30/09/2024
Apertura dell'Anno Pastorale 2024/25
"Cammino di speranza per una nuova evangelizzazione"
Trovo significative le parole di Papa Francesco pronunciate in questi giorni presso la Basilica del Sacro Cuore di Koekelberg (28.IX.2024).
Si rivolgeva ai Vescovi, ai preti, ai consacrati e a tutti gli operatori pastorali, rinnovando l'invito alla nuova evangelizzazione in questo anno giubilare che si sta per aprire.
Cito: "I cambiamenti della nostra epoca e la crisi della fede che sperimentiamo in Occidente ci hanno spinto a ritornare all’essenziale, cioè al Vangelo [...]. La crisi – ogni crisi – è un tempo che ci è offerto per scuoterci, per interrogarci e per cambiare. È un’occasione preziosa, nel linguaggio biblico si dice kairòs, occasione speciale [...]. Quando sperimentiamo la desolazione, infatti, sempre dobbiamo chiederci quale messaggio il Signore ci vuole comunicare. E cosa ci fa vedere la crisi? Siamo passati da un cristianesimo sistemato in una cornice sociale ospitale a un cristianesimo “di minoranza”, o meglio, di testimonianza" (fonte vvatican.va.it.
Non è cosa buona aver paura del tempo che si sta avverando, con le sue sfide, con i suoi disagi. Occorre appassionarsi alle domande dell'umanità, ricercare in esse l'essenza stessa di un Dio che cerca (sempre timidamente e in modo discreto) di germogliare.
Siamo - e così ci sperimenteremo durante l'anno giubilare - pellegrini di speranza. Un pellegrino conosce la via, la meta, dove arrivare... ma gli è ignoto ogni incontro (o scontro) che il cammino gli riserva. Ciò che avvantaggia il cristiano è la virtù della speranza.
Buon inizio d'Anno Pastorale a tutti noi.
Il Signore infonda su tutti questo speciale Spirito di profezia, ci renda cioè capaci di vedere il nuovo che nasce, ci doni il coraggio di cedere sulle nostre resistenze e sulle abitudini, quelle che non ci permettono di guardare alla grande meta da raggiungere, quelle che tengono fisso lo sguardo esclusivamente sui propri piccoli passi anzichè sulla Chiesa che continua a vivere della gioia di tutti i popoli (Leggere Atti 2, 7-11). Lo stesso Spirito ci aiuti a guardare con delicatezza alle nostre fragilità e - se possiamo - migliorarle, certamente a santificarle.
Vostro,
don Luca Basaldella