31/08/2026
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Da venerdì a domenica, la Casa salesiana di Napoli “Don Bosco” ha accolto circa 170 rappresentanti delle Comunità Educativo-Pastorali del Sud Italia per il Convegno di Pastorale Giovanile, che ha ufficialmente aperto l’Anno Pastorale 2026-27 dal tema “Segni del suo amore. Operosi nella ca**tà”.
Sono stati tre giorni intensi, fatti di ascolto, formazione, confronto e condivisione. Ma soprattutto di salesiani e laici che hanno scelto di camminare insieme, mettendo in comune esperienze, domande e desiderio di futuro. A 150 anni dalla scrittura del Trattatello sul Sistema Preventivo, il Convegno ha riportato al centro delle riflessioni i tre "pilastri", approfonditi dai contributi di Pasquale Calemme (Ragione), Paola Bignardi (Religione) e don Jorge Mario Crisafulli (Amorevolezza), sotto la guida del Delegato alla PG don Giuseppe Russo. Non una semplice rilettura del passato, ma la ricerca di come il metodo pedagogico di don Bosco possa continuare a parlare oggi alle giovani generazioni, rispondendo ai loro bisogni di crescita integrale e alle sfide del tempo presente.
Nei laboratori di sabato mattina che hanno coinvolto tutti i convegnisti, le riflessioni sono diventate confronto e progettazione condivisa. Da questo lavoro, grazie all'accompagnamento e all'elaborazione di sintesi compiuta dai docenti dell’Istituto Universitario “Pratesi” di Soverato, è nato il “Trattatello riscritto”, consegnato alle CEP perché il percorso di approfondimento possa continuare nelle singole Case.
Tra i momenti più significativi, la Lectio Divina di don Crisafulli e le testimonianze davanti allo straordinario dipinto delle “Sette opere di misericordia” di Caravaggio, al Pio Monte della Misericordia di Napoli: Parola, arte e vita unite nell’impegno a trasformare la ca**tà in gesti concreti.
Domenica a chiudere il Convegno, l’intervento dell’Ispettore don Gianpaolo Roma, che ha affidato alla Famiglia Salesiana del sud e della Delegazione dell’Albania, Kosovo e Montenegro, la metafora della “cordata”: persone diverse, legate le une alle altre, capaci di affrontare insieme anche le salite più impegnative. Perché la missione salesiana nel Sud Italia può continuare a crescere solo insieme, nella corresponsabilità. La Celebrazione eucaristica conclusiva ha accompagnato infine anche un importante passaggio di servizio: il rito di avvicendamento del Vicario dell’Ispettore, con don Tome Mihaj che ha consegnato l’incarico a don Francesco Redavid.
Si apre così un nuovo anno. Con al centro il Sistema Preventivo di don Bosco, una missione da condividere per i giovani e una "cordata" pronta a ripartire.