Comacchio Today

Comacchio Today Comacchio Today. L'approfondimento che mancava alla notizia sul territorio di Comacchio

IL CONSIGLIO COMUNALE DEI RITORNI E QUELLO DEI VOLTI NUOVIAlla fine, più che scegliere un sindaco, i cittadini di Comacc...
01/06/2026

IL CONSIGLIO COMUNALE DEI RITORNI E QUELLO DEI VOLTI NUOVI
Alla fine, più che scegliere un sindaco, i cittadini di Comacchio il prossimo fine settimana sceglieranno quale Consiglio Comunale, a quali donne e uomini, riporre la propria fiducia, del Governo della città con le scelte strategiche che interesseranno il
Comune da qui ai prossimi cinque anni.
Ma quindi, in caso di vittoria di Samuele Bellotti, quali saranno i suoi 10 consiglieri comunali?
In questo caso i comacchiesi si troverebbero davanti a una maggioranza che assomiglia più a una reunion che a una rivoluzione. Una sorta di "grandi successi" della politica lagunare degli ultimi vent'anni, dove molti dei protagonisti hanno cambiato casacca con una disinvoltura che farebbe impallidire perfino certi calciatori a fine mercato.
Tra i futuri consiglieri della maggioranza spuntano infatti Davide Buzzi sostenitore e candidato consigliere di Cristina Cicognani nel 2010 nella lista futura Comacchio, a seguire Franco Mezzogori, consigliere comunale ed esponente dei Democratici di Sinistra tra il 2005 e il 2010 e consigliere comunale con L' onda di Pierotti nel 2012.
Andrea Malano, cresciuto nell'orbita delle amministrazioni di Pierotti e consigliere anch'esso nel 2012 con "l'onda" oggi eletto in Forza Italia.
Dario Carli, attuale segretario della Lega Comacchio ma candidato consigliere di Alessandro Pierotti quindi centro sinistra nel 2012.
Nulla di illegittimo, sia chiaro. In politica ognuno è libero di cambiare idea. Colpisce però che una coalizione che si presenta come il simbolo della "novità" e del "cambiamento" finisca poi per schierare una nutrita rappresentanza di ex uomini del centrosinistra. Più che un cambio di stagione, sembra una rotazione di armadi.
A dominare la scena sarebbe comunque Fratelli d'Italia, che porterebbe in aula quattro consiglieri comunali. Il partito della premier sarebbe la vera forza trainante della maggioranza e avrebbe tutte le carte per rivendicare il ruolo di vicesindaco. In pole position c'è Tiziana Gelli, capolista del partito, che con i suoi 122 voti personali si candida a diventare una delle figure più influenti della prossima amministrazione, i rumors parlano già del ruolo di vicesindaca.
Anch'essa già assessora in Giunta Negri per due anni e consigliera comunale della Destra a targa Paolo Carli in cui era presente come Assesore alla Cultura anche il padre di Samuele Bellotti, amministrazione poi commissariata dopo pochi mesi di governo.
Nel caso invece di Walter Cavalieri Foschini chi sarebbero i dieci volti?
In questo caso il quadro cambia radicalmente.
La lista civica "Io Voto" diventerebbe il gruppo dominante della maggioranza con sei consiglieri comunali. Non ex assessori riciclati, non professionisti della politica, ma persone provenienti dal mondo delle associazioni, della scuola, del volontariato e dell'impegno civico.
Alberto Lealini, Sara Beneventi, Cecilia Cinti, Aurelio Simoni, Federica Felisatti e Gianluca Gramonelli rappresentano infatti mondi che raramente trovano spazio nelle segreterie di partito ma che vivono quotidianamente il territorio.
La lista "Si Può" porterebbe in Consiglio Francesca Felletti, Michele Farinelli e Luca Buzzi, mentre Marcello Folegatti rappresenterebbe Alleanza Verdi e Sinistra.
Anche qui i partiti sono presenti. Ma il loro peso sarebbe nettamente inferiore rispetto a quello della componente civica.
Ed è forse questo il vero spartiacque del ballottaggio.
Da una parte una coalizione costruita attorno ai partiti, guidata da Fratelli d'Italia e trainata dalle decisioni di Ferrara e dal Senatore Balboni, popolata da numerosi volti che la politica comacchiese la frequentano da anni, spesso da sponde diverse rispetto a quelle attuali.
Dall'altra una maggioranza dove il baricentro si sposterebbe verso liste civiche, associazionismo, scuola, volontariato e cittadinanza attiva, abituata a confrontarsi con le problematiche del vivere quotidiano.
In sostanza, il voto non deciderà soltanto chi indosserà la fascia tricolore.
Deciderà se il prossimo Consiglio comunale dovrà assomigliare a una rimpatriata della politica locale oppure all'ingresso di una nuova generazione di cittadini prestati alla politica.
E questa, forse, è la scelta più importante di tutte.

IL FILO DIRETTO E LE "FILE DIRETTE" A COMACCHIO C'è una curiosa teoria che circola da tempo nella politica comacchiese. ...
30/05/2026

IL FILO DIRETTO E LE "FILE DIRETTE" A COMACCHIO

C'è una curiosa teoria che circola da tempo nella politica comacchiese. Una specie di leggenda metropolitana secondo cui alcuni esponenti del centrodestra locale avrebbero un rapporto privilegiato con il Ministero delle Infrastrutture e con ANAS. Una linea diretta, quasi un citofono istituzionale.

A sostenere questa narrazione è stato più volte, pubblicamente, Dario Carli, segretario della Lega Comacchio, che in diverse occasioni ha rivendicato il rapporto privilegiato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con il suo segretario nazionale, Matteo Salvini. Un collegamento che, a sentire la propaganda, dovrebbe garantire al territorio una corsia preferenziale per le grandi opere.

Una teoria affascinante. Talmente affascinante che viene spontaneo chiedersi come mai, con tutta questa influenza romana, il territorio continui ad attendere opere annunciate, promesse, fotografate e rivendicate da anni.

Ma il vero capolavoro è arrivato in questi giorni.

Mentre Comacchio si prepara ad affrontare il primo grande esodo turistico della stagione, con migliaia di persone dirette verso i lidi per il ponte del 2 giugno, qualcuno ha pensato bene di avviare lavori sulla superstrada Ferrara-Comacchio proprio in prossimità dell'ingresso cittadino.

Una scelta che ha prodotto il prevedibile risultato: rallentamenti, code, disagi e proteste.

E attenzione: non stiamo parlando delle ore centrali della giornata. Già alle 7.30 del mattino si registravano code e rallentamenti. Alle 7.30. Quando la maggior parte dei turisti non aveva ancora imboccato la superstrada. Quando alberghi, campeggi e stabilimenti balneari stavano appena preparando l'accoglienza per il primo grande fine settimana della stagione.

Se la situazione era già critica alle prime ore del mattino, è facile immaginare cosa possa accadere alle 11.30, quando il flusso di veicoli diretti verso Comacchio e i lidi raggiunge il suo massimo.

E qui nasce la domanda delle domande.

Se davvero esiste questo celebrato filo diretto con ANAS, con il Ministero e con Matteo Salvini, come mai nessuno ha trovato il tempo di fare una telefonata?

Non per chiedere miracoli. Non per pretendere favoritismi. Semplicemente per far presente che forse il ponte del 2 giugno non è il momento ideale per restringere una delle principali arterie che collegano Ferrara alla costa.

Per mesi abbiamo ascoltato discorsi sul turismo, sulla destagionalizzazione, sul sostegno agli operatori economici e sulla necessità di rendere Comacchio sempre più attrattiva. Poi, alla prova dei fatti, il turista viene accolto con il più classico dei benvenuti all'italiana: una lunga fila di automobili prima ancora di vedere il mare.

Del resto la politica moderna funziona spesso così. Quando c'è da tagliare un nastro o pubblicare una fotografia, i meriti sono immediatamente rivendicati. Quando invece emergono problemi concreti che penalizzano cittadini e imprese, il telefono improvvisamente smette di funzionare.

E così il paradosso è servito.

Da una parte si rivendicano rapporti privilegiati con chi governa a Roma. Dall'altra, quando una decisione finisce per creare disagi evidenti a residenti, lavoratori e turisti, nessuno sembra sapere nulla, nessuno sembra poter intervenire, nessuno sembra avere responsabilità.

La stessa politica che promette ponti, rotatorie e grandi infrastrutture dovrebbe forse spiegare perché non sia riuscita a ottenere la cosa più semplice: evitare che la porta d'ingresso di Comacchio si trasformi in un imbuto proprio nel primo vero weekend turistico dell'anno.

Perché qui non si parla di propaganda elettorale. Si parla di imprese, lavoratori, famiglie e di un territorio che vive di turismo.

E forse amministrare, o aspirare ad amministrare, significa prima di tutto questo: preoccuparsi che chi sceglie Comacchio possa arrivarci. Magari senza passare la prima parte della vacanza fermo in coda.

SILENZIO ELETTORALE? A COMACCHIO C’È SEMPRE QUALCHE FURBETTO CHE NON CI ARRIVAEsiste una cosa chiamata silenzio elettora...
23/05/2026

SILENZIO ELETTORALE? A COMACCHIO C’È SEMPRE QUALCHE FURBETTO CHE NON CI ARRIVA

Esiste una cosa chiamata silenzio elettorale.
Non è una leggenda metropolitana, non è un consiglio facoltativo e nemmeno un’opinione politica: è una legge dello Stato.

La legge 212 del 1956 vieta propaganda elettorale diretta o indiretta nel giorno precedente al voto e durante le elezioni. Tradotto anche per chi passa più tempo a fare reel che a leggere le norme: niente appelli al voto, niente slogan, niente propaganda mascherata da “pensierino spontaneo”, niente post studiati per fare campagna all’ultimo secondo.

E invece, puntualmente, arriva il solito fenomeno di turno convinto che le regole valgano solo per gli altri.
A livello nazionale succede da anni. Salvini docet. Ma anche nella piccola Comacchio c’è chi sembra avere un rapporto molto creativo con il concetto di correttezza istituzionale.
e casualmente la scuola è sempre salviniana. Evidentemente, anche questa volta si sente il bisogno irrefrenabile di dimostrare di non riuscire proprio a stare dentro le regole comuni. Perché il problema non è solo fare propaganda durante il silenzio elettorale. Il problema è l’idea tossica che le regole siano sempre elastiche quando fanno comodo.

E allora via di post, messaggi, provocazioni, comunicazione “casuale” costruita con la delicatezza di un cartellone pubblicitario in autostrada. Sempre con quella tecnica ormai collaudata del: “Ma no, non è propaganda… sto solo parlando coi cittadini”. Certo. Come un rapinatore che entra in banca “solo per chiedere informazioni”.

La cosa divertente è che poi gli stessi che ignorano il silenzio elettorale sono quelli che si riempiono la bocca di legalità, rispetto, ordine e disciplina. Una specie di cosplay permanente della coerenza.

La legge, comunque, parla chiaro: chi viola il silenzio elettorale rischia sanzioni amministrative da 103 a 1.032 euro. Una cifra ridicola rispetto alle campagne social moderne, tanto che molti ormai considerano queste multe poco più di una mancia elettorale.

Ma il punto non sono i soldi.
Il punto è il rispetto delle regole democratiche.
Perché il silenzio elettorale nasce per lasciare ai cittadini almeno 24 ore senza il bombardamento continuo di slogan, reel isterici, propaganda compulsiva e comizi travestiti da contenuti social.

Ma evidentemente per qualcuno la campagna elettorale è come il prezzemolo: deve stare ovunque. Anche dove la legge dice chiaramente di no.

INCONTRO A QUATTRO, L’ULTIMO GIRO PRIMA DEL VERDETTOCi sono momenti, nelle campagne elettorali, in cui la politica smett...
20/05/2026

INCONTRO A QUATTRO, L’ULTIMO GIRO PRIMA DEL VERDETTO

Ci sono momenti, nelle campagne elettorali, in cui la politica smette di essere rumore di fondo e torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: confronto pubblico, responsabilità, visione. Domani sera, alle ore 18, allo stabilimento Blue Moon di Lido degli Estensi, andrà in scena l’ultimo confronto tra i quattro candidati sindaci di Comacchio. Salvo sorprese dell’ultima ora, sarà il round finale prima che a parlare siano le urne.
L’incontro arriva dopo giorni convulsi. Doveva svolgersi il 12 maggio, ma venne rinviato per l’indisponibilità del candidato della destra, l’avvocato Samuele Bellotti. Una vicenda che aveva lasciato parecchi interrogativi, soprattutto perché in un momento in cui la città chiede chiarezza, il confronto pubblico dovrebbe essere considerato quasi un dovere civile.
Quello di domani non sarà soltanto un dibattito tra programmi. Sarà inevitabilmente anche il luogo dove si misurerà la coerenza politica dei candidati, in una campagna elettorale che, nelle ultime settimane, ha mostrato tutte le tensioni e le fragilità del dibattito pubblico locale.
A scuotere il mondo associativo è stata innanzitutto la proposta della Lega relativa alla sala prove di Volania, oggi sede della GMC – Giovani Musicisti Comacchiesi. L’idea di sostituire quello spazio con una struttura polifunzionale dedicata ai servizi per animali domestici ha prodotto una reazione immediata. Non perché un servizio per gli animali sia, di per sé, sbagliato. Ma perché in un territorio fragile come quello comacchiese, ogni spazio sociale sottratto alle associazioni viene vissuto come una ferita. E infatti la proposta è stata rapidamente ritirata. Ma in politica, spesso, ciò che conta non è solo ciò che si fa, bensì ciò che si pensa di poter fare.
Non meno rumorosa la polemica sul Carnevale sull’acqua, uno degli eventi identitari più riconoscibili della città. Franco Tomasi, vicino all’area di Fratelli d’Italia, ha affidato ai social parole durissime contro la manifestazione. Un intervento poi successivamente smentito e ridimensionato dalle comunicazioni ufficiali dello stesso candidato. Una presa di distanza tardiva che però non è bastata a spegnere la sensazione di ambiguità percepita da molte realtà associative e culturali del territorio.
Ed è forse proprio questo il punto politico più interessante di questa vigilia: la richiesta di chiarezza. Perché i cittadini possono anche accettare idee diverse, visioni opposte, modelli alternativi di città. Ciò che fanno più fatica ad accettare sono le oscillazioni continue, i messaggi contraddittori, le retromarce consumate nel giro di poche ore.
Domani sera, dunque, non ci sarà soltanto un confronto tra quattro candidati. Ci sarà una comunità intera che proverà a capire chi abbia davvero una direzione e chi invece continui a navigare a vista. E a pochi giorni dal voto, non è esattamente un dettaglio.

QUANDO LA DESTRA SCOPRE IL CARNEVALE… COME NEMICO DEL POPOLOA Comacchio ormai succede anche questo: il Carnevale diventa...
19/05/2026

QUANDO LA DESTRA SCOPRE IL CARNEVALE… COME NEMICO DEL POPOLO

A Comacchio ormai succede anche questo: il Carnevale diventa il capro espiatorio di una campagna elettorale nervosa, scomposta e sempre più aggressiva. E a prestare la voce all’ennesima polemica è ancora una volta Franco Tomasi, diventato di fatto il megafono ufficioso del candidato del centrodestra Samuele Bellotti e della linea politica sostenuta da Fratelli d’Italia Comacchio.
E tutto questo per cosa? Per un breve video pubblicato dal candidato sindaco del centrosinistra Walter Cavalieri Foschini, nel quale sosteneva apertamente il Carnevale, ringraziando chi ogni anno contribuisce a realizzarlo e ribadendo quanto eventi di questo tipo siano strategici per il territorio, per il turismo e per la destagionalizzazione.
Una posizione che, in qualsiasi territorio turistico normale, sarebbe considerata quasi banale: sostenere chi crea movimento, economia e partecipazione. E invece no. Da quelle immagini è partita l’ennesima reazione scomposta, trasformando un messaggio positivo verso una manifestazione popolare in un attacco politico contro “le carnavalate”.
Il copione è sempre lo stesso: delegittimare tutto ciò che non rientra nella propria narrazione, attaccare chiunque non sia allineato e trasformare ogni occasione in uno scontro permanente. Stavolta, però, il bersaglio non è un candidato sindaco. Stavolta nel mirino finiscono centinaia di volontari, associazioni, famiglie, carristi, commercianti e cittadini che in questi anni hanno fatto crescere il Carnevale di Comacchio con sacrifici veri, soldi propri, ore rubate al lavoro e alla famiglia.
Perché diciamolo chiaramente: attaccare il Carnevale non significa attaccare “una festa”. Significa colpire un pezzo vivo della comunità.
Fa quasi sorridere — amaramente — sentire parlare di “carnavalate” da chi per mesi ha trasformato la politica locale in una rissa social permanente fatta di provocazioni, accuse personali, battute fuori luogo e continui attacchi agli avversari politici. Una campagna elettorale che spesso ha superato il confine del confronto civile per entrare nel terreno della denigrazione sistematica.
E allora la domanda è semplice: chi starebbe davvero confondendo la realtà con lo spettacolo?
Perché il Carnevale, piaccia o meno, non è propaganda. È economia. È turismo. È socialità. È identità territoriale. È uno degli strumenti concreti con cui un territorio prova a costruire destagionalizzazione, movimento economico, presenze nei lidi e nel centro storico anche fuori dai canonici mesi estivi.
Mentre qualcuno fa post indignati sui social, ci sono associazioni che lavorano mesi interi per organizzare eventi capaci di portare persone, famiglie e incassi alle attività commerciali. Bar, ristoranti, alberghi, negozi: tutto il territorio beneficia di queste manifestazioni. Ed è esattamente questo il motivo per cui tante città investono su eventi culturali, folkloristici e popolari.
Oppure adesso la linea di Fratelli d’Italia Comacchio è che cultura popolare, eventi e aggregazione siano inutili perdite di tempo?
Perché il rischio politico di questa uscita è enorme. Dietro quelle parole non c’è soltanto una critica amministrativa: c’è un messaggio preciso. Ed è un messaggio offensivo verso chi da anni costruisce comunità senza chiedere nulla in cambio.
E qui emerge anche l’ambiguità politica di questa campagna elettorale.
Da una parte Bellotti prende le distanze, minimizza, prova a dire di “non conoscere” certe persone o certe uscite. Dall’altra, però, pubblicamente partono telefonate, ringraziamenti, parole dolci, attestati reciproci di stima e sostegno. Una rappresentazione che ormai convince sempre meno cittadini.
Perché in politica conta ciò che si dice, ma ancora di più conta chi parla per te ogni giorno.
E Franco Tomasi, piaccia o no, in questa campagna elettorale è stato il più costante difensore politico e mediatico di Bellotti. Sempre presente. Sempre in trincea. Sempre pronto ad attaccare gli altri candidati sindaci con toni spesso sopra le righe.
Per questo oggi è difficile separare le responsabilità politiche.
La verità è che certa destra continua a commettere un errore clamoroso: scambiare la vita sociale di una comunità per folklore inutile. Ma senza eventi, senza associazionismo, senza volontariato, senza cultura popolare, territori come Comacchio rischiano di spegnersi lentamente nei mesi morti.
E mentre qualcuno ironizza sulle “carnavalate”, c’è chi continua concretamente a costruire occasioni di lavoro, socialità e attrattività turistica.
Che poi è esattamente ciò che dovrebbe fare una politica seria: aiutare chi crea comunità, non deriderlo.

Nel primo commento l'intervento del candidato Walter Cavalieri Foschini a sostegno del Carnevale sull'acqua

PARCHEGGI, LA SUPERCAZZOLA DELL’“INTERNALIZZAZIONE”: QUANDO I REEL SI SCHIANTANO CONTRO LE DELIBEREA Comacchio ormai fun...
19/05/2026

PARCHEGGI, LA SUPERCAZZOLA DELL’“INTERNALIZZAZIONE”: QUANDO I REEL SI SCHIANTANO CONTRO LE DELIBERE

A Comacchio ormai funziona così: si gira un reel, si alza la voce, si butta lì una parola che suona bene — “internalizzazione” — e si spera che nessuno vada a leggere gli atti.
Poi però arrivano i documenti. E i documenti, a differenza dei reel, non fanno sconti.
La delibera di Giunta Comunale n.44 del 19 marzo 2021 racconta una storia molto semplice: il sistema dei parcheggi dei lidi venne approvato anche con il voto di Tiziana Gelli e Antonio Cardi.
Oggi Tiziana Gelli è coordinatrice di Fratelli d’Italia a Comacchio e candidata a sostegno di Samuele Bellotti e Antonio Cardi, pur non candidato, resta uno dei riferimenti politici della Lega locale che lavora per la stessa coalizione.
E allora delle due l’una: o all’epoca quel modello andava bene, oppure oggi qualcuno sta facendo campagna elettorale contro sé stesso.
Perché la delibera non parla di un sistema improvvisato, spiega chiaramente perché il Comune scelse la concessione esterna: limiti nelle assunzioni, necessità di liberare personale della Polizia Locale per altri compiti e persino per obiettivi occupazionali.
Tradotto: non ideologia, ma pragmatismo amministrativo.
E dentro quel sistema non ci sono solo le strisce blu che tanto fanno indignare nei video Facebook, ci sono trenta lavoratrici e lavoratori comacchiesi.

Ma c’è di più.

Nel capitolato della concessione erano previste anche investimenti sul territorio per € 2.000.000 , consistenti nella manutenzione straordinaria di strade al Lido degli Estensi. Roba concreta. Non hashtag. Interventi già realizzati e collaudati dal punto di vista tecnico e amministrativo dall’ing. Luciani Emanuele, anch’egli candidato consigliere a sostegno di Bellotti Samuele .

E qui arriva il capolavoro.

Per settimane nei reel, il candidato sindaco Bellotti ha raccontato la favola dell’“internalizzazione” del servizio di sosta a pagamento. Sembra quasi di sentire: “via i privati, torna tutto al Comune”. Applausi, musiche epiche, montaggio veloce. Poi però apri il programma elettorale sempre del candidato sindaco e trovi scritto che il servizio verrà svolto attraverso una “società pubblico-privata o un project financing”.
Cioè esattamente il contrario della gestione totalmente pubblica. O la costituzione di un nuovo carrozzone politico con presidenti e consigli di amministrazione o la cessione del servizio ad un privato per vent’anni in cambio di opere. Una formula che rischia di non servire a nessuno.
Perché un sistema misto crea inevitabilmente scompensi: più passaggi decisionali, più equilibrio economico da garantire ai partner, più complicazioni amministrative.
Insomma una supercazzola amministrativa raccontata bene sui social.
E allora Franco Tomasi può stare sereno. Perché tutte queste allusioni quotidiane, tutti questi attacchi lanciati come freccette da Bar Sport, stanno finendo per fare una gigantesca campagna elettorale indiretta agli avversari.
Anche perché le volate, quelle vere, non le tira il gregario urlando dalla macchina, le tira chi ha il coraggio di metterci la faccia, assumersi le responsabilità di ieri e spiegare con chiarezza cosa vuole fare domani.

ASCOM FA MARCIA INDIETRO: IL CONFRONTO A QUATTRO RISORGE DOPO IL PASTICCIACCIO POLITICOAlla fine, sotto pressione, hanno...
14/05/2026

ASCOM FA MARCIA INDIETRO: IL CONFRONTO A QUATTRO RISORGE DOPO IL PASTICCIACCIO POLITICO

Alla fine, sotto pressione, hanno dovuto riaprire il sipario.
Rumors parlano di Giovedì 21 Maggio 2026 alle ore 18:00 ad un giorno esatto dalla chiusura della campagna elettorale.

Dopo giorni di caos, versioni traballanti e un confronto fatto saltare nonostante tre candidati su quattro fossero presenti e disponibili, Ascom torna sui propri passi e rimette in calendario il dibattito pubblico tra i candidati sindaci di Comacchio.
Una retromarcia politica e comunicativa difficile da mascherare.
Perché il problema non era mai stato “l’assenza dei candidati”, come inizialmente raccontato. I fatti hanno poi mostrato altro: Walter Cavalieri Foschini c’era. Pierluigi Negri c’era. Vito Troiani c’era. L’unico assente era il candidato della destra Samuele Bellotti.
Eppure il confronto era stato annullato ugualmente, scaricando genericamente la responsabilità su “l’indisponibilità dei candidati”.
Un pluralissimo che ha retto meno di un ombrellone ad agosto.
Da lì è esploso il caso politico.
Perché i cittadini, soprattutto quelli ancora indecisi, una cosa la chiedevano con forza: vedere i candidati confrontarsi insieme. Non le interviste singole. Non i monologhi protetti. Non passerelle.
E infatti il tentativo successivo di Ascom — incontri separati con i candidati — è sembrato più una toppa mal cucita che una soluzione. Anche perché il messaggio che stava passando fuori era devastante: pur di evitare un confronto vero, si era arrivati a spacchettare la democrazia in appuntamenti individuali.
Poi la realtà ha bussato alla porta.
Anzi, hanno bussato i cittadini.
E anche parecchio forte.
Perché a Comacchio esiste ancora una parte di popolazione che considera il confronto pubblico una cosa seria. Un momento in cui si guarda chi aspira a governare negli occhi, senza filtri, senza comunicati preparati, senza video montati con la musica epica sotto.
Ed è lì che la situazione si è ribaltata.
Ora il confronto si farà davvero, a un passo dal silenzio elettorale. Una data che inevitabilmente alza la tensione politica e mediatica. Perché questo non sarà un semplice incontro: sarà l’ultimo esame pubblico prima del voto.
E soprattutto sarà il confronto che più pesa sulle spalle di Samuele Bellotti.
Perché due assenze consecutive iniziano a diventare una linea politica. Prima il confronto CNA, poi il caso Ascom. E quando un candidato evita i dibattiti proprio mentre chiede ai cittadini di affidargli il Comune, qualche domanda inevitabilmente nasce.
Domande semplici.
Se oggi si fatica a sostenere un confronto tra quattro candidati, domani come si reggeranno i conflitti veri di una città complessa come Comacchio?
Se il contraddittorio diventa un problema in campagna elettorale, cosa accadrà quando arriveranno proteste, categorie economiche scontente o cittadini arrabbiati?
Nel frattempo gli altri tre candidati arrivano all’appuntamento in una posizione politicamente diversa.
Più tranquilla. Più lineare. Perché il confronto lo hanno accettato subito. Anche Walter Cavalieri Foschini, unico candidato realmente espressione del centrosinistra, ha tenuto una posizione chiara dall’inizio: esserci.
Ed è forse questo il punto politico più interessante dell’intera vicenda.
Mentre la destra si è avvitata tra assenze, giustificazioni e retromarce organizzative, il tema che torna centrale è quello della fiducia. Perché a Comacchio quasi il 50% dei cittadini non vota più. E non perché “non capisca la politica”, come qualcuno racconta comodamente. Spesso non vota perché non si sente ascoltato. Perché percepisce distanza. Perché pensa che i confronti veri vengano evitati e che la politica preferisca gli eventi blindati alle domande spontanee.
Per questo il dibattito di Ascom oggi pesa molto più di quanto sembri.
Non decide solo chi vincerà le elezioni. Decide anche chi ha davvero voglia di stare davanti ai cittadini senza rete di protezione.

COMACCHIO, SALTA IL CONFRONTO TRA I CANDIDATITre disponibili, uno no. E ora la domanda è politica!A Comacchio il confron...
11/05/2026

COMACCHIO, SALTA IL CONFRONTO TRA I CANDIDATI

Tre disponibili, uno no. E ora la domanda è politica!

A Comacchio il confronto pubblico tra i candidati sindaci previsto per il 12 maggio non si farà.
Ufficialmente, per “l’indisponibilità dei quattro candidati”. Così ha comunicato Ascom attraverso una nota diffusa dal rappresentante locale Gianfranco Vitali sui social.
Ma nel giro di poche ore quella versione si è incrinata.
Perché Walter Cavalieri Foschini ha smentito pubblicamente di aver mai dato forfait, confermando invece la propria disponibilità a partecipare all’incontro. Poco dopo sono arrivate anche le prese di posizione degli altri due candidati, Vito Troiani e Pierluigi Negri, anch’essi disponibili al confronto.
E allora resta un fatto politico difficile da ignorare: se tre candidati erano pronti a esserci, perché parlare di indisponibilità generale?
La domanda, inevitabilmente, si concentra sull’unico nome rimasto fuori dal perimetro delle conferme pubbliche: quello dell’avvocato Samuele Bellotti.
Non è una questione di galateo istituzionale.
E nemmeno di semplice organizzazione.
Perché in una campagna elettorale il confronto pubblico è sostanza democratica. È il momento in cui le parole smettono di essere slogan costruiti sui social e diventano risposta diretta ai cittadini. È lì che si misura la tenuta di una candidatura, la capacità di reggere il contraddittorio, di spiegare una visione, di affrontare critiche e domande senza filtri.
Soprattutto in un territorio come Comacchio, dove l’astensionismo continua a crescere e dove quasi un elettore su due rischia di non andare a votare.
Annullare un confronto significa togliere ai cittadini uno degli ultimi strumenti reali per orientarsi prima del voto.
E forse il punto è proprio questo.
Perché quando salta un confronto pubblico, la politica dovrebbe avere il coraggio della trasparenza: dire chi c’era e chi no. Senza formule generiche, senza comunicati diplomatici utili solo ad annacquare le responsabilità.
Anche perché la cronaca, a volte, è molto più semplice delle versioni ufficiali.
Tre candidati disponibili.
Uno no.
E il dibattito, alla fine, si è spento lì.

ULTIMO ATTO A DUE SETTIMANE DAL VOTO ED ULTIMO CONFRONTO A 4.A quattordici giorni dal voto, il territorio comacchiese si...
10/05/2026

ULTIMO ATTO A DUE SETTIMANE DAL VOTO ED ULTIMO CONFRONTO A 4.

A quattordici giorni dal voto, il territorio comacchiese si prepara all’ultimo vero spartiacque pubblico prima delle urne: il terzo e conclusivo confronto tra i quattro candidati sindaci del Comune di Comacchio in attesa di conferma ufficiale.

Il primo faccia a faccia si era consumato attorno al nodo Bolkestein, tema tutt’altro che marginale per una città che vive di turismo, concessioni balneari, lavoro stagionale e prospettive economiche legate alla costa. Un confronto che aveva messo sul tavolo una domanda semplice ma decisiva: quale futuro per il modello economico dei lidi?
Il secondo appuntamento, promosso da CNA, aveva invece alzato l’asticella delle visioni strategiche sul territorio: infrastrutture, commercio, imprese, servizi, identità e sviluppo. Un confronto monco, però, per l’assenza del candidato del centrodestra Samuele Bellotti, impegnato altrove per l’arrivo in laguna di Maurizio Lupi.

Martedì 12 maggio, al Blue Moon di Lido degli Estensi, nell’incontro organizzato da Ascom Confcommercio, andrà dunque in scena l’ultima occasione per vedere i quattro candidati uno accanto all’altro prima del voto.
Quattro visioni, quattro idee e rispetto reciproco.
Ed è forse proprio qui il punto centrale.
Al netto degli schieramenti già consolidati, delle appartenenze ideologiche e delle tifoserie politiche, esiste ancora una larga fascia di cittadini che osserva, ascolta, valuta.
Persone che cercano affidabilità prima ancora degli slogan, credibilità prima delle bandiere.
Perché la vera partita di questa campagna elettorale non riguarda soltanto chi vincerà il Comune di Comacchio.
Riguarda soprattutto chi riuscirà a riportare alle urne quel quasi 50% di elettori che da anni diserta le tornate amministrative.
Ed è lì che si misura davvero la qualità della politica: nella capacità di riaccendere fiducia dove oggi prevalgono distanza, disillusione e astensione.

COMACCHIO, CONFRONTO VERO TRA IDEE E VISIONI.CLIMA DISTESO, TONI CIVILI E RISPETTO.IL CONFRONTO MOSTRA UNA POLITICA DIVE...
08/05/2026

COMACCHIO, CONFRONTO VERO TRA IDEE E VISIONI.
CLIMA DISTESO, TONI CIVILI E RISPETTO.
IL CONFRONTO MOSTRA UNA POLITICA DIVERSA

COMACCHIO — Nessun ring urlato, nessuna gara a chi alza di più la voce. Piuttosto un confronto politico vero, a tratti persino divertente, certamente leale. Alla Manifattura dei Marinati, nel faccia a faccia promosso da Cna Area Delta tra i candidati sindaco Walter Cavalieri Foschini, Pierluigi Negri e Vito Troiani, è andata in scena una fotografia diversa della campagna elettorale comacchiese: quella di una politica che discute, si punzecchia, ma che non perde mai il senso del rispetto reciproco e della responsabilità verso il territorio.
Visioni differenti, certo. Approcci anche molto lontani su alcuni temi strategici. Ma con un elemento comune emerso in maniera evidente nel corso dell’incontro: la volontà concreta di dare un futuro a Comacchio e ai suoi lidi, in un momento storico in cui il territorio sente il bisogno di ritrovare slancio, identità e prospettiva.
Ed è forse proprio questo l’aspetto politico più interessante emerso dal confronto. Perché, al netto delle differenze programmatiche, dai tre protagonisti della serata è arrivata la sensazione che il prossimo sindaco di Comacchio possa realmente uscire da questo confronto di idee, esperienze e proposte.
Walter Cavalieri Foschini ha insistito molto sul tema della concertazione, della pianificazione condivisa e della necessità di intervenire sulla costa con una visione di lungo periodo. Una concretezza costruita anche sulla conoscenza del territorio e su un approccio pragmatico ai problemi amministrativi. Più volte ha richiamato la necessità di fare squadra con Regione, Parco del Delta e categorie economiche, soprattutto sui grandi nodi della molluschicoltura, della viabilità e della riqualificazione urbana.
Pierluigi Negri, dal canto suo, ha mostrato tutta la familiarità di chi conosce la macchina amministrativa dall’interno. Tono diretto, spesso concreto fino alla ruvidità, ma con una linea chiara: “fare”. Dalla banchina di Porto Garibaldi al sistema dei parcheggi, passando per la raccolta rifiuti e le attività economiche del centro storico, il sindaco uscente ha rivendicato il lavoro svolto e la necessità di proseguire su alcune direttrici già avviate.
Vito Troiani, invece, ha confermato il percorso politico costruito negli ultimi anni. Dal 2020 ad oggi la sua proposta civica ha trovato una propria identità, sviluppando molti dei temi che già Sandra Carli Ballola aveva inserito nel programma elettorale di quella tornata amministrativa. Troiani ha insistito soprattutto sulla necessità di superare la stagionalità turistica, valorizzando valli, cultura e attività economiche diffuse durante tutto l’anno, in una visione di città più viva e meno dipendente dai soli mesi estivi.
E poi c’è stato il clima. Forse l’aspetto meno scontato di tutti.
L’assenza della destra partitica dal confronto ha inevitabilmente cambiato il tono della serata. Meno tifoserie, meno rigidità ideologiche, meno ricerca dello scontro permanente. Il dibattito si è così sviluppato in maniera più rilassata, lasciando spazio anche a momenti ironici, battute e reciproci riconoscimenti politici.
Una sensazione quasi inconsueta, in tempi di campagne elettorali spesso dominate dalla polarizzazione. Come se, almeno per una sera, Comacchio avesse visto tre modi diversi di interpretare il futuro del territorio senza trasformare ogni divergenza in una guerra.
E forse è proprio questo che una parte della città chiede oggi alla politica: non l’uniformità delle idee, ma la capacità di confrontarsi con rispetto, serietà e lealtà. Perché amministrare un territorio complesso come Comacchio richiede certamente visione, ma anche equilibrio, conoscenza e senso delle istituzioni.

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