Chiesa Battista Di Ferrara

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12/01/2024
16/11/2023

Lodate il Signore, invocate il suo nome, fate conoscere le sue opere tra i popoli, proclamate che il suo nome è eccelso! (Isaia 12,4)

Non possiamo rendere alcuna opera a Dio per la sua bontà e grazia, se non la lode e il ringraziamento. Poiché questo viene dal cuore non ha bisogno di molti organi, campane e fischi.

Martin Lutero

27/09/2021

Prima di essere afflitto, andavo errando, ma ora osservo la tua parola Salmo 119, 67 Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c’è mai da pentirsi II Corinzi 7, 10

Un invito per te! Luca 14,15-2415 Uno degli invitati, udite queste cose, gli disse: «Beato chi mangerà pane nel regno di...
05/08/2021

Un invito per te!

Luca 14,15-24
15 Uno degli invitati, udite queste cose, gli disse: «Beato chi mangerà pane nel regno di Dio!» 16 Gesù gli disse: «Un uomo preparò una gran cena e invitò molti; 17 e all'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, perché tutto è già pronto". 18 Tutti insieme cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: "Ho comprato un campo e ho necessità di andarlo a vedere; ti prego di scusarmi". 19 Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi". 20 Un altro disse: "Ho preso moglie, e perciò non posso ve**re". 21 Il servo tornò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa si adirò e disse al suo servo: "Va' presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi". 22 Poi il servo disse: "Signore, si è fatto come hai comandato e c'è ancora posto". 23 Il signore disse al servo: "Va' fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena. 24 Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati, assaggerà la mia cena"».

Gesù è ospite in casa di un fariseo per poi riprendere il suo cammino verso Gerusalemme. (14,1). Uno dei commensali avendo udito le parole di Gesù esclama: (v15). Il Regno di Dio era pensato come un grande banchetto. L’immagine del banchetto come immagine di salvezza è frequente nella tradizione giudaica. Intorno alla medesima tavola si condividevano anche le stesse aspirazioni, speranze, scelte, oltre a stringere legami di amicizia e di fraternità. Gesù però avverte nell’affermazione del commensale un sentimento di orgoglio di chi è sicuro di prendere posto al futuro banchetto celeste. I pensieri di Gesù sono illustrati dalla storia che racconta: Un uomo (che rappresenta Dio) prepara una grande cena e invia il suo servitore a chiamare gli invitati: “Venite, perché tutto è già pronto” (v.18b). Gli invitati rifiutano l'invito, un rifiuto immediato e totale: “Tutti insieme cominciarono a scusarsi” (v.18). Una amara sorpresa per il padrone di casa. Le circostanze degli invitati cambiano: Il primo motivo del rifiuto è il possesso, l'accumulo dei beni. L’invitato dice: “Ho comprato un campo e ho necessità di andarlo a vedere; ti prego di scusarmi” (v.18). L’uomo è preso dalle cose che possiede. Così il secondo ospite: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi” (v.19). Anche lui, come il primo, valuta bene i propri interessi materiali. Il terzo motivo del rifiuto è la moglie, infatti il terzo invitato esclama: “Ho preso moglie, e perciò non posso ve**re” (v.20). Persone distratte dai loro impegni quotidiani. I motivi del loro rifiuto possono apparire anche validi, ma in realtà si mostrano poco attenti nei confronti del padrone di casa. Come scrive un autore contemporaneo: “le forze contro le quali l’invito di Dio deve fare i conti sono ragionevoli e ben argomentate, ma l’invito di Dio ha priorità non soltanto sui nostri impegni futili, ma anche su quelli più validi (Fred B. Craddock). Il padrone non si perde d’animo. Non intende rinunciare al banchetto. Invia di nuovo il suo servitore a chiamare i poveri, gli storpi, gli zoppi e i ciechi, cioè coloro che sono emarginati e tenuti in disparte per la loro condizione e che nessuno avrebbe invitato alla propria tavola. A loro è promesso il Regno. La scelta di invitare quest’ultimi non è un ripiego dell’ultimo momento ma coincide con la scelta iniziale di Dio in favore degli ultimi e degli esclusi (cfr. Luca 6,20-26). La sala non si riempie. C’è ancora posto. Allora sono chiamati anche altri. E’ chiaro che “sulla terra non esistono padroni di casa come il nostro che vuole a ogni costo la sua casa piena di ospiti, invece questo padrone così severo e così buono è Dio stesso” (K.H.Rengstorf). La storia illumina la vita e la missione di Gesù. Egli è il Servo-Messia che il Padre invia nel mondo affinché tutti abbiano posto al banchetto del Regno. Il desiderio più grande di Dio è di vedere la sua casa riempirsi per la festa della salvezza. Così Gesù spinge tutti dentro la festa del Regno. Se i religiosi del tempo rispediscono al mittente l’invito rimanendo fuori dalla sala, il loro posto viene offerto ad altri. Il banchetto va consumato. Tutti dovranno essere costretti ad entrare. Ma questo essere costretti non è la privazione della propria libertà piuttosto “suggerisce il trionfo della grazia divina”. (A. J. Levoratti). Queste persone sono “costrette” proprio perché non si aspettavano più nessun segno di bontà e ospitalità. Nel banchetto del Regno si entra per invito. L'invito è alla conversione e alla fede nel vangelo. Con noi o senza di noi il banchetto avrà comunque luogo perché esso è una promessa per gli ultimi tempi: (Matteo 8,11). Chi rifiuta l’invito oggi, perde il posto. “Tutto è pronto!» grida il padrone di casa come a riecheggiare l'annuncio di Gesù: “Il tempo è compiuto il regno di Dio è vicino…” (Marco 1,14). Ma il racconto si oppone anche all’idea che la salvezza sia riservata a pochi eletti. Gesù smentisce questa convinzione che ancora oggi è radicata nel cristianesimo. Le parole di Gesù sono piuttosto un invito ad impegnarci in modo attivo e credibile per poter dire a quanti incontriamo sul nostro cammino: “Venite…, venite, tutto è stato apparecchiato. Venite, tutto è pronto”. Al banchetto del Regno nessuno sarà escluso. Siamo tutti e tutte invitati/e a prendere posto!

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