01/06/2026
IL CONSIGLIO COMUNALE DEI RITORNI E QUELLO DEI VOLTI NUOVI
Alla fine, più che scegliere un sindaco, i cittadini di Comacchio il prossimo fine settimana sceglieranno quale Consiglio Comunale, a quali donne e uomini, riporre la propria fiducia, del Governo della città con le scelte strategiche che interesseranno il
Comune da qui ai prossimi cinque anni.
Ma quindi, in caso di vittoria di Samuele Bellotti, quali saranno i suoi 10 consiglieri comunali?
In questo caso i comacchiesi si troverebbero davanti a una maggioranza che assomiglia più a una reunion che a una rivoluzione. Una sorta di "grandi successi" della politica lagunare degli ultimi vent'anni, dove molti dei protagonisti hanno cambiato casacca con una disinvoltura che farebbe impallidire perfino certi calciatori a fine mercato.
Tra i futuri consiglieri della maggioranza spuntano infatti Davide Buzzi sostenitore e candidato consigliere di Cristina Cicognani nel 2010 nella lista futura Comacchio, a seguire Franco Mezzogori, consigliere comunale ed esponente dei Democratici di Sinistra tra il 2005 e il 2010 e consigliere comunale con L' onda di Pierotti nel 2012.
Andrea Malano, cresciuto nell'orbita delle amministrazioni di Pierotti e consigliere anch'esso nel 2012 con "l'onda" oggi eletto in Forza Italia.
Dario Carli, attuale segretario della Lega Comacchio ma candidato consigliere di Alessandro Pierotti quindi centro sinistra nel 2012.
Nulla di illegittimo, sia chiaro. In politica ognuno è libero di cambiare idea. Colpisce però che una coalizione che si presenta come il simbolo della "novità" e del "cambiamento" finisca poi per schierare una nutrita rappresentanza di ex uomini del centrosinistra. Più che un cambio di stagione, sembra una rotazione di armadi.
A dominare la scena sarebbe comunque Fratelli d'Italia, che porterebbe in aula quattro consiglieri comunali. Il partito della premier sarebbe la vera forza trainante della maggioranza e avrebbe tutte le carte per rivendicare il ruolo di vicesindaco. In pole position c'è Tiziana Gelli, capolista del partito, che con i suoi 122 voti personali si candida a diventare una delle figure più influenti della prossima amministrazione, i rumors parlano già del ruolo di vicesindaca.
Anch'essa già assessora in Giunta Negri per due anni e consigliera comunale della Destra a targa Paolo Carli in cui era presente come Assesore alla Cultura anche il padre di Samuele Bellotti, amministrazione poi commissariata dopo pochi mesi di governo.
Nel caso invece di Walter Cavalieri Foschini chi sarebbero i dieci volti?
In questo caso il quadro cambia radicalmente.
La lista civica "Io Voto" diventerebbe il gruppo dominante della maggioranza con sei consiglieri comunali. Non ex assessori riciclati, non professionisti della politica, ma persone provenienti dal mondo delle associazioni, della scuola, del volontariato e dell'impegno civico.
Alberto Lealini, Sara Beneventi, Cecilia Cinti, Aurelio Simoni, Federica Felisatti e Gianluca Gramonelli rappresentano infatti mondi che raramente trovano spazio nelle segreterie di partito ma che vivono quotidianamente il territorio.
La lista "Si Può" porterebbe in Consiglio Francesca Felletti, Michele Farinelli e Luca Buzzi, mentre Marcello Folegatti rappresenterebbe Alleanza Verdi e Sinistra.
Anche qui i partiti sono presenti. Ma il loro peso sarebbe nettamente inferiore rispetto a quello della componente civica.
Ed è forse questo il vero spartiacque del ballottaggio.
Da una parte una coalizione costruita attorno ai partiti, guidata da Fratelli d'Italia e trainata dalle decisioni di Ferrara e dal Senatore Balboni, popolata da numerosi volti che la politica comacchiese la frequentano da anni, spesso da sponde diverse rispetto a quelle attuali.
Dall'altra una maggioranza dove il baricentro si sposterebbe verso liste civiche, associazionismo, scuola, volontariato e cittadinanza attiva, abituata a confrontarsi con le problematiche del vivere quotidiano.
In sostanza, il voto non deciderà soltanto chi indosserà la fascia tricolore.
Deciderà se il prossimo Consiglio comunale dovrà assomigliare a una rimpatriata della politica locale oppure all'ingresso di una nuova generazione di cittadini prestati alla politica.
E questa, forse, è la scelta più importante di tutte.