14/10/2022
No, NON giocare con il fuoco che ti bruci.
La risposta alla domanda "retorica" di Salomone, è ovviamente un secco no.
Fin da piccoli ci hanno insegnato a non giocare con il fuoco, perché il fuoco addosso brucia.
La stessa cosa vale per il peccato ... chi scherza con il peccato o sottovaluta i suoi effetti devastanti, si brucia, si fa del male. La Scrittura è ricca di esempi e storie a riguardo:
La moglie di Lot considerò di poco conto e valore l'ordine datogli di non voltarsi indietro a guardare, mentre camminava verso il monte, luogo della sua salvezza. Si voltò e divenne una statua di sale, pietrificata.
Cosa dire degli israeliti continuamente ribelli a Dio nel loro pellegrinaggio nel deserto. Lì vi lasciarono le penne.
E Sansone? Il campione invincibile ma allo stesso tempo della goliardia, il quale giocava col peccato di immoralità, si metteva ripetutamente il fuoco in petto pensando di non bruciarsi, di uscirne come tutte le altre volte, e invece ... !!!
Nessuno si metta del fuoco in petto, nessuno scherzi con il peccato. A prescindere il nome di quel fuoco o peccato, ti farai del male. Bugie, ribellione, ingiustizia, frode, vizi, immoralità sessuale, idolatria, amore per il mondo, tradimenti, ecc. ecc. bruciano e lasciano segni indelebili.
Con il fuoco in petto ci si brucia!!
In conclusione, voglio darti una buona notizia: alle ustioni, anche le più profonde, si può sopravvivere. Si può rimanere segnati dal segno del fuoco ma non uccisi. Sansone fu uno di questi, tanto che viene riportato nel capitolo 11 dell'epistola agli Ebrei come esempio di fede. Ritornò ad invocare il nome di Dio.
Non so quanto è grande la tua ustione, ma so che se invochi il nome del Signore, sarai soccorso, aiutato, ascoltato, fortificato, benedetto, consolato, vivificato.
Il segno lasciato dal fuoco serva come deterrente contro la superficialità e ci spinga ad una vera e profonda ricerca di Dio nella nostra vita, senza mai abbassare la guardia.
No, non giocare con il fuoco che ti bruci.