03/01/2026
"Ho dedicato la maggior parte della mia vita […] allo studio delle questioni germaniche (in quel senso generale che comprende anche l'Inghilterra e la Scandinavia). Nell'ideale germanico c'è più forza (e verità) di quanto gli ignoranti possano immaginare." –J.R.R.Tolkien: Lettere.
134 anni fa, il 3 Gennaio 1892, a Bloemfontein in Sudafrica, nasceva John Ronald Reuel Tolkien. La considerazione della sua opera è un dato imprescindibile per la nostra ricerca interiore e formazione culturale, come figli di un popolo che esprimeva i propri sentimenti in quell'antica lingua nordica, studiata ed elaborata da Tolkien nella versione antico-inglese e nella tradizione anglosassone. Al di là delle passioni umane, delle sue idee contingenti alla sua epoca, noi celebriamo l'opera di Tolkien. È una tragedia che i figli di quella tradizione nordica si siano trovati divisi nel corso del ventesimo secolo, tanto da rendere questa letteratura -per i più- un semplice esercizio filologico o un'opera da cannibalizzare e trasformare in prodotto di consumo.
Per noi, Irminones figli dei Winniler-Langbärten, la nostra lingua resta morta solo se considerata nella prospettiva storico-evolutiva delle lingue germaniche. Non abbiamo opere letterarie come il Beowulf, ma possiamo celebrare la nostra lingua nordica attraverso il rito e tramite la sua familiarità con il Gotico orientale dal quale partì, l'Alto-Tedesco e l'Anglosassone occidentale accanto al quale si sviluppò.
Per ciò che riguarda il nostro legame con l'universo creato da Tolkien, noi sappiamo che Gandalf è Woden, sappiamo che noi tutti, noi del Volk, siamo Théoden, il Re Sacro rinato Ednew, che rappresenta tutto il popolo: abbiamo allontanato i cattivi maestri, ci siamo ridestati dalla grande bugia per meritarci il posto accanto ai nostri Antichi Padri.
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