04/10/2026
800 ANNI DI FRANCESCO: “Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11, 25-30)
In occasione della Solennità di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, la nostra comunità si è riunita in una solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vicario Generale, Padre Roberto Asta, per fare memoria del Santo della pace, della fraternità e della cura del Creato.
La liturgia ha visto una straordinaria e sentita partecipazione di fedeli, arricchita dalla significativa presenza del Sindaco, prof.ssa Maria Rita Schembari, dall’On.le Giorgio Assenza, insieme alle massime autorità civili e militari.
Durante la celebrazione, come da tradizione, il Sindaco ha compiuto il suggestivo rito dell'accensione della lampada votiva, davanti alla statua del Santo, simbolo di una luce di speranza e di impegno condiviso per il bene comune, la giustizia sociale e la custodia della nostra "casa comune”.
Padre Asta, nell’omelia, sottolinea come la Liturgia mette in luce aspetti della vita e della spiritualità del Santo. “Va’, Francesco, ripara la mia Chiesa”: il ritorno al Vangelo vissuto senza compromessi o riduzioni, il rinnovamento della Chiesa che si attua solo quando si fa riferimento al Vangelo.
La croce di Gesù è il segno più alto dell’amore di Dio, l’amore che ci insegna il dono di sé, l’amore che è per sempre; Francesco ha guardato Cristo crocifisso e ha ricentrato tutta la sua vita in Lui: la scelta del vivere come Gesù è stata al centro della sua spiritualità. Prendere il giogo è l’amore e questa scelta lo porta a scegliere la piccolezza, l’umiltà, la semplicità, per condividere con Gesù la stessa condizione: Gesù non solo si fa uomo ma si fa ultimo. La scelta di Francesco è stata la scelta della piccolezza e della solidarietà con gli ultimi.
Francesco, continua Padre Asta, annuncia e vive il Vangelo creando relazioni fraterne, restaurando rapporti umani.
Il saluto evangelico: il celebre "Il Signore ti dia la pace" è stato il fulcro del messaggio che rivolgeva a chiunque incontrasse, un augurio profondo e trasformativo.
San Francesco, oggi, ci lascia un messaggio di pace. In questo nostro tempo, come il suo, contrassegnato da violenza, da parole armate, dalla cultura del dominio opposta alla civiltà dell’amore, ci invita al dialogo, al rispetto e alla riconciliazione.