13/10/2026
Invito alla Lettura
“CHI NON È CON ME È CONTRO DI ME”
È lecito chiedersi come mai l’uomo si sia così profondamente allontanato da Dio, fino a ridurLo a un appuntamento occasionale, da riservare ai giorni vuoti e alle feste comandate. È lecito chiedersi come possa l’animo umano trascorrere settimane o mesi senza sentire il bisogno dell’incontro con Lui, senza nutrirsi della Sua Parola, senza vivere la gioia della Sua presenza.
Ed è altrettanto lecito chiedersi come possa una famiglia accontentarsi di una fede confinata tra le mura domestiche, rinunciando alla bellezza della comunità cristiana e privando i propri figli di un’autentica crescita spirituale e umana.
A noi, cristiani delle feste comandate; a noi, cristiani tiepidi; a noi, cristiani senza la gioia della comunità; a noi, cristiani individualisti, che troppo spesso pretendiamo di vivere la fede senza viverne le responsabilità.
A noi, genitori cristiani, che non facciamo mancare ai nostri figli beni materiali, divertimenti e gratificazioni passeggere, ma rischiamo di trascurare proprio ciò che ha un valore eterno: la fede, la preghiera, la vita sacramentale e l’incontro con Cristo.
A noi tutti, cristiani che rischiamo di abituarci a una fede senza fervore, a una preghiera senza desiderio, a una domenica senza Eucaristia e a una vita senza comunità.
A noi, che talvolta professiamo Cristo con le labbra, ma Lo lasciamo ai margini delle nostre scelte. A noi, che chiediamo a Dio di esserci vicino nei momenti difficili, ma troppo spesso dimentichiamo di cercarLo quando tutto sembra andare bene.
Questo non è un richiamo alla perfezione, ma alla coerenza. Non una condanna, ma un’ammonizione che non può lasciarci indifferenti. Perché la fede non è un’abitudine da rispolverare nelle ricorrenze, né una tradizione da tramandare soltanto a parole. È una scelta che impegna la vita, una relazione che va coltivata, una testimonianza che comincia proprio dalle nostre case e si compie nella comunione con la Chiesa.
Perché non basta dirsi cristiani. Non basta essere battezzati. Non basta ricordarsi di Dio quando avanza del tempo. Cristo non chiede di essere un’aggiunta alla nostra vita, ma di esserne il centro.
E allora, prima che queste parole diventino un giudizio sugli altri, lasciamo che siano un esame di coscienza per ciascuno di noi. Perché il Vangelo non è una parola da ascoltare distrattamente, ma una verità da accogliere e da vivere.
E risuonino, con tutta la loro forza, le parole di Gesù:
«Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde»