Giubileo Eliano

Giubileo Eliano 1200° Anniversario della Nascita di Sant’Elia di Enna.

IL DONO DELLA RELIQUIA DI SANT'ELIA DI ENNA ALLA CHIESA MADRE DI PIETRAPERZIA PER PROMUOVERE IL CULTO E LA CONOSCENZA DE...
18/08/2024

IL DONO DELLA RELIQUIA DI SANT'ELIA DI ENNA
ALLA CHIESA MADRE DI PIETRAPERZIA
PER PROMUOVERE IL CULTO E LA CONOSCENZA
DEL SANTO ASCETA E TAUMATURGO
ENNESE.

Oggi con una solenne liturgia è stata ufficialmente
consegnata alla chiesa Madre di Pietraperzia
la reliquia di Sant'Elia di Enna,
una teca contente un frammento della testa del Santo.
La reliquia è stata donata della signora Graziella
sorella del compianto don Filippo Marotta
promotore del culto di Sant'Elia ad Enna.

Questa iniziativa accolta favorevolmente dalla sensibilità
umana e pastorale di don Osvaldo Brugnone
ha trovato pieno riscontro presso la comunità
parrocchiale, che celebrerà la festa di Sant'Elia di Enna,
ogni anno, la domenica successiva
al 17 agosto solennità di Sant'Elia.

Viene di fatto inaugurato il culto del santo
anche a Pietraperzia, saranno così il prossimo anno
due le città della nostra diocesi Enna e Pietraperzia
ad onorare l'unico santo della chiesa di Piazza Armerina,
il monaco Elia di Enna asceta e taumaturgo.

Sant'Elia appartiene al patrimonio culturale e spirituale della nostra diocesi è la stella più fulgida nel firmamento della nostra chiesa locale.

Mi auguro che anche altri paesi della diocesi
si uniscano in questa lode al Signore
per la testimonianza di Elia di Enna
e comprendano l'importanza di valorizzare
i santi della nostra chiesa particolare,
del nostro territorio.

Sant'Elia attende di essere invocato
per farsi nostro compagno di viaggio.

Pietraperzia 18 agosto 2024
Francesco Gatto

COSA HA CAMBIATO IL DONO DEL SIMULACRO DI SANT'ELIA Il dono del simulacro ha modificato chiaramente il tipo di approccio...
17/08/2024

COSA HA CAMBIATO IL DONO DEL SIMULACRO DI SANT'ELIA

Il dono del simulacro ha modificato chiaramente il tipo di approccio al santo, non più di tipo “CULTURALE”, come in passato (riservato a una fascia ristretta della popolazione) ma “CULTUALE”, che partendo dal culto della chiesa raggiunge tutti.
Il susseguirsi d’incontri ed eventi seguiti al dono del simulacro hanno chiaramente lasciato intravvedere un disegno provvidenziale di Dio che supera ogni aspettativa umana.
Il culto di Sant’Elia si è caratterizzato fin dal suo nascere come un culto di ampio respiro: che crea relazioni, amicizia, fraternità, che supera i limiti del quartiere, della città per estendersi dalla Sicilia alla Calabria e dalla Calabria in Italia e nel mondo.
Davvero forte è stato il cammino compiuto in questi ultimi anni “sulle orme di Sant’Elia”, al quale ho partecipato per una nuova riscoperta del santo nella sua città natale e in terra calabra. Per me è stato un tempo di grazia, un cammino spirituale ma anche un cammino di fraternità durante il quale ho avuto la gioia d’incontrare tanti fratelli con i quali ho potuto condividere la conoscenza, la passione per il monaco Elia di Enna.

SULLE ORME DI SANT'ELIA DI ENNA
Accarezzo le tue orme.
Chino su di esse le guardo, le amo.

Ognuna, nei luoghi del tuo passaggio
scolpisce la tua presenza, il tuo mistero.

La mia vita si intreccia con la tua,
lungo le onde della storia
nell’oggi dell’amore.

Vorrei concludere questo mio racconto con l’auspicio formulato da mons. Milito al termine della sua omelia il 17 agosto 2023, dopo aver donato le reliquie di Sant’Elia alla città:

«S. Elia è di nuovo a Enna ci auguriamo che anche Enna possa tornare a Lui»

Ringrazio di cuore
Il lungo cammino che in questi anni ha portato alla ripresa del culto di Sant’Elia ha visto il coinvolgimento di tantissime persone che hanno dato il loro contributo, a partire dal benefattore Filippo Morgano che ha donato alla città il simulacro e il reliquiario di Sant’Elia.
Hanno benevolmente accompagnato questo percorso con paterna attenzione i vescovi mons. Rosario Gisana e mons. Francesco Milito, grazie alla loro determinazione si sono raggiunti importanti obiettivi, mostrando alle rispettive comunità ecclesiali, uno splendido esempio di fraternità episcopale.
In questo lungo iter che ha portato alla riscoperta del santo, determinante è stata l’attiva e appassionata partecipazione del nostro sindaco Maurizio Dipietro, il quale ha permesso la promozione di eventi pubblici, di pubblicazioni e la concreta realizzazione del gemellaggio “sulle orme di Sant’Elia” con le città eliane di Palmi e Seminara.
Di fondamentale importanza è stata per me la collaborazione con don Filippo Marotta e don Giuseppe Sofrà. Sono particolarmente grato ad entrambi: a don Filippo per avermi permesso di lavorare con lui alla promozione del culto di Sant’Elia e a don Giuseppe per la sua amicizia fraterna e vicinanza che ha reso possibile la costruzione di un ponte tra le due terre di Sant’Elia, la Sicilia e la Calabria.
Ringrazio di cuore: il carissimo maestro Salvatore Barberi che con autentica devozione e professionalità ha musicato l’inno di Sant’Elia;
don Sebastiano Rossignolo per la concreta e fraterna disponibilità, offrendo negli anni un supporto logistico preziosissimo; l’associazione di volontariato Rangers che in questi anni ha sempre mostrato la propria disponibilità portando con fede e devozione per le vie della città il vessillo di Sant’Elia. Tra i tanti amici e parrocchiani che hanno concretamente collaborato voglio citare per la loro disponibilità e dedizione a Sant’Elia: Fabio Merlo, Maria Pinturo, Cettina Bonasera, Giovanna Stella e Mario Valguarnera, Eduardo, Federica e Valeria Guarnieri, Alessio Tirrito.

17 agosto 2024

Francesco Gatto

SIMULACRO DI SANT'ELIA DI ENNA
VENERATO NELLA CHIESA DEL CARMINE

Foto di Francesco Gatto

17/08/2024
“SI CHIUDE UN CERCHIO”17 agosto 2023“Si chiude un cerchio” Questa è stata l’espressione di don Filippo Marotta al termin...
16/08/2024

“SI CHIUDE UN CERCHIO”
17 agosto 2023

“Si chiude un cerchio” Questa è stata l’espressione di don Filippo Marotta al termine della celebrazione di chiusura del giubileo. Pensai che si riferisse alla fine del suo mandato, poiché a fine agosto avrebbe lasciato la guida della parrocchia di San Tommaso per motivi di salute e quindi anche alla conclusione del suo cammino a servizio di Sant’Elia. Purtroppo profeticamente disse altro, non potevo immaginare che dopo tre mesi dalla fine del suo mandato pastorale avrebbe concluso anche il suo pellegrinaggio terreno.
Sembra che Sant’Elia lo abbia sorretto fino a veder realizzato il sogno di avere le sue reliquie ad Enna e di accoglierlo, tutto e trasfigurato, vicino a sé in cielo.
Il percorso compiuto in questi anni di collaborazione con don Filippo Marotta per la ripresa del culto di Sant’Elia, si concludeva.
L’ultima volta che ci siamo visti prima che partisse da Enna gli dissi: “È stata una bella avventura”, con un velo di tristezza mi disse: “lo è stata”. Grazie don Filippo per avermi permesso di collaborare con lei in questi anni e vivere questa singolare esperienza!

17 agosto 2024
Francesco Gatto

“NULLA ACCADE PER CASO”Il ritorno di Sant’Elia ad EnnaRiproporre la figura di Sant’Elia dopo anni di silenzi, sottrarlo ...
16/08/2024

“NULLA ACCADE PER CASO”
Il ritorno di Sant’Elia ad Enna

Riproporre la figura di Sant’Elia dopo anni di silenzi, sottrarlo all’oblio del tempo per far scoprire alle nuove generazioni una delle figure più celebri della nostra città, considerato il padre del monachesimo italo - greco in Calabria, certamente non è stata una casualità, ma la realizzazione di un disegno provvidenziale che si è compiuto in un tempo stabilito, attraverso un intreccio d’incontri, relazioni ed eventi che hanno favorito la riproposizione della sua figura ad Enna, dove venne alla luce e ricevette fin da piccolo un rivelazione dal Signore, una missione ben precisa: “andare in terre lontane per ricondurre i vacillanti alla fede”.
Riscoprire queste figure che appartengono al nostro passato, al patrimonio spirituale e culturale della nostra città, vuol dire andare alla ricerca delle proprie “radici” per trovare quei legami che ci permettono di sentirci a casa nel territorio in cui viviamo, ma vuol dire anche, valorizzare e custodire un tesoro che abbiamo ereditato, che ci aiuta a costruire una precisa identità personale e collettiva.
A volte nella nostra vita accadono avvenimenti che riteniamo non rilevanti, ma che in realtà poi sono all’origine di una serie di eventi e di un preciso disegno di cui alla fine, con stupore, ti senti parte. È questo ciò che provo quando penso al mio coinvolgimento negli avvenimenti che hanno portato alla riscoperta del santo.
Per la prima volta sentii parlare di Sant’Elia nei primi anni ottanta, quando intrapresi gli studi di teologia, dal mio padre spirituale, Mons. Pietro Spina allora parroco di San Giovanni. Egli vedendomi interessato a condurre una ricerca sulla testimonianza cristiana di molti miei concittadini vissuti e morti in fama di santità, mi passò un libretto riguardante “Sant’Elia, dei Racchetta - Cittadino Ennese” un libricino che tracciava in sintesi la vita dell’unico santo ennese, scritto e fatto stampare dal signor Angelo Vetri nel 1967.
Lo stesso autore del libretto fece realizzare allora da un artista locale, un certo Salvatore Rubino, la riproduzione di una tela di Sant’Elia posta a 5 metri d’altezza nella navata centrale del duomo di Enna, raffigurante il santo asceta e taumaturgo ennese che benedicente passa tra la folla. Con l’immagine di questa riproduzione realizzò anche delle immaginette.
L’intento del signor Angelo Vetri, chiaramente espresso nella pubblicazione, era quello di riproporre la figura di Sant’Elia ai concittadini e alle autorità ecclesiastiche, auspicando l’interesse di ennesi volenterosi, impegnati nella riproposizione del culto, in una centrale chiesa parrocchiale, infatti poi donò tutto alla Chiesa di San Giovanni.
Chiaramente questo tentativo di Vetri, che faceva leva sulla fede nei santi e sull’orgoglio patriottico di un santo concittadino, non portò nell’immediato i frutti sperati, ma certamente contribuì a mantenere vivo il ricordo di Sant’Elia, non su vasta scala, ma attraverso una lenta e costante divulgazione del suo scritto tra i fedeli.
Confesso che dopo aver letto il suo libretto, la delusione fu veramente tanta, nel constatare che dal tentativo del Vetri risalente agli anni sessanta, perdurava il disinteresse dei miei concittadini nei confronti di un santo ennese.
Questa delusione fu ancor più grande quando feci un confronto proposto dallo stesso Vetri con alcune città della Sicilia che vantano un culto devoto e fastoso a santi loro concittadini: Palermo alla santa asceta palermitana Rosalia, Catania alla vergine e martire catanese Agata, Siracusa che onora nello stesso modo la vergine martire Santa Lucia.
Ebbene anche la nostra città, l’antica Enna, può contare e vantare tra i tanti santi anche dei cittadini ennesi, come l’asceta e taumaturgo Sant’Elia e il missionario gesuita Beato Girolamo De Angelis martire in Giappone.
Enna, città ricca di storia, non sembra percepire quel legame che scaturisce dalla fede e dalle comuni origini, un legame che certamente Sant’Elia nella “Comunione dei Santi” ha ben presente, mentre noi no!
A Siracusa i portatori del simulacro di Santa Lucia gridano un’invocazione alla loro patrona e concittadina dicendo: “siracusana jè” traduco “è siracusana” manifestando in modo chiaro e semplice l’amore, il vanto, l’orgoglio di aver una santa, siracusana come loro. Potrà mai accadere un giorno per Sant’Elia? Forse no, però mi piace sperarlo.
Il libretto del signor Vetri aveva acceso in me il desiderio di una conoscenza più approfondita di Sant’Elia. Ciò mi spinse naturalmente a ricercare fonti storiche e luoghi che mi raccontassero di lui: dalla biblioteca, al duomo, alla chiesa del Carmine nel cui sito secondo un’antica tradizione sorgeva la fortezza di Santa Maria, dove trovò rifugio il santo con la sua famiglia nell’imminenza di un attacco saraceno, ma è anche il luogo dove il santo all’età di otto anni ricevette un preciso mandato dal Signore “ricondurre i vacillanti alla fede”. Oggi a ricordarci che questo luogo è legato alla memoria di Sant’Elia è la torre campanaria che porta il suo nome.
Questa ricerca ebbe un ulteriore sviluppo quando passai a visitare i luoghi della Calabria in cui il santo asceta ennese visse ed operò e dove ancora oggi si trovano le sue reliquie e un monte a lui dedicato.
Confesso che inizialmente ebbi qualche timore all’idea di reperire quanto fosse rimasto in città e in Calabria di Sant’Elia, temevo di trovare poche tracce, poche memorie, per la mancanza di cura e attenzione, che a volte, colpevolmente, ha consentito di cancellare “orme” importanti del nostro passato.
Ebbe inizio così il mio cammino “sulle orme di Sant’Elia”, un cammino che mi portò al recupero di quei segni superstiti dall’oblio del tempo che mi avrebbero aiutato a ricostruire in ogni sua sfaccettatura la figura di Sant’Elia.
Questa ricerca durò nel tempo e si trasformò in una vera passione, consapevole che tutto sarebbe servito semplicemente per una conoscenza ed una devozione personale.
Andando avanti in questo percorso, ho potuto constatare che le tele di Vincenzo Roggeri del 1672 poste in duomo, e l’inno liturgico manoscritto risalente al XVIII sec. ritrovato presso la Biblioteca Comunale di Enna dallo scrittore Rocco Lombardo, erano delle tracce sufficienti che facevano pensare all’esistenza in quell’epoca di un culto di Sant’Elia.
Il santo dunque in passato era stato invocato, onorato in città ma poi relegato nell’oblio a pagare lo scotto di un interesse discontinuo dei suoi concittadini.
Mi accorsi così che l’interesse per Sant’Elia c’è sempre stato e il tentativo del signor Vetri non è stato un caso isolato, in varie epoche infatti si è cercato di riproporre la sua figura ma, come tutte le cose soggette alla precarietà del tempo e degli eventi umani, ha conosciuto momenti favorevoli e battute di arresto.
Questa curiosità “ciclica” nei confronti di Sant’Elia, da alcuni anni si sta avviando verso una fase di riscoperta e recupero di questo personaggio straordinario, a cui sono stati dedicati una snella monografia, brevi saggi e rapidi cenni in riviste locali, e un evento organizzato diversi anni fa da un attivo Comitato cittadino.
Tutte iniziative queste che, come brace sotto la cenere, hanno continuato a mantenere desta tra gli ennesi la fiammella dell’interesse verso il concittadino Sant’Elia, sempre più rinvigorita dall’attenzione mostrata da alcune associazioni culturali.
Nel 2016 gli fu dedicato un convegno dal titolo: “La figura monastica, la spiritualità bizantina e la grandiosa opera di Elia di Enna nella tradizione siciliana e calabrese”, un evento promosso da Rocco Lombardo, con il patrocinio del Comune di Enna e dall’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, con la partecipazione del Metropolita Gennadios e il contributo d’importanti studiosi ed Archimandriti esperti del monachesimo italo - greco in Calabria.
Il susseguirsi di eventi familiari e personali, determinarono una battuta di arresto nelle mie ricerche. Quanto raccolto negli anni sembrava definitivamente accantonato, ma non lo era il mio legame spirituale con il santo che continuai a coltivare nella preghiera, nelle mie visite al duomo, alzando lo sguardo per ammirarlo nelle tele del Roggeri e nei miei viaggi a Seminara dove sono le sue reliquie, nelle visite al Monastero Ortodosso di Sant’Elia e Filareto e attraverso lunghe soste sul Monte a lui dedicato che domina la città di Palmi.
Quante preghiere, sospiri e sogni durante questi viaggi, in cui speravo che un giorno le cose cambiassero e Sant’Elia ricevesse l’attenzione e l’onore che gli era dovuto nella sua città natale. Non avrei mai immaginato che all’improvviso questo desiderio si sarebbe avverato, e mi sarei trovato coinvolto in eventi che avrebbero determinato una nuova riproposizione del santo.

UN DONO INASPETTATO
A determinare decisamente un cambiamento circa il mio interesse per Sant’Elia, fu una casualità, un invito a pranzo a casa dei miei carissimi amici Elia e Mariarita Cacciato. Tutto ebbe inizio lì, una domenica di fine ottobre del 2017.
Durante il pranzo, parlando del mio interesse per Sant’Elia e dei bei posti legati alla sua memoria in Calabria, suscitai l’interesse di un commensale, il signor Filippo Morgano che, non conoscendo il santo si mostrò molto interessato e desideroso di fare qualcosa.
Tra le possibili iniziative che proposi gli piacque l’idea della realizzazione di una statua, come mezzo per una più efficace riproposizione del santo.
Improvvisamente, spiazzandomi, il signor Filippo mi disse che avrebbe offerto lui la statua, chiedendomi di realizzare un disegno del simulacro e di individuare la ditta alla quale affidare la realizzazione dell’opera.
Fu un “dono inaspettato” che mi sembrò un vero e proprio “miracolo”. Compresi allora che non era più tempo di lamentarsi con il Signore, bensì di rimboccarsi le maniche perché le cose cambiassero. Ma dove collocare il simulacro di Sant’Elia? Chiaramente la collocazione ideale era la Chiesa del Carmine, per i motivi già precedentemente indicati, come luogo di culto sorto in un sito legato all’infanzia del santo.
Prima che si procedesse alla realizzazione del simulacro, sottoposi l’idea al rettore della chiesa del Carmine, Fra Massimiliano Di Pasquale superiore dei frati Francescani Conventuali, il quale ben lieto diede la sua approvazione, indicando nella seconda ca****la a destra, entrando dall’ingresso principale, il luogo ideale dove collocare la statua.
La prima problematica che dovetti affrontare nella progettazione del simulacro fu la questione dell’abito, dato che Sant’Elia era stato erroneamente considerato e raffigurato come monaco “Basiliano”.
Dal XVI secolo fino ad epoca recente si è creduto in occidente che tutti i monaci cosiddetti “greci”, cioè di disciplina bizantina, senza differenza di paese e di lingua, fossero «basiliani», costituiti in un grande ordine, a causa della riforma voluta da Gregorio XIII nel 1579. Con questo intervento della curia romana furono inglobati e latinizzati tutti i monaci di tradizione orientale italo - greca, sia anacoreti che cenobiti, formando un unico grande ordine religioso, appunto “basiliano”, con una costituzione simile a quella della Congregazione Benedettina di Santa Giustina di Padova, e imponendo come abito una “saio benedettino”, abito identico a quello dei monaci benedettini.
Per determinare con precisione le caratteristiche dell’abito con il quale doveva essere raffigurato il santo nel simulacro che si stava progettando, mi consultai con il professore Roberto Raciti, un profondo conoscitore della vita di Sant’Elia e del monachesimo italo - greco. Grazie al suo intervento furono definiti gli elementi tipici dell’abito di Sant’Elia tenendo conto delle caratteristiche degli abiti dei monaci italo - greci in uso nell’Italia meridionale bizantina al tempo in cui visse il nostro santo.
I primi monaci cristiani indossano semplici vesti e solo nel corso del IV e V sec. compaiono testimonianze di precisi elementi tipici di un abito monastico realizzati secondo i materiali che i monaci potevano reperire nei luoghi dove vivevano, spesso si trattava di vesti di lino o lana di pecora.
A riguardo vi sono due chiare testimonianze relative alle parti di cui si compone l’abito monastico: sono di Evagrio, il “Trattato pratico dell’Oriente Cristiano” e le “Istituzioni” di Cassiano, in essi compaiono i seguenti elementi:
- il KouKoullion / Cuccullus - una sorta di mantello munito di cappuccio, simbolo della grazia di Dio;
- la Colobion - una tunica di lino;
- l’Analabos- uno scapolare che per Evagrio cinge le spalle a forma di croce simbolo della fede in Cristo;
- la Zone - una cintura - simbolo della castità del monaco;
- la Melote - mantello di pelle di pecora o montone, simbolo di una vita dedita agli spostamenti nel deserto;
- il Bastone - metafora dell’albero della vita, riconduceva agli antichi profeti.
Le testimonianze iconografiche di riferimento sono: le miniature del Menologion di Basilion (979 - XI Sec.) e quella dello Skylitzes XII sec. di Madrid, immagini che aiutano a visualizzare meglio l’abito che i monaci italo - greci indossavano nel tempo in cui visse Sant’Elia.
Appaiono pertanto inadatte le iconografie del santo realizzate nei secoli successivi in ambiente latino che non tengono conto del contesto in cui è vissuto il santo ennese e che lo raffigurano erroneamente con abiti basiliani.
Così come errato è il riferimento all’appellativo “basiliano” poiché nel monachesimo orientale non esistevano ordini monastici tipici del cristianesimo romano.
Quindi le raffigurazioni di Sant’Elia come monaco basiliano che troviamo ad Enna nelle due tele del Duomo opera di Vincenzo Ruggieri del 1672, e nella riproduzione di una di queste tele, conservata nella Chiesa di San Giovanni, come anche nella raffigurazione del santo nel disegno di P. Giovanni dei Cappuccini nella Storia di Castrogiovanni, in queste citate raffigurazioni Sant’Elia è erroneamente vestito da monaco basiliano, in abito nero.
Si determinò così con il prof. Raciti l’idea dell’abito con il quale bisognava rivestire il simulacro: un semplice mantello con un cappuccio, una tunica con una cintura, uno scapolare, dei sandali e un bastone.
La statua fu commissionata a novembre del 2017 e arrivò ad Enna a fine marzo del 2018. Alcuni mesi prima che arrivasse, però, i francescani lasciarono il Carmine e subentrò nella gestione della rettoria il parroco di San Tommaso don Filippo Marotta, che mi premurai di informare dell’imminente arrivo del simulacro.
Don Filippo, documentatosi accuratamente sulla figura del santo grazie alla lettura della Vita di S. Elia il Giovane /testo inedito con traduzione italiana di Giuseppe Rossi Taibbi (Palermo 1962 - Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici), rimase letteralmente affascinato della grandezza del santo. Da allora don Filippo ottenuto il permesso del vescovo mons. Rosario Gisana, con tenacia e determinazione, con passione e pietà sacerdotale e la consapevolezza di chi sa di porsi al servizio di un misterioso disegno di Dio, portò avanti questa iniziativa, affrontando le difficoltà di un culto nascente, la lentezza di un popolo che doveva imparare a conoscere un nuovo santo concittadino, l’incomprensione di alcuni confratelli, e le resistenze per una novità ritenuta non necessaria che andava ad intaccare l’assetto e la routine delle tradizioni religiose della città.
Con don Filippo iniziammo i preparativi per il giorno della benedizione della statua, furono realizzati dei pieghevoli con la sintesi della vita di Sant’Elia per una rapida divulgazione e informazione dei fedeli, con la sua approvazione composi una preghiera per le immaginette, un inno che il maestro Salvatore Barberi musicò, ed una coroncina di preghiere in onore di Sant’Elia, mezzi necessari per la promozione del culto.
Informammo la città attraverso numerosi post su Facebook e articoli grazie alla collaborazione del carissimo amico Riccardo Caccamo, che attraverso la sua rivista Ennapress contribuì ad una costante informazione degli eventi riguardanti il santo.
La statua di Sant’Elia finalmente arrivò, realizzata ad Ortisei, in legno di Tiglio, alta m. 1,80, intagliata dallo scultore Flavio Goller, nel laboratorio Ars Sacra di Giuseppe Stuflesser. Il simulacro si presentava imponente, bello ed espressivo e piacque molto.
Il 4 maggio del 2018, alla presenza del clero, del collegio dei rettori, e delle autorità cittadine, il simulacro venne svelato dal vescovo Mons. Rosario Gisana e dall’Archimandrita P. Paolo Patricolo, un gesto ecumenico che inaugurò un cammino fraterno nel nome del “santo della Chiesa Universale una e indivisa, venerato dalla Chiesa Cattolica e dalla Chiesa Ortodossa”.
In quell’occasione l’Igumena madre Stefania superiora del monastero di Sant’Elia e Filareto di Seminara portò ad Enna la reliquia del santo custodita nel suddetto monastero, così per la prima volta fu venerata ad Enna una reliquia del nostro santo concittadino.
L’evento venne generosamente documentato dalle artistiche foto di Giuseppe Arangio il quale immortalò i momenti salienti di una celebrazione che rimarrà nella storia della città come il giorno della rinascita del culto di Sant’Elia.
Una volta benedetto il simulacro non rimaneva che avviare il culto e il banco di prova sarebbe stata la prima festa di Sant’Elia che celebrammo il 17 agosto giorno della sua nascita al cielo. Anche se a causa della pioggia non fu possibile celebrare all’esterno, la grande chiesa del Carmine era stracolma di fedeli. Si può dire che il bilancio fu più che positivo, perché la vicinanza della solennità di Sant’Elia al ferragosto, faceva temere uno scarso numero di presenze, ma non fu così.
Alla solenne concelebrazione partecipò il clero della città ed assistette, l’Archimandrita Padre Alessio Mandanikiotis dell’Eremo della Candelora di Santa Lucia del Mela, del Patriarcato Ecumenico, che al termine della celebrazione cantò il tropario di Sant’Elia con una melodia orientale, suscitando una grande emozione tra i presenti. La sua partecipazione ai festeggiamenti del santo negli anni successivi rappresentò un chiaro segno di comunione delle due chiese Cattolica e Ortodossa, unite dalla comune venerazione del santo asceta e taumaturgo ennese.
Alcuni giorni dopo la prima festa di Sant’Elia, informai don Filippo, della mia intenzione di recarmi in Calabria, come avevo fatto del resto tantissime volte in passato, ma questa volta con il cuore traboccante di gioia e in mano, degli opuscoli, delle immaginette e una buona notizia “la rinascita del culto di Sant’Elia ad Enna”. A Palmi mi recai presso la parrocchia della “Santa Famiglia” nella cui giurisdizione è compreso Monte Sant’Elia. Qui fui accolto benevolmente dal nuovo parroco don Giuseppe Sofrà, vicario di zona, lo informai della ripresa del culto di Sant’Elia ad Enna.
L’incontro fu amichevole, cordiale e si dimostrò pronto a qualsiasi forma di collaborazione per promuovere insieme la figura del santo sia in Sicilia che in Calabria.
Don Giuseppe ebbe l’intuizione e direi la lungimiranza di comprendere che da una collaborazione tra le città di Enna, Palmi e Seminara, il culto di Sant’Elia si sarebbe potuto riproporre con più forza e penso che il tempo e gli eventi che seguirono gli abbiano dato ragione.
Mi recai successivamente a Seminara, presso la Basilica di Santa Maria dei Poveri dove sono custoditi i reliquiari di Sant’Elia di Enna.
Qui fui accolto altrettanto benevolmente dal parroco don Mino Ciano e in quell’occasione conobbi il già sindaco di Seminara Carmelo Arfuso che si dimostrò disponibile ad ogni forma di collaborazione. Nella stessa città incontrai presso il monastero ortodosso di Sant’Elia e Filarete l’Igumena Madre Stefania che ad Enna partecipò alla celebrazione dello svelamento e benedizione del simulacro del santo.
Iniziarono così i primi contatti con la Calabria che si ufficializzarono a maggio del 2019, quando con don Filippo Marotta ci recammo a Palmi presso la Parrocchia della Santa Famiglia dove incontrammo don Giuseppe Sofrà e il sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio. Fu un incontro cordiale nel quale cogliemmo l’interesse per quanto si stava facendo per valorizzare la figura di Sant’Elia, ma dopo questo primo incontro la pandemia segnò una battuta d’arresto.
Nell’estate del 2019, succede a don Mino Ciano, alla guida della Basilica di Santa Maria dei Poveri di Seminara don Mimmo Caruso, che nel 2020 in occasione dei festeggiamenti patronali inaugurerà la ca****la delle reliquie.
Nel 2021 in occasione della solennità di Sant’Elia don Filippo invitò il vescovo della diocesi di Oppido Mamertina - Palmi, mons. Francesco Milito e don Giuseppe Sofrà per i festeggiamenti che si sarebbero tenuti ad Enna il 17 agosto.
Giunta la delegazione di Palmi si tenne una riunione di clero in cui erano presenti i due vescovi, P. Alessio Mandanikiotis i diaconi e alcuni sacerdoti invitati. Don Filippo in quell’incontro propose l’indizione di un Giubileo per celebrare i 1200 anni dalla nascita di Sant’Elia di Enna, l’idea fu accolta favorevolmente da tutti i presenti, chiaramente lo scopo del giubileo, oltre a celebrare una ricorrenza, era quello di diffondere la conoscenza e il culto di Sant’Elia, e nello stesso tempo consolidare l’idea di un gemellaggio civile e religioso attorno alla figura del santo.
La solenne concelebrazione fu presieduta da mons. Milito e concelebrata da mons. Rosario Gisana. Erano presenti l’Archimandrita P. Alessio Mandanikiotis e una delegazione della Parrocchia della Santa Famiglia di Palmi.
Questo primo evento condiviso concretizzò di fatto l’idea di un gemellaggio, divenendo l’immagine di un cammino di fraternità ecclesiale ed ecumenico. La Chiesa sicula, quella calabra ed ortodossa erano unite dalla comune venerazione del grande santo, asceta e taumaturgo ennese, appartenente alla tradizione culturale e religiosa di entrambe le chiese.

L’INNAUGURAZIONE DELL'ANNO ELIANO (17 agosto 2022)
«Celebriamo il 1200° anniversario della nascita di Sant’Elia per far meglio conoscere la sua testimonianza di fede, la santità di questo illustre “figlio del popolo ennese”»
Mons. Rosario Gisana, Decreto d’indizione dell’Anno Giubilare

L’Anno Giubilare Eliano (2022 - 2023) inaugurato il 17 agosto del 2022, si concluse il 17 agosto del 2023. La cerimonia di inaugurazione suscitò una grandissima curiosità ed emozione, per la solennità e la particolarità del rito e per lo scenario in cui si svolse, il sagrato della chiesa del Carmine, una perfetta location per un evento così solenne.
Le immagini suggestive dell’apertura della “Porta Santa” posta in cima alla scalinata della chiesa del Carmine, fu tra i momenti più toccanti della celebrazione. Ebbe così inizio un anno tutto dedicato a Sant’Elia, nel ricordo della sua nascita.
Alla solenne celebrazione parteciparono il parroco don Filippo Marotta, il vicario foraneo della città di Enna don Giuseppe Fausciana, don Salvatore Rindone, don Sebastiano Rossignolo e i diaconi: Mimmo Cardaci, Pietro Valenti, Salvatore Orlando, la delegazione palmese con il vicario foraneo don Giuseppe Sofrà e don Vincenzo Condello, e la delegazione ortodossa del Patriarcato Ecumenico, della Sacra Arcidiocesi d’Italia, Padre Ivan Tymchyshyn e il diacono Michele Santagati. All’evento intervennero le autorità civili: il vice sindaco della città di Enna Francesco Comito; il Colonello Comandante dei Carabinieri di Enna Angelo Franchi; il vice Questore Giuseppe Anzalone e il vice Comandante dei Vigili del Fuoco Roberto Spitaleri.

Gemellaggio Enna, Palmi e Seminara Un cammino di amicizia e di fraternità sulle orme di Sant’Elia (8 marzo 2023)
Il sogno di un cammino di fraternità sulle orme di Sant’Elia tra i comuni di Enna, Palmi e Seminara, diventa realtà. Si tratta di un sogno che accarezzai a lungo con don Giuseppe, realizzato concretamente dall’intesa dei due vescovi, mons. Rosario Gisana e mons. Francesco Milito.
L’8 marzo 2023 alle 16,30 nella seduta del Consiglio Comunale di Enna, venne deliberato il gemellaggio a firma congiunta dei sindaci delle tre città: per il Comune di Enna, Maurizio Dipietro, per il Comune di Palmi, Giuseppe Ranuccio, e per il Comune di Seminara, Giovanni Piccolo.
I tre comuni, riconoscendo il “legame” che li unisce, accomunate nella propria storia locale dal nome e dalle vicende di Sant’Elia, condividendo nella tradizione religiosa, tracce ancora visibili nel territorio, sancirono un patto di gemellaggio finalizzato allo scambio culturale e alla promozione di un itinerario turistico - spirituale “Sulle orme di Sant’Elia di Enna”.
Questa solenne cerimonia si concluse con le firma del patto di gemellaggio e lo scambio di doni.

PELLEGRINAGGIO ELIANO DELLA CHIESA ORTODOSSA d’ITALIA E VISITA DELL'ARCIVESCOVO METROPOLITA POLYKARCPOS STAVROPOULOS ESARCA PER l’EUROPA MERIDIONALE (25 aprile 2023)
L’evento fu programmato con il Vicario Generale dell’Arcidiocesi, l’Archimandrita Padre Patricolo, che sin dai primi momenti della riproposizione del culto di Sant’Elia, ha collaborato non facendo mai mancare una delegazione alle celebrazioni in onore del santo. Il 25 aprile 2023 presso la chiesa del Carmine, si tenne un evento nel suo genere eccezionale, che ha visto Enna protagonista, come meta giubilare del pellegrinaggio delle comunità ortodosse di Sicilia e Calabria, della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e della visita dell’Arcivescovo Metropolita Polykarpos, Esarca per l’Europa meridionale.
Per l’occasione fu trasportata ad Enna la grande icona di Sant’Elia proveniente dalla Chiesa
Ortodossa dei Ss. Calogero ed Elia il Nuovo di Caltanissetta. La reliquia di S. Elia fu portata da Padre Benedetto Colucci, Abate - Archimandrita del Monastero Ortodosso di S. Elia e Filarete di Seminara. Sia la reliquia che l’icona furono portati in processione e così i fedeli ortodossi fecero il loro ingresso solenne nella chiesa del Carmine. Ai piedi della scalinata i vescovi mons. Rosario Gisana e il mons. Francesco Milito, accolsero il Metropolita Polykarpos. L’immagine del caloroso saluto dei tre vescovi, la loro conversazione davanti la scalinata della chiesa del Carmine con la facciata restaurata ed illuminata del sole che la rendeva ancor più splendente e maestosa, divenne icona di un evento storico e fraterno incontro ecumenico, immagine di un cammino di unità ecclesiale nel nome di Sant’Elia di Enna.
Accolti dal Sindaco di Enna Maurizio Dipietro, i tre presuli fecero il loro ingresso solenne in chiesa dove ebbe inizio la Divina Liturgia, presieduta dal Metropolita e concelebrata dei sacerdoti e diaconi ortodossi di Sicilia e Calabria.

L’incontro delle delegazioni sicula e calabra (8 marzo 2023)
Presso la sede vescovile di Palmi si svolse un incontro tra le delegazioni sicula e calabra. Con questa visita si intese, da un lato ricambiare quella del vescovo Milito e della delegazione palmese della Santa Famiglia, dall’altra fu un’occasione per porre ufficialmente le basi per una concretizzazione dei gemellaggi civile e religioso e nello stesso tempo formare una commissione giubilare.
La delegazione sicula era composta dal vescovo mons. Rosario Gisana, dal sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, dal parroco don Filippo Marotta, dal Cancelliere Vescovile don Alessio Aira, dalla segretaria del vescovo Annamaria e dai professori Roberto Raciti, Angelo di Dio e dal sottoscritto. Ci accolse il vescovo mons. Milito e la delegazione diocesana di Palmi.
Al termine dell’incontro, don Giuseppe Sofrà ci accompagnò nei luoghi legati alla memoria del santo: monte Sant’Elia e Seminara.
Questa giornata memorabile si concluse con una solenne concelebrazione nella parrocchia della Santa Famiglia di Palmi.

PUBBLICAZIONE GIUBILARE: SANT'ELIA IL GIOVANE
In occasione del Giubileo è stata pubblicata, con il patrocinio del comune di Enna, una nuova e aggiornata versione biografia del monaco ennese, venerato in terra calabra dalla chiesa cattolica e dalla chiesa ortodossa.
Don Salvatore Rindone, direttore Spirituale del Seminario diocesano, in occasione del Giubileo si è occupato della pubblicazione aggiornata della biografia di Sant’Elia di Enna pubblicata dalle edizoni Velar, una casa editrice che pubblica volumetti sui santi e beati di tutto il mondo, la cui distribuzione tramite le librerie San Paolo, ricopre tutto il territorio nazionale. Il volumetto, ripercorre la vita ed evidenzia il carisma del grande asceta ennese del IXsecolo.
Alla fine ho potuto dare il mio contributo fornendo una ricca documentazione fotografica e una consulenza storica insieme ai prof. Roberto Raciti e Domenico Bagalà.
La presentazione del volumetto si tenne il 13 maggio del 2023 presso Hennaion, la biblioteca degli autori ennesi, con l’interessamento di Anna Dongarrà e della presidente della Fidapa Giancarla Fratantoni.

CONVEGNO ELIANO. “LA VISIONE PROFETICA E MONASTICA DI ELIA DI ENNA TRA OCCIDENTE ED ORIENTE” (27 maggio 2023)
Si è svolto a Enna sabato 27 maggio presso la Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte il Convegno dal titolo “Visione profetica e monastica di Elia di Enna tra Occidente e Oriente”. Un’intera giornata di studio e di riflessione dedicata alla storia della Sicilia e della città di Enna tra il IX e il X secolo e alla tradizione bizantina italogreca a cui il santo ennese apparteneva.
Il comune di Enna, ha sponsorizzato l’evento insieme alla Diocesi di Piazza Armerina. Le sessioni sono state introdotte dal prof. Roberto Raciti e i lavori dei convegnisti sono stati presentati dal giornalista Rino Realmuto. Particolare interesse hanno suscitato gli interventi: della Dottoressa Shara Pirrotti, con la sua relazione Patrimonio e Identità Continuità e Mutamenti ha evidenziato le diverse fisionomie e funzioni che il monachesimo italogreco assunse in Sicilia nel corso dei secoli dal punto di vista religioso, economico, politico e culturale.
Nel pomeriggio ad aprire la seconda sessione è stato il prof. Roberto Raciti, rifacendosi al contenuto di un inno agiografico dedicato a Sant’Elia di Enna ha consegnato ai presenti una novità di conoscenza non evidente nella bios del santo eremita. È molto probabile, così ha dedotto Raciti che Sant’Elia di Enna sia stato ordinato sacerdote e come allora si diceva “Ieromonaco” venendo a cadere la supposizione che sia stato un semplice monaco.
Il Vescovo mons. Rosario Gisana, nella sua intensissima “Lectio Magistralis” sul Bios di Sant’Elia di Enna tradotta dal testo greco del IX sec. di Rossi Taibbi, attraverso una attenta ed appropriata revisione del testo, dall’analisi del versetto «Egli preparava il miele della vera sapienza» ha descritto l’impegno missionario di Elia di Enna quale vero testimone della fede, il cui intendo era di annunciare a tutti il Vangelo. Egli fu un autentico propagatore della fede in Gesù Cristo, manifestando il dono della “Sapienza” che solo Dio può dare.
L’immagine dell’ape, che si adopera con diligenza nel preparare un miele gustoso, aiuta a capire il senso della vocazione di questo monaco che il Signore lo volle missionario. Fin dall’infanzia egli accettò di lasciare la terra d’origine, per diffondere la parola di Dio. Elia comprese che Dio lo invitava ad accompagnare e convertire persone che avrebbero avuto bisogno di essere sostenuti nella fede.
Don Salvatore Rindone, nella sua trattazione riguardante “l’Ascetismo ed eredità spirituale di Sant’Elia di Enna” ha descritto la forma e il modello ascetico proposto dal monaco italogreco formatosi alla scuola dei grandi padri del deserto, notando le differenze tra monachesimo latino ed orientale.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto e contributo della parrocchia di San Tommaso di Enna, nella persona del suo parroco padre Filippo Marotta sotto cui ricade la Chiesa del Carmine sede del culto eliano e che ha seguito costantemente tutti gli sviluppi ed eventi preparati in questi anni concretizzatosi con il presente convegno in qualità di ente organizzatore.

SOLENNE CHIUSURA DEL GIUBILEO ELIANO
S. Elia è davvero tornato a Enna (17 agosto 2023)

«S. Elia è di nuovo a Enna, (con dei frammenti del suo corpo) ci auguriamo che anche Enna possa tornare a Lui»
Mons. Francesco Milito, Omelia del 17 agosto 2023

In questo giorno tutto speciale, consacrato alla memoria di Sant’Elia, nel ricordo della sua nascita al cielo, si aggiunse l’anniversario dei 1200 anni dalla sua nascita in questa terra che lo accolse e gli fu madre, Enna. Della sua data di nascita conosciamo solo l’anno e non il giorno. Per questo l’anniversario è stato celebrato il giorno della ricorrenza liturgica del santo.
Il Giubileo Eliano è stato certamente un evento singolare, non solo perché il primo della storia in onore di Sant’Elia, ma anche per l’unicità degli eventi che lo hanno caratterizzato.
A coronare e rendere memorabile l’anno giubilare è stato un dono a lungo sognato, sperato e atteso, offerto alla città di Enna da Mons. Francesco Milito:la Reliquia di un frammento osseo di Sant’Elia prelevato dal reliquiario del santo nella Basilica di “Madonna dei Poveri” di Seminara (Rc) dove, da secoli sono custodite le sue reliquie.
17 agosto 2023, in occasione della solenne chiusura del Giubileo Eliano è giunta ad Enna una delegazione di fedeli di Seminara, guidata da don Domenico Caruso rettore della Basilica Minore di Santa Maria dei Poveri, unitamente al sindaco Giovanni Piccolo e i diaconi don Rosario Carrozza e don Francesco Restuccia.
La solenne liturgia di chiusura dell’Anno Giubilare presieduta dal vescovo Mons. Milito è iniziata con un momento molto toccante: la consegna della reliquia a mons. Rosario Gisana, inserita nel prezioso reliquiario donato dall’ennese Filippo Morgano. Questo momento, atteso ed emozionante, è stato sottolineato dal lungo applauso dei fedeli.

Hanno concelebrato i diaconi: Mimmo Cardaci, Salvatore Orlando, Rosario Carrozza e Francesco Restuccia, don Antonino Nicolaci, il vicario foraneo don Giuseppe Sofrà, don Domenico Caruso, don Salvatore Rindone, don Sebastiano Rossignolo, fra Francesco dei frati Minori, fra Daniele Lo Nigro, fra’ Tonino Arena dei Frati Conventuali, don Giuseppe Di Rocco e la delegazione del Patriarcato Ecumenico, della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, P. Giovanni Amante, P. Egidio Calì, P. BogdanDemetrescu del Patriarcato Rumeno. All’evento sono intervenute le autorità civili e militari: il sindaco Maurizio Dipietro, il sindaco Giovanni Piccolo, il vice Prefetto Giuseppe Sindona, il vice Questore Giuseppe Anzalone e il Capitano dei Carabinieri Di Stefano Antonio.

Con il solenne rito della “chiusura della Porta Santa”, presieduto da Mons. Gisana si è solennemente chiuso il Giubileo Eliano, un tempo di grazia ricco di eventi memorabili e tesori spirituali.

SI CHIUDE UN CERCHIO
“Si chiude un cerchio” Questa è stata l’espressione di don Filippo Marotta al termine della celebrazione di chiusura del giubileo. Pensai che si riferisse alla fine del suo mandato, poiché a fine agosto avrebbe lasciato la guida della parrocchia di San Tommaso per motivi di salute e quindi anche alla conclusione del suo cammino a servizio di Sant’Elia. Purtroppo profeticamente disse altro, non potevo immaginare che dopo tre mesi dalla fine del suo mandato pastorale avrebbe concluso anche il suo pellegrinaggio terreno.
Sembra che Sant’Elia lo abbia sorretto fino a veder realizzato il sogno di avere le sue reliquie ad Enna e di accoglierlo, tutto e trasfigurato, vicino a sé in cielo.
L’ultima volta che ci siamo visti, prima che partisse da Enna gli dissi: “È stata una bella avventura, non priva di sacrifici e soddisfazioni”, con un velo di tristezza mi disse: “lo è stata”. Grazie don Filippo per avermi permesso di collaborare con lei in questi anni e vivere questa esperienza singolare!

COSA È CAMBIATO CON IL DONO DEL SIMULACRO?
Il dono del simulacro ha modificato chiaramente il tipo di approccio al santo, non più di tipo “culturale”, come in passato (riservato a una fascia ristretta della popolazione) ma “cultuale”, che partendo dal culto della chiesa raggiunge tutti.
Il susseguirsi d’incontri ed eventi seguiti al dono del simulacro hanno chiaramente lasciato intravvedere un disegno provvidenziale di Dio che supera ogni aspettativa umana.
Il culto di Sant’Elia si è caratterizzato fin dal suo nascere come un culto di ampio respiro: che crea relazioni, amicizia, fraternità, che supera i limiti del quartiere, della città per estendersi dalla Sicilia alla Calabria e dalla Calabria in Italia e nel mondo.
Davvero forte è stato il cammino compiuto in questi ultimi anni “sulle orme di Sant’Elia”, al quale ho partecipato per una nuova riscoperta del santo nella sua città natale e in terra calabra. Per me è stato un tempo di grazia, un cammino spirituale ma anche un cammino di fraternità durante il quale ho avuto la gioia d’incontrare tanti fratelli con i quali ho potuto condividere la conoscenza, la passione per il monaco Elia di Enna.

Nei secoli vola il tuo nome glorioso
ancora risuona sul monte natio
dal cielo benigno tu guarda pietoso
il popol devoto t’invoca fedel.

SULLE ORME DI SANT’ELIA DI ENNA
Accarezzo le tue orme.
Chino su di esse le guardo, le amo.

Ognuna, nei luoghi del tuo passaggio
scolpisce la tua presenza, il tuo mistero.

La mia vita si intreccia con la tua,
lungo le onde della storia
nell’oggi dell’amore.

Vorrei concludere questo mio racconto con l’auspicio formulato da mons. Milito al termine della sua omelia il 17 agosto 2023, dopo aver donato le reliquie di Sant’Elia alla città:

«S. Elia è di nuovo a Enna ci auguriamo che anche Enna possa tornare a Lui»

RINGRAZIAMENTI
Il lungo cammino che in questi anni ha portato alla ripresa del culto di Sant’Elia ha visto il coinvolgimento di tantissime persone che hanno dato il loro contributo, a partire dal benefattore Filippo Morgano che ha donato alla città il simulacro e il reliquiario di Sant’Elia.
Hanno benevolmente accompagnato questo percorso con paterna attenzione i vescovi mons. Rosario Gisana e mons. Francesco Milito, grazie alla loro determinazione si sono raggiunti importanti obiettivi, mostrando alle rispettive comunità ecclesiali, uno splendido esempio di fraternità episcopale.
In questo lungo iter che ha portato alla riscoperta del santo, determinante è stata l’attiva e appassionata partecipazione del nostro sindaco Maurizio Dipietro, il quale ha permesso la promozione di eventi pubblici, di pubblicazioni e la concreta realizzazione del gemellaggio “sulle orme di Sant’Elia” con le città eliane di Palmi e Seminara.
Di fondamentale importanza è stata per me la collaborazione con don Filippo Marotta e don Giuseppe Sofrà. Sono particolarmente grato ad entrambi: a don Filippo per avermi permesso di lavorare con lui alla promozione del culto di Sant’Elia e a don Giuseppe per la sua amicizia fraterna e vicinanza che ha reso possibile la costruzione di un ponte tra le due terre di Sant’Elia, la Sicilia e la Calabria.
Ringrazio il carissimo maestro Salvatore Barberi che con autentica devozione e professionalità ha musicato l’inno di Sant’Elia.
Ringrazio il carissimo amico don Sebastiano Rossignolo per la concreta e fraterna disponibilità, offrendo negli anni un supporto logistico prezioso e utilissimo, l’associazione di volontariato Rangers che in questi anni ha sempre mostrato la propria disponibilità portando con fede e devozione per le vie della città il vessillo di Sant’Elia. Tra i tanti amici e parrocchiani che hanno concretamente collaborato voglio citare per la loro disponibilità e dedizione a Sant’Elia: Fabio Merlo, Maria Pinturo, Cettina Bonasera, Giovanna Stella e Mario Valguarnera, Eduardo, Federica e Valeria Guarnieri, Alessio Tirrito.

17 agosto 2024

Francesco Gatto

Indirizzo

Enna
94100

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