Parrocchia S.Martino Rebbio

Parrocchia S.Martino Rebbio Comunità Pastorale di Rebbio e Camerlata. Parrocchia S. Martino, Rebbio, Como Sud.

08/09/2026

SPEZZARE LE CATENE, RESTITUIRE LA DIGNITA’ ⛓️

Sabato 12 Settembre ore 21:00 a Cucciago arriva Grégoire Ahongbonon.
L’uomo che in Africa libera e cura chi soffre di disturbi mentali, restituendo dignità.

Primo appuntamento del ciclo “RIMANERE UMANI” del Centro Culturale Luigi Padovese.

📍 Auditorium S. Arialdo - Cucciago
Ingresso libero
Comune Di Cucciago

Parrocchia di Rebbio | domenica 20 settembre 2026Festa della Madonna della ConsolazioneSANTO ROSARIO NEI CORTILI:Lunedi ...
07/09/2026

Parrocchia di Rebbio | domenica 20 settembre 2026
Festa della Madonna della Consolazione

SANTO ROSARIO NEI CORTILI:

Lunedi 14 settembre ore 20.30
VIA GRILLONI 16

Martedì 15 settembre ore 20.30
VIA MAGNI 26

Mercoledì 16 settembre ore 20.30
VIA COLLINA 9

Giovedì 17 settembre ore 20.30
VIA SCALABRINI 46

Venerdì 18 settembre ore 20.30
VIA GIUSSANI (EDIFICATRICE)

Domenica 20 settembre
ore 10.00: Santa Messa presieduta da DON ROBERTO STIMAMIGLIO, che ricorda con noi la sua ordinazione presbiterale.

Il Teatro Nuovo Rebbio - Como ha bisogno anche di te!Con l'arrivo di settembre, anche il teatro Nuovo riapre le sue port...
07/09/2026

Il Teatro Nuovo Rebbio - Como ha bisogno anche di te!

Con l'arrivo di settembre, anche il teatro Nuovo riapre le sue porte e ripartono le attività…
Dopo i tanti lavori di adeguamento della struttura fatti lo scorso anno, nel mese di aprile ha riaperto al pubblico con lo spettacolo dell’associazione AIDO e, tra non poche difficoltà, sono stati fatti 30 spettacoli prima della chiusura estiva.

Ora siamo pronti a ripartire per la nuova stagione 2026/27 e presentare alla comunità di Rebbio e al il territorio comasco, nuove occasioni per stare insieme, con spettacoli di tutti i tipi e per tutti. Dal 21 settembre torneranno i percorsi di danza per bambini, adolescenti e adulti dell’associazione aps Casa de Arte. Torneranno le serate organizzate dalle varie associazioni con i loro progetti di solidarietà, i concerti a favore della Parrocchia e tornerà, col nuovo anno, la Rassegna teatrale Dialettale, tanto attesa dagli amanti del dialetto, e non mancheranno nuove proposte.

Un tema che ci sta particolarmente a cuore, come Commissione volontari, è l’urgente necessità di nuove forze. La Commissione Teatro è formata da una ventina di persone di età medio alta, cerchiamo nuove persone, giovani e meno giovani, che hanno voglia insieme a noi, di portare avanti questa realtà.

Il Teatro Nuovo è un grande bene per la cultura nel nostro territorio e abbraccia anche iniziative di interesse nazionale e internazionale; è parte integrante della scelta portata avanti in parrocchia di accoglienza di tutti, di ascolto reciproco e di divulgazione del bene e della bellezza. Non è facile al giorno d’oggi, con tutti i processi in atto, politici e burocratici, gestire uno spazio così aperto.
Grazie al parroco, che negli anni Settanta ha avuto la “visione” di realizzare il Teatro, grazie a tutti i nostri “storici” volontari, grazie anche a coloro che si sono aggiunti negli ultimi anni portando le loro competenze, siamo arrivati fino a qui.

Un grazie speciale al “nostro caro Carlo” che ci ha lasciati un mese fa… attore della prima compagnia dialettale di Rebbio e storico factotum del teatro, che fino all’ultima riunione della commissione di fine luglio, ci ha incoraggiati a fare le cose bene e a portare avanti il nostro impegno con entusiasmo.

Se hai voglia di dedicare qualche ora al teatro, per i turni o anche solo per la gestione dei social o del sito, ti aspettiamo!

Ci puoi contattare ai seguenti numeri:

Elena Parravicini 3284948814
Giulia Girardi 3334273446

05/09/2026
04/09/2026
Crescere insieme, nell’educareEsperienze diverse, già realizzate o in progetto, a favore dei più giovani.Oratorio, luogo...
03/09/2026

Crescere insieme, nell’educare
Esperienze diverse, già realizzate o in progetto, a favore dei più giovani.

Oratorio, luogo di crescita delle fedi

Da anni nell’Oratorio di Rebbio ed ora anche a Camerlata comunità di fedi diverse (buddisti, mussulmani, induisti, cristiani di differenti chiese...) cercano di crescere insieme. La comunità buddista dello Sri-Lanka è nata nel nostro Oratorio di Rebbio a partire dalla scuola di lingua - nel 2011 - la domenica mattina, poi finalmente è arrivato il monaco e dopo circa otto anni di presenza in Oratorio la comunità ha acquistato una casa sulla strada che da Albate va verso Senna. Nella casa ora abita in modo stabile il monaco Ognana ed è stato adibito un tempio buddista vero e proprio. Siamo cresciuti insieme. I giovani senegalesi "TUBA" da anni si ritrovano la domenica pomeriggio dalle 13 alle 19 per la scuola coranica: tanti giovani. Prima solo maschi, ora anche le ragazze. Anche con questo gruppo di giovani cerchiamo di crescere insieme.

Da un anno circa la comunità Libanese sciita ha ripreso gli incontri nel nostro Oratorio e a differenza del passato i giovani di seconda generazione si stanno organizzando anche a sostegno del martoriato Libano. Poi ci sono le chiese evangeliche ghanesi e nigeriane, il Grest con tanti bambini di fedi diverse ed altro. L'Oratorio per me è luogo di educazione, di crescita, delle fedi. Si cresce fianco a fianco, ci si scambia idee, conoscenze, inviti alle feste. Non si tratta solo di mettere a disposizione degli spazi o di usufruire degli spazi ma di entrare in una relazione di comune crescita. Un albero cresce bene se è ben radicato e le radici dei giovani sono anche la conoscenza e la fedeltà alla religione dei padri e dei nonni. Poi ciascuno si apre agli altri ma, dal mio punto di vista, solo quando si ha una identità ben definita. Certo, guardando al nostro Oratorio di Rebbio e Camerlata siamo in pochi a credere e operare concatenati per la crescita delle fedi, ma è la via giusta, che con perseveranza ha già dato e darà dei frutti di persone con identità religiose ben definite e in dialogo.

Esercito o educatori di strada?

Conosciamo bene i ragazzi delle baby-gang formatesi anche nel nostro quartiere una decina di anni or sono, conosciamo anche quei giovani chiamati "maranza". Provengono da famiglie disagiate? Disturbano? Delinquono? San Giovanni Bosco insegna che l'approccio giusto è quello educativo e non repressivo. La mia proposta è semplice: sostituiamo le forze dell'esercito che circolano per la città di Como con educatori di strada che sanno stare con i giovani e sanno orientarli. Ma di educatori di strada ne esistono ben pochi! Mettiamoci assieme associazioni, Oratori, politiche giovanili del Comune e cominciamo con alcuni educatori "in provetta" che poi cresceranno strada facendo. A Varese il progetto "Happyness" ha aperto uno spazio educativo ai giovani in un Oratorio cittadino poco usato: si potrebbe partire dall'Oratorio di Sant'Eusebio così vicino a piazza Volta dove anche i giovani si ritrovano? Noi - anche se ne abbiamo parlato solo con pochi - siamo disponibili a lavorare su un progetto simile.

don Giusto della Valle

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DAL MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV PER LA“GIORNATA DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO” – 1° SETTEMBRE 2026“Forgeranno le l...
01/09/2026

DAL MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV PER LA
“GIORNATA DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO” – 1° SETTEMBRE 2026

“Forgeranno le loro spade in vomeri, e le loro lance in falci” (Is 2,4)

Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana. Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell’equilibrio armonioso della creazione. Questi fenomeni non sono slegati; costituiscono un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito. Il Dio della vita, che si è rivelato in Gesù Cristo, offre una pace che il mondo non può dare: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). Essa non è né superficiale né fugace; scaturisce dall’amore perenne di Cristo e dalla sua cura per ogni persona umana.
Eppure questa promessa di pace è in netto contrasto con le realtà che vediamo in varie parti del mondo. Il profeta Isaia ha parlato di un tempo in cui le nazioni «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri» (Is 2,4), trasformando ciò che distrugge la vita in qualcosa che la sostiene. Oggi, però, vediamo troppo spesso accadere l’esatto contrario, mentre gli sforzi continuano a essere orientati alla violenza e alla guerra.

La guerra produce ferite che vanno ben oltre il campo di battaglia. Miete vittime, lacera famiglie e costringe milioni di persone a lasciare le proprie case, alimentando paura, ingiustizia e divisione; lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni. L’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale, inoltre, crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare. Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti.

Per di più, la guerra infligge ferite che danneggiano l’intero tessuto vitale, colpendo non solo le singole persone e le comunità, ma anche la loro più ampia rete di relazioni con l’intera famiglia umana, e la loro armonia con il creato. Essa rivela un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. Radicata in desideri distorti e in un uso sbagliato della libertà e del potere umani, la guerra si erge a contro-testimonianza del Vangelo della pace. […]

Sebbene le sfide che ci attendono siano enormi, il Signore non ci lascia privi dei mezzi di guarigione e di trasformazione. Al posto delle armi da guerra, il Dio della pace ci dona la forza di guarire, riconciliare e costruire una civiltà dell’amore. In questo modo siamo chiamati a tutelare i molti “ecosistemi” che ci sono stati affidati: del creato, delle relazioni umane e del cuore stesso dell’uomo.
Immaginiamo un mondo in cui le energie attualmente impiegate nella guerra siano destinate allo sviluppo umano integrale, al superamento della povertà, alla difesa della dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli divisi. Una visione del genere riflette la fede nell’avvento del Regno di Dio.

I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l’amore. Questi scaturiscono da cuori plasmati dal Vangelo e sostenuti dalla grazia di Dio. Solo queste qualità hanno il potere di trasformare gli individui, rinnovare le comunità e guarire le ferite del nostro mondo.
Il Signore ci dia il coraggio di percorrere questa via, perché in questo nostro tempo le “spade” siano realmente “forgiate in vomeri”, la promessa del Vangelo si radichi più profondamente nel nostro mondo e la pace di Cristo regni su tutto il creato.

(Leggi il testo completo del messaggio su: https://www.vatican.va)

01/09/2026
31/08/2026

Indirizzo

Via Lissi, 11 Fraz. Rebbio
Como
22100

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