La Confraternita di San Giuseppe ha origini antichissime, infatti venne fondata nel 1580 nella piccola Chiesa di San Giuseppe sita al centro di Enna, della quale oggi rimangono i resti della facciata e del campanile. Le Confraternite vennero fondate come associazioni di arti e mestieri e la nostra riuniva i nobili della Città. Iniziò la sua attività con profonda devozione al Santo Patriarca, ma ne
gli anni successivi al 1820, fino a quando gestì la piccola Chiesa di San Giuseppe, per cause ignote, venne soppressa e attraverso un atto pubblico della Provincia di Caltanissetta la Chiesetta venne affidata ad un privato che gestiva l’orfanotrofio di San Michele. Nel 1900 un comitato di laici incomincio ad interessarsi della Chiesetta, ridotta in pessime condizioni, e della Festa di San Giuseppe, che nel frattempo, a causa della soppressione della Confraternita, aveva perso tutto il suo splendore. Tale comitato era composto dai signori: Maddalena, Guarasci, Cristadoro, Bonsignore, Palumbo, Di Stefano e Falautano. Ma nonostante lo zelo e la voglia di ricominciare, i problemi non mancarono. Infatti a causa delle pessime condizioni della Chiesa di san Giuseppe, il comitato penso di trasferirsi nella vicina Chiesa di San Benedetto, che però nel 1836 era stata sottoposta a sequestro insieme al Monastero a seguito delle leggi di soppressione dei beni ecclesiastici. Quindi tutto peggiorò inesorabilmente. Ma nel 1920 dalla Congregazione della Ca**tà, dal Parroco della parrocchia di San Giovanni, Padre Gloria, e dal Ciantro, Padre Termine, fu avanzata la richiesta di rilasciare libero il monastero e la Chiesa di San Benedetto. Con grandi difficoltà, solo all’inizio del XX secolo vennero restituiti a beneficio degli Enti Assistenziali, i quali, però, versavano in condizioni finanziarie precarie e dovettero cedere i beni agli Enti Pubblici, quali, l’Ospedale Civico e il Comune. Pertanto il Comitato Civico chiese agli Enti interessati di poter traslare la Sacra Famiglia dalla Chiesetta di San Giuseppe alla Chiesa di San Benedetto. Con l’autorizzazione degli Enti proprietari, grazie agli enormi sforzi del Comitato e attraverso la collaborazione della Cittadinanza, nel 1926, con l’approvazione della Diocesi di Piazza Armerina, la Sacra Famiglia fu traslata nella Chiesa di san Benedetto, che fu così riaperta al culto e successivamente fu eletta Santuario di San Giuseppe. Furono, anche, riprese le Feste di San Giuseppe, il 19 Marzo, e di San Benedetto, il 21 Marzo. Così dopo quasi 100 anni di buio, il 2 Maggio 1934 fu ricostituita ed approvata, da Mons. Sturzo della Cura Vescovile di Piazza Armerina, la Confraternita di San Giuseppe, su proposta di uno degli anziani del Comitato, il Signor Maddalena. La notizia venne accolta con molto entusiasmo e furono poste le basi per riorganizzare la Confraternita e la Festa. Successivamente con l’arrivo dei Padri Carmelitani Scalzi, nel 1955, fortemente voluti dalla nuova Confraternita, tutto assunse un tono di grande letizia e collaborazione. Fu, però, nel 1960 che la Confraternita attraversò un periodo di estrema difficoltà, tanto da ricordare che il Fercolo della Sacra Famiglia veniva portato in Processione su un furgoncino, messo a disposizione dal Confrate Barone Carlo Rosso, a causa del numero insufficiente dei Confrati. Col passare del tempo la situazione della Confraternita non migliorò affatto, nonostante la presenza assidua ed importante di Confrati come Ciccino Guarasci, confrate più anziano, e Mario Ferrarello, che chiuse il suo Rettorato nel 1984. Solo in seguito all’elezione del Rettore Emanuele Tornabene fu stilato un piano di lavoro innovativo sia per la Confraternita che per le Festività Religiose. Grazie all’opera svolta dal caro Rettore Tornabene il Fercolo fu nuovamente portato a spalla durante la Processione per le vie della Città. Così, la Festa di San Giuseppe venne riportata agli antichi splendori non senza difficoltà. Venne approntata una sede per la Confraternita all’interno dei locali del Monastero e costruito un nuovo Fercolo interpellando decoratori e scultori. Il tutto è stato realizzato grazie alla collaborazione preziosa dei Padri Carmelitani, dei vari Consigli di Amministrazione e dai Confrati tutti che sono stati chiamati a impegno e sacrificio, giustificati dai risultati ottenuti. La Confraternita conta oggi un centinaio di Confrati ed è impegnata attivamente nella vita cittadina e religiosa, organizza annualmente una serie di eventi, tra cui da annoverare, appunto, la Festa di San Giuseppe.