San Nicola Colonna

San Nicola Colonna Parrocchia San Nicola di Bari
Piazza Duca di Gallese, 3
00030 Colonna (RM)

Orario S.

Messa (1 giugno- 30 settembre)
Feriale 18:30
Domenicale e festivo 8:30-11-18:30

08/09/2026

Festa del Santissimo Salvatore.
San Nicola Colonna, 06 settembre 2026

08/09/2026

Festa del Santissimo Salvatore.
Eucarestia presieduta dal Vescovo Ihor Rantsya.

06/08/2026
14/07/2026

๐—ฆ๐—”๐—ก ๐—–๐—”๐— ๐—œ๐—Ÿ๐—Ÿ๐—ข ๐——๐—˜ ๐—Ÿ๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—œ๐—ฆ
๐˜ฝ๐™ช๐™˜๐™˜๐™๐™ž๐™–๐™ฃ๐™ž๐™˜๐™ค (๐˜พ๐™๐™ž๐™š๐™ฉ๐™ž), ๐Ÿฎ๐Ÿฑ ๐™ข๐™–๐™œ๐™œ๐™ž๐™ค ๐Ÿญ๐Ÿฑ๐Ÿฑ๐Ÿฌ โ€“ ๐™๐™ค๐™ข๐™–, ๐Ÿญ๐Ÿฐ ๐™ก๐™ช๐™œ๐™ก๐™ž๐™ค ๐Ÿญ๐Ÿฒ๐Ÿญ๐Ÿฐ

ยซ๐™‹๐™ž๐™ชฬ€ ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ง๐™š ๐™ž๐™ฃ ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ข๐™–๐™ฃ๐™žยป

๐™‹๐™–๐™ฉ๐™ง๐™ค๐™ฃ๐™ค ๐™™๐™š๐™ž ๐™ข๐™–๐™ก๐™–๐™ฉ๐™ž, ๐™™๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™ค๐™จ๐™ฅ๐™š๐™™๐™–๐™ก๐™ž, ๐™™๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™ž๐™ฃ๐™›๐™š๐™ง๐™ข๐™ž๐™š๐™ง๐™ž, ๐™™๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™ค๐™ฅ๐™š๐™ง๐™–๐™ฉ๐™ค๐™ง๐™ž ๐™จ๐™–๐™ฃ๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ง๐™ž ๐™š ๐™™๐™š๐™ก ๐˜พ๐™ค๐™ง๐™ฅ๐™ค ๐™Ž๐™–๐™ฃ๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ง๐™ž๐™ค ๐™ˆ๐™ž๐™ก๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ง๐™š. ๐™€ฬ€ ๐™ž๐™ฃ๐™ซ๐™ค๐™˜๐™–๐™ฉ๐™ค ๐™–๐™ฃ๐™˜๐™๐™š ๐™ฅ๐™š๐™ง ๐™ก๐™– ๐™—๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™– ๐™ง๐™ž๐™ช๐™จ๐™˜๐™ž๐™ฉ๐™– ๐™™๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™ž๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ง๐™ซ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ž ๐™˜๐™๐™ž๐™ง๐™ช๐™ง๐™œ๐™ž๐™˜๐™ž.

Ci sono uomini che cambiano la storia con il potere, altri con l'ingegno. ๐™Ž๐™–๐™ฃ ๐˜พ๐™–๐™ข๐™ž๐™ก๐™ก๐™ค ๐™™๐™š ๐™‡๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™จ ๐™ก๐™– ๐™˜๐™–๐™ข๐™—๐™ž๐™คฬ€ ๐™ฅ๐™ง๐™š๐™ฃ๐™™๐™š๐™ฃ๐™™๐™ค๐™จ๐™ž ๐™˜๐™ช๐™ง๐™– ๐™™๐™ž ๐™˜๐™๐™ž ๐™จ๐™ค๐™›๐™›๐™ง๐™ž๐™ซ๐™–.

In un'epoca in cui gli ammalati erano spesso abbandonati, umiliati e considerati un peso per la societร , egli insegnรฒ una veritร  rivoluzionaria: il malato non รจ un corpo da curare, ma una persona da amare.

Nel volto segnato dalla sofferenza, nelle ferite, nella solitudine e nella paura dell'ultimo momento, Camillo imparรฒ a riconoscere la presenza di Cristo stesso.

La sua opera non nacque soltanto dal desiderio di migliorare gli ospedali del suo tempo, ma da un incontro personale con Dio che trasformรฒ completamente la sua vita.

La sua rivoluzione non nacque da un'idea, ma da una conversione.

๐˜ฟ๐™–๐™ก๐™ก๐™– ๐™ง๐™ž๐™—๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™–๐™ก๐™ก๐™– ๐™ข๐™ž๐™จ๐™š๐™ง๐™ž๐™˜๐™ค๐™ง๐™™๐™ž๐™–

Camillo nacque a Bucchianico, in Abruzzo, il 25 maggio 1550, giorno di Pentecoste dell'Anno Santo, da Giovanni de Lellis e da Camilla Compelli, che lo diede alla luce in etร  avanzata.

La nascita di Camillo fu considerata un dono particolare dalla madre, che aveva atteso a lungo quel figlio. Fin dai primi anni della sua vita emerse in lui un carattere forte, una grande energia e una personalitร  difficile da contenere.

Era un ragazzo robusto, alto e pieno di vitalitร , ma nessuno riuscรฌ veramente a guidare quella forza interiore che portava dentro.

Fin da ragazzo mostrรฒ un carattere forte, impulsivo e difficile da governare. A tredici anni seguรฌ il padre nella carriera militare e imparรฒ presto il mestiere delle armi.

La vita militare gli offrรฌ disciplina e coraggio, ma lo immerse anche in ambienti violenti, dove erano frequenti le risse, le sfide e il desiderio di guadagnare facilmente.

Ma insieme al coraggio apprese anche il vizio del gioco d'azzardo, che divenne la sua rovina.

Per anni visse come soldato di ventura, alternando battaglie, risse e tavoli da gioco. Tutto ciรฒ che guadagnava lo perdeva nel giro di poche ore.

Il gioco lo portรฒ lentamente alla rovina materiale e spirituale. Camillo arrivรฒ a perdere tutto, perfino gli abiti che indossava, sperimentando sulla propria pelle la vergogna e la solitudine.

Dopo un naufragio e l'ennesima sconfitta al gioco rimase senza nulla, costretto perfino a mendicare e a lavorare come manovale presso un convento dei Cappuccini vicino a Manfredonia.

Fu proprio quando aveva toccato il fondo che Dio entrรฒ nella sua vita.

๐™‡'๐™ž๐™ฃ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™ค ๐™˜๐™๐™š ๐™˜๐™–๐™ข๐™—๐™ž๐™คฬ€ ๐™ฉ๐™ช๐™ฉ๐™ฉ๐™ค

Durante l'Anno Santo del 1575, mentre si recava al convento di San Giovanni Rotondo, un frate cappuccino gli rivolse parole semplici ma decisive:

ยซ๐˜ฟ๐™ž๐™ค ๐™šฬ€ ๐™ฉ๐™ช๐™ฉ๐™ฉ๐™ค. ๐™„๐™ก ๐™ง๐™š๐™จ๐™ฉ๐™ค ๐™šฬ€ ๐™ฃ๐™ช๐™ก๐™ก๐™–. ๐˜ฝ๐™ž๐™จ๐™ค๐™œ๐™ฃ๐™– ๐™จ๐™–๐™ก๐™ซ๐™–๐™ง๐™š ๐™ก'๐™–๐™ฃ๐™ž๐™ข๐™– ๐™˜๐™๐™š ๐™ฃ๐™ค๐™ฃ ๐™ข๐™ช๐™ค๐™ง๐™š.ยป

Quelle parole penetrarono nel suo cuore.

Non furono semplicemente parole ascoltate, ma una luce che illuminรฒ tutta la sua esistenza passata. Camillo comprese improvvisamente quanto fosse vuota una vita lontana da Dio e quanto fosse grande la misericordia che il Signore gli stava offrendo.

Durante il viaggio di ritorno, tra i sentieri del Gargano, Camillo si fermรฒ, scese da cavallo e si inginocchiรฒ a terra. Piangendo amaramente esclamรฒ:

ยซ๐™Ž๐™ž๐™œ๐™ฃ๐™ค๐™ง๐™š, ๐™๐™ค ๐™ฅ๐™š๐™˜๐™˜๐™–๐™ฉ๐™ค. ๐™‹๐™š๐™ง๐™™๐™ค๐™ฃ๐™– ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™จ๐™ฉ๐™ค ๐™œ๐™ง๐™–๐™ฃ ๐™ฅ๐™š๐™˜๐™˜๐™–๐™ฉ๐™ค๐™ง๐™š. ๐˜ฟ๐™–๐™ข๐™ข๐™ž ๐™ฉ๐™š๐™ข๐™ฅ๐™ค ๐™™๐™ž ๐™›๐™–๐™ง๐™š ๐™ฅ๐™š๐™ฃ๐™ž๐™ฉ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™–.ยป

Quel giorno nacque un uomo nuovo.

Desiderรฒ entrare tra i Cappuccini, ma una dolorosa piaga alla gamba, che lo accompagnerร  fino alla morte, gli impedรฌ di essere accolto.

Quella ferita, che sembrava una disgrazia, divenne invece la strada attraverso la quale Dio gli indicรฒ la sua vera missione.

Proprio perchรฉ aveva conosciuto la sofferenza e l'abbandono, Camillo avrebbe potuto comprendere piรน di chiunque altro il dolore degli infermi.

๐™‡๐™– ๐™จ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ก๐™– ๐™™๐™š๐™ก ๐™™๐™ค๐™ก๐™ค๐™ง๐™š

Ricoverato piรน volte nell'Ospedale di San Giacomo degli Incurabili a Roma, Camillo sperimentรฒ personalmente quanto fosse dura la condizione dei malati.

Quell'ospedale, destinato soprattutto a coloro che non avevano piรน speranza di guarigione, divenne per lui una vera scuola. Non fu soltanto il luogo dove curare la sua ferita, ma il luogo dove Dio gli fece scoprire la sua vocazione.

Gli ospedali del XVI secolo erano spesso luoghi di miseria, sporcizia e abbandono. Molti infermi venivano trattati senza rispetto, mentre chi li assisteva svolgeva quel servizio solo per necessitร  o interesse.

I malati piรน gravi, quelli considerati โ€œincurabiliโ€, erano spesso lasciati soli proprio nel momento in cui avevano piรน bisogno di una presenza amica, di una parola di conforto, di qualcuno che restituisse loro dignitร .

Camillo vide con i suoi occhi questa sofferenza e comprese che la malattia non colpisce soltanto il corpo, ma anche il cuore dell'uomo.

Comprese che non bastava curare le ferite del corpo. Occorreva restituire dignitร  alla persona sofferente.

Da quella intuizione nacque tutta la sua opera.

ยซ๐™„ ๐™ฅ๐™ค๐™ซ๐™š๐™ง๐™ž ๐™ž๐™ฃ๐™›๐™š๐™ง๐™ข๐™ž ๐™จ๐™ค๐™ฃ๐™ค ๐™ก๐™– ๐™ฅ๐™ช๐™ฅ๐™ž๐™ก๐™ก๐™– ๐™š ๐™ž๐™ก ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ง๐™š ๐™™๐™ž ๐˜ฟ๐™ž๐™ค.ยป

Questa convinzione divenne il centro della sua spiritualitร .

Ogni gesto verso un malato, anche il piรน semplice, per Camillo diventava un gesto fatto a Cristo: lavare una ferita, sistemare un letto, dare da bere, ascoltare una paura.

La cura del corpo e quella dell'anima non potevano essere separate.

๐™‡๐™– ๐™ง๐™ž๐™ซ๐™ค๐™ก๐™ช๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™– ๐™˜๐™–๐™ง๐™ž๐™ฉ๐™–ฬ€

Ben presto radunรฒ attorno a sรฉ alcuni compagni desiderosi di condividere la sua missione.

Camillo non voleva semplicemente migliorare un servizio ospedaliero.

Voleva cambiare il cuore di chi serviva i malati.

Non cercava semplicemente infermieri.

Cercava uomini che sapessero amare.

Ripeteva loro:

ยซ๐™Ž๐™š๐™ง๐™ซ๐™ž๐™ฉ๐™š ๐™œ๐™ก๐™ž ๐™ž๐™ฃ๐™›๐™š๐™ง๐™ข๐™ž ๐™˜๐™ค๐™ฃ ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™ก๐™ก'๐™–๐™ข๐™ค๐™ง๐™š๐™ซ๐™ค๐™ก๐™š๐™ฏ๐™ฏ๐™– ๐™˜๐™๐™š ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™ข๐™–๐™™๐™ง๐™š ๐™๐™– ๐™ซ๐™š๐™ง๐™จ๐™ค ๐™ž๐™ก ๐™จ๐™ช๐™ค ๐™ช๐™ฃ๐™ž๐™˜๐™ค ๐™›๐™ž๐™œ๐™ก๐™ž๐™ค ๐™ข๐™–๐™ก๐™–๐™ฉ๐™ค.ยป

Era una visione completamente nuova.

Il malato non era un peso.

Non era un numero.

Non era un caso clinico.

Era Cristo.

Ordinato sacerdote nel 1584, fondรฒ la Congregazione dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, approvata da Papa Sisto V nel 1586.

La nuova famiglia religiosa nacque con un carisma preciso: servire gli ammalati con una dedizione totale, vedendo in loro la presenza viva di Gesรน sofferente.

Ai tre voti tradizionali aggiunse un quarto voto, ancora oggi caratteristico dei Camilliani:

๐™จ๐™š๐™ง๐™ซ๐™ž๐™ง๐™š ๐™œ๐™ก๐™ž ๐™ž๐™ฃ๐™›๐™š๐™ง๐™ข๐™ž ๐™–๐™ฃ๐™˜๐™๐™š ๐™˜๐™ค๐™ฃ ๐™ฅ๐™š๐™ง๐™ž๐™˜๐™ค๐™ก๐™ค ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™– ๐™ฅ๐™ง๐™ค๐™ฅ๐™ง๐™ž๐™– ๐™ซ๐™ž๐™ฉ๐™–.

Dal 1587 i religiosi portarono sul petto una grande croce rossa, divenuta il segno distintivo dell'Ordine.

Quella croce sarebbe diventata nei secoli il simbolo universale di una caritร  che si fa servizio concreto accanto alla sofferenza.

๐™‡๐™– ๐™จ๐™ช๐™– ๐™จ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ก๐™–: ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ง๐™š ๐™š ๐™ž๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™œ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™–

San Camillo non si limitava a parlare.

Insegnava personalmente come assistere un malato.

La sera riuniva i suoi religiosi, preparava un letto e mostrava come cambiare le lenzuola senza far soffrire l'infermo, come medicare una piaga, come sorreggere un moribondo e perfino come rivolgergli la parola.

Per Camillo la tecnica era importante, ma doveva essere sempre accompagnata dalla compassione.

Un gesto fatto senza amore poteva ferire ancora di piรน chi giร  soffriva.

Poi li correggeva con un'esortazione rimasta celebre:

ยซ๐™‹๐™ž๐™ชฬ€ ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ง๐™š ๐™ž๐™ฃ ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ข๐™–๐™ฃ๐™ž!ยป

E ancora:

ยซ๐™‹๐™ž๐™ชฬ€ ๐™–๐™ฃ๐™ž๐™ข๐™– ๐™ฃ๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ข๐™–๐™ฃ๐™ž!ยป

Per lui la competenza era indispensabile, ma senza la caritร  rimaneva incompleta.

Per questo รจ considerato uno dei padri dell'assistenza infermieristica moderna e uno dei piรน grandi riformatori dell'organizzazione ospedaliera.

๐™‘๐™š๐™™๐™š๐™ง๐™š ๐˜พ๐™ง๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™ค ๐™ฃ๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™–๐™ข๐™ข๐™–๐™ก๐™–๐™ฉ๐™ž

Chi lo conobbe raccontรฒ episodi straordinari.

Lo si vedeva inginocchiarsi davanti agli infermi piรน gravi, medicarne le piaghe con infinita delicatezza e rivolgersi a loro chiamandoli:

ยซ๐™Ž๐™ž๐™œ๐™ฃ๐™ค๐™ง ๐™ข๐™ž๐™ค... ๐™–๐™ฃ๐™ž๐™ข๐™– ๐™ข๐™ž๐™–...ยป

Parole che per molti potevano sembrare soltanto espressioni di affetto, ma che per Camillo erano la conseguenza di una profonda convinzione spirituale: ogni malato portava impressa in sรฉ l'immagine di Dio.

Era convinto che ogni infermo fosse Gesรน stesso.

Non guardava soltanto una persona malata.

Guardava un fratello da amare, un volto da accogliere, una presenza attraverso la quale incontrare il Signore.

Un giorno un confratello lo avvisรฒ che un cardinale desiderava parlargli.

Camillo rispose serenamente:

ยซ๐˜ฟ๐™ž๐™ฉ๐™š ๐™– ๐™Ž๐™ช๐™– ๐™€๐™ข๐™ž๐™ฃ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™– ๐™˜๐™๐™š ๐™–๐™—๐™—๐™ž๐™– ๐™ฅ๐™–๐™ฏ๐™ž๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™–, ๐™ฅ๐™š๐™ง๐™˜๐™๐™šฬ ๐™จ๐™ค๐™ฃ๐™ค ๐™ค๐™˜๐™˜๐™ช๐™ฅ๐™–๐™ฉ๐™ค ๐™˜๐™ค๐™ฃ ๐™ฃ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™ค ๐™Ž๐™ž๐™œ๐™ฃ๐™ค๐™ง๐™š ๐™‚๐™š๐™จ๐™ชฬ€ ๐˜พ๐™ง๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™ค.ยป

Per lui non era un'immagine poetica.

Era una realtร .

๐™๐™ฃ ๐™จ๐™š๐™ง๐™ซ๐™ž๐™ฏ๐™ž๐™ค ๐™จ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™– ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™›๐™ž๐™ฃ๐™ž

La caritร  di Camillo non rimase chiusa nelle mura degli ospedali.

Egli comprese anche l'importanza di portare aiuto dove la sofferenza era piรน grande.

Durante le epidemie e sui campi di battaglia, i suoi religiosi furono presenti accanto ai feriti e ai moribondi, offrendo assistenza materiale e conforto spirituale.

Camillo intuรฌ inoltre l'importanza di una preparazione seria di coloro che assistevano i malati.

Per questo formรฒ i suoi religiosi non soltanto alla preghiera, ma anche alla cura concreta dell'ammalato, lasciando una vera scuola di assistenza.

La sua attenzione alla persona nella sua totalitร  โ€” corpo, mente e spirito โ€” anticipรฒ una visione moderna della cura.

๐™‚๐™ก๐™ž ๐™ช๐™ก๐™ฉ๐™ž๐™ข๐™ž ๐™–๐™ฃ๐™ฃ๐™ž ๐™š ๐™ก'๐™š๐™ง๐™š๐™™๐™ž๐™ฉ๐™–ฬ€

Consumato dalle fatiche, dai viaggi e dalle numerose malattie che lo accompagnarono per tutta la vita, continuรฒ fino all'ultimo a visitare gli ospedali, incoraggiare i confratelli e assistere gli infermi.

La sua stessa sofferenza fisica divenne una partecipazione piรน profonda al dolore degli altri.

Colui che aveva conosciuto la fragilitร  del proprio corpo aveva imparato a prendersi cura della fragilitร  altrui.

Negli ultimi giorni della sua vita si preparรฒ all'incontro con il Signore con la stessa fiducia con cui aveva servito i malati.

Morรฌ a Roma il 14 luglio 1614.

Fu beatificato da Papa Benedetto XIV il 7 aprile 1742 e canonizzato dallo stesso Pontefice il 29 giugno 1746.

Nel 1886 Papa Leone XIII lo proclamรฒ, insieme a San Giovanni di Dio, patrono degli ospedali e dei malati.

Nel 1930 Papa Pio XI lo dichiarรฒ patrono degli infermieri e di tutte le opere assistenziali.

Oggi il suo Ordine รจ presente in numerosi Paesi del mondo, continuando la missione iniziata oltre quattro secoli fa.

๐˜ฟ๐™ค๐™ซ๐™š ๐™ง๐™ž๐™ฅ๐™ค๐™จ๐™– ๐™Ž๐™–๐™ฃ ๐˜พ๐™–๐™ข๐™ž๐™ก๐™ก๐™ค

Le spoglie mortali di San Camillo de Lellis sono custodite nella chiesa di Santa Maria Maddalena, a Roma, chiesa madre dei Camilliani.

Il corpo del Santo รจ venerato sotto l'altare a lui dedicato, racchiuso in un'artistica urna.

Questo luogo, nel cuore di Roma, รจ da secoli un punto di riferimento per la famiglia camilliana e per quanti affidano alla sua intercessione il proprio servizio, le proprie sofferenze e il desiderio di assistere gli altri con amore.

Da qui continua ancora oggi il richiamo alla sua spiritualitร : vedere nel malato non soltanto una persona bisognosa di cure, ma un fratello nel quale incontrare Cristo.

๐™๐™ฃ ๐™Ž๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™ค ๐™ฅ๐™ž๐™ชฬ€ ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ช๐™–๐™ก๐™š ๐™˜๐™๐™š ๐™ข๐™–๐™ž

San Camillo non ha lasciato soltanto un Ordine religioso.

Ha lasciato uno stile.

Ha insegnato che ogni persona sofferente deve essere accolta con rispetto, competenza e amore.

In un mondo in cui il rischio รจ quello di vedere soltanto la malattia, egli invita ancora oggi a vedere la persona.

E, nella persona, il volto stesso di Cristo.

La sua vita ricorda che la cura autentica nasce quando la conoscenza delle mani si unisce alla compassione del cuore.

Per questo il suo messaggio continua a parlare al nostro tempo con la stessa forza di oltre quattro secoli fa:

ยซ๐™„ ๐™ฅ๐™ค๐™ซ๐™š๐™ง๐™ž ๐™ž๐™ฃ๐™›๐™š๐™ง๐™ข๐™ž ๐™จ๐™ค๐™ฃ๐™ค ๐™ก๐™– ๐™ฅ๐™ช๐™ฅ๐™ž๐™ก๐™ก๐™– ๐™š ๐™ž๐™ก ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ง๐™š ๐™™๐™ž ๐˜ฟ๐™ž๐™ค.ยป

E il suo invito rimane un programma di vita per chiunque si prenda cura del prossimo:

ยซ๐™‹๐™ž๐™ชฬ€ ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ง๐™š ๐™ž๐™ฃ ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ข๐™–๐™ฃ๐™ž.ยป

๐Ÿ“ท ๐™๐™ฃ ๐™™๐™ค๐™ฃ๐™ค ๐™ฃ๐™š๐™ก ๐™จ๐™š๐™œ๐™ฃ๐™ค ๐™™๐™ž ๐™ช๐™ฃ ๐™ฅ๐™ง๐™ค๐™›๐™ค๐™ฃ๐™™๐™ค ๐™ก๐™š๐™œ๐™–๐™ข๐™š

Nel 2017 i Religiosi Camilliani hanno donato allโ€™Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo una statua raffigurante San Camillo de Lellis, perchรฉ la sua presenza fosse un segno di consolazione per i malati e un modello di caritร  per tutti gli operatori sanitari.

Il dono assume un significato ancora piรน profondo pensando al particolare legame che unisce San Camillo de Lellis e San Pio da Pietrelcina: entrambi nacquero il 25 maggio, seppure a distanza di quasi quattro secoli, e furono chiamati da Dio a vivere una missione segnata dallโ€™amore verso chi soffre.

San Camillo dedicรฒ tutta la sua vita agli infermi, insegnando che ogni malato รจ Cristo stesso da accogliere e servire. San Pio, attraverso il ministero sacerdotale, la preghiera e la sofferenza offerta, divenne un padre spirituale per migliaia di persone e volle fortemente la nascita di unโ€™opera dedicata alla cura degli ammalati: la Casa Sollievo della Sofferenza.

Un legame particolare unisce inoltre San Camillo al convento di San Giovanni Rotondo. Secondo la tradizione cappuccina, proprio in quel luogo, durante lโ€™Anno Santo del 1575, il giovane Camillo visse lโ€™incontro decisivo che cambiรฒ la sua vita.

Si narra anche che la cella n. 5, nella quale il giovane abruzzese avrebbe soggiornato durante il suo passaggio al convento, fosse poi stata scelta secoli dopo da Padre Pio come sua cella. Un particolare che la tradizione ha custodito come un segno misterioso di vicinanza spirituale tra due uomini chiamati a portare consolazione ai sofferenti.

La statua di San Camillo, accolta nellโ€™Ospedale, continua cosรฌ a ricordare a malati e operatori sanitari lo stesso messaggio lasciato dal Santo dei malati:

ยซPiรน cuore in quelle mani!ยป

Indirizzo

Piazza Duca Di Gallese 3
Colonna
00030

Orario di apertura

Lunedรฌ 07:30 - 19:15
Martedรฌ 07:30 - 19:15
Mercoledรฌ 07:30 - 19:15
Giovedรฌ 07:30 - 19:15
Venerdรฌ 07:30 - 19:15
Sabato 07:30 - 19:15
Domenica 07:30 - 19:15

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+393342570838

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