Coriano Di Villa Minozzo

Coriano Di Villa Minozzo Coriano Di Villa Minozzo

1)Popolazione residente: non pervenuta
2)Altitudine: circa 1000 mt. PS:
fonti della descrizione: sito di Villa Minozzo.

s.l.m.
3)Fiumi vicini: Fosso della Valle, Fosso dell'acqua salata, Fosso del Lago, Fosso della Valle, Torrente Secchiello, Fosso delle Tane, Fosso della Salatta, Rio Budello, La Fossaccia, Fosso Curano
4)Monti vicini: Monte Prampa, Costa di Stefano, Torricella, Poggio Arpiollo
5)Borgate vicine: (Santonio - Ca'Fontana - Calizzo)
6)La storia:
Nel 1240 la Comunità presta il giuramento di fedeltà al C

omune di Reggio. La Chiesa di Santo Stefano è nominata, unita a quella di Ripiola, nell'Elenco delle Decime del 1302 come filiale della Pieve di Minozzo. Nel 1707 la villa, eretta a marchesato, era goduta in feudo dal Conte Carlo Forni di Modena. Alla fine del XVIII secolo era in possesso della Casa Castelli di Bologna e comprendeva una popolazione di 300 abitanti.

17/08/2026
Il Tempo Sospeso tra i Monti: Un Racconto di Coriano​C'è un luogo nell'Appennino reggiano dove il tempo sembra essersi f...
14/08/2026

Il Tempo Sospeso tra i Monti: Un Racconto di Coriano

​C'è un luogo nell'Appennino reggiano dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra il verde intenso dei boschi secolari e l'azzurro limpido del cielo. Guardando dall'alto, adagiato come un presepe di pietra e tetti rossi incastonato tra i pendii, si scorge Coriano, una frazione di Villa Minozzo immortalata in questi scatti in tutta la sua selvaggia e silenziosa bellezza.

​Un Rifugio Fuori dal Mondo.
​A Coriano non ci sono vetrine illuminate, non ci sono negozi affollati, e il traffico assordante della città è solo un ricordo sbiadito. Qui regna il silenzio, interrotto soltanto dal fruscio del vento tra le foglie dei faggi, dal canto lontano di un rapace e dal gorgoglio dei ruscelli nascosti nella valle. Le case in pietra, con i loro tetti di tegole che hanno sfidato i secoli e le stagioni, stringono un legame antico con la terra che le circonda.

​La vita scorre lentamente, scandita dal sorgere e dal tramontare del sole. Le mattine iniziano con l'aria fresca e frizzante che profuma di resina e terra bagnata, mentre la nebbia mattutina si dissolve lentamente sopra le cime dei monti, svelando panorami immensi che spaziano dalle valli sottostanti fino alle creste più alte.

​La Natura Incontaminata e le Avventure.
​Per chi cerca una fuga dalla frenesia moderna, Coriano è il punto di partenza ideale per un viaggio alla scoperta della natura più autentica. Dalle soglie del paese partono sentieri che si perdono nel cuore dei boschi, offrendo escursioni indimenticabili tra faggete secolari, radure dorate e panorami mozzafiato.
​Si possono scalare i monti vicini – come le maestose cime del Cusna o del Ventasso poco distanti – per scoprire tesori straordinari della natura: sorgenti nascoste, prati d'alta quota dove pascolano i cavalli bradi, e rocce modellate dal vento e dal tempo. Ogni passeggiata è un'immersione totale in un ecosistema protetto e rigoglioso, dove la fauna selvatica vive indisturbata e la flora selvatica esplode in mille colori a seconda della stagione.

​I Sapori Autentici della Tradizione Montana.
​Dopo una lunga giornata trascorsa a camminare tra i sentieri e a respirare l'aria pura della montagna, il viaggio non può dirsi completo senza una sosta nei tipici locali e rifugi della zona, nei dintorni di Villa Minozzo. Qui l'accoglienza è calorosa e verace, e la tavola è un trionfo di sapori antichi tramandati di generazione in generazione.
​Nei ristoranti e nelle trattorie di montagna si possono gustare le vere eccellenze dell'Appennino:
​● i tradizionali tortelli verdi o di zucca, rigorosamente fatti a mano e conditi con b***o fuso e Parmigiano Reggiano di montagna.
​● la polenta fumante accompagnata da funghi porcini raccolti nei boschi locali o da brasati saporiti.
​● i formaggi tipici, come il celebre Parmigiano Reggiano di Montagna e la ricotta fresca, accompagnati da tigelle o necci (le caratteristiche cialde di farina di castagne).
​Per concludere:
● i dolci caserecci e i liquori alle erbe o ai frutti di bosco, perfetti per riscaldarsi nelle serate più fresche.

​A Coriano si impara nuovamente l'arte di apprezzare le cose semplici: il calore di un pasto genuino, la fatica dolce di una camminata in salita, la meraviglia di un cielo stellato privo di inquinamento luminoso. Un angolo di paradiso nascosto, dove la natura e l'uomo convivono in perfetta e silenziosa armonia.

Partiamo con il mese di Agosto alla grande 🥳🥳 Abbiamo appena festeggiato tre sere a Santonio di Coriano con grande final...
06/08/2026

Partiamo con il mese di Agosto alla grande 🥳🥳 Abbiamo appena festeggiato tre sere a Santonio di Coriano con grande finale di fuochi d'artificio 🎆🎇 ed ora diamo uno sguardo a cosa ci offre il weekend a Villa-Minozzo...

Ringraziamenti Giuliana Gazzotti.

Un grande ringraziamento ai miei nuovi fan più attivi! 💎 Franca GiacopelliLasciate un commento per dare il benvenuto a q...
02/08/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi fan più attivi! 💎 Franca Giacopelli

Lasciate un commento per dare il benvenuto a queste persone nella nostra community,

Il Fuoco della Memoria: da Coriano a Santonio​C'era una volta a Coriano...​C'era una volta, tra le pieghe verdi delle mo...
31/07/2026

Il Fuoco della Memoria:
da Coriano a Santonio

​C'era una volta a Coriano...
​C'era una volta, tra le pieghe verdi delle montagne di Villa Minozzo, un piccolo angolo del mondo chiamato Coriano. Nelle sere d'estate, quando il sole calava dietro le cime e l'aria fresca galleggiava sui prati, Coriano non era soltanto una frazione: era il cuore pulsante dell'intero circondario.

​Erano gli anni ’70/'90. Non servivano grandi scenografie o palchi ipertecnologici per fare festa. Bastava una struttura di cemento a far da riparo, un lungo bancone di legno allestito con la fatica e il sorriso di tutti, un pentolone che fumava sul fuoco e grembiuli bianchi portati con orgoglio.
​Nelle foto dell'epoca si vedono i volti di chi c'era: i cappellini di carta in testa, le mani infarinate o pronte a servire le specialità nostrane, gli sguardi stanchi ma felici. La sagra di Coriano era il momento in cui ci si ritrovava tutti. Si accoglievano gli amici dei paesi vicini, si rispolveravano le vecchie storie, si rideva finché c'era luce e si ballava fino a notte fonda. Era il collante della nostra comunità.

​Il tempo, però, sfugge tra le dita come l'aria di montagna. Le stagioni sono passate, le persone sono invecchiate e le nuove generazioni hanno via via preso strade diverse, perdendo pian piano quel filo invisibile ma forte che riusciva a mettere insieme centinaia di persone per mesi di preparativi. A Coriano la musica si è affievolita e i banchi della sagra non sono stati più allestiti.
​È la legge dei piccoli paesi: il tempo passa, le forze cambiano e i ricordi restano incisi nella pietra e nelle fotografie dai colori caldi di un tempo che fu.

​Ma lo spirito dell'Appennino non scompare mai del tutto. Cambia casa, si sposta di poco, prende nuove forme.
​A pochissima distanza, nella vicina frazione di Santonio, quel fuoco non si è mai spento. La Sagra di San Stefano continua a essere il punto di riferimento, la lampada accesa sul muretto di pietra che richiama a sé la gente di Coriano, di Villa Minozzo e di tutte le frazioni vicine.
​Quando sui muri compaiono le locandine colorate che annunciano la festa d'agosto — con le orchestre, i DJ per i ragazzi, la buona cucina e gli immancabili spettacoli pirotecnici che illuminano la notte — si capisce che la tradizione vive ancora. Non è più la sagra "di un solo paese", ma la festa di tutti noi.

​Guardare oggi la locandina di Santonio affiancata ai vecchi ricordi di Coriano fa nascere un sorriso nostalgico ma grato.
​A Coriano abbiamo lasciato un pezzo di cuore e l'anima delle nostre estati passate; a Santonio ritroviamo quella stessa voglia di stare insieme, di brindare alla vita e di sentirci parte di un'unica grande famiglia di montagna. Perché finché ci sarà anche solo una piazza illuminata e una fisarmonica a suonare, la nostra storia continuerà a essere scritta.

Commentate con i vostri ricordi!!!

Buongiorno Corianesi...Chi riconosce le persone nella foto?È stata trovata in una delle vecchie case di Coriano Di Villa...
27/07/2026

Buongiorno Corianesi...
Chi riconosce le persone nella foto?

È stata trovata in una delle vecchie case di Coriano Di Villa Minozzo ingiallita e opaca, e stata restaurata e portata al suo valore iniziale come fosse appena scattata grazie ad uno dei residenti che con pazienza e parsimonia, le ha ridato vita.

Grazie.

Don Guglielmo Ferrarini è stato una figura di riferimento spirituale ed educativa straordinariamente importante, in part...
11/07/2026

Don Guglielmo Ferrarini è stato una figura di riferimento spirituale ed educativa straordinariamente importante, in particolare per la comunità di Reggio Emilia.
​C'è un piccolo dettaglio di denominazione da precisare: Don Guglielmo è storicamente e profondamente legato alla parrocchia di San Francesco da Paola (situata nella storica località e quartiere di Ospizio, a Reggio Emilia), dove ha speso quasi tutta la sua vita pastorale.

​Ecco i punti chiave della sua storia e della sua eredità:

​● Il lunghissimo ministero ad Ospizio: Don Guglielmo Ferrarini è stato il parroco della parrocchia di Ospizio per ben 46 anni, guidandola ininterrottamente dal 1955 al 2001. Sotto la sua guida la comunità di periferia è cresciuta, affrontando le grandi trasformazioni sociali del secondo dopoguerra.

● L'impegno per l'educazione: Oltre all'attività puramente parrocchiale, Don Guglielmo ha dedicato enormi energie all'educazione dei più piccoli e al supporto delle famiglie. Il suo nome è indissolubilmente legato alla Scuola dell'Infanzia "Elisa Lari" (storica scuola materna del quartiere nata nel 1925).

​● La Fondazione: Per onorare e dare continuità al suo operato e a quello di un altro storico sacerdote del territorio (Don Eleuterio Agostini), è nata la "Fondazione don Eleuterio Agostini - don Guglielmo Ferrarini". Questa istituzione unisce e gestisce le realtà educative del territorio, mantenendo vivi i valori pedagogici e cristiani che i due sacerdoti hanno seminato per oltre mezzo secolo.

​● La scomparsa: Don Guglielmo si è spento nel luglio del 2016, lasciando un profondo vuoto e un ricordo di grande gratitudine in tutta la diocesi di Reggio Emilia - Guastalla.

Citazione "AI Gemini"

Nuova settimana di eventi per divertirsi e rilassarsi a Villa-Minozzo (RE)
07/07/2026

Nuova settimana di eventi per divertirsi e rilassarsi a Villa-Minozzo (RE)

28/04/2026

102 likes, 6 comments. "28 aprile 2026"

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42030

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