Diocesi Civitavecchia-Tarquinia

Diocesi Civitavecchia-Tarquinia Le notizie dalla Diocesi e dalle parrocchie a cura dell'Ufficio Comunicazioni Sociali

«Tutte queste esperienze vengono messe dinanzi al Signore sull'altare per dare inizio all'anno che vivremo insieme». Il ...
12/09/2026

«Tutte queste esperienze vengono messe dinanzi al Signore sull'altare per dare inizio all'anno che vivremo insieme». Il vescovo Gianrico Ruzza ha raccolto così, nell'omelia della Messa celebrata oggi al Santuario di Ceri, il significato del pellegrinaggio della diocesi di Porto-Santa Rufina, vissuto assieme alla diocesi di Civitavecchia-Tarquinia per la con la presenza della Scuola della tenerezza.

Con il pastore hanno concelebrato don Alberto Mazzola, Vicario generale di Porto, assieme al parroco don Riccardo Russo e ad altri sacerdoti. Tra i fedeli anche il sindaco del Comune di Cerveteri Elena Gubetti.

Sul cammino verso Ceri e davanti alla «Madonna della Misericordia», Ruzza ha portato idealmente all'altare le esperienze vissute dalle comunità durante l'estate: «gli oratori estivi in tante parrocchie della nostra comunità», il «campo famiglie», «a testimonianza di una bella settimana di preghiera, vacanza e serenità», e il «campo dei giovani vissuto in Sicilia, fortemente impegnato sull'orientamento e sulle scelte della vita». A queste si è aggiunto l'incontro di Fregene con molte donne, dedicato a una figura della pedagogia dell'inizio del Novecento.

«Mi sento particolarmente benedetto oggi qui perché possiamo stare davanti all'immagine della Madonna della Misericordia», ha detto il vescovo, affidando a Maria il nuovo cammino pastorale, dedicato per un biennio alla sfida educativa.

Al centro dell'omelia la domanda del Vangelo: «Quante volte dobbiamo perdonare?». Una questione che «abita da sempre nel cuore di ogni uomo» e riguarda anche «le famiglie e il rapporto tra colleghi e tra genitori e figli». Perché «una delle sfide educative principali è che i giovani spesso non si sentono compresi né ascoltati dal mondo adulto».

«Perdonare significa mettersi in discussione e rinunciare a qualsiasi forma di potestà, rivendicazione o giustizia dovuta». E ancora: «L'educazione diventa solo obbligo, disciplina e imposizione» quando manca «l'incontro fra le persone e l'ascolto del cuore dell'altro».

Richiamando l'esempio del beato Pino Puglisi, Ruzza ha ricordato che «l'amore e l'educazione richiedono un cuore non indurito». E citando San Tommaso d'Aquino ha ribadito: «La somma giustizia è la misericordia».

«L'odio viene vinto dall'amore gratuito e la vendetta è disarmata dal perdono», ha concluso il vescovo. Un cambiamento del cuore capace di trasformare «la storia delle famiglie» e di sostenere «un'opera educativa paziente e lenta, che lascerà segni nel tempo».

Al termine della Messa sono stati consegnati gli attestati alle famiglie che hanno completato la Scuola della Tenerezza.

🌹 La Madonna delle Grazie celebrata anche nella Cattedrale di CivitavecchiaNella festa dellaMadonna delle Grazie, patron...
09/09/2026

🌹 La Madonna delle Grazie celebrata anche nella Cattedrale di Civitavecchia

Nella festa dellaMadonna delle Grazie, patrona della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, anche la comunità della Cattedrale ha vissuto un momento solenne di preghiera e di festa.
Mentre si svolgeva la celebrazione nel Santuario diocesano di Allumiere, l'arcivescovo Fabio Fabene, Segretario del Dicastero per le Cause dei Santi, ha presieduto la Messa solenne, animata dalla Corale «Insieme». Alla celebrazione ha partecipato anche il Corpo della Polizia Locale di Civitavecchia, per rendere omaggio alla Santa protettrice.

Al termine della celebrazione, la festa è proseguita con la processione per le vie del centro storico e del Porto, accompagnata dalla Banda musicale «A. Ponchielli»:.

📸 Alcuni momenti della celebrazione e della processione. Foto: Giovanni Canu

«Guardate Maria e fate quello che ha fatto lei». È  l’invito che il vescovo Gianrico Ruzza ha rivolto ai fedeli riuniti ...
08/09/2026

«Guardate Maria e fate quello che ha fatto lei». È l’invito che il vescovo Gianrico Ruzza ha rivolto ai fedeli riuniti oggi, 8 settembre, nel Santuario della Madonna delle Grazie di Allumiere, per la festa patronale della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, celebrata nella solennità della Natività della Beata Vergine Maria.

Il vescovo ha presieduto la Messa solenne, animata dalla banda musicale dell’Associazione Amici della Musica di Allumiere, alla presenza di numerosi fedeli e delle autorità cittadine. Con lui ha concelebrato il parroco e rettore del Santuario, don Roberto Fiorucci.

Nell’omelia, il presule ha indicato in Maria il modello di una fede capace di farsi prossimità e responsabilità. Partendo dal racconto delle nozze di Cana, ha sottolineato come la Vergine non rimanga indifferente di fronte alla difficoltà degli altri: «Guardando Maria impariamo a prendere gli uni i pesi degli altri».

Un messaggio particolarmente attuale in un tempo segnato da guerre, persecuzioni e sofferenze. «C’è una grande tentazione – ha detto Ruzza – che è quella di non interessarsi dei fatti degli altri». Di fronte al dolore che attraversa il mondo, invece, «ognuno pensa a se stesso, ma non è quello che ci ha lasciato Gesù».

Maria, ha ricordato il pastore, è «la donna della fedeltà», colei che rimane accanto al Figlio fino alla croce e che continua ad accompagnare la Chiesa nella preghiera. «Attraverso Maria noi arriviamo a Gesù», perché lei stessa ci indica la strada: «Qualunque cosa vi dica Gesù fatela».

Al centro dell’omelia anche un forte appello alla pace. «Abbiamo bisogno di uomini e credenti che credano nella pace», ha affermato il vescovo, ricordando soprattutto i bambini che in questo momento vivono la fame, la sete e la disperazione a causa delle guerre. «Dobbiamo invocare la pace, credere nella pace, operare per la pace».

Infine, l’affidamento alla Madonna delle Grazie delle sofferenze e delle speranze di ciascuno e dell’intera comunità diocesana. «Maria aprirà la porta del cuore di Cristo», ha concluso Ruzza, perché possiamo scoprire «quanto siamo amati» e la certezza che «non saremo mai soli perché siamo preziosi ai suoi occhi».

🙏🏻 Affidiamo alla Madonna delle Grazie la nostra Chiesa diocesana, le nostre famiglie, le persone che soffrono e quanti nel mondo attendono la pace.

05/09/2026

Eco-charity Garden e il Movimento Laudato Si' vi invitano a partecipare alla Messa nel Creato presieduta da Mons. Gianrico Ruzza, presidente dell commissione Regionale per i Problemi Sociali e il lavoro, la Giustizia e la pace del Lazio.

📅 Domenica 6 settembre 2026
🕒 10.30
📍 Eco-charity Garden - Roma

Vi aspettiamo!!

Diocesi Civitavecchia-Tarquinia Diocesi Suburbicaria di Porto-Santa Rufina

🙏 La Madonna delle Grazie celebrata anche nella Cattedrale di CivitavecchiaMartedì 8 settembre, festa della Madonna dell...
04/09/2026

🙏 La Madonna delle Grazie celebrata anche nella Cattedrale di Civitavecchia

Martedì 8 settembre, festa della Madonna delle Grazie, patrona della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, anche la comunità parrocchiale della Cattedrale di Civitavecchia si ritroverà per un momento solenne di preghiera e di festa.

📿 Alle 18, dopo la preghiera del Rosario, l’arcivescovo Fabio Fabene, Segretario del Dicastero per le Cause dei Santi, presiederà la Messa solenne, animata dalla Corale «Insieme».
Alla celebrazione parteciperà anche il Corpo della Polizia Locale di Civitavecchia, per rendere omaggio alla Santa protettrice.

🌹 Al termine della Messa, la festa proseguirà con la Processione per le vie del Centro Storico, accompagnata dalla Banda musicale «A. Ponchielli»*

🙏 La Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia celebra la sua patrona: la Madonna delle GrazieMartedì 8 settembre, al Santuario...
03/09/2026

🙏 La Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia celebra la sua patrona: la Madonna delle Grazie

Martedì 8 settembre, al Santuario di Allumiere, torna la festa della Madonna delle Grazie, patrona della Diocesi.

✨ La celebrazione prenderà il via già dalla vigilia, quando il Santuario accoglierà i tanti pellegrini che arriveranno a piedi da Civitavecchia, Monte Romano, Tolfa e La Bianca. Per tutta la notte saranno celebrate le Messe alle 18, 21, 22, 23 e nelle ore successive, accompagnando la preghiera dei pellegrini.

📿 Nel giorno della festa, le celebrazioni si susseguiranno a partire dalle 6 del mattino.

Alle 18 la Messa solenne presieduta dal vescovo Gianrico Ruzza, alla presenza delle Istituzioni, con l’animazione musicale dell’associazione Amici della Musica di Allumiere.

🌹 La festa proseguirà:
📅 9 settembre, ore 10.30 – Messa per i benefattori vivi e defunti
📅 12 settembre, ore 18 – Messa nella ricorrenza del Santissimo Nome di Maria

Un appuntamento caro alla comunità diocesana, che ogni anno riunisce pellegrini e fedeli attorno a Maria, Madonna delle Grazie.

✨ San Pio X, una festa che diventa missioneIeri, 21 agosto, nella memoria liturgica di San Pio X, la comunità della parr...
22/08/2026

✨ San Pio X, una festa che diventa missione

Ieri, 21 agosto, nella memoria liturgica di San Pio X, la comunità della parrocchia a lui dedicata a Civitavecchia ha celebrato la festa patronale.

Il vescovo Gianrico Ruzza ha presieduto la celebrazione eucaristica e ha accompagnato la comunità nella processione per le vie del quartiere, in un momento di fede, incontro e fraternità. 🙏🏻

Nel corso della celebrazione, il Vescovo ha richiamato l’importanza di trasformare, migliorare e tendere alla perfezione: un impegno che la comunità parrocchiale vive ogni giorno attraverso l’ascolto, l’accompagnamento e la cura delle persone, in particolare di chi attraversa situazioni di fragilità. ❤️‍🩹🌱

La festa patronale è così anche un’occasione per rinsaldare la collaborazione tra comunità cristiana, istituzioni e realtà del territorio, nella ricerca del bene comune e di una convivenza serena e solidale. 🕊️

🌟 La festa è una missione: un momento per incontrare le persone, condividere la gioia della fede e testimoniare l’impegno della comunità per il quartiere.

Toni Mira di Avvenire intervista il vescovo Gianrico Ruzza sul Cpr di Ponte Galeria.
11/08/2026

Toni Mira di Avvenire intervista il vescovo Gianrico Ruzza sul Cpr di Ponte Galeria.

Il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina è stato più volte a Ponte Galeria. «Sono peggio delle prigioni, condivido la battaglia delle diocesi di Capua e Trento»

«Aiutare l’altro è la vocazione dell’uomo», intervista al vescovo Gianrico Ruzza uscita domenica 26 luglio su Lazio 7, i...
30/07/2026

«Aiutare l’altro è la vocazione dell’uomo», intervista al vescovo Gianrico Ruzza uscita domenica 26 luglio su Lazio 7, inserto di Avvenire.

Nel recente incontro con gli amministratori politici nelle diocesi di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia Tarquinia, il vescovo Ruzza ha indicato alcune priorità nella formazione di comunità fraterne. Come contribuisce la Chiesa alla costruzione del bene comune?

Partirei dall’indicare quattro punti: pace, ecologia integrale, giustizia sociale e rispetto della dignità umana, quattro impegni valoriali che ci sollecitano ad un lavoro costante e continuo. Sulla pace dobbiamo investire ancora di più. Non a caso abbiamo deciso di aprire una sezione della pastorale sociale e del lavoro dedicata a pace e giustizia, come previsto anche negli orientamenti della Conferenza episcopale italiana. Ci impegneremo anche attraverso la collaborazione con associazioni che vivono proprio del valore della pace, a cominciare da Pax Christi, per avvalorare iniziative che creano una cultura e un’educazione alla pace, da sottolineare sia per i giovani sia per gli adulti. Per quanto riguarda l’ecologia del creato c’è un’altra sezione della pastorale sociale e del lavoro che si occupa animare alla cura della casa comune. Le iniziative sono tante, la prossima sarà il 25 settembre: un incontro con tutte le realtà degli ambientalisti o di coloro che hanno a cura la custodia del Creato nello spirito di papa Francesco e di Laudato Si’ per continuare a riflettere e promuovere tutto ciò che può essere di stimolo alle autorità pubbliche per la tutela del territorio, della salute e del creato. Sulla giustizia sociale, la nostra azione avviene attraverso tutte le comunità parrocchiali che si fanno carico del disagio e della sofferenza. Ovviamente in questo hanno un ruolo fondamentale le nostre Caritas diocesane, che operano in modo particolare, ma non solo, al centro Caritas di Ladispoli e a Civitavecchia nell’accoglienza degli sbarchi dei migranti e nell’accompagnamento dei detenuti in carcere. Cerchiamo semplicemente di tradurre in un linguaggio quotidiano e costante ciò che ci ha insegnato Gesù nel Vangelo. Non potremmo fare diversamente e chiunque la pensi in modo diverso deve sapere che sta pensando in modo diverso dal Vangelo, perché il Vangelo stesso ce lo chiede e noi cerchiamo di farlo, come ci insegna costantemente papa Leone. Del pontefice mi riferisco in particolare alla frase che ha detto durante il suo viaggio in Spagna quando ha sottolineato che lui si inchina alla dignità dei migranti, cioè di tutti quegli esseri umani che i benpensanti, anche delle nostre città, vogliono rifiutare e negare in modo tale da non vedere e chiudere gli occhi su una realtà che purtroppo è drammatica ma che dobbiamo cercare di sostenere con tutte le forze proprio per rispondere a ciò che ci ha chiesto il Signore.

Quale impatto ha sulla società l’opera di donne e uomini che dedicano gratuitamente il loro tempo ai più vulnerabili?

L’impegno della Chiesa e di tutto il cristianesimo per il disagio e la sofferenza nella povertà ha inizio con la prima comunità apostolica: negli Atti degli Apostoli è scritto che i primi discepoli mettevano ogni cosa in comune e tutti i beni venivano condivisi. Questo è l’orizzonte a cui dovremmo tendere. Il Concilio Vaticano II recupera tutta questa tradizione passata attraverso le diaconie nella chiesa dei primi secoli e l’opera di assistenza ai poveri nel medioevo e nel rinascimento, e in particolare nel secolo XIX e nel secolo XX.

Nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo Gesù afferma che il giudizio sarà basato su quanto amore abbiamo dato al carcerato, al malato, all’assetato, all’affamato, a chi è privo di vestiti. La nostra azione è cercare di fare quello che ci chiede il Vangelo e dunque di dare il vestito, da mangiare ma soprattutto la possibilità di una vita dignitosa a chi non la riceve o dalla società, o dalla disgrazia, o da eventi vari che l’hanno portato a una situazione di minorità e di emarginazione. Chiaramente questa è un’esperienza virtuosa perché le persone aiutate diventano persone più pacifiche, che possono riconciliarsi con la vita, ritrovare la speranza e per questo possono rientrare, attraverso una riabilitazione alla vita, in un percorso di normalità e di relazione positiva col mondo non più fatto di rabbia e di aggressività. Ci sono anche alcune situazioni patologiche, ma in questo caso la nostra presenza e il nostro servizio deve coordinarsi con il servizio pubblico e con le autorità competenti, cosa che facciamo regolarmente. L’attenzione è infatti al recupero della persona e alla sua riabilitazione rispetto a una vita che abbia le caratteristiche della dignità, del decoro e della pacificazione interiore. I nostri volontari operano per dare una testimonianza viva e appassionata, che ha a che fare con la carne ferita di Gesù, che cura le ferite, che si prende cura attraverso gesti di tenerezza nei confronti di persone che forse tutto attirano tranne che la tenerezza. Per questo il nostro agire viene giudicato come scandaloso, perché è qualcosa che a tanti può far paura e anche rabbia ma solo questo genera davvero un sentimento di carità e di amore veramente senza confini.

“Magnifica humanitas” ci dice che edificare nel bene domanda un linguaggio evangelico. Come educarsi all’invito di Papa Leone?

Il Papa chi chiede di rimanere umani. Il mio timore è che attraverso tanti percorsi, alcuni di questi legati anche alla tecnologia o la digitalizzazione, corriamo il rischio di passare nel disumanesimo. Oggi si parla tanto di transumanesimo, di post-umanesimo, ma a me sembra che a volte ci sia disumanità quando, per esempio, si disprezzano le persone, le si emarginano, le si considerano solo un problema. Recenti episodi di cronaca fanno pensare che la vita umana abbia sempre meno valore e che in fondo il giustizialismo possa sopperire a tutte le forme di attenzione, di rispetto, di carità, di relazione. Ecco, questo è disumano, cioè va contro la prospettiva dell’umanità che ci ha insegnato la storia e che ci insegna la tradizione giudaico-cristiana. Dobbiamo fare di tutto per riportare le persone all’idea che aiutare gli altri vivendo in relazione nella fraternità è la vocazione dell’uomo, creatura di Dio, che è in dialogo con Dio, e questo dialogo si fonde nel dialogo con gli uomini. Il Maestro dice nel Vangelo: «amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi; se avrete amore gli uni per gli altri vi riconosceranno e saprete che siete i miei discepoli».

📰 Edizione speciale per le pagine diocesane di Civitavecchia-Tarquinia e di Porto-Santa Rufina su Avvenire nell'inserto ...
26/07/2026

📰 Edizione speciale per le pagine diocesane di Civitavecchia-Tarquinia e di Porto-Santa Rufina su Avvenire nell'inserto Lazio Sette di domenica 26 luglio.
👉 https://tinyurl.com/49jfpjtx
✅ Intervista al vescovo Ruzza: "Aiutare l'altro è la vocazione dell'uomo". ✅ L'incontro delle due diocesi con gli amministratori comunali. ✅ La formazione per il clero delle due diocesi con Nicoletta Rosati. ✅ L'appello della Rete interdiocesana per il Creato. ✅ Inizia il viaggio in Mozambico dell'Ufficio Missionario delle due diocesi.

Indirizzo

Piazza Calamatta, 1
Civitavecchia
00053

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