17/05/2026
Comunicato della Ciurma Pastafariana.
La Ciurma Pastafariana accoglie con interesse, e un filo d’olio che non guasta mai, il rinnovato entusiasmo verso le cosiddette “terapie di conversione”.
Riteniamo infatti che, se una pratica viene considerata legittima, debba esserlo in modo coerente e universale.
Per questo motivo annunciamo l’avvio delle nostre terapie di conversione dalla cosiddetta Eteropatia.
Il trattamento è rivolto a coloro che manifestano un persistente disagio di fronte alla libertà altrui, accompagnato da un bisogno ricorrente di correggere, normalizzare o limitare l’esistenza degli altri.
Le nostre terapie mirano a guidare il paziente verso una condizione più stabile e funzionale:
quella in cui la vita degli altri smette di essere un problema personale —e torna, con discrezione, nel piatto di chi la vive.
Il protocollo terapeutico si articola come segue.
Si inizia con l’esposizione controllata alla realtà: il paziente viene gradualmente introdotto a persone LGBTQ+ reali. Parlano, ridono, lavorano, pagano le tasse. In alcuni casi, sono perfino felici senza alcuna necessità di permesso o impiattamento.
Segue la desensibilizzazione all’esistenza altrui: il soggetto osserva che il mondo continua a girare anche quando gli altri vivono come vogliono. Questo può provocare smarrimento, o una leggera perdita di presa sulla forchetta ideologica, ma è un passaggio necessario.
Si prosegue con la terapia dello specchio: al paziente viene chiesto di spiegare, ad alta voce, perché la vita di uno sconosciuto lo riguardi così profondamente. La maggior parte interrompe la seduta prima della fine per evidente collasso della logica, servito caldo.
Nei casi più resistenti, si ricorre alla somministrazione intensiva di fatti:
non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che l’orientamento sia una malattia;
esistono invece ampie evidenze che dimostrano che il bisogno di “correggere” gli altri produce danni concreti.
Il ciclo si conclude con la fase più delicata: l’astinenza dal controllo.
Il paziente viene lasciato libero di non intervenire sulla vita altrui. All’inizio è destabilizzante. Poi, sorprendentemente, funziona senza bisogno di rimestare continuamente.
I risultati sono incoraggianti: alcuni soggetti, una volta guariti, hanno iniziato a occuparsi della propria vita —porzione singola, finalmente.
La Ciurma Pastafariana ricorda un principio fondamentale:
la libertà, per essere tale, non può essere selettiva.
O è per tutti, o non è.
E, come ci è stato lasciato chiaramente scritto:
“Preferirei veramente che tu non giudicassi le persone da come appaiono, o da come si vestono, o dal modo in cui parlano, o… beh, ci siamo capiti, ok? Oh, e mettiti nella tua testa dura questo:
Donna = persona. Uomo = persona.
Uguale-uguale. Nessuno è migliore di un altro, a meno che non stiamo parlando di moda e qui mi dispiace, ma ho dato questo dono alle donne e a pochi uomini che sanno distinguere la differenza tra turchese e fucsia.”
RAmen 🍝