04/04/2026
Come tutti gli anni affrontiamo l'argomento della Pasqua per specificare meglio cos'è oggi per noi questa festa è cos'era ai tempi di Gesù. Gesù ha celebrato la Pasqua com'era usanza degli Ebrei. La Pasqua quindi era una festa dedicata all'uscita del popolo ebreo dall’Egitto. Infatti la parola Pasqua deriva dall' ebraico Pesach che significa appunto passare oltre. Durante la festa gli ebrei dovevano mangiare (sacrificare) un agnello senza difetto insieme a erbe amare e pane senza lievito. La festa era si un ricordo dell'uscita dall’Egitto, ma era anche una prefigurazione di Cristo ( agnello senza difetto). Va da sé che nella notte in cui Gesù fu tradito, arrestato e in seguito ucciso sulla croce, avvenne proprio quello che era stato prefigurato nella notte in cui il popolo ebreo uscì dall’Egitto e cioè l'agnello Gesù, dava libertà a tutti i peccatori a cominciare dal suo popolo ( che però non l'hanno riconosciuto). Quindi è giusto ricordarlo con questa festa istituita dalla chiesa cattolica? Sì ma.....
Come avviene con il Natale, siamo chiamati anche noi a ricordare questi avvenimenti e, perché no, facciamolo, ma ricordiamoci, come dicono questi versi, che la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata una volta PER SEMPRE! chi oggi riconosce Gesù come suo personale Salvatore, ha già "passato " il mar Rosso ( simbolicamente parlando) , quindi è uscito dall’Egitto ( il mondo delle tenebre) e ha già raggiunto la terra promessa cioè la VITA ETERNA! Auguriamo si la buona Pasqua a tutti ma sottolineiamo, a quanti ci chiedono cos'è per noi questa festa, che è un ricordo si della morte e risurrezione di Gesù, ma è soprattutto un messaggio che ancora oggi deve essere annunciato a quanti vogliono conoscere la verità!
Che questa Pasqua possa essere per tutti voi un momento di comunione intensa con le vostre famiglie, ma soprattutto un'occasione per testimoniare di Gesù il solo e unico agnello di Dio!
Prima lettera ai Corinzi 5:7-8 NR06
[7] Purificatevi del vecchio lievito per essere una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. [8] Celebriamo dunque la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità.