Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I Collesano

Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I Collesano Gesù è l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, la Via, la Verità e la Vita!

10/02/2026

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(8 Febbraio 2026)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
2 Pietro 1:1-11.
LETTURA CORRELATA:
1 Pietro 2:5-10.

Durante la tentazione di Gesù nel deserto, il diavolo esordisce dicendo "se tu sei il Figlio di Dio". Sì, perché una delle astuzie del nostro nemico è quella di attaccare proprio la nostra identità. Essa è il frutto del maraviglioso e unico sacrificio di Gesù alla croce! Ed è proprio lì che Egli ha inchiodato e cancellato le nostre trasgressioni ed i nostri peccati. Grazie a quel prezioso sacrificio, Dio ha perdonato e, quindi, dimenticato i nostri peccati.
Il diavolo, invece, cerca di farci dimenticare la nostra identità e di farci, invece, ricordare le nostre debolezze ed i nostri peccati. Peccare equivale a dimenticare l'opera di Cristo e chi noi siamo in Lui. In Cristo siamo sacerdoti e sacerdotesse, principi e principesse! Non lasciamoci, allora, ingannare dal nemico, perché noi non siamo più il vecchio uomo, siamo nuove creature in Cristo; poiché, Egli ha vinto, abbiamo vinto anche noi. Gesù ha vinto i nostri lati oscuri e i nostri aspetti caratteriali più ostici e negativi; ogni giorno dobbiamo ricordare a noi stessi che la Sua vittoria è anche la nostra.
Di fronte alle avversità e alle negatività, sfoderiamo la spada dello Spirito, ovvero la Parola e rivestiamo la completa armatura di Dio; non dimenticando che le nostre vesti sono vesti purificate col sangue dei Re dei re, che Egli ha rese pure, regali, di valore e piene di dignità.

Dio ci benedica.

27/01/2026

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(25 Gennaio 2026)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
Luca 3:3-17.
LETTURA CORRELATA:
Filippesi 3:8

PREPARATE LA VIA

Le domande che potremmo porci sono le seguenti: Come preparare la via al ritorno di Cristo? Cosa dobbiamo fare per farci trovare pronti?
Gesù dà alcune indicazioni importanti a riguardo; Egli dirà:
"Ogni valle sia colmata e ogni monte e colle sia abbassato; i luoghi tortuosi siano raddrizzati e le vie scabrose appianate" (Luca 3:5-6).
Cosa sono le valli? Le valli rappresentano le ansietà, le paure, le preoccupazioni, la tristezza, gli stati depressivi, i traumi, i dubbi, i vuoti, le delusioni, ecc. Gesù dice che queste valli debbono essere colmate, ovvero riempite. Riempite di cosa? Le valli vanno colmate con la Parola di Dio che ha il potere di guarire l'anima, risanare i cuori infranti, fortificare, rassicurare, medicare le ferite, infondere speranza, gioia e pace, ecc.
Ogni monte e colle, però, debbono essere abbassati; questo ci rimanda all'orgoglio e alla superbia. È necessario, a tal fine, fare un lavoro interiore, in cui decidiamo di esaminarci ed umiliarci. Questo processo ci aiuterà ad abbattere i muri ed i pregiudizi verso chi è diverso da noi; poiché, chi riceve noi riceve Dio.
È fondamentale, dunque, lasciarsi guidare dallo Spirito Santo e comprendere come e dove Egli si muove.
Gesù disse, inoltre, di raddrizzare i luoghi tortuosi e appianare i luoghi scabrosi, ovvero accidentati. Questo significa che dobbiamo comprendere e lavorare su quelle aree della nostra vita in cui ci viene difficile arrenderci al Signore. Dobbiamo, quindi, far convergere i luoghi tortuosi a Cristo! I luoghi accidentati devono essere, altresì, appianati. Spesso le situazioni che viviamo, i contesti nei quali siamo immersi (che siano lavorativi, familiari, di chiesa) possono creare in noi delle "fratture", dei sentieri accidentati, ovvero difficili da percorrere. Spesso le cose che ci accadono possono essere dei veri e propri strumenti/momenti di perfezionamento o di palestra spirituale. Altre volte, possono essere situazioni che subiamo, senza volerlo. In questi casi ed in ogni caso, chiediamo a Dio la saggezza per uscirne, la Sua visione su quella situazione, la strategia che dobbiamo usare, la risposta da dare, la frase da scrivere; lasciando che sia Lui a guidarci per superare quel cammino/momento difficile e condurci lungo sentieri di giustizia e acque riposanti.

Studiamoci, dunque, di presentare noi stessi approvati ed integri davanti a Dio; è in questo modo che prepareremo la via a Dio e aiuteremo gli altri a trovarla.

Dio ci benedica.

19/01/2026

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(18 Gennaio 2026)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
2 Timoteo 1:1-14.
LETTURE CORRELATE:
Luca 7:44-47;
Luca 7:41-43;
2 Timoteo 2:14-22 e 24-26;
1 Giovanni 1:9.

PERDONARE ED ESSERE PERDONATI

In Luca 6:37 sta scritto:
"Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato".
Il Signore sottolinea queste regole spirituali, perché Egli ha a cuore l'integrità e la purezza del nostro cuore. Se perdoniamo saremo perdonati, ma se non perdoniamo non potremo essere perdonati da Dio. Perdonare significa dimenticare, così come quando abbiamo chiesto perdono a Dio ed Egli ha dimenticato le nostre colpe.
In un altro passaggio, Gesù dirà:
"Io vi dico in verità che tutte le cose che legherete sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che scioglierete sulla terra, saranno sciolte nel cielo" (Matteo 18:18).
Abbiamo una grande responsabilità e questo verso è un avvertimento per le nostre anime, affinché vigiliamo sulla nostra condotta.
Dio ci esorta a custodire il buon deposito, ovvero la grazia, la salvezza, Cristo nei nostri cuori; poiché, non esiste niente sulla terra più importante del Signore! Egli è il nostro tutto e la nostra felicità! Non dobbiamo permettere a niente e nessuno di rubare il nostro buon deposito.
Custodire implica due azioni, una di vigilanza e l'altra di protezione. Dobbiamo vigilare e proteggere il buon deposito dalla parte umana, dal mondo e dal nemico.
La purezza del nostro cuore e la santificazione devono essere la prima ed unica scelta, ne va il nostro futuro eterno!
Sciogliamo, dunque, ogni legame, abbandoniamo ogni vizio o peccato che intralciano il nostro cammino, perdoniamo e riceviamo il perdono, solo così custodiremo il buon deposito. Trasferiamo i nostri rapporti e le nostre relazioni dall'anima allo spirito e vedremo la differenza! Il nostro buon deposito sarà ben protetto se useremo armi spirituali come il perdono e l'amore e se manterremo la visione che il nostro avversario è il diavolo e non il fratello; poiché, il nostro combattimento non è contro carne e sangue, ma contro le forze spirituali della malvagità.
Il diavolo prova a forzare il nostro buon deposito, poggiando sui nostri pensieri e sentimenti umani o su ferite o delusioni passate o presenti. Cerca aperture e quando non perdoniamo l'altro, gli stiamo fornendo l'arma per legarci e rubare ciò che Dio ha seminato in noi. Non dobbiamo permettere al diavolo o alla carne di trovare un appiglio nella nostra vita!

Perdonare, allora, significa vigilare, riconoscendo chi è il nostro nemico e come si muove. Perdonare è mantenersi puri e liberi. Perdonare è combattere con armi spirituali ed è anche un atto di protezione verso il buon deposito che Cristo ci ha donato, con amore. Non è facile, ma come sta scritto, cari nel Signore:
Noi possiamo ogni cosa in Cristo che ci fortifica (Filippesi 4:13).

Dio ci benedica.

13/01/2026

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(11 Gennaio 2026)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
Luca 7:36-50.
LETTURA CORRELATA:
Luca 22:17.

La donna peccatrice che bagnò, asciugò, unse e baciò i piedi di Gesù era alla ricerca di perdono e di pace. Quando egli le perdonò i suoi molti peccati, la pace scese nel suo cuore; difatti, Gesù andò oltre e superò i peccati di lei perché vide la sua sete di perdono e la sua fede, nonostante il contesto.
La parola perdono, in greco, significa "liberare", "lasciare andare". Quando non perdoniamo o non ci perdoniamo, nel mondo spirituale, stiamo legando noi stessi e l'altra persona; il perdono, quindi, è un dono che si fa all'altro e a se stessi.
Quando non si perdona, si permette all'amarezza, alla delusione, al risentimento o al rancore di fare radici nel cuore; per tale motivo, è necessario perdonare per potere essere liberi, anche perché, se non perdoniamo, Dio, a sua volta, non può perdonarci. Mancando il perdono di Dio manca anche la vera pace, quella pace che la nostra anima anela e trova solo nel Signore.
Se chiediamo perdono a Dio, Egli non guarda quanto abbiamo peccato; la donna peccatrice, infatti, aveva molto più peccato rispetto a Simone il fariseo. Quando andiamo a Lui, Egli guarda al nostro cuore pentito e sincero. Quando Dio ci perdona veniamo liberati! Il peccato, invece, ci lega, il non perdonare ci lega! Non perdonare, infatti, crea porte di accesso per i demoni e legami spirituali. Chiedere perdono a Dio e perdonare, invece, ci rende liberi e permette alla pace di Cristo di regnare in noi.

Dio ci benedica.

06/01/2026

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(4 Gennaio 2026)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
1 Tessalonicesi 5:4-6 e 10.
LETTURE CORRELATE:
Luca 17:20-37;
Apocalisse 16: 1-2 e 8-14;
Apocalisse 13:15-18;
2 Tessalonicesi 2:7;
Apocalisse 19:1-2.

SII PRONTO ALLA CHIAMATA

Essere pronti alla chiamata e al ritorno di Cristo evidenzia due realtà; la prima che verremo rapiti per dimorare nel Regno di Dio, l'altra che sfuggiremo ai terribili anni della grande tribolazione.
Difatti, chi verrà lasciato, a causa della sua mancata santificazione, difficilmente riuscirà a rimanere fedele a Dio. A causa del marchio della bestia (senza il quale non si potrà né vendere né comprare o accedere a servizi) sarà, pressoché, impossibile resistere. Gli anni della tribolazione, infatti, saranno anni durissimi, caratterizzati dal dolore e dalla sofferenza estrema ed atroce.
Essere pronti, quindi, significa riconoscere il peccato, ma anche il suo mandante (il diavolo), al fine di resistergli, rimanendo saldi nella fede ed integri. Essere pronti implica sapere chi siamo (figli di Dio) e dove aneliamo andare (in cielo), ovvero, avere le idee chiare della realtà spirituale che ci circonda. Essere pronti significa permettere alla parola di Dio di scindere la nostra anima dal nostro spirito, in modo da non essere confusi e poter crescere di valore in valore. Essere pronti è un esercizio quotidiano, fatto di arrese allo Spirito Santo, combattimenti con il nemico e con la carne ed ubbidienza alla parola di Dio.

Ebrei 12:1-2.deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede.

Dio ci benedica.

30/12/2025

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(28 Dicembre 2025)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
1 Tessalonicesi 4:13-18.
LETTURA CORRELATA:
1 Tessalonicesi 5:1-8.

IL SUONO DELL'ULTIMA TROMBA

La Sposa di Cristo, ovvero la Chiesa, aspetta ardentemente il ritorno di Cristo e, quindi, il suono dell'ultima tromba.
Possiamo immaginarci che sarà un suono maestoso, regale, glorioso che infonde anche quel santo timore che spetta a Dio.
La Chiesa è chiamata ad essere pronta; ma cosa significa esattamente? Solamente non commettere peccati gravi o non essere legati da vizi? Certo che no, essere pronti significa vivere una vita in ubbidienza alla parola e ai comandamenti di Dio; significa, altresì, non vivere continuamente nell'ansia, nella paura, nella preoccupazione, nei rimuginii, nella critica, ecc. Significa vivere smascherando le macchinazioni del diavolo, usando il discernimento spirituale. Significa ancora vincere il male con il bene, non permettere divisioni, chiudere le brecce, evitare contese e discussioni, vivendo con un cuore integro e puro. Significa lavorare sulla propria santificazione, custodendo anche la santificazione della fratellanza e profumando di Cristo e della Sua parola.

Apocalisse 22:17
E lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!».

Dio ci benedica.

23/12/2025

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(21 Dicembre 2025)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
Salmo 37:3-8.
LETTURE CORRELATE:
Ebrei 10:19-25;
Apocalisse 22:18-19.

ABITA IL PAESE E PRATICA LA FEDELTÀ

Esiste una correlazione fra l'abitare il paese e praticare la fedeltà. Lontano dal paese non possiamo coltivare la fedeltà; il figliol prodigo fu un esempio. Allontanandosi dal paese, non potè praticare la fedeltà. Il paese è, metaforicamente, il luogo dove Dio ci ha posti per essere benedetti e di benedizione, anche a livello di comunità. Abitare il paese è esserci in comunità, nella casa di Dio, con costanza e fedeltà.
Solo quando pratichiamo la fedeltà dimoriamo veramente nel paese.
La fedeltà è un frutto dello Spirito e in quanto frutto necessita di essere coltivato. Nell'umano, coltivare non è una passeggiata; poiché comporta delle rinunce, ovvero andare nel terreno e annaffiare o concimare o potare, ecc., rinunciando ad essere altrove. Coltivare richiede costanza, impegno, fatica e gioia. Gioia? Sì, perché la fedeltà è strettamente connessa al fatto di avere trovato la nostra gioia nel Signore. È Dio il motore della nostra fedeltà! Quando Egli diventa il nostro diletto e la fonte della nostra gioia, Dio benedice la nostra fedeltà, realizzando i desideri del nostro cuore. Coltivare la fedeltà significa vederne e gustarne i frutti. La nostra fedeltà, infatti, conquista, benedice, attira le anime a Dio, incoraggia, sprona, ecc.
La fedeltà si trova nelle piccole e nelle grandi cose, si coltiva nella gioia e si irrobustisce nelle avversità e fiorisce persino nel deserto, con lo scopo di portare sempre buoni frutti, alla gloria di Dio.

Il Signore ha dato a tutti noi la vita, una famiglia, un lavoro, una comunità, una casa, un luogo in cui vivere, dei talenti, dei doni, ecc.; è in essi che il Signore ci chiama a coltivare la nostra fedeltà.

Dio ci benedica.

16/12/2025

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(14 Dicembre 2025)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
Salmo 119:9-16.
LETTURE CORRELATE:
Ebrei 10:5-10;
Salmo 139:1-14;
Salmo 40: 8-10.

ECCO, IO VENGO OH DIO PER FARE LA TUA VOLONTÀ

Fare la volontà di Dio, ovvero osservare la Sua Parola e i Suoi precetti, comporta intraprendere un cammino che ci santifica e ci santificherà sempre più. Santificarsi, allora, è come tornare piccoli fanciulli ed imparare pensieri, parole e sentimenti nuovi. Gesù stesso disse che bisognava diventare piccoli fanciulli per entrare nel regno di Dio. Un bambino, infatti, è proteso al cambiamento, ad apprendere, ad ubbidire alle figure di riferimento e ad essere plasmato.
Ognuno di noi deve "lavorare" per la propria santificazione e, in quanto corpo di Cristo, vigilare anche sulla santificazione dei propri fratelli e delle proprie sorelle.
Fare la volontà di Dio rinnova il nostro modo di agire, di pensare, di parlare e di rapportarci con gli altri e con se stessi.
Fare la volontà di Dio comporta un "cambio di governo" dall'io a Dio, dove solo Lui è il Signore della nostra vita. Dio ha preparato il meglio ed una volontà specifica per ogni Suo figlio, anche se questa comporta un combattimento, un lavoro interiore ed un processo di arresa e sottomissione.
Non possiamo santificarci senza la Parola come lampada al nostro piede; Essa ci purifica, ci libera, ci guarisce, ci consola, ci salva, giudica i pensieri e i sentimenti del cuore e divide l'anima dallo spirito.

Santificarsi e fare la volontà di Dio è camminare in ubbidienza ai precetti di Dio, è lotta e rifiuto del peccato, è vittoria sui legami, sullo scoraggiamento, sull'incredulità, sulla paura, sulla critica, sulla ribellione, sull'ansia, sui vizi, ecc.
Solo compiendo la volontà del Padre, guidati dallo Spirito Santo, potremo essere all'immagine di Cristo ed essere appagati, benedetti e approvati da Dio.

Dio ci benedica.

09/12/2025

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stafano.
(7 Dicembre 2025)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
Giovanni 17:6-9.
LETTURE CORRELATE:
Geremia 23:29;
Matteo 24:34;
Marco 13:30;
Luca 12:1-3;
Luca 11:37-46;
Matteo 23:13-19,23;
Apocalisse 22:18-21.

FACITORI DELLA PAROLA

Se amiamo Dio, la conseguenza sarà quella di osservare i Suoi comandamenti. Essere solo uditori della Parola rende spiritualmente sterili, stagnanti e non produttivi. Ben diversa è la realtà di chi è facitore della Parola; in quanto, produce buoni frutti, viene benedetto ed è di benedizione.
Il Signore sottolinea la centralità della Sua Parola, perché è tramite Essa che veniamo creati, salvati, liberati, trasformati, guariti e benedetti. Essere modellati dalla Parola, che è una spada a doppio taglio, produce un santo travaglio, una rinuncia a se stessi, ma anche una preziosa e sublime trasformazione.
La Scrittura, che è ispirata da Dio, è utile ad insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera (2 Timoteo 3:16-17).
La Parola illumina il nostro cammino, aiuta ad esaminarci e ad allontanarci dalle tenebre. L'osservanza della Parola è la condizione necessaria per potere giungere al cielo! A questo riguardo, badiamo a non edulcorare la Parola e a non adattarLa in modo errato alle nostre esigenze o situazioni per giustificarle. Oltretutto, il nemico, che conosce la Scrittura, prova ad ostacolarci nell'osservare la Parola; per raggiungere questo scopo usa tutte le sue macchinazioni, menzogne e tentazioni. A tal proposito, vigiliamo affinché il diavolo non ci rubi la Parola dal cuore, ma perseveriamo nell'ubbidienza totale ad Essa, sicuramente la nostra fede verrà premiata e mangeremo i frutti migliori.

Luca 10:39 e 43
Or ella aveva una sorella che si chiamava Maria, la quale si pose a sedere ai piedi di Gesù, e ascoltava la sua parola..una sola cosa è necessaria, e Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta.

Dio ci benedica.

02/12/2025

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
Matteo 19:16-30.
LETTURE CORRELATE:
Matteo 5:17-30;
Colossesi 1:9-10
Ebrei 2:4-9;
Ebrei 12:11-16.

LA SUA VOLONTÀ.... LA TUA SANTIFICAZIONE

Il termine santo significa sacro, separato e dedicato a Dio.
La santificazione è la condizione necessaria per potere vedere il Signore, poiché Egli è santo, Egli è santità, purezza e perfezione.
La santità è un concetto alto, profondo, ma è anche un processo pratico e concreto; essa si realizza e si impara nella quotidianità.
La santità è strettamente connessa all'ubbidienza ai comandamenti del Signore e alla Sua Parola. Se amiamo Dio metteremo in pratica i Suoi insegnamenti e cresceremo nella santità.
Essa è un sigillo, è una scelta e di conseguenza anche una rinuncia al mondo, al vecchio modo di essere e di pensare. La santità combatte e fugge il peccato e ci aiuta ad odiare il male. Il timore di Dio è un potente aiuto per preservare la nostra santità, perché ci aiuta a vincere il peccato che è dentro di noi e attorno a noi.
La santificazione è un processo personale che, però, si intreccia con la santificazione della fratellanza. In questi termini, essa diventa un legame (nella sua accezione positiva) ed un percorso comune e condiviso per raggiungere il cielo insieme.

Santità è rispettarsi ed amarsi, avendo un concetto sobrio di se stessi. Santità è esercitare autocontrollo, lasciarsi rinnovare la mente, distruggere le fortezze, parlare in modo irreprensibile.
Santità è amare il prossimo, benedire e pregare per chi ci odia; santità, è cercare il bene dell'altro, offrirgli amore senza mettersi in mostra. Santità è dire la verità con ca**tà, è lodare e adorare Dio, ma anche evangelizzare. Santità è fuggire le tentazioni e vincere la proprie paure e le proprie ansietà; è rifiutare le bugie del nemico, è discernimento, è indossare la completa armatura di Dio.
Santità è amare Dio, fare di Lui il proprio diletto, sentirsi completi solo in Lui, anelare la Sua presenza e nutrirsi con la Sua Parola. Santità è fondersi con lo Spirito Santo e, insieme alla fratellanza, divenire uno con il Signore.
Santità è completezza, equilibrio ed armonia, lotta con la carne, ma anche vittoria su di essa.

Dio ci benedica.

25/11/2025

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(23 Novembre 2025)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE: Efesini 6.
LETTURE CORRELATE:
2 Corinzi 7:1;
2 Corinzi 11:22-33;
2 Corinzi 12:1-10;
Ebrei 3:7-10 e 12.

Abbiamo molto da imparare dalla storia e dalla personalità dell'apostolo Paolo. Dio operava in lui e attraverso di lui liberamente; lo Spirito Santo agiva in lui perché si era arreso alla Sua volontà; perciò, lo guidava, gli donava discernimento, lo riempiva d'amore per la chiesa e lo infiammava di zelo per l'opera di Dio e per l'Evangelo. Egli collaborava con Dio, ai Suoi piani e ai Suoi propositi; usava franchezza, scacciava demoni, aveva la visione di Dio, aveva dimenticato il suo passato da persecutore, perché aveva realizzato che in Cristo era una nuova creatura. Non viveva nel passato, ma, come pellegrino sulla terra, era proiettato al futuro celeste.
Visse la sofferenza, il dolore fisico e dell'anima, la fame, il bisogno, il biasimo, la persecuzione, la prigione, onorando Dio e sopportando ogni cosa per amore di Cristo. Si vantava delle sue debolezze, perché era in questo modo che la potenza di Dio agiva in lui efficacemente. Era arrivato al punto che non era più lui che viveva, ma era Cristo che viveva in lui.

Abbiamo molto da imparare da quest'uomo che collaborava con Dio; il suo zelo, il suo ardore per il servizio, il suo amore per la chiesa, il suo spirito di sacrificio e come affrontava la sofferenza, non possono che essere una fonte di ispirazione per ognuno di noi.

Dio ci benedica.

18/11/2025

Riflessione tratta dal messaggio del pastore Turdo Stefano.
(16 Novembre 2025)

Riferimenti biblici
LETTURA PRINCIPALE:
Efesini 5:1-13,22-33.
LETTURA CORRELATA:
Efesini 6:6-7.

CAMMINA NELLA LUCE

Camminare nella luce ed essere il profumo di Cristo è una responsabilità, ma, anche, un enorme onore. I figli di Dio sono nati per risplendere!
La luce di Cristo ha illuminato le nostre tenebre e adesso noi siamo portatori di luce. Dove? Ovunque ci troviamo e con chiunque ci rapportiamo; sia in famiglia, che in chiesa, sia a lavoro, che nelle amicizie, ecc.
Prima di portare luce, dobbiamo, però, esaminare noi stessi e lasciare che il Signore lavori la nostra vita e la purifichi. Via da noi ogni forma di peccato o attitudine carnale, pena l'oscurarsi della nostra lampada.
Chi vive nella luce denuncia le opere delle tenebre e le rende manifeste. Se vissute spiritualmente, queste sono, infatti, delle opportunità per potere annunciare quella Verità che libera. Essere luce è contagioso e irradiare la luce di Cristo illumina il cammino degli altri.
Chi è luce ha un cuore per gli altri e non è egoista, chi è luce non nasconde la verità di Cristo, ma la esalta e la porta alla luce; chi è luce è un dono ed un bene per il fratello e per il prossimo.
Essere luce significa sostenere, incoraggiare, sopportare con amore, esortare, aiutare, rialzare e perdonare l'altro. L'altro è il nostro prossimo ed il nostro prossimo è nostro marito, nostra moglie, i nostri figli, i nostri genitori, i nostri vicini, i nostri amici, colleghi di lavoro, conoscenti, ecc.
La parola "luce" in greco significa mostrare o rendere manifesto e quando la luce di Cristo vive in noi e ci infiamma non possiamo non mostrare il carattere di Cristo, i Suoi sentimenti e le Sue parole.
Camminare nella luce è avere un rapporto profondo con Dio, avere comunione con Lui, lasciarsi guidare dal Suo Spirito e lasciarsi liberare da ogni legame; inoltre, camminare nella luce significa vivere nella dimensione di essere uno con la fratellanza, essere famiglia, essere suggellati ed essere scelti.

Cari nel Signore, camminare nella luce è bellissimo!

Dio vi benedica.

Indirizzo

Collesano

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Martedì 18:30 - 20:00
Venerdì 18:30 - 20:00
Domenica 10:30 - 12:00

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