Ferrara la mia citta'

Ferrara la mia citta' Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Ferrara la mia citta', Via chiesa 263, Ferrara.

01/02/2012
02/01/2012

Book

Abbandonare il nido era per me come tagliare l'unico cordone ombelicale che mi tenesse in contatto con il passato, ma or...
18/09/2011

Abbandonare il nido era per me come tagliare l'unico cordone ombelicale che mi tenesse in contatto con il passato, ma ormai era giunto il momento di muovermi presi con me le poche cose che potevo portare con me e uscii per strada.
Un cielo plumbeo copriva ciò che prima era una città e di cui non erano rimaste niente se non scheletri di strutture che grigi si appoggiavano cadenti al suolo martoriato. Il sole era ormai coperto da mesi da quel giorno da una coltre di polvere radioattiva e la bassa temperatura che ne seguiva faceva che nevicasse, era pericoloso uscire se nevicava lo sapevo la neve portava in regalo ll veleno delle radiazioni ma non avevo alternative se volevo sopravvivere per cui mi feci forza e mi incamminai
Luisa era ancora a casa non voleva lasciare sola sua madre erano andati ormai tutti quelli che abitavano nel condominio e rimanevano solo lei e sua madre
quella pianticella che lei aveva sempre curato con amore era ormai avvizzita e per quanto lei cercasse di salvarla dandole quella poca acqua che le restava si stava spegnendo irrimediabilmente
Luisa era ancora a casa non voleva lasciare sola sua madre erano andati ormai tutti quelli che abitavano nel condominio e rimanevano solo lei e sua madre
quella pianticella che lei aveva sempre curato con amore era ormai avvizzita e per quanto lei cercasse di salvarla dandole quella poca acqua che le restava si stava spegnendo irrimediabilmente
alla fine si ammalò e dopo tre giorni si spense 'Luisa a quel punto non aveva nessun motivo per rimanere li' prese le sue poche cose che le restavano le mise in uno zainetto e si mise in cammino
La cosa piu' difficile era camminare in mezzo alle rovine che ostruivano quella che una volta doveva essere una strada.ogni passo che facevo rischiavo di cadere e una situazione così estrema cadere poteva essere fatale
La neve sporca cadeva intorno a me e pensavo a quando ancora c'era il sole e alberi intorno a me. Una nostalgia mi saliva dal cuore. Avrei voluto gridare stolti che non avete ascoltato e stolti noi che lo abbiamo permesso ma ormai era troppo tardi avevamo un tesoro e lo abbiamo buttato . a un certo punto vidi in lontananza un gruppetto di persone non si capiva cosa stessero facendo ma mi sembrava stessero discutendo

17/09/2011
15/09/2011
14/09/2011
29/08/2011

I ragazzi del san giusto

Era il tempo della Cadorina e del san giusto
Alla Cadorina ci andavano i figli della classe borghese di Ferrara.
Al san giusto quelli della meno abbiente
Ciò nonostante le due compagnie si erano amalgamate e condividevano.
Piu’ o meno gli stessi interessi
Che poi erano fare feste e bagordi in quantità.
Poi con gli anni le differenze tornarono a farsi sentire ma non dalla classe sociale.
Ma dalle scelte fatte che facevano da sparti acque e che ponevano da una parte chi in un modo o in un altro era uscito dagli schemi e chi invece era rimasto coeso a un modello
Questo fece sì che ci fu’ una migrazione e una contaminazione tra le due realtà
Che si evidenziò con l’arrivo delle droghe.

28/08/2011

La presa dell’auto coscienza


Arrivai all’IPSIA che cose’ l’IPSIA è in pratica una scuola professionale equiparata a ITIS e ITIP, dove, se fai tre anni, esci qualificato e se ne fai due in più esci perito.
Io dopo tre anni sono uscito ma questa è un'altra storia.
Che cosa dicevo? Ah le professionali mi hanno messo in contatto con una sottocultura sinistroide che fu’ di preludio al 78 e agli scontri di Bologna (io ci finii dimezzo un pomeriggio ero a Bologna per fare i tre giorni e siccome conoscevo una tipa di Bologna incontrata a Valverde di Cesenatico)
Che sommata alle letture e alla vecchia abitudine, di dai facciamo una canna mi portò inevitabilmente a un cambiamento
Intanto ero radicale convinto ascoltavo Finardi leggevo Kerouac e Hesse andavo pazzo per Tiziano Terzani, lo conobbi su repubblica faceva i servizi dall’estero in Indocina in Cina in Russia ed ero preso dalla narrazione in quei servizi ,mi sembrava di essere lì.
Ero insomma un perfetto capellone ottimista e di sinistra.
Intanto ero entrato come operaio in un mulino di proprietà’ del padre di un mio compagno di classe e che tramite la madre che conosceva la mia, mi diede l’opportunità’ di avere un lavoro e soprattutto i soldi che non potevo avere
E la prima cosa che mi comprai fu’ un fantastico maggiolino verde oliva talmente vecchio( ma per me era un sogno un gioiello), da avere ancora la batteria da 6 volt e guarda caso tutte le autoradio sono a 12
Una bella sfiga ma siccome sono un genietto mi comprai un trasformatore che risolse il problema.

Da lì a fare i viaggi il passo fu’ breve

23/08/2011

Le campane della domenica donavano alla città un’aria di festa il ricordo vola a quelle mattine della domenica di una Ferrara una città la mia.
Si andava a messa io a quel tempo facevo il chierichetto, il tempo delle ginocchia sbucciate delle caramelle mou delle fiaschette di un liquido imprecisato di vividi colori che come unica proprietà aveva la dolcezza.
E poi il pomeriggio si andava al parco Massari e li’ via a giocare alle bande (le bande non erano altro che gruppi di ragazzi che si ritrovavano sotto una bandiera )la nostra era : i cospiratori senza volto .Immaginate perché senza volto. Naturale ci mettevamo dei sacchetti del pane con un paio di buchi per gli occhi e eravamo pronti alla battaglia
I nostri nemici dichiarati erano le famigerate frecce nere (una serie televisiva dell’epoca molto nota tra noi ragazzi dell’epoca.)
E ci passavamo interi pomeriggi a tirarci i ricci quando c’erano sulle gambe (facevano malissimo quando ti arrivavano, tu’ che ancora portavi i calzoncini corti) o in mancanza di altro dei bei giaroni (sassi di terra secca) o una mia invenzione, subito copiata dal’avversario ,le bombe di sabbia.
Bei tempi quelli quando dopo un pomeriggio intero ti prendevi per mano con tua madre e felice te ne tornavi a casa

23/08/2011

un giorno baby nelle miei mani tenevo una coppa di ambrosio poi venne un uomo baby
e mi disse fai un cambio con me
certo pensai un cambio e' sempre vantaggioso
un giorno baby tenevo tra le mani una coppa di lacrime e sangue
ma infondo baby a me le cose troppo dolci non mi sono mai bastate
ci sono persone che nascono irrequiete ci sono persone che non gli basta mai
poi per avere tutto perdono quello che hanno
ci sono

Book

Indirizzo

Via Chiesa 263
Ferrara
44124

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ferrara la mia citta' pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi