08/12/2025
Ciò che solo Dio conosce”… Ci sono zone del cuore che nessuno conosce, dove neppure le parole riescono ad arrivare. Sono i luoghi del silenzio interiore, delle lotte invisibili, dei desideri nascosti e delle ferite che solo Dio vede. È lì che lo Spirito Santo parla con la voce più dolce, quando l’anima si arrende e si lascia guardare. Dio non ci chiede di spiegargli tutto, ma di lasciarci conoscere da Lui, di non chiudere il cuore quando ci sembra di non capire, di fidarci anche quando la strada è oscura. Nella profondità che solo il Signore conosce, nasce la fede vera, quella che non ha bisogno di parole, ma soltanto di un “sì” sussurrato nel silenzio. “Tu mi scruti e mi conosci, Signore.Tu sai quando seggo e quando mi alzo”. È vero: il buon Dio arriva lì dove l’uomo non potrà mai mettere piede. Arriva nel luogo più profondo e segreto della coscienza, dove nessuno può entrare, ma dove tutto è possibile a Dio. La coscienza è lo spazio del dialogo più vero, il luogo dove Dio parla e l’uomo ascolta, dove si compie la lotta tra il bene e il male, dove la grazia vince il peccato.:Il tempo di Avvento ci aiuta proprio in questo: a capovolgere ogni angolo della coscienza, a lasciarci purificare dentro, per poter giungere al Natale con un cuore nuovo. Solo così, davanti al Bambino che nasce, potremo dire con gioia:“Signore, hai vinto in me ogni oscurità, hai fatto della mia vita una dimora per Te.” Il Natale, allora, diventa la festa di chi si lascia raggiungere da Dio nel punto più segreto della propria anima. dove nasce la luce, dove rinasce la pace, dove si consuma la gioia dell’amore eterno con Dio. La conversione è la parola che illumina il tempo di Avvento. Non è un richiamo astratto, ma un invito concreto a rinnovare la relazione con Dio, che è la premessa indispensabile per costruire relazioni autentiche anche con gli altri. Il Natale, infatti, ci offre questa possibilità straordinaria: vivere un tempo diverso, un tempo fondato sull’amore, sulla preghiera, sulla ca**tà e sulla condivisione. Convertirsi significa convergere verso Dio, per poi aprirsi agli uomini e celebrare insieme la libertà di un amore che non trattiene, ma dona; che non divide, ma unisce; che non giudica, ma accoglie. Il buon Dio ci aiuti davvero a comprendere il valore profondo della conversione, perché solo un cuore convertito può vivere un Avvento e un Natale nuovi, luminosi, capaci di trasformare la vita e di portare pace nel mondo…
(8 dicembre 2025). Don Cesare