo tra i sassi. Gesù dice:
"un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno". La metafora è questa: la semente è la Parola di Dio, diffusa tra gli uomini con larghezza ma con esiti differenziati, a seconda di dove cade: sul terreno arido di chi vi oppone rifiuto o indifferenza, sul terreno superficiale di chi è distratto o incostante, tra i cespugli degli interessi materiali che la soffocano, o nel buon terreno di chi la accoglie con attenzione e la fa fruttare. Ma prima e più dell'esito, è da considerare il fatto in sé della semina: Dio, l'Onnipotente, Lui che non ha bisogno di niente e di nessuno, si rivolge all'uomo, gli si propone come interlocutore, gli parla: quale dono! Basterebbe questo a manifestare la grandezza dell'uomo, la sua incomparabile dignità, il valore unico e irripetibile della sua esistenza. Parlando dell'uomo si intende ogni essere
umano, perché Dio non parla solo a qualcuno, più intelligente degli altri, o più importante, o più istruito: parla a tutti e a ciascuno, in tanti modi: nella bellezza del creato, nelle pagine della Bibbia, nell'esempio dei santi, nell'intimità della coscienza; parla, mosso da un inesausto amore che vuole il bene della persona amata. Ora si capisce il motivo di questo agire di Dio: ha voluto l'uomo dotato di intelligenza per parlargli, per entrare in dialogo con lui; l'ha voluto libero, perché la sua risposta non fosse dettata dalla paura, o dalla necessità, ma dall'amore.
Don Marco

IO SONO MITE E UMILE DI CUORE Nel Vangelo di questa domenica sono molti gli insegnamenti che ci fanno riflettere anche s...
05/07/2026

IO SONO MITE E UMILE DI CUORE
Nel Vangelo di questa domenica sono molti gli insegnamenti che ci fanno riflettere anche se due emergono con forza.
Il primo insegnamento è che Dio è semplice da capire se noi ci affidiamo e fidiamo di Lui.
Il secondo è che Gesù ci invita a seguirlo per avere una vita veramente Vera.
Per approfondire meglio il primo punto, cioè per conoscere meglio Dio e il suo Amore, non serve avere un intelletto sopra la media ma occorre un cuore aperto al Signore. Per questo i bambini sono avvantaggiati perché loro affrontano la vita in modo semplice senza crearsi sovrastrutture sapendosi fidare delle persone che hanno accanto come genitori
e parenti. Quindi i bambini si fidano del prossimo che il Signore ha posto sul loro cammino. Anche io so fidarmi delle persone che il Signore ha posto sul mio cammino?
Il secondo punto è che Gesù ci rivela la Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, per poi insegnarci come affrontare la vita nel modo più giusto.
Infatti alcune volte ci ribelliamo alla vita o a Dio proprio perché non abbiamo capito il grande disegno d’amore che il Signore ha per noi e ci sembra di essere abbandonati a noi stessi in una dinamica di difficolta crescenti. Per questo la stanchezza si fa sentire, così come le delusioni, ma se non riesco a vedere l’opera di Dio che è in azione tutto viene svuotato di senso, al contrario se io vedo che Dio non mi
abbandona e si fa prossimo nella mia esistenza anche le stanchezze più dure hanno senso e per questo sono sopportabili. Per poter Amare come ci insegna Gesù serve proprio coraggio, non quello puramente umano, ma quello che scaturisce dalla presenza del Signore che sempre si fa prossimo in un modo o nell’altro.
Per questo affidiamoci con cuore aperto al Signore affinché la nostra vita sia un capolavoro.

Don Thiago

PERDERE” LA VITA PER IL VANGELONel Vangelo di questa domenica Gesù chiede ai discepoli un amore così radicale da superar...
28/06/2026

PERDERE” LA VITA PER IL VANGELO
Nel Vangelo di questa domenica Gesù chiede ai discepoli un amore così radicale da superare anche quello per i familiari.
Solo chi ha questo amore è "degno" del Signore. Per tre volte si ripete: "essere degni di me"; un'insistenza che contrasta con le parole del centurione: "O Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto". In effetti, chi può dirsi degno di accogliere il Signore? Basta uno sguardo realistico alla vita per renderci conto della nostra pochezza. Essere discepoli di Gesù non è né facile, né scontato! Si è cristiani solo per scelta e il Vangelo ci dice di quale altezza è tale scelta. I discepoli di Gesù sono coloro che condividono tutto di Gesù, fino a identificarsi con lui. In tal senso il discepolo trova se stesso: trovando Gesù. È questo il senso delle parole che seguono: "Chi avrà
trovato la sua vita la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà". Ovviamente la prima comunità cristiana ne aveva compreso l'importanza e la vedeva realizzata anzitutto in Gesù stesso. Egli ha "ritrovato" la sua vita "perdendola"!
È esattamente l'opposto della concezione della gente che crede di essere felice quando trattiene per sé la propria vita, il proprio tempo, le proprie ricchezze, i propri interessi. Il discepolo, al contrario, trova la sua felicità nello spendere la propria vita per il Signore e per gli altri, nella rinuncia a conservare se stesso per darsi tutto al Signore. "Vi è più gioia nel dare
che nel ricevere", diceva Paolo agli efesini. Il "manuale" dei discepoli in missione – così possiamo definire il capitolo decimo di Matteo – viene chiuso dall'evangelista con alcune note sull'accoglienza loro riservata. È naturale che l'inviato si aspetti di essere accolto da coloro ai quali è mandato. "Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha
mandato". In questo versetto si condensa il perché della dignità del discepolo. È ovvio che si tratta di accogliere il discepolo come "profeta", ossia come colui che porta il Vangelo, che non annuncia la propria parola, ma la Parola di Dio. I discepoli sono chiamati "piccoli" da Gesù: il discepolo, infatti, non
possiede né oro né argento, non ha bisaccia e neppure due tuniche, e deve camminare senza portarsi né sandali né bastone (Mt 10, 9-10). L'unica sua ricchezza è il Vangelo, di fronte
al quale anche lui è piccolo e totalmente dipendente. Questa ricchezza dobbiamo accogliere; questa ricchezza dobbiamo
trasmettere.
Don Marco

27/06/2026
NON ABBIATE PAURA!Ogni volta di fronte a queste parole provo commozione di immagini che mi parlano della tenerezza impen...
21/06/2026

NON ABBIATE PAURA!
Ogni volta di fronte a queste parole provo commozione di immagini che mi parlano della tenerezza impensata di Dio, che fa per te ciò che nessuno ha fatto, ciò che nessuno farà: ti
conta tutti i capelli in capo. Per dire che tu vali per Lui, che ha cura di te, di ogni fibra del corpo, di ogni cellula del cuore.
Egli ti ama immensamente! L’immagine del passero è geniale: nemmeno un passero cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Cerchiamo di capire. I passeri continuano a cadere, gli innocenti a morire, i bambini ad essere venduti a poco più di un soldo o gettati via appena spiccato il loro breve volo. Ma allora, è Dio che fa cadere a terra? È Dio che infrange le ali dei corti voli che sono le nostre vite? No. Abbiamo interpretato questo passo sull'eco di certi proverbi popolari come: non si muove foglia che Dio non voglia. Ma il Vangelo non dice questo, assicura invece che neppure un passero cadrà a terra senza che Dio ne sia coinvolto, che nessuno cadrà fuori dalle mani di Dio, lontano dalla sua presenza. Dio sarà lì.
Nulla accade senza il Padre, è la traduzione letterale, e non di certo senza che Dio lo voglia. Infatti molte cose, troppe accadono nel mondo contro il volere di Dio. Ogni odio e ogni guerra, accade contro la volontà del Padre, e tuttavia nulla avviene senza che Dio ne sia coinvolto, nessuno muore senza che Lui non ne patisca l'agonia e dolore. Quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo sulle terrazze, sul posto di lavoro, nella scuola, annunciate che Dio si prende cura di ognuno dei suoi figli, che nulla vi è di autenticamente umano che non
trovi eco nel cuore di Dio. La stessa cura e amore devono averlo anche i discepoli del Signore: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. (G.S.) Temete piuttosto chi ha il potere di far perire l'anima, l'anima è una fiamma che può languire: muore di superficialità, di indifferenza, di ipocrisia. Muore quando ti lasci corrompere, quando sei negativo con gli altri e togli loro coraggio, quando parli per demolire e deridere gli ideali. Non abbiate paura, voi valete! Per Dio, tu vali. E se una vita vale poco, niente comunque vale quanto una vita.
Don Marco

Dopo 7 anni di servizio amorevole alla Sacra Famiglia, il nostro caro Don Thiago è stato chiamato a percorrere una nuova...
15/06/2026

Dopo 7 anni di servizio amorevole alla Sacra Famiglia, il nostro caro Don Thiago è stato chiamato a percorrere una nuova strada: è stato nominato vicario dell’Unità Pastorale di Ostellato e responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale Giovanile e Vocazionale con decorrenza dal 10 ottobre.
Grazie per questi anni e per tua vicinanza alla comunità parrocchiale!

Oggi la nostra comunità della Sacra Famiglia si è riunita in preghiera con una gioia speciale nel cuore: abbiamo celebra...
14/06/2026

Oggi la nostra comunità della Sacra Famiglia si è riunita in preghiera con una gioia speciale nel cuore: abbiamo celebrato infatti il quarto anniversario dell'istituzione del nostro Santuario dedicato al Cuore Immacolato di Maria con la quale la nostra chiesa è stata elevata a meta ufficiale di pellegrinaggio dedicato alla Vergine Maria.
In questi anni, forti di una lunga tradizione che ha origini dalla data di edificazione della chiesa, questo luogo si è confermato un porto sicuro dove deporre fatiche, speranze e preghiere, sempre custodite dallo sguardo amorevole della Vergine. Celebrando questo traguardo, vogliamo ringraziare il Signore per i frutti spirituali donati alla nostra parrocchia e rinnovare il nostro "sì" al Vangelo, guidati dall'esempio di Maria.
La S. Messa delle 11:30 è stata animata per l'occasione dalla corale Musica Insieme di Castelfranco Veneto.

Indirizzo

Via Bologna N. 148
Ferrara
44121

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Parrocchia Sacra Famiglia di Ferrara pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Parrocchia Sacra Famiglia di Ferrara:

Scelte rapide

Condividi

Digitare