15/06/2026
Domenica, 14 giugno, alle ore 17.00, nella Sala Paolo VI, si è svolto il secondo incontro del percorso di spiritualità, cultura e arte programmato per l’VIII Centenario del Transito di S. Francesco d’Assisi. Il relatore, fra Domenico Mandanaci, frate minore della Comunità dí Chiaramonte Gulfi, ha offerto ai partecipanti un’intensa e profonda meditazione sul tema: “Francesco: il Vangelo vissuto alla lettera. La profezia di una vita evangelica oggi”. Fra Domenico ha preso avvio dal Vangelo del giorno, XI domenica del T.O., Mt 9,36-10,8, ponendolo in parallelo con il brano della Leggenda Maggiore di S. Bonaventura (FF 1051) nel quale l’autore riferisce che Francesco un giorno “ascoltando devotamente la messa degli Apostoli, sente recitare il brano del Vangelo in cui Cristo, invitando i discepoli a predicare, consegna loro la forma di vita evangelica… Francesco udì e ricolmo dí indicibile letizia esclamò: Questo è ciò che desidero, questo è ciò che bramo con tutto il cuore”. La Provvidenza prepara le occasioni e attende che le riconosciamo e le accogliamo nella nostra vita. Fra Domenico sottolinea che Francesco ha “preso in parola la Parola”: ciò che gli accade è un incontro vivo con il Signore vivo. La Parola intercetta la vita e Francesco riceve questa Parola non come un atto che riguarda solo l’intelletto ma come una Parola che gli “tocca la carne” e, di conseguenza, si muove.
I primi contatti di Francesco con il Vangelo che parla alla sua vita, continua fra Domenico, avvengono in un contesto che non è quello dei successi ma della sconfitta che gli impone di fermarsi. Francesco sente l’ispirazione dello Spirito durante la prigionia, mentre misura la sua impotenza e sperimenta la malattia. In queste condizioni, accoglie la Buona Notizia che Dio è misericordia, accoglie il Vangelo della compassione del Signore. Tutto ciò ci aiuta a disarmarci di fronte al Vangelo e di accostarlo senza commenti o filosofie: Dio è onnipotente e la nostra vita dipende dalla sua volontà di bene. L’invito a cogliere il Vangelo sine glossa diventa un impegno possibile, non già scommettendo sulle nostre forze ma sul desiderio di Dio che prova in tutti i modi a darci la vita. Francesco si lascia intercettare dalla grazia e vive questa novità di vita. Non è anacronistico, è profetico: si fida della promessa del centuplo, si fida della Chiesa, in obbedienza a coloro che lo Spirito ha suscitato, sapendo che a condurla è lo Spirito Santo.
Fra Domenico conclude con un augurio: entrare con fiducia in questa dinamica di continua conversione, l’invito iniziale del Vangelo, fidandoci del Signore, della sua bontà e della sua misericordia, come Francesco con la sua stessa vita ci ha dato l’esempio.