L'eremo di San Donato ha origini antichissime: le prime vestigia dell'edificio, come la torre di segnalazione, risalgono al VII secolo. E' probabile che sia stato fondato durante il periodo del Regno Longobardo da alcuni missionari pavesi, ma di sicura origine orientale poiché in quest'eremo esistevano tradizioni prettamente orientali, come il culto per San Nazaro, Sant'Eusebio, i Santi Cosma e Da
miano, San Zenone e la festa di Tutti i Santi. In seguito a tali culti, vennero intitolate le omonime Chiese cittadine e anche il culto della Madonna della Cintura e la pesatura dei bambini, diffuso in città, provenivano da San Donato. Con un atto del 13 dicembre 1458, il Papa Pio II concesse al convento alcuni privilegi, e in quell'occasione parte dell'edificio sacro fu ampliato. Tra i Frati del Terz'Ordine di San Francesco che qui risiedettero, va senz'altro ricordato il Beato Geremia Lambertenghi. Il romitorio francescano fu soppresso nel 1772 ma l'edificio ha conservato l'antico carattere conventuale. Dall'ingresso, chiuso da un muro monastico, si accede alla galleria oltre la quale inizia la scalinata che sale al poetico chiostrino dove, dirimpetto, sorge la Chiesa di San Donato. Questa è orientata a levante e sulla fronte vi campeggia il monogramma di Cristo, diffuso da San Bernardino da Siena, indice della pietas francescana. All'interno si trovano due altari, uno dedicato alla Vergine, l'altro a San Donato. Sul lato dell'Evangelo si apre una porticina che dà accesso alla grotta profonda una decina di metri: era il luogo di raccoglimento del Beato Geremia. Pare che l'occupazione francese del 1797 abbia deturpato alcune statue e immagini sacre.