22/10/2026
Per la Giornata Missionaria Mondiale (GMM) che si è celebrata domenica 18 ottobre, sono stati prodotti, da Luci nel Mondo per la Fondazione Missio, dieci docufilm per l’animazione missionaria di comunità, Centri missionari diocesani, scuole, parrocchie.
Quello intitolato “Uno in Cristo, uniti nella missione… in Calabria” raccoglie la voce anche di monsignor Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, che riflette su come vivere l’accoglienza di chi viene da lontano in cerca di una vita più degna.
«La missione non si fa mai da soli, non siamo liberi battitori», dice monsignor Alberti. «È sempre un gioco di squadra, frutto di testimonianza, di unità, di amore reciproco che insieme si dona ai fratelli e diventa ambiente di accoglienza inclusivo, dove si riconosce la dignità di ciascuno».
«Nell’esperienza che ho fatto in missione in Ecuador qualche anno fa ho toccato con mano come chi è nella necessità, nel bisogno, è fonte di Vangelo. Quest’esperienza che ora vivo in Calabria è un tentativo di vivere la missione lì dove il Signore mi sta chiamando, non come opera personale ma sempre come lavoro di insieme con tante persone che cercano di vivere l’accoglienza di chi viene da lontano in cerca di speranza per una vita più degna».
Raccogliere sulle spiagge i corpi morti di uomini e donne e anche di qualche bambino è stata un’esperienza drammatica e «possiamo ripetere con i vescovi calabresi che “il mare ci chiede conto”, chiede conto alla nostra dignità, alla nostra umanità, chiede conto alla nostra fede cristiana. Noi – prosegue monsignor Alberti – crediamo in un Dio che è padre di tutti e che ha preferenza per i piccoli, per chi è rifiutato, per chi deve scappare dalle proprie terre perché non vive una vita degna. Sentiamo il dovere morale di continuare a tenere canali aperti, canali umanitari, che coinvolgono la nostra responsabilità di accoglienza e ospitalità».