Eremo dei Santi Francesco in Soreto

Eremo dei Santi Francesco in Soreto Luogo sacro, adatto per chi vuole ritemprare il corpo e lo spirito. È sempre consigliato telefonare prima al 3393402571

DOMENICA DELLE PALME... le tue palme saranno benedette oppure "maledette"?Dipende. Se sono state "rubate"... Se la piant...
13/03/2026

DOMENICA DELLE PALME... le tue palme saranno benedette oppure "maledette"?
Dipende.
Se sono state "rubate"...
Se la pianta è stata rispettata oppure martoriata...
Se chi le vende e chi le compra sono persone oneste...
Se chi le intreccia e le confeziona conduce una vita cristiana coerente con ciò che esse significano...
Se non le riduci ad un portafortuna, ma apri il tuo cuore per accogliere Cristo tuo unico Salvatore...
Se...

23/12/2025

CONTRIBUTO PER LA PREPARAZIONE ALLA CELEBRAZIONE DEL SANTO NATALE

NATALE DEL SIGNORE 2025

La bellezza e l’abbondanza della liturgia della Solennità del Natale del Signore
è superata solo dalla grande Solennità della Pasqua.
Il giorno di Natale infatti è arricchito da ben quattro celebrazioni diverse, con letture
e orazioni distinte per ciascuna celebrazione.

1. La Messa vespertina nella Vigilia, che si celebra nel pomeriggio della Vigilia
di Natale o in prima serata.
In questa celebrazione vigiliare, il Vangelo secondo Matteo ci ripropone la per ricordarci che quel Bambino che sta per nascere è l’Atteso da tutte le genti e il Salvatore di tutta, tutta l’umanità e di ogni singolo essere umano, nessuno escluso!

2. La Messa della notte (o di Mezzanotte), che, come dice il nome stesso,
si celebra la sera tardi o nel cuore della notte.
E’ la celebrazione centrale del Natale, ed è anche quella più caratteristica e - almeno fino a prima della pandemia - anche la più frequentata (con la partecipazione straordinaria dei cosiddetti “cristiani natalini”!).
In questa celebrazione notturna, il Vangelo secondo Luca ci fa rivivere la notte luminosa in cui Maria .
Gesù nasce nel silenzio, nella povertà, nella solitudine…
Il Natale non è solo poesia ed emozioni, ma è già l’inizio della Passione redentrice
di Colui che è venuto a salvare il mondo.
La liturgia ci fa cantare come risposta al Salmo responsoriale: .

3. La Messa dell’aurora, che si celebra nelle prime ore del mattino.
In questa celebrazione mattiniera, il Vangelo secondo Luca ci offre la testimonianza gioiosa dei pastori, i quali .
Anche noi oggi siamo invitati ad imitare i pastori e a testimoniare la nostra fede
in Gesù Salvatore: .

4. La Messa del giorno, che si celebra in tutti gli altri momenti della giornata
di Natale.
In questa celebrazione, il Vangelo secondo Giovanni ci guida alla contemplazione del grande Mistero dell’Incarnazione: .
Davanti a questo grande mistero siamo chiamati ancora oggi, come i Cristiani di ogni epoca e di ogni luogo, a compiere una scelta: .
Qual è la nostra scelta oggi?

Dal profondo del cuore, sento di rivolgervi l’invito che la liturgia ci ripete ad ogni celebrazione eucaristica subito prima della Comunione: .
Accogliamo questo invito!
Accostiamoci alla e nutriamoci del Pane di Vita!

SANTO NATALE DEL SIGNORE.
Padre Pino Muller, piccola luce

22/12/2025

EREMO DEI SANTI FRANCESCO IN SORETO DI DINAMI
La prossima celebrazione all’Eremo sarà DOMENICA 4 GENNAIO 2026
Auguro a tutti un SANTO NATALE e un BUON INIZIO DEL NUOVO ANNO 2026.
Il Signore Gesù, Salvatore del mondo, porti a tutti gioia e pace.

19/12/2025

CONTRIBUTO PER LA CELEBRAZIONE DELLA QUARTA DOMENICA DI AVVENTO *ANNO A - 21 DICEMBRE 2025

CATECHESI

21 DICEMBRE 2025
4^ DOMENICA DI AVVENTO *ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa "Dio con noi".
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

In questa quarta ed ultima Domenica di Avvento tutta la liturgia è orientata verso il Natale
del Signore e quest’anno (l’anno A) il Vangelo secondo Matteo offre alla nostra riflessione
la figura di Giuseppe, lo sposo di Maria.
L’evangelista Matteo infatti narra “l’annunciazione a Giuseppe”, mentre l’evangelista Luca narra “l’annunciazione a Maria”.
Nella narrazione secondo Matteo Giuseppe si accorge che Maria è incinta:
< Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo >.
L’evangelista non si dilunga in dettagli e non scende nei particolari, ma si limita all’essenziale.
Non sappiamo quindi se sia stata Maria ad informare Giuseppe o se semplicemente Giuseppe si sia accorto della gravidanza di Maria…
Non sappiamo se ci sia stata e quale sia stata la reazione di Giuseppe…
Non sappiamo che cosa abbia potuto dire Maria né che cosa abbia potuto dire Giuseppe…
Non sappiamo nulla di tutto ciò!
Sappiamo solo qual è stata la decisione di Giuseppe di fronte alla gravidanza di Maria:
< Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente,
pensò di ripudiarla in segreto>.
Giuseppe vuole “ripudiare in segreto” Maria: senza esporla, senza accusarla, senza condannarla, senza mettere a rischio la vita di Maria per salvare il proprio onore…
Giuseppe sta semplicemente pensando di fare un passo indietro…
E’ sicuramente un comportamento fuori dalla “norma”!
La Legge - la Legge di Dio - prevedeva l’accusa pubblica e la lapidazione…era questa
la “norma”, cioè la normalità!
Giuseppe non si conforma alla normalità… e la ragione è: < … poiché era uomo giusto … >.
Giuseppe è un uomo giusto secondo Dio e non secondo gli uomini…
Infatti, secondo gli uomini avrebbe dovuto rivendicare giustizia, invece secondo Dio lascia fare a Lui!
E così avviene: < Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».>.
Giuseppe rinuncia alle sue ragioni umane e Dio gli rivela la ragione divina di quanto sta accadendo: tutto è voluto da Lui, è opera Sua.
Dio è già entrato nella vita di Maria e ora chiede di entrare anche nella vita di Giuseppe.
Maria aveva risposto all’angelo: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo
la tua parola».
Giuseppe risponde facendo sua la volontà di Dio: < Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa>.

RIFLETTIAMO
Tra pochi giorni festeggeremo il NATALE DEL SIGNORE…
Ricordiamo che Dio è entrato nella storia dell’umanità facendosi uomo, bambino…
Ma Lui OGGI vuole entrare nella vità di ognuno di noi, nella mia vita!
Mi accontenterò di un Natale “normale”, secondo la norma, secondo le tradizioni,
secondo le usanze e le abitudini, secondo la moda… eccetera…
Oppure VOGLIO vivere un Natale vero, secondo Dio… come Giuseppe, come Maria…
(Come san Francesco… come santa Chiara… come tanti altri santi)???

La prima lettura ci offre la famosa e nota profezia di Isaia: «Ascoltate, casa di Davide!
Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio?
Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».
Da sempre i Cristiani, istruiti ed illuminati dai grandi Padri della Chiesa, hanno visto
in questa profezia l’annuncio del mistero del Natale: la vergine è Maria e Gesù è l’Emmanuele, Dio-con-noi!

Nella seconda lettura, l’Apostolo Paolo, scrivendo ai Cristiani di Roma, subito all’inizio
della sua lettera si presenta: < … servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto
per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti
nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore … >.
In questa autopresentazione, Paolo ci ricorda la discendenza davidica di Gesù.
Ed è proprio grazie a Giuseppe che Gesù eredita questa discendenza secondo la carne,
ma quel bambino, divenuto uomo, sarà conosciuto come “il figlio del falegname”.

CHE GRANDE GRAZIA… prendere coscienza che anche NOI… ognuno di noi…
facciamo parte di questa straordinaria, meravigliosa storia della salvezza.
Anche io, tu, ognuno di noi… abbiamo il nostro posto, il nostro ruolo, la nostra missione…
Il Natale che ci stiamo preparando a celebrare non è semplicemente un’occasione per fare festa, ma è una nuova opportunità che il Signore ci offre perché rispondiamo personalmente ed attivamente all’immenso Amore che Lui ci ha dimostrato venendo nel mondo
e che continua a dimostrarci ogni giorno e in ogni momento della nostra esistenza.

Padre Pino Muller, piccola luce

11/12/2025

CONTRIBUTO IN PREPARAZIONE ALLA CELEBRAZIONE DELLA 3^ DOMENICA DI AVVENTO *ANNO A
14 DICEMBRE 2025

CATECHESI

14 DICEMBRE 2025
3^ DOMENICA DI AVVENTO *ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo (11,2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere
del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve ve**re o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni
ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo.
E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle f***e:
«Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?
Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso?
Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene,
che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via".
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni
il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Anche in questa 3^ Domenica del Tempo di Avvento incontriamo la grande figura
di Giovanni il Battista. Oggi però non lo incontriamo sulle rive del fiume Giordano,
ma nel carcere dove era stato rinchiuso dal re Erode per aver difeso la Legge di Dio e aver rimproverato al re il suo adulterio.
La conclusione tragica della sua missione è ormai vicina e dal luogo della sua prigionia sente parlare delle opere che Gesù sta compiendo.
Giovanni sa che Gesù è il Messia: subito dopo averlo battezzato nel fiume Giordano, anche lui ha udito (Mt 3, 17).
L’operato di Gesù però e i segni che Egli compie non sembrano andare nella stessa direzione severa e quasi punitiva annunciata con forza da Giovanni: "Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile" (Mt 3, 11-12).
Ecco il perché dei “dubbi” e delle “perplessità” di Giovanni e della domanda che attraverso
i suoi discepoli egli pone direttamente a Gesù: «Sei tu colui che deve ve**re o dobbiamo aspettare un altro?».
La risposta di Gesù non contiene un ragionamento convincente, ma chiede semplicemente
ai messaggeri di riferire il Suo operato, le azioni che Egli compie: «Andate e riferite
a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano,
i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato
il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
In questa risposta di Gesù sono elencate al presente le opere già annunciate dal Profeta Isaia
al futuro: «Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto».
Gesù, dunque, è colui che realizza le profezie e compie le promesse di Dio!

RIFLETTIAMO
Giovanni, nel suo cammino di fedeltà alla missione che Dio gli ha affidato, ha dei dubbi, delle perplessità…
Che cosa fa? Come si comporta?
Non resta nel dubbio. Non permette alle perplessità di indebolire la sua fede in Dio.
Cerca la luce e trova la risposta.
“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto (Mt 7, 7-8).
Non restiamo nel dubbio! Non permettiamo alle perplessità di indebolire o addirittura spegnere la nostra fede in Dio! Cerchiamo la luce e troveremo anche noi la risposta!

Nella seconda parte del brano, dopo che i discepoli di Giovanni partono per andare a riferire la risposta di Gesù, Lui parla alla folla di Giovanni e “rivela” la vera, profonda, intima, nascosta… identità del Battista.
«Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?
Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso?
Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re!
Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta». Giovanni non è una canna sbattuta dal vento…
Non si lascia trasportare di qua e di là, ma è fortemente ancorato a Dio, unica Verità!
Giovanni non è uno che ama il lusso…
Non ama la vanità, l’apparenza, ma va all’essenziale, alla sostanza!
Giovanni è UN PROFETA, cioè un uomo sulla cui bocca c’è la Parola di Dio…
Ed è Gesù stesso a collocare Giovanni al di sopra di tutti gli altri profeti che Dio ha mandato prima di lui citando il grande profeta Isaia:
«Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti
a te egli preparerà la tua via".».
Alla fine Gesù conclude con un complimento unico che manifesta la vera grandezza
di Giovanni, ma offre anche il criterio evangelico perché tutti possiamo raggiungere la stessa grandezza di Giovanni… e magari anche di più:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni
il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

RIFLETTIAMO
Oggi viviamo in una società dove è difficile trovare dei “punti fermi”... il mondo è pieno di “canne sbattute dal vento”...
NOI abbiamo la capacità di essere fedeli ai valori che ci sono stati trasmessi? Alla fede ricevuta in dono? Alla nostra coscienza?
Abbiamo il coraggio di difendere LA VERITÀ … anche a costo della vita?

Oggi regna una generale crisi di identità! Molti non sanno più chi sono né chi né cosa vogliono essere… si passa con estrema facilità/superficialità da un'identità all’altra…
Oggi è tabù parlare di “vocazione”... tanti, troppi, decidono chi essere e cosa fare seguendo modelli che appaiono e scompaiono con la velocità delle stelle cadenti…
Siamo pieni di “influencer”... e non ci sono vaccini per proteggersi dalla loro influenza!

Oggi il mondo è dominato dai “Grandi”... e ognuno vuole essere più grande degli altri…
Eppure basterebbe guardare con un po’ di onestà la storia passata…
Quanti grandi dopo la loro caduta non esistono più e la storia non ne trasmette un buon ricordo.
Anche TU aspiri a diventare un “Grande”?

L’AVVENTO che stiamo vivendo è il tempo che ci invita a guardare oltre, aldilà…
Giovanni il Battista ci ricorda che tutto ciò che il mondo ci offre può appesantire il nostro cammino. E’ quindi necessario sapersi liberare di tutti i pesi inutili ed ingombranti per poter correre in piena libertà e con gioia incontro al Signore che viene.

Padre Pino Muller, piccola luce

04/12/2025

CONTRIBUTO IN PREPARAZIONE ALLA CELEBRAZIONE DELLA 2^ DOMENICA DEL TEMPO DI AVVENTO *ANNO A

CATECHESI

7 DICEMBRE 2025
2^ DOMENICA DI AVVENTO *ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo (3,1-12)

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di ca****lo e una cintura di pelle attorno
ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta
la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei ve**re al suo battesimo, disse loro: «Razza
di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente? Fate dunque
un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me
e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

In questa 2^ Domenica del Tempo di Avvento 2025 risuona forte la voce di Giovanni
il Battista che invita tutti alla CONVERSIONE:
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
Egli, con la sua vita e la sua predicazione, è colui che realizza una delle antiche profezie
del grande Profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
Egli è definito «Voce di uno che grida nel deserto», ma la sua non è una voce vuota,
non è una voce che emette solo dei suoni, non è una voce chiassosa, non è semplicemente
una voce e basta!
È una voce autorevole perché sostenuta da una vita autentica: «… portava un vestito
di peli di ca****lo e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette
e miele selvatico».
Una vita essenziale, senza false apparenze, senza troppe esteriorità… libera da tutto e da tutti!
Per questo Giovanni attira, conquista, incuriosisce, ma soprattutto fa riflettere…
nonostante la sua serietà e la sua severità: «Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta
la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati».
Chi lo avvicina percepisce tutta la forza della sua autenticità!
La sua scelta di vivere nel deserto è un segno chiaro, forte, eloquente: vuole essere veramente libero, tutto e solo di Dio, pienamente e totalmente dedicato all’ascolto della Sua Parola.
Solo così può indicare la strada che riporta a Dio: prima con la sua vita e poi con le sue parole ispirate.
Oggi (7 dicembre 2025) Giovanni il Battista si rivolge a ciascuno di noi e ci invita
ad una vera e sincera conversione, ci chiede di cambiare vita, di cambiare mentalità.
È pericoloso continuare a nascondersi dietro le proprie ipocrisie e falsità.
È pericoloso giocare a nascondino con la propria coscienza e con Dio illudendosi di poterla fare franca.
Le parole forti del Battista non sono una minaccia, ma un avvertimento finalizzato alla salvezza: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente?
Fate dunque un frutto degno della conversione …
Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà
in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Se queste parole vengono accolte, producono salvezza, liberazione e gioia eterna… diversamente, chi le respinge sarà egli stesso causa della propria condanna eterna!

FACCIAMOCI QUALCHE DOMANDA: NOI OGGI …
Chi seguiamo? Chi ascoltiamo? Da chi ci lasciamo attirare?
Chi sono i nostri INFLUENCER OGGI???
Quali sono le VOCI che desideriamo ascoltare?
A chi ci rivolgiamo per avere dei consigli per crescere nella nostra vita cristiana?
Sentiamo come rivolto a noi - a me, a te - l’invito a convertirci?

Non lasciamo cadere nel vuoto questi interrogativi…
Non lasciamoci trascinare dall’attuale corrente di superficialità e di conformismo.
Recuperiamo il vero ed autentico significato cristiano del tempo di Avvento:
PREPARARE I NOSTRI CUORI ALL’INCONTRO CON IL SIGNORE CHE VIENE
A SALVARCI.
Non seguiamo le mode del momento.
La gente accorreva al fiume Giordano per farsi battezzare da Giovanni…
NOI abbiamo ricevuto il Sacramento del Battesimo, che ci ha uniti indissolubilmente a Cristo nato, morto e risorto per noi: riscopriamo il nostro Battesimo, rinnoviamo le Promesse
del Battesimo, viviamo il nostro Battesimo.
Le persone andavano da Giovanni e confessavano i loro peccati…
NOI ci confessiamo? Sentiamo il bisogno, la necessità di chiedere perdono? Riconosciamo
di essere peccatori?
Ci sforziamo di cambiare vita (pensieri, parole e opere)?
Oppure ci accontentiamo di dire che siamo CRISTIANI!?!
Anche molti di quelli che andavano da Giovanni si accontentavano di dire che appartenevano al popolo eletto da Dio, si consideravano figli di Abramo…
Ed ecco cosa diceva loro Giovanni il Battista : «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione,
e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché
io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo».
Che cosa direbbe Giovanni il Battista OGGI A NOI?
Forse ci direbbe quello che Papa Francesco ha ripetuto tante volte: “È meglio essere Cristiani senza dirlo, che dire di essere Cristiani senza esserlo”!

Nella prima lettura il Profeta Isaia annuncia la fioritura di un germoglio che ristabilirà la giustizia: il germoglio è la novità assoluta del Dio-con-noi, l’Emmanuele, Colui che è la giustizia, non una giustizia umana che è fondata principalmente sul castigo e sulla punizione, ma una giustizia divina che è sorgente di armonia e di pace.
Quanto questo annuncio cambia/converte il nostro sguardo sul mondo, sulla realtà in cui viviamo, sugli avvenimenti che accadono e sulle persone che ci circondano e con le quali possiamo avere comunanza di idee oppure diversità e contrasti?

Nella seconda lettura, l’Apostolo Paolo, scrivendo ai Cristiani di Roma, invita a seguire l’esempio di Cristo, a guardare a Lui, ad imitare Lui: CRISTO GESÙ
è l’unico nostro modello da seguire ed imitare. Da Lui abbiamo tutto da imparare!
Quanta strada davanti a noi!
Il mondo, questo nostro mondo, ha bisogno di CRISTIANI COME CRISTO…
Essere Cristiani che non imitano Cristo, non solo non serve a nulla, ma è un danno per la Chiesa di Cristo e per l’umanità bisognosa di Verità e di Luce… è una terribile responsabilità!

PS
CONCRETAMENTE… MOLTO TERRA TERRA

Tutto il mondo - anche quello non credente! - si è già vestito a festa, è pieno di luci colorate…
NOI CRISTIANI…
Quanto tempo e spazio diamo all’ascolto e alla meditazione della Parola di Dio?
Quanto tempo dedichiamo alla preghiera personale e specialmente all’Adorazione?
Quanto tempo passo in preghiera davanti al Presepe di casa?

I Centri Commerciali e i negozi vengono presi d’assalto in questo periodo dell’anno…
NOI CRISTIANI…
Quanto siamo capaci di andare contro corrente testimoniando solidarietà e condivisione?
Quanto siamo capaci di rinunciare a soddisfare tutte le nostre voglie per soddisfare le urgenti necessità di chi non ha nemmeno il necessario per vivere?
Giovanni il Battista è testimone di ESSENZIALITÀ... ha ancora senso questo termine?

Questo è il periodo dell’anno in cui si mangia e si beve di più…
NOI CRISTIANI…
Ci ricordiamo che non di solo pane (e tantissimi altri cibi oggi!) vive l’uomo?
Ci ricordiamo che Cristo ci offre il Pane vero, il Pane che dà la Vita?
Ci ricordiamo che Cristo ci offre Acqua Viva, l’unica in grado di dissetare il cuore?

La CONVERSIONE non è un cammino astratto, ma si realizza attraverso piccoli passi e gesti concreti.

Padre Pino Muller, piccola luce

26/11/2025

AMICI CARISSIMI,
il prossimo LUNEDÌ 1° DICEMBRE ricorre il quinto anniversario (2020 - 2025)
dell'inizio del mio servizio come Eremita nella Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
Benedico e ringrazio il Signore per aver voluto arricchire la mia vita Consacrata
e Sacerdotale con questo ulteriore prezioso dono.
Vorrei condividere con tutti voi LA MIA LODE E IL MIO RINGRAZIAMENTO
DOMENICA 30 NOVEMBRE 2025, 1^ DOMENICA DI AVVENTO.
Ore 15.30 ADORAZIONE E CANTO DEI VESPRI.
Ore 16.00 SANTA MESSA DOMENICALE.
In questa Messa ricorderò in modo speciale il Fondatore dell’Eremo,
Signor FRANCESCO TONZO, e i due Eremiti che mi hanno preceduto,
il Signor EZIO BOSCARDIN e Padre ELIA CATELLANI.

Chiedo a chi può il dono della presenza
e a tutti, vicini e lontani, il dono della preghiera.
Padre Pino Muller, piccola luce 🪔

25/11/2025

CONTRIBUTO IN PREPARAZIONE AL TEMPO DI AVVENTO 2025 E PER LA CELEBRAZIONE DELLA PRIMA DOMENICA.

CATECHESI

TEMPO DI AVVENTO 2025

È QUESTO L’AVVENTO DEL GIUBILEO ORDINARIO 2025 ED È QUINDI
UN AVVENTO ANCORA PIÙ RICCO DI GRAZIA, DELLA GRAZIA GIUBILARE!
E CON L’AVVENTO INCOMINCIA UN NUOVO ANNO LITURGICO, UNA NUOVA OCCASIONE PER RIVIVERE TUTTI I MISTERI DELLA VITA DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO.
OGNI DOMENICA - GIORNO DEL SIGNORE RISORTO -, OGNI SOLENNITÀ, OGNI FESTA, OGNI MEMORIA, OGNI CELEBRAZIONE… SARÀ UN PASSO IN PIÙ CHE CI FARÀ AVVICINARE ALL’INCONTRO CON IL SIGNORE CHE VIENE.

1^ DOMENICA DI AVVENTO *ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo (24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Risuona forte e chiaro oggi il “richiamo” dell’Apostolo Paolo (seconda lettura):
“... è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina
di quando diventammo credenti”!
Corriamo il rischio di vivere tutto per abitudine, senza fare più attenzione veramente a quello che viviamo, a quello che celebriamo, a quello che facciamo:
si ripetono sempre le stesse cose ogni giorno, ogni mese, ogni anno…
Non ci accorgiamo più che il Signore ci dona ogni giorno il Suo Amore,
non lo avvertiamo più, non ci tocca più!
Forse è proprio per questo che la nostra fede è sempre più spenta e che le nostre Comunità Cristiane sono sempre più fredde e apatiche.
Siamo anche noi come gli uomini e le donne che vivevano ai tempi di Noè,
prima del diluvio universale:
“... mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito …
e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti …”.
Anche oggi si mangia e si beve… e quanto si mangia e si beve!?!
Infatti, è diventato così importante mangiare e bere che non ci si accorge più di chi muore di fame e di sete!
Si prende moglie e si prende marito… poi si lasciano e se ne riprendono altri e poi altri e altri ancora… si prendono, si usano e si gettano!!!
E tutto questo ormai è diventato “normale”... è così, ci siamo abituati!
È un pericolo ricorrente quello di cadere nell’abitudine:
tutto diventa abitudine e per questo non si percepiscono e non si riconoscono più
i segnali di ciò che sta per accadere e quindi si viene colti di sorpresa, impreparati!
Si dice anche e/o si scrive: “Se n’è andato all’improvviso. Era una brava persona!”.
Ipocriti! Quanta falsità! Quanto perbenismo! Quanta facciata! Quanta apparenza!
È ciò che è avvenuto al tempo di Noè:
non sono stati capaci di comprendere i continui messaggi con cui Dio chiedeva all’umanità di svegliarsi dal peccato e dalla malvagità.
Ed ecco che arriva il diluvio a lavare e purificare la terra!
È successo ancora tantissime volte nel corso della storia della salvezza:
ogni volta che Dio ha mandato i suoi profeti per richiamare a Sé l’umanità che si era dimostrata infedele allontanandosi dall’Alleanza.
Ed ecco le invasioni straniere, le deportazioni e la distruzione di Gerusalemme!
È successo anche quando il Figlio di Dio è entrato nella storia e i suoi non l’hanno accolto perché non l’hanno riconosciuto:
erano troppo legati alle loro abitudini e alle loro usanze per accettare un Messia
che era venuto a chiedere una conversione radicale, una conversione da un culto fatto di riti e di esteriorità ad un culto in spirito e verità.
Ed ecco la crocifissione del Messia, il Figlio di Dio!
È successo … e continua a succedere ogni volta che qualcuno pretende di “ingabbiare” lo Spirito Santo dando tutto per scontato e per sicuro oppure quando qualcuno vuole ad ogni costo escludere Dio, eliminarLo, e vuole convincere l’umanità che si può fare a meno di Lui!
Abbiamo già dimenticato o cancellato quello che l’intera umanità, impreparata e sorpresa (!?!), ha vissuto cinque anni fa - 2020! - a causa della pandemia di coronavirus!?!
Cosa deve ancora accadere perché ci svegliamo dal sonno del cuore e dal torpore delle coscienze???

La PdD, che è immutabile, ma sempre nuova, ancora una volta in questa 1^ Domenica di Avvento ci invita ad essere SVEGLI, ATTENTI, VIGILANTI, PRONTI…
Chi dorme - cullandosi nelle solite abitudini (“Si è sempre fatto così!”) - non solo
“non prende pesci”, come dice il proverbio, ma rischia di perdere tante occasioni
di cambiamento e soprattutto l’occasione propizia di incontrare il Signore che viene come e quando meno se lo aspetta.
“Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.
Non è una minaccia, né tanto meno un avviso destinato ad incutere timore e paura. No!
È un invito da parte di un Dio che ci ama così tanto che ha deciso di mandare Suo Figlio a salvare l’umanità e che ci vuole felici per sempre con Lui, nel Suo Regno.
Non facciamoci trovare impreparati o addormentati o distratti in mille altre cose quando Egli verrà.
Incominciamo subito, con impegno, con entusiasmo e con gioia: “... venite, camminiamo nella luce del Signore”! (prima lettura).

PS
CONCRETAMENTE… MOLTO TERRA TERRA
Gran parte dell’umanità - anche non credenti e soprattutto non praticanti - sono occupati nella realizzazione degli addobbi natalizi… che senso ha?
… ed è già incominciata la caccia ai regali…
… e sono già stati prenotati gli alberghi e le località per le vacanze e i ristoranti
per i vari cenoni…
TUTTO QUESTO IMPEDISCE DI ANDARE AL CUORE DELL’AVVENTO
E DEL NATALE: GESÙ.
* ATTENDIAMO IL SIGNORE GESÙ, RISORTO E GLORIOSO, CHE TORNERÀ
A GIUDICARE I VIVI E I MORTI.
* RICORDIAMO LA NASCITA DEL BAMBINO GESÙ, IL SALVATORE DEL MONDO, IN UNA GROTTA ADIBITA A STALLA NEI PRESSI DI BETLEMME.

Padre Pino Muller, piccola luce

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