11/08/2026
Sono passati 10 anni dalla morte di Mons. SGALAMBRO. Chi lo ha conosciuto non si è meravigliato per il suo morire nei giorni di piena estate, quando tutti sono distratti, in vacanza.
Era il suo stile.
Se avesse potuto dire qualcosa, nel giorno del funerale, non avrebbe fatto altro che ripetere: "Scusate... eh", anche a chi gia si era scordato di lui.
Aveva trovato e gustato il grande Tesoro, la Pietra preziosa: il Cristo. Tutto per lui era un sovrappiù, anche le attenzioni alla sua persona.
Oggi, al leggere certi ricordi, si schermirebbe, perché si ritroverebbe ricoperto di retorica anche da chi, quando era in mezzo a noi, ne rideva per la bonomìa, per la carità senza misura, per la pazienza... per l'umiltà tanto profonda e vera quanto nobile.
Qualcuno pensava di prenderlo in giro, di orientarne le scelte... ma lui era un profondo conoscitore dell'umanità, anche di quella che lo circondava. Spesso gli si richiedevano atti di governo che non arrivavano, perché il suo cuore era totalmente votato a manifestare la misericordia.
Personalmente avrei tanto da dirgli ancora... ricambiargli i suoi "grazie": mi ha accolto, primo seminarista dal suo ingresso in Diocesi, e mi ha ordinato, ultimo dei Presbiteri del suo episcopato, cinque giorni prima che il S. Padre accettasse la rinuncia alla Sede di Cefalù.
Sapeva voler bene, e te ne accorgevi. Come ci si accorgeva che comunque il suo cuore era altrove, la dove era il suo Signore, per cui dimostrava che anche i problemi più insormontabili, per lui, erano come cera che fonde.
Ha posto la prima pietra della nostra Chiesa Parrocchiale, da vero edificare nello Spirito, non limitandosi a strutture e a beni.
Grazie Eccellenza,
E mi scusi se la retorica oggi ha preso anche me, che non scrivo quasi mai... ma che, come tante volte dal 2000 al 2009, oggi approfitto della sua "corsia preferenziale" che sappiamo era sempre riservata a... tutti!
Continui a pregare per noi dalla pienezza di Cristo in cui abita.