04/09/2026
NON SI LASCIA CIÒ CHE SI AMA
«Laudate e benedicate mi’ Signore et rengraziate, e serviateli cm grande humilitate.»
La notizia è stata comunicata ufficialmente, sento il bisogno di dire qualcosa a voi.
Non per spiegare una decisione che ormai conoscete, ma semplicemente per condividere quello che ho nel cuore.
Il 4 ottobre 2011 sono arrivato nella Parrocchia di San Francesco d’Assisi.
Oggi, 4 settembre 2026, sono trascorsi esattamente 14 anni e 11 mesi.
E tra un mese saranno 15 anni ☺️
Lo dico con un sorriso, perché qualcuno magari starà già pensando: “E adesso quando se ne va?” 😄 Calma! Non lo so ancora.
Quindi non cominciate a stressarmi! 😂
Non c’è bisogno di anticipare nulla. Quando sarà il momento, vi comunicherò, con calma, come abbiamo sempre cercato di fare.
Abbiamo ancora tempo. Abbiamo ancora giorni da vivere, cose da fare, persone da incontrare e soprattutto la nostra Festa di San Francesco da preparare.
Lo sapete sono arrivato come viceparroco, poi amministratore e infine parroco. Ma, al di là dei ruoli, qui ho vissuto una parte importante della mia vita. San Francesco per me non è stata semplicemente una parrocchia.
È stata casa. È stata famiglia.
Qui ho vissuto le mie primizie sacerdotali. Qui ho imparato, giorno dopo giorno, non soltanto a fare il prete, ma a cercare sopratutto di essere prete.
Ho cercato di esserci: nelle gioie e nei momenti difficili, come fratello tra i fratelli, come padre quando serviva, come compagno di strada.
Ho cercato di farvi incontrare un Gesù vicino, umano, profondamente umano, capace di entrare nelle nostre vite e nelle nostre storie.
Perché credo che senza l’umanità non si possa comprendere fino in fondo la grandezza di Dio nella propria vita. Dio ci incontra proprio nella nostra umanità: nelle nostre fragilità, nelle nostre domande, nelle nostre gioie e nelle nostre ferite. Non sempre ci sono riuscito. Ho sbagliato, tante volte. Per questo vi chiedo perdono.
Ma una cosa posso dirvela con sincerità:
vi ho voluto bene. Tanto.
In questi anni siete entrati nella mia vita attraverso le vostre famiglie, le vostre storie, le vostre gioie e le vostre sofferenze.
Mi avete aperto le porte delle vostre case e, ancora di più, quelle delle vostre vite.
Abbiamo condiviso feste e lutti, nascite e preoccupazioni, sorrisi e lacrime.
Mi avete dato fiducia, amicizia, pazienza, preghiere e affetto. E senza che forse ce ne accorgessimo, siamo cresciuti insieme.
Voi avete accompagnato la mia crescita umana e sacerdotale e avete scritto una parte importante della mia storia.
Per questo oggi penso soprattutto a quello che porto con me: volti, nomi, storie, ricordi e tanto affetto.
E poi diciamolo:
quando sono arrivato avevo i capelli! 😂 ora non ci sono più, chissà perché ? 🤫
Dopo 14 anni e 11 mesi, anche questo è un segno del tempo passato insieme! 😊
Ora il Signore mi chiama a continuare il mio ministero nella comunità di San Paolo in Rossano. Parto con molta trepidazione, lo ammetto, ma anche con la fiducia di chi sa che un sacerdote è chiamato a lasciarsi mandare.
Ma non corriamo.
Passo dopo passo.
E adesso avanti, prepariamoci!
Perché tra un mese esatto sarà la Festa di San Francesco, della nostra Fraternità e della nostra Comunità.
Questa festa voglio viverla con voi.
Prepariamoci con fede, entusiasmo, preghiera e con quella voglia di stare insieme che tante volte ha reso speciale la nostra comunità.
San Francesco ci aspetta.
E noi dobbiamo esserci!
Non andrò via domani. Vi farò sapere.
Perciò viviamo questi giorni senza tristezze anticipate. Quando arriverà il momento, ci saluteremo con calma, senza corse e senza drammi. 😊
Lo faremo insieme, come abbiamo sempre fatto: un passo alla volta.
E mi raccomando: un’Ave Maria per me non guasta mai. Anzi, mi aiuta. ❤️
Poi arriverà il nuovo parroco, don Pietro.
Vi chiedo soltanto una cosa:
accoglietelo e amatelo... per il resto non c'è bisogno di dirvi nulla.
Io non sparisco.
Cambierà la strada del mio ministero, ma non cambia il bene che vi voglio.
Attenzione però, quando verrete a Rossano, sappiate che troverete sempre una porta aperta: quella della chiesa, quella di casa e, soprattutto, quella del cuore. E naturalmente, un caffè non può mancare, anche quello decaffeinato ☕️☺️
Se sentirete la mia mancanza, sappiate che anch’io sentirò la vostra.
Perché ci sono incontri che il tempo non cancella. Ci sono persone che diventano parte della nostra storia.
Voi siete diventati parte della mia.
E quando arriverà il momento di partire davvero, forse ci saranno delle lacrime.
Io per primo. Ma saranno lacrime di gratitudine. Perché piange chi ha amato.
E io questa comunità l’ho amata.
Per questo, San Francesco, non voglio dirti addio.
Voglio dirti: GRAZIE.
Grazie per avermi accolto.
Grazie per avermi fatto crescere.
Grazie per avermi insegnato ad essere sacerdote.
Grazie per aver camminato con me.
Perché non si lascia ciò che si ama.
Una parte di voi, quella che il Signore ha scritto dentro di me in questi anni, la porterò sempre nel cuore.
E alla mia nuova comunità, San Paolo in Rossano, dico semplicemente: arrivo con il cuore aperto. Arrivo con il desiderio di conoscervi, ascoltarvi, servirvi e volervi bene.
Un pensiero particolare a don Giuseppe.
Sono certo che in questi anni vi ha voluto bene, vi ha accompagnato e ha dato tanto di sé a questa comunità. Spero di poter fare anch’io come lui: volervi bene, servirvi con semplicità.
Arrivo con trepidazione, ma anche con tanta disponibilità a lasciarmi accogliere e a costruire, giorno dopo giorno, una bella storia insieme.
Un grazie particolare e affettuoso anche al mio Vescovo, per la fiducia, la stima e il bene che mi ha sempre dimostrato.
Grazie per aver creduto in me e per avermi affidato questo nuovo servizio.
A San Francesco dico grazie.
A San Paolo in Rossano dico: arrivo con il cuore aperto.
E al Signore affido tutto.
E oggi, dopo 14 anni e 11 mesi, voglio solo dirvi una cosa:non corriamo.
Abbiamo ancora strada da fare insieme.
Tra un mese festeggeremo San Francesco, poi arriverà ogni cosa a suo tempo.
Quando sarà il momento, ci saluteremo.
Ma lo faremo con calma, insieme, passo dopo passo, come siamo abituati a fare e come abbiamo fatto tante volte nella nostra storia.
Per adesso viviamo quello che c’è.
Viviamo la nostra festa.
Viviamo la nostra fraternità.
Viviamo la nostra comunità.
Soprattutto continuiamo a volerci bene.
Grazie, San Francesco.
Vi voglio bene. ❤️