22/05/2026
MESSAGGIO del PARROCO
ai CANDIDATI a Sindaco
e al Consiglio comunale
Carissimi dott. Giuseppe Fiorillo
e avv. Enzo Guida,
giunti al termine di questa intensa campagna elettorale, desidero rivolgere a ciascuno di voi — candidati Sindaco e ai vostri aspiranti consiglieri — il mio più sentito ringraziamento e il mio augurio fraterno.
Non vi parlo solo come pastore, ma come un uomo che cammina 38 anni in mezzo a voi, e che per questo legame indissolubile ha ricevuto il dono di essere vostro cittadino onorario. In questi decenni ho cercato di mettere a disposizione di questa cittadina anime tutta la mia vita: l'ho fatto come sacerdote che vi ha accompagnato nei momenti più sacri, come professore di filosofia che ha provato a illuminare le vostre menti, come dirigente scolastico che ha creduto nei ragazzi, come psicologo-psicoterapeuta che ha ascoltato e guarito le ferite profonde dell’anima umana, come uomo che ha messo ogni energia per abbellire la chiesa e renderla un luogo di luce, di pace e di comunione. Ho visto crescere i vostri figli, asciugato le vostre lacrime, benedetto le vostre gioie, aiutato a risolvere i vostri conflitti, condiviso le vostre speranze e paure e al centro ho messo sempre il vostro bene. In ognuno di questi ruoli, non vi ho offerto una maschera di perfezione, ma la mia stessa persona, con le mie passioni e le mie fragilità umane. Questa lunga storia condivisa mi dà oggi il diritto, e soprattutto il dovere, di parlarvi con assoluta franchezza.
Vi do atto che, in queste settimane, avete svolto democraticamente il confronto con il popolo, scendendo tra le famiglie, le piazze e le strade. Ma viviamo nell’epoca della complessità postmoderna, segnata da profondi cambiamenti culturali, dalla massificazione che rischia di annullare le identità locali e da un capitalismo estetico che esalta l'apparire a discapito dell'essere, riducendo spesso anche la politica a pura immagine, marketing ed esibizione. In un contesto simile, il dialogo con i cittadini non deve ridursi a una sterile ricerca del consenso o a una vetrina virtuale.
Proprio per l'amore profondo, che mi lega a questa comunità, sento il dovere di richiamare tutti voi a una grande responsabilità: il rifiuto categorico del populismo e delle logiche dell'interesse personale.
"La politica è una delle forme più alte della ca**tà, perché cerca il bene comune." (San Paolo VI). E il bene comune, cari candidati, non si costruisce con le promesse facili, con gli slogan che cavalcano le paure della gente o, peggio, ponendo il vantaggio proprio, di una fazione o di pochi eletti davanti ai bisogni reali dell'intera cittadinanza. Il nostro territorio ha bisogno di verità, di risposte concrete e di sostanza.
Ricordatelo sempre: la firma su una delibera o un voto in consiglio comunale non sono atti astratti. Negli occhi di ogni persona che incrocerete per strada dovete vedere, da oggi in poi, le conseguenze delle vostre scelte. Lì troverete la verifica del vostro operato: negli occhi di un giovane in cerca di futuro, di un anziano solo, di un lavoratore in difficoltà o di un bambino che cresce.
La sfida che vi attende richiede sin da ora un impegno solenne, che si fonda sull'onestà e sul servizio disinteressato: A chi guiderà la maggioranza: auguro la lungimiranza, l'umiltà dell'ascolto costante e la fermezza nel governare con trasparenza, respingendo ogni tentazione di favoritismo e agendo sempre per la giustizia sociale.
A chi sarà all'opposizione: auguro di svolgere un ruolo di vigilanza attenta, propositiva e mai distruttiva, libera da risentimenti personali e orientata unicamente alla tutela del bene pubblico.
Sia come maggioranza che come minoranza, sarete ugualmente corresponsabili della costruzione del prossimo futuro della nostra comunità. Le cariche amministrative passano, le mode e le immagini sbiadiscono, ma il segno di dignità, correttezza e amore autentico che lascerete nella coscienza dei nostri concittadini resterà per sempre.
La Parrocchia, il mio cuore di cittadino onorario — che da quarant'anni batte all'unisono con il vostro nei momenti di gioia e di dolore — rimarranno sempre aperti al dialogo, pronti a collaborare con le istituzioni per il riscatto sociale, culturale e morale del nostro paese.
Non dimentichiamo chi siamo e soprattutto pensate che la competizione elettorale divide, la vita e la fede vita uniscono. E se c’è unità si costruisce la storia di un popolo e noi dobbiamo essere un popolo capace di integrare i tanti nuovi arrivati nella nostra comunità.
A tutti voi va il mio augurio di buon voto e di un cammino amministrativo fecondo, limpido, generoso e ricco di umanità, sotto lo sguardo attento e la benedizione del Signore.
Con stima, immenso affetto e vicinanza spirituale, vi auguro ogni bene per la nostra comunità con l’affetto di un padre, la gratitudine di un fratello e la commozione di un uomo che ha speso e sta spendendo la vita per voi.
Giuseppe Schiavone