Parrocchia di Cordovado PN

Parrocchia di Cordovado PN Pagina facebook della Parrocchia Sant'Andrea Apostolo di Cordovao (PN) S. messe festive (orario invernale)
ore 8.30 Santuario B.V.

delle Grazie
ore 10.30 duomo nuovo
ore 18.30 duomo nuovo

S. messe feriali
ore 18.30 duomo nuovo

Questo sito vuole essere un portale di servizio della Parrocchia di Cordovado, ha la pretesa di essere, o dive**re, un punto di riferimento per tutto quello che riguarda le attività e le conosciende di questa volonterosa comunità cristiana, affinchè quello che si dona possa avere un seguito e possa crescere nel tempo.

Mt 18, 15-20In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e amm...
06/09/2026

Mt 18, 15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Il Vangelo della XXIII domenica A commentato da Paolo Curtaz.In qu...

05/09/2026

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Lc 6,1-5

Il rischio c’è, ad essere sinceri: quello di ridurre la fede a morale, a osservanza di regole e norme attribuite a Dio. Il rischio di stilare un elenco di atteggiamenti da avere per potersi pavoneggiare davanti agli altri, per sentirsi migliori o, almeno, non peggiori di chi ignora Dio. Così la sensata e intensa norma del riposo sabbatico, data al popolo per ricordarsi che i figli riposano mentre gli schiavi lavorano, era diventata, col passare dei secoli, una sorta di trappola che entrava fin nel dettaglio dello stabilire quanti passi si potevano legittimamente fare in quella giornata. Gesù richiama i farisei – e noi – al senso profondo di ogni norma presente nella Bibbia: ha senso osservarla perché conduce a Dio e a noi stessi e, oso dire, nella misura in cui conduce a noi stessi e a Dio. Gesù ci ricorda che non siamo schiavi di nessuno, nemmeno delle norme, e che, in lui, siamo signori del sabato.
P. Curtaz

04/09/2026

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».
Lc 5,33-39

Destabilizza, il Signore, spiazza, irrita, scuote, provoca (senza volerlo). Scardina i luoghi comuni dei devoti di tutti i tempi, i nostri luoghi comuni. Nel nostro immaginario, anche cattolico, più ci si avvicina a Dio e più ci si allontana dal mondo, lo si disprezza, lo si ignora. Lunghi digiuni, veglie notturne, abiti dimessi, voce vellutata (talora mielosa) indicano serietà, ascesi, consapevolezza del divino. Gesù, invece, dimostra di vivere intensamente: ama la vita, mangia e beve con gli amici, gioisce e fa festa, sorride spesso e non si prende troppo sul serio. Perché il tempo della fede come sacrificio, come ascesi, di chi si presenta sempre col capo chino al cospetto di Dio è compiuto: se Dio è diventato uomo tutto ciò che è autenticamente e profondamente umano fiorisce e diventa punto di accesso per incontrarlo. Perciò il vino nuovo del Vangelo va custodito in otri nuovi, una nuova mentalità.
P. Curtaz

Questa sera parteciperemo alla S.Messa delle ore 20.00 a Madonna di Rosa.Siamo tutti invitati.
03/09/2026

Questa sera parteciperemo alla S.Messa delle ore 20.00 a Madonna di Rosa.
Siamo tutti invitati.

Sito web del Santuario Madonna di Rosa e Gesù Misericordioso

INCONTRI GENITORI CATECHISMO Ad ottobre ripartiranno gli incontri di catechismo. Invitiamo i genitori che desiderano isc...
03/09/2026

INCONTRI GENITORI CATECHISMO

Ad ottobre ripartiranno gli incontri di catechismo.
Invitiamo i genitori che desiderano iscrivere i propri figli ai percorsi della nostra Parrocchia a partecipare agli incontri di presentazione che si svolgeranno presso la sala teatro dell'oratorio fronte duomo alle ore 20.30 con il seguente calendario:

Giovedì 17 gruppo terza primaria preparazione Prima Confessione

Lunedì 21 gruppo preparazione S.Cresima

Martedì 22 gruppo quarta primaria preparazione Prima Comunione

Mercoledì 23 gruppo quinta primaria

Giovedì 24 gruppi secondaria

Non mancate!

03/09/2026

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle f***e dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Lc 5,1-11

Quale forza dovevano avere le parole di Gesù? E il suo modo di pronunciarle? E il suo tono di voce? Quanta intensità e credibilità dovevano contenere i suoi discorsi se le f***e si accalcavano, facevano ressa per poterlo ascoltare? Quanta verità le persone coglievano nelle sue parabole, nei suoi insegnamenti, nei suoi giudizi per lasciare le proprie occupazioni, percorrere decine di chilometri e fermarsi ad ascoltarlo? Quella stessa Parola, ora, ci appartiene, ci è affidata e siamo chiamati a raccontarla. Certo, mai riusciremo ad eguagliare il Maestro ma un discepolo totalmente donato alla causa del Vangelo può fare cose più grandi di lui. Trattiamola bene, la sua Parola: leggiamola, capiamola, studiamola, meditiamola, viviamola, finché illumini ogni aspetto della nostra e dell’altrui vita. E non accampiamo scuse, come fa Pietro: certo, siamo peccatori, siamo in continua conversione ma non per questo indegni di accogliere ed annunciare il Vangelo. Prendiamo il largo, allora, iniziamo la nostra giornata gettando le reti: è Dio che ha il potere di moltiplicare i nostri sforzi e renderli fecondi.
P. Curtaz

02/09/2026

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le f***e lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea.
Lc 4,38-44

Non possiamo trattenere il Maestro, non scherziamo. Non possiamo possederlo, ingabbiarlo, definirlo, bloccarlo. Vorremmo, ci piacerebbe, sarebbe magnifico, ma non è possibile. Dio non è a nostro servizio, non è il genio della lampada pronto ad esaudire ogni nostro desiderio (sano e malsano). Siamo stati guariti per servire, come accaduto alla suocera di Pietro, siamo stati liberati da una visione demoniaca della vita e della fede, abbiamo scoperto che la sorgente della sua luce interiore è una preghiera intima e feconda col Padre. Ora siamo in grado di farcela da soli, di imitarlo, di diventare suoi discepoli. Il Maestro ha un’altra urgenza, deve portare la buona notizia del regno ad altre città, in altri luoghi, in altri cuori. Non possiamo trattenerlo, non scherziamo. Possiamo però seguirlo per diventare anche noi dei guaritori, per diventare anche noi degli annunciatori. E sentire l’urgenza, la necessità di dire di Dio.
P. Curtaz

01/09/2026

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.
Lc 4,31-37

Che parola è mai queste che comanda agli spiriti impuri di andarsene? Una parola pronunciata con autorevolezza mentre le nostre parole, spesso, si nascondono dietro un’autorità che non viene più riconosciuta. Gesù è autorevole perché vive ciò che dice, perché fra le sue parole e la sua vita non c’è alcuna discrepanza. Perciò è capace di cacciare le ombre e i demoni intorno a lui. Perciò è capace di liberare la visione demoniaca della nostra fede, in cui Dio è venuto per rovinarci, e non ha a cuore la nostra felicità. È proprio questa parola che vogliamo mettere al centro della nostra vita, della nostra giornata, delle nostre scelte sapendo che la fede va continuamente purificata per passare dal dio che portiamo nella nostra testa al Dio che Gesù è venuto a raccontare. La tenebra non ha alcun potere su di noi se restiamo ancorati alla Parola.
P. Curtaz

31/08/2026

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Lc 4,16-30

Gesù, dopo avere proclamato la Parola nella piccola sinagoga del suo paese, si appresta a dire alcune parole di commento, come era abitudine fare. Ma, certo, nessuno si sarebbe sognato di inventarsi alcunché: non era prudente ripetere alcune delle frasi usate dal rabbino per commentare la Torah: lui aveva studiato. Gesù, invece, sbalordisce tutti, affermando che la profezia di Isaia si è realizzata, attualizzandola, dicendo a tutti di essere pieno di Spirito, di sentirsi chiamato ad annunciare la buona notizia. Apriti cielo! Ma chi si crede di essere? Come si permette di interpretare la Scrittura? La tensione sale (ci sono sempre i pretoriani della fede che minacciano morte) ma Gesù riesce a cavarsela. Luca ci racconta in che modo Gesù medita la Parola: facendola vibrare con la propria vita, mettendola in sintonia con le proprie scelte, applicandola ai propri sentimenti e alle proprie emozioni. Leggendo Isaia lascia uscire il piccolo Isaia che c’è in ognuno di noi e vede intorno a sé la profezia che realizza, spalanca il proprio cuore alla sua realizzazione. Imparassimo anche noi a lasciar vibrare così la Parola in noi!
P. Curtaz

Mt 16, 21-27In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto d...
30/08/2026

Mt 16, 21-27
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per ve**re nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Il Vangelo della XXII domenica A commentato da Paolo Curtaz.In que...

Indirizzo

Piazza Al Tiglio, 1
Cordovado
33075

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Parrocchia di Cordovado PN pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi