19/04/2022
La storia della chiesa di San Lorenzo in un articolo di Paolo Sgroia
Eboli, storia della chiesa di San Lorenzo
di Paolo Sgroia
La chiesa di S. Lorenzo sorse quando Eboli era divisa in casali ed ancora non aveva raggiunto un unico corpo anche essendo all’interno delle mura del Castello di Eboli.
Il primo documento che la cita è del 1126 quando Giovanni Cellarario vende un pezzo di terra con pastino in vico ubi Brista dicitur, confinante a ovest con una terra di S. Lorenzo e a nord con il torrente Telegro. Altro documento che riporta la chiesa è datato 1133. Del 1135 è il documento che vari autori hanno citato come primo documento, ossia che: Albareda, figlia di Giovanni, vende una casa di legno “intus castrum ebuli propre ecclesiam sancti laurentii”. Il documento riportato anche da Carmine Carlone nel suo “Documenti per la storia di Eboli” invece non parla di chiesa ma di vico S. Lorenzo e il nome di Albareda è Albavera. Notizia importante perché fa capire che il casale (gruppo di poche case rurali) dove è sorta la chiesa sta crescendo e il tempio è oramai circondato di case tanto da esserci un vico denominato appunto S. Lorenzo. Tutti gli altri documenti della fine del XII secolo ed inizio del XIII descrivono molteplici compravendite di case in murature ed anche con tetti in tegola. Il quartiere di S. Lorenzo, quindi, possiamo dire che nel XIII secolo è formato e non è più un casale.
La prima notizia che cita la chiesa come parrocchia è datata 1152 e tratta di un’offerta al monastero della SS. Trinità di Cava da parte di Giovanni Capobianco e la moglie Trotta di tutti i loro beni comprese ben tre case nella parrocchia di S. Lorenzo intus mura de terra Ebuli, riservandosi l’usufrutto vita natural durante.
La chiesa si presenta, come da varie descrizioni dei parroci, ad un’unica navata con soffitto di tegole, guarnita di pitture e quadri. Vi sono due finestre con invetriate. L’altare maggiore è dedicato a S. Lorenzo, i due altari laterali uno allo Sposalizio della Vergine Maria con S. Giuseppe e l’altro al SS.mo Rosario. Vi è un campanile con due campane.
Il parroco don Francesco Antonio de Petrutiis nell’inventario dei beni mobili e stabili della chiesa fatto il 2 maggio 1661, per presentarlo al Sinodo Diocesano, annota che sull’altare maggiore vi è un’icona con le immagini della Madonna, di S. Lorenzo e S. Giuseppe (in un’altra descrizione invece è indicata S. Rosa da Lima). Dopo una lunga e precisa descrizione di tutti i corredi dell’altare principale scrive che nell’altare vicino la portella (porta laterale piccola) vi sono tre statue antiche raffiguranti la Madonna, S. Lorenzo e S. Caterina.
La sacrestia è una stanza della casa del parroco che l’ha donata alla chiesa, da lì si possono suonare con funi le due campane.
Ogni anno nella prima domenica di ottobre, come annota il parroco don Nicola Compagnone nel 1722, si portava in processione la statua di nostra Signora del Rosario. Il parroco è anche Cappellano della Venerabile Confraternita del SS.mo Rosario, con sede nella chiesa di S. Lorenzo, e afferma che è stata fondata l’8 maggio del 1655 come da bolla in possesso della parrocchia. Alla confraternita potevano aderire sia maschi che femmine, e all’interno della chiesa c’erano due sepolture riservate una per le consorelle e l’altra per i confratelli.
In applicazione alle leggi napoleoniche del 7 agosto 1807 fu soppresso il convento di S. Francesco e la chiesa annessa fu chiusa al culto passando tutto il complesso conventuale in possesso del Demanio, indi del Comune di Eboli. Gli ebolitani con una petizione chiesero a Gioacchino Murat di far riaprire la chiesa di S. Francesco, cosa che il re di Napoli diede assenso il 22 agosto 1811, facendola diventare sede della parrocchia di S. Lorenzo.
Il Comune di Eboli e la Chiesa Salernitana si accordarono per la permuta. La chiesa di San Lorenzo passa al Comune ed è spogliata e sconsacrata, e la chiesa di San Francesco viene ceduta dal Comune alla Chiesa Salernitana, per cui le proprietà si invertono.
Tutte le suppellettili furono trasferite nella chiesa di S. Francesco ed anche i quadri di S. Lorenzo (qualcuno dice opera del Solimena), il quadro della Madonna del Rosario e quello dello Sposalizio di S. Giuseppe, insieme all’organo.
Nel 1879 il Comune di Eboli comunica al Vescovo di Salerno di voler demolire la chiesa cadente per costruirvi una piazza, ma le mura risultarono salde tanto che fu ristrutturata ed utilizzata dalla banda della città per le prove di concerto. Fu danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra ma finalmente è stata ripresa e il Comune di Eboli la utilizza per manifestazioni culturali e in particolare per eventi musicali lirici, tanto da prendere il titolo di Concerto di San Lorenzo.
Foto di Lucio Rizzo