Parrocchia S.Pietro Ap. Sclavons

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Parrocchia S.Pietro Ap. Sclavons ORATORIO S. PIETRO
Via Lozzetta 45
Tel.: 0434540024
Mail: [email protected]
ORARIO: da lunedì a sabato 14.00-19.00

Parrocchia di San Pietro Apostolo
Via Sclavons 113, Cordenons - PN -
Tel.: 043440030
Mail: [email protected]

Orari Messe festive
Sabato sera ore 18.30
Domenica mattina ore 8.00 - (9.30 a S.Antonio Abate Pasch) - 10.30
Domenica sera ore 18.30

07/10/2026

BUONGIORNO A TUTTI E BUONA PREGHIERA.

Vangelo del giorno.
Mercoledì 7 ottobre 2026.

Lc 11,1-4 .
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

COMMENTO.
Insegnaci a pregare, Maestro. Non a dire le preghiere, non a mandare a memoria delle (belle) formule, non a sbrodolare qualche parola in fretta per dirci cristiani, per pagare pedaggio a questo Dio che dovrebbe proteggerci. Insegnaci a pregare perché, come sperimentano gli apostoli che, pure, sono uomini di preghiera, che frequentano la sinagoga, che assolvono tutti gli obblighi del pio israelita, la nostra preghiera è piccina. Ma vedere il Maestro, che, furtivamente, si alza nel cuore della notte per dialogare col Padre, che lascia la sua anima innalzarsi fino a Dio, che trova in quel momento la forza, l’energia per poi donarsi lungo la giornata, ci affascina, ci scuote, ci interroga. Allora è possibile fare della propria vita interiore un faro. Allora è possibile sperimentare in noi stessi la presenza di Dio. Allora possiamo, giorno per giorno, imparare che Dio c’è ed è bellissimo. Ed è un padre/madre a cui rivolgerci con fiducia a compassione.

06/10/2026

BUONGIORNO A TUTTI E BUONA PREGHIERA.

Vangelo del giorno.
Martedì 6 ottobre 2026.

Lc 10,38-42.
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

COMMENTO.
Marta e Maria sono le due dimensioni essenziali per la vita cristiana. L’una non esiste senza l’altra. La nostra fede ha bisogno dell’atteggiamento di Maria, pronta ad ascoltare ed accogliere il Signore, di restare lungamente seduta ai suoi piedi in preghiera e meditazione, per dare spazio alla nostra anima, alla nostra interiorità, per imparare il valore di un silenzio fatto di ampi spazi di riflessione e di spiritualità. E Dio solo sa quanto manchi questo atteggiamento anche nelle nostre comunità cristiane, superficiali e distratte. La nostra fede ha bisogno dell’operosità di Marta che vede i bisogni, che travalica il proprio ruolo (compie i gesti di accoglienza riservati all’uomo di casa!), che ricorda alla parte contemplativa della nostra fede che senza le opere la fede è vana e inconsistente. Marta e Maria, azione e contemplazione. Abbiamo bisogno della preghiera per non ridurre la nostra carità operosa in sterile efficientismo. Abbiamo bisogno dell’azione per non costruirci un mondo interiore autoreferenziale e vuoto. Solo in questo modo la nostra vita diventa come Betania: capace di accogliere degnamente il Signore e Maestro Gesù.

05/10/2026

BUONGIORNO A TUTTI.
BUON INIZIO DI SETTIMANA E BUONA PREGHIERA.

Vangelo del giorno
Lunedì 5 Ottobre 2026.

Lc 10,25-37.
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

COMMENTO.
Come devo fare per essere felice? Per avere in me la vita di Dio, l’Eterno? Come leggi la Parola?, chiede Gesù al dottore della Legge. E a me. Come. Non cosa, quale. Come: con che desiderio, con quanto rispetto, con quanta attenzione e cura. Amerai, ha letto lo studioso. L’amore declinato al futuro. L’amore proiettato in avanti. L’amore che diventa consapevolezza di essere agapetoi, amati da Dio e la scelta di ricambiare, di amare Dio con forza, con intelligenza, con passione. Per essere colmati di quell’amore divino per poterlo donare agli altri. Come un’eccedenza, come il cuore che tracima. Ha letto bene, ha capito, sa. Giusto: si tratta solo di vivere in quell’amore, giorno per giorno, un piccolo passo possibile alla volta, chiosa il Signore. È in imbarazzo, ora, il teologo. Sa ma non sa come vivere ciò che sa. La sua fede è chiusa nella sua bella teoria. Nella sua straordinaria elucubrazione. Amare è fatica, libertà, dono, rinuncia, concretezza. Tanta roba, forse troppa. Allora cerca di svicolare, di restare nella mente, nelle sue piccole categorie. Come se l’amore si potesse comprimere e organizzare. Amare, d’accordo, ma quale prossimo? L’ebreo che vive i precetti, come dicono i rabbini farisei, escludendo i superficiali? O amare tutti i fratelli ebrei come osavano i più aperti (ovviamente amare i non ebrei non era un’opzione contemplata)? Sorride, ora, il Maestro. E racconta di quel tale malmenato dai briganti e dei due devoti che tirano diritto. Invece un samaritano. È in viaggio, non passa per caso. Ha una meta. Perché il viaggio non è definito dal punto di partenza ma da dove si desidera arrivare. È in cammino, è per strada, come sono i discepoli veri. Irrequieti per grazia. Non va a cercarsi la persona da aiutare, è la vita che ce la mette in mezzo ai piedi continuamente. Il samaritano vede un uomo, non un nemico, non uno dell’altra squadra. Un uomo che ha bisogno. E il suo è anzitutto un bisogno di compassione. Cum-patire, patire insieme. Sa che potrebbe essere lui, esangue, al bordo della strada.

Buona festa di San Francesco di Assisi, patrono d'Italia
04/10/2026

Buona festa di San Francesco di Assisi, patrono d'Italia

03/10/2026

BUONGIORNO A TUTTI E BUONA PREGHIERA.
Auguro una buona domenica.
Domani in Santa Maria Maggiore festa della patrona: la Madonna del Rosario.
Messa ore 11.00 e a seguire la processione....e poi pranzo comunitario......

Vangelo del giorno.
Sabato 3 ottobre 2026.

Lc 10,17-24.
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

COMMENTO.
Che meraviglia! Che gioia! Gesù gioisce dei suoi discepoli, si entusiasma del loro entusiasmo; li ha responsabilizzati, ha chiesto loro di farcela da soli, di portare la Buona Notizia e hanno visto la tenebra arretrare, non hanno avuto paura, hanno osato e ora tornano col cuore colmo. Esiste la tenebra, il maligno, lavora, agisce, ma non ci fa paura perché abbiamo l’uomo forte che sta alla porta del nostro cuore e i demoni si sottomettono a noi. Dio gioisce di noi, non è geloso della nostra gioia. E ci responsabilizza perché si fida di noi, perché vede le nostre potenzialità molto più di quanto noi stessi le vediamo. Il nostro è un Dio adulto, compiuto, centrato che ama senza soffocare, senza ricattare, senza mortificare, un Dio felice che ci vuole felici, che non ce l’ha con me, ma che, libero e sorridente, mi affida un compito importante. E Gesù ci ricorda: belli i risultati, bello vedere i cuori toccati dalla Parola, bello vedere i demoni cadere dal cielo come folgori, ma più di ogni altra cosa è bello sapere che siamo preziosi agli occhi di Dio, amati senza condizioni, e che siamo conosciuti (il nome, nella Bibbia, indica l’identità profonda della persona!). Gesù gioisce di noi e gioisce del Padre perché rimane spiazzato e sorpreso dalla sua logica. Si aspettava che fossero i teologi e i devoti dell’epoca, i sacerdoti e gli operatori pastorali ad accorgersi della sua presenza, a convertire il proprio cuore. E invece non è così, sono gli inattesi a convertirsi, i piccoli, i dimenticati, gli emarginati ad accorgersi del Regno che avanza. Dio riesce a spiazzare tutti, sempre, a superare le nostre logiche, anche quelle pastorali, anche quelle santamente abituali. Viene e spiazza, viene e colma i cuori quando meno ce lo aspettiamo, di chi meno ci aspettiamo. Così è il nostro Dio, senza misura, senza limiti. Beati noi che siamo discepoli, beati noi che abbiamo l’onore di vivere e testimoniare la logica di Dio!

02/10/2026

BUONGIORNO A TUTTI E BUONA PREGHIERA.
Memoria dei Santi Angeli Custodi.

Vangelo del giorno.
Venerdì 2 ottobre 2026.

Mt 18,1-5.10 .
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

COMMENTO.
Esistono gli angeli, e lavorano. Lavorano per Dio, lavorano per noi. Liberi dalla fatica della corporeità, che pure Dio riempie di meraviglie con la follia dell’incarnazione, esistono anime pure che collaborano al progetto di Dio per la realizzazione del suo Regno, come esistono anime scure che lo ostacolano. Siamo troppo disincantati per vederle, troppo sicuri delle nostre competenze scientifiche e guardiamo con una certa sufficienza queste storie che reputiamo infantili. Invece gli angeli esistono ed hanno un compito. Esistono angeli che proteggono nazioni, paesi, comunità, come ci ricorda l’Apocalisse. Ed esistono degli angeli affidati a ciascuno di noi. Anime belle con un loro temperamento che hanno ricevuto il compito, come recita la preghiera a loro dedicata, di illuminare, custodire, sorreggere e indirizzare (governare) il nostro cammino di vita. Certo che se li lasciamo disoccupati, se siamo sordi e ciechi e muti alla loro presenza, non avremo mai la gioia di percepire la loro discreta presenza. Facciamoli lavorare, non perdiamo l’occasione di avere questi amici come sostegno!

01/10/2026

BUONGIORNO A TUTTI E BUONA PREGHIERA.
Memoria di S. Teresa di Gesù Bambino.
Patrona delle.missioni.

Vangelo del giorno.
Giovedì 1° ottobre 2026.

Lc 10,1-12.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

COMMENTO.
Il Signore invia i discepoli avanti a sé, a preparargli la strada. Non si sostituiscono a lui ma annunciano il suo arrivo, non si frappongono fra la folla e Dio, non si assumono un ruolo che è loro dato. Dovremmo ricordarcelo: la Chiesa esiste solo in funzione di Cristo, solo per annunciare il Vangelo in attesa che il Signore torni nella pienezza dei tempi. A cosa serve la Chiesa? Cos’è la Chiesa? Chi è Chiesa? Non è una sorta di organizzazione religiosa atta a conservare il proprio potere, né una sorta di holding del sacro o un vecchio baraccone zeppo di putridume e di inganni, come molti amanti della dietrologie ancora sostengono. Certo: ci sono uomini di Chiesa fragili e peccatori, incoerenti e zoppicanti, come me. Ma la Chiesa, che è la comunità di coloro che hanno scoperto Cristo e che con gioia lo annunciamo, vive in funzione del suo Signore, ne prepara la venuta fra i cuori e nella Storia. Non arroghiamoci il diritto di sostituirci a Dio, non pensiamo di possedere la sua verità ma, con autentica umiltà, raccontiamo di lui a due a due, cioè in comunione gli uni con gli altri, alle persone che oggi incontreremo.

30/09/2026

BUONGIORNO A TUTTI E BUONA PREGHIERA.
Memoria di S. Girolamo.

Vangelo del giorno.
Mercoledì 30 settembre 2026.

Lc 9,57-62.
In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

COMMENTO.
Per quale ragione siamo cristiani? Perché siamo discepoli? Molti, com’è naturale che sia, lo sono perché educati alla fede cristiana, perché hanno ricevuto quel tipo di messaggio e, spero! da adulti se ne sono appropriati con coscienza e intelligenza. Ma cosa significa essere discepoli? Gesù spiega le sue intenzioni, manifesta le caratteristiche di chi vuole accanto a sé. Anzitutto il discepolo non è uno che si rifugia nella fede, che fa della fede un piccolo nido o una tana. Credere non ci protegge dal mondo esterno brutto e cattivo ma ci spinge proprio ad evangelizzare quel mondo che Dio ama e redime. Il discepolo, poi, è slegato dalla logica del clan, una logica che a volte è fatta solo di apparenza e può diventare mortifera. È per persone che vogliono vivere da vivi la fede! Infine il discepolo non si guarda continuamente indietro, rimpiangendo i tempi passati, ma è ben attento a tenere l’aratro ben conficcato nel terreno, guardando dritto avanti a sé. Insomma: il discepolato non è fatto per pigri, per deboli, per lamentosi ma per persone entusiaste che sanno bene in chi hanno messo la loro fiducia!

29/09/2026

BUONGIORNO A TUTTI E BUONA PREGHIERA.

Santi arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele.

Vangelo del giorno.
Martedì 29 Settembre 2026.

Gv 1,47-51
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

COMMENTO.
Oggi la Chiesa festeggia gli arcangeli, la loro presenza accanto a noi e la loro funzione all’interno del grande disegno di Dio sull’umanità. Abbiamo degli amici preziosi! Che strano mondo, il nostro, che guarda scettico a tutto ciò che proviene dal cristianesimo e crede negli oroscopi! Che prende dalle religioni quanto gli serve per costruirsi una fede fai da te e dimentica il grande patrimonio che la Bibbia ci consegna! La festa di oggi ricorda a tutti noi che il visibile è solo una minima parte della realtà, che non possiamo illuderci di conoscere tutto attraverso i pur validi strumenti tecnologici, di capire e di interpretare la realtà solo attraverso la conoscenza scientifica. C’è un di più che ci sta accanto e che, con semplicità, alcuni hanno cercato di individuare. Così noi crediamo che esistono gli angeli, creature di puro spirito e che, fra essi, ci sono degli angeli che rivestono un ruolo particolare, dei “super angeli” come Michele, Raffaele e Gabriele (Uriel, aggiunge la tradizione rabbinica). Michele è il guerriero che combatte contro la tenebra, contro il dragone, contro il male; Raffaele è colui che cura le ferite e le malattie; Gabriele è il portatore dei grandi messaggi all’umanità da parte di Dio. Vegliano su di noi e ci proteggono, questi angeli, invochiamoli nella preghiera, sentiamoli vicini.

28/09/2026

BUONGIORNO A TUTTI.
BUON INIZIO DI SETTIMANA E BUONA PREGHIERA.

Vangelo del giorno.
Lunedì 28 Settembre 2026.

Lc 9,46-50.
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

COMMENTO.
Il Maestro, riconosciuto Cristo, ha appena ribadito cosa significhi, per lui, essere Cristo, e di essere disposto a morire pur di non cambiare la sua missione di annunciare il vero volto di Dio. Non hanno capito, i discepoli, e non osano porre domande. Solo che, invece di riflettere su quanto il Signore ha detto, si mettono a fare confronti su chi, fra di loro, sia il più grande. Stolti e tardi nel credere alle parole del Signore! Gesù, ancora una volta, si mette da parte e li invita ad accogliere gli altri come fanno i bambini, con stupore, senza malizia, nel desiderio sincero di stare insieme. Questo ci rende grandi: tornare all’essenziale, demolire le tante sovrastrutture che rallentano le nostre relazioni, toglierci le maschere che quotidianamente indossiamo, mettere fra parentesi titoli, conoscenze, studi, per tornare ad essere semplicemente uomini. Anche nella Chiesa.

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