Parrocchia Sant' Adiutore

Parrocchia Sant' Adiutore DUOMO DI CAVA DE'TIRRENI

08/09/2026

Martedì 08 settembre
Natività della beata Vergine Maria

La festa della Natività di Maria si celebrò dapprima in Oriente, poi fu introdotta nella Chiesa d'Occidente da papa Sergio I.
La devozione a Maria Bambina è forte soprattutto in Lombardia. Lo stesso Duomo di Milano è dedicato a Maria nascente.

Santa giornata. Ave Maria …

07/09/2026

Madre della Chiesa e madre della nostra fede

Preghiera a Maria

Aiuta, o Madre, la nostra fede!
Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata.
Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa.
Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore,
perché possiamo toccarlo con la fede.
Aiutaci ad affidarci a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare.
Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.
Ricordaci che chi crede non è mai solo.
Insegnaci a guardare gli altri con gli occhi di Gesù.
E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!
(Papa Francesco)

07/09/2026

8 Settembre: BREVE: VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,1-16.18-23

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

LE PAROLE DEI PAPI

Il brano del Vangelo di Matteo ci presenta la "genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo" (Mt 1,1), sottolineando ed esplicitando ulteriormente la fedeltà di Dio alla promessa, che Egli attua non soltanto mediante gli uomini, ma con loro e, come per Giacobbe, talora attraverso vie tortuose e impreviste. Il Messia atteso, oggetto della promessa, è vero Dio, ma anche vero uomo; Figlio di Dio, ma anche Figlio partorito dalla Vergine, Maria di Nazaret, carne santa di Abramo, nel cui seme saranno benedetti tutti i popoli della terra. In questa genealogia, oltre a Maria, vengono ricordate quattro donne. Non sono Sara, Rebecca, Lia, Rachele, cioè le grandi figure della storia d’Israele. Paradossalmente, invece, sono quattro donne pagane: Racab, Rut, Betsabea, Tamar, che apparentemente "disturbano" la purezza di una genealogia. Ma in queste donne pagane, che appaiono in punti determinanti della storia della salvezza, traspare il mistero della chiesa dei pagani, l’universalità della salvezza. (…)
Sono anche donne peccatrici e così appare in loro anche il mistero della grazia: non sono le nostre opere che redimono il mondo, ma è il Signore che ci dà la vera vita.
(Benedetto XVI - Omelia nella Celebrazione Eucaristica con la Comunità del Centro "Aletti"
di Roma, 17 dicembre 2009)

07/09/2026

8 Settembre: Natività della Beata Vergine Maria
Contempliamo Maria bambina

«La tua nascita, o Vergine madre di Dio, fu per il mondo intero messaggio di consolazione e di gioia, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio, che ci ha liberati dalla maledizione per darci la benedizione e, vincitore della morte, ci ha assicurato la vita eterna» (antica antifona dei vespri).
La festa della natività di Maria, di origine orientale, è stata introdotta nella Chiesa latina da papa san Sergio I alla fine del secolo VII.
Il culto della natività di Maria si fonda sul fatto che i fedeli hanno voluto venerare le persone e gli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: la madre, la sua nascita, la sua concezione, i suoi genitori e i suoi antenati (Mt 1,1-16.18-23). Credere nei preparativi dell'incarnazione significa credere nella realtà dell'incarnazione e riconoscere la necessità della collaborazione dell'uomo all'attuazione della salvezza del mondo. La vera devozione a Maria conduce sempre a Gesù. Davanti a Maria bambina prendiamo rinnovata coscienza del dovere che abbiamo di difendere i piccoli e di costruire per loro un futuro sicuro e sereno. Di fronte al mistero della vita di Maria che si dischiude a questo mondo, dobbiamo aiutare a riconoscere in ogni nascita un miracolo, un dono d'amore, contrastando una cultura diffusa che ne svilisce il mistero.

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La festa odierna fu introdotta nel calendario romano nel VIl secolo da papa Sergio I, di origini siriane, con altre festività mariane (Purificazione, Annunciazione e Assunzione) già presenti nella tradizione orientale. La nascita di Maria è il compimento di quanto Dio stesso aveva preannunciato fin dall'inizio, promettendo ai progenitori e all'umanità decaduta che un'altra donna avrebbe schiacciato il capo al serpente. Il senso e il fine della natività di Maria è infatti l'Incarnazione del Verbo eterno: dall'eternità la Trinità ha operato per la preparazione di Colei che doveva essere Immacolata, Tutta Santa, per diventare la Madre di Dio, il Tempio dello Spirito Santo. E nella pienezza dei tempi, Maria apparve come stella mattutina nel cielo cupo e tempestoso del mondo, pura, santa, piena di grazia. Secondo il Protovangelo di Giacomo, Maria nacque nella casa di Gioacchino ed Anna a Gerusalemme. Con la nascita di Maria inizia l'instaurazione piena del Regno di Dio nella storia degli uomini. "Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica Il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla".
(san Pier Damiani, Sermone II sulla Natività di Maria)

07/09/2026

7 Settembre: BREVE …. VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,6-11

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

LE PAROLE DEI PAPI

Nei Vangeli, molte pagine raccontano gli incontri di Gesù con i malati e il suo impegno a guarirli. Egli si presenta pubblicamente come uno che lotta contro la malattia e che è venuto per guarire l’uomo da ogni male: il male dello spirito e il male del corpo. (…)
E quando un padre o una madre, oppure anche semplicemente persone amiche gli portavano davanti un malato perché lo toccasse e lo guarisse, non metteva tempo in mezzo; la guarigione veniva prima della legge, anche di quella così sacra come il riposo del sabato (cfr Mc 3,1-6). I dottori della legge rimproveravano Gesù perché guariva il sabato, faceva il bene il sabato. Ma l’amore di Gesù era dare la salute, fare il bene: e questo va sempre al primo posto! (…) Ecco la gloria di Dio! Ecco il compito della Chiesa! Aiutare i malati, non perdersi in chiacchiere, aiutare sempre, consolare, sollevare, essere vicino ai malati; è questo il compito
(Francesco - Udienza generale, 10 giugno 2015)

07/09/2026

7 Settembre: I TESTIMONI DELLA FEDE …

BEATO GIOVANNI BATTISTA MAZZUCCONI
«Abbiamo fatto molto, perché abbiamo patito»

Giovanni ha la missione nel cuore: questo suo sogno non viene mai meno neanche quando il direttore spirituale gli dà del matto e gli dice che le sue "Indie" sono qui.
Nato a Recco, una frazione di Lecco, nel 1826, respira fin da piccolo in famiglia il Vangelo e il senso della ca**tà. L'esempio dei genitori produce i suoi frutti: dei dodici figli, tre diventano sacerdoti e quattro sono suore. Giovanni entra nel seminario diocesano, ma quasi subito inizia a sognare la missione e prega perché anche in Italia venga fondato un "seminario missionario". Il sogno diventa realtà quando Angelo Ramazzotti, un avvocato divenuto sacerdote tra gli Oblati di Rho e futuro vescovo, riesce a dare vita a un istituto missionario (che più tardi sarà chiamato Pontificio Istituto Missioni estere: P.I.M.E.). Giovanni, però, deve ancora attendere.
Ordinato sacerdote a maggio del 1850, dopo due mesi è già a Saronno, nella prima casa che Angelo Ramazzotti è riuscito a inaugurare: insieme a pochi altri studia, prega, si dedica a opere di ca**tà. Ora il suo sogno è partire missionario in Oceania perché pochi sono i missionari che hanno raggiunta e perché quei pochi hanno dovuto quasi tutti rinunciarvi poco dopo per le difficoltà, le malattie e l'ostilità della gente. Lo mandano in Melanesia-Micronesia; salpa da Londra a marzo del 1852 e dopo tre mesi e mezzo di navigazione sbarca in Australia: studia la lingua e le abitudini delle popolazioni e poi riparte, destinazione l'isola di Rook. Qui non trova niente, neanche una casa e insieme ai confratelli si sistema come riesce. L'ambiente è chiuso, diffidente e bisogna accontentarsi: «Per adesso la missione bisogna farla con lo stare sempre con la gente... poi quando il Signore vorrà parleremo anche di Lui». Si ammala di malaria e gli ordinano di tornare in Australia per farsi curare. Guarito, vuole tornare nella sua isola, ma non sa che laggiù la situazione è degenerata: un catechista è già morto e gli altri confratelli stanno per arrivare anch'essi in Australia. Le due navi non si incrociano. Quando la piccola nave che lo trasporta arriva in prossimità dell'isola di Woodlark un notabile dell'isola balza sulla nave, fingendo di andare ad accoglierlo, quindi lo colpisce duramente. Giovanni muore così martire. Ha poco più di 29 anni. Aveva detto: «Vi verrà in mente che non abbiamo potuto far nulla per la missione, ma io vi potrei dire che abbiamo fatto molto, perché abbiamo patito». Nella diocesi di Milano la sua memoria si celebra il 10 settembre.

07/09/2026

Lunedì 07 settembre

Se guardando il volto di una persona qualunque, riesci a vedere in essa un fratello, allora puoi dire che nel tuo cuore non è più notte
ma splende il sole della fede.

Santa giornata. Ave Maria …

06/09/2026

Domenica 06 settembre
XXIII Domenica del Tempo Ordinario

Santa Teresa di Calcutta iniziava la sua giornata partecipando alla santa Messa e la chiudeva con l'adorazione eucaristica. In questo modo ogni sua attività si trasformava in un'offerta gradita a Dio.

Santa domenica. Ave Maria …

05/09/2026

6 Settembre: BREVE: VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome,
lì sono io in mezzo a loro».

LE PAROLE DEI PAPI

Se mio fratello commette una colpa contro di me,
io devo usare ca**tà verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, facendogli presente che ciò che ha detto o fatto non è buono. Questo modo di agire si chiama correzione fraterna: essa non è una reazione all’offesa subita, ma è mossa dall’amore per il fratello. (…) E se il fratello non mi ascolta? Gesù nel Vangelo odierno indica una gradualità: prima tornare a parlargli con altre due o tre persone, per aiutarlo meglio a rendersi conto di quello che ha fatto;
se, malgrado questo, egli respinge ancora l’osservazione, bisogna dirlo alla comunità; e se non ascolta neppure la comunità, occorre fargli percepire il distacco che lui stesso ha provocato (…)
Ciascuno, consapevole dei propri limiti e difetti,
è chiamato ad accogliere la correzione fraterna e ad aiutare gli altri con questo particolare servizio.
Un altro frutto della ca**tà nella comunità è la preghiera concorde. Dice Gesù: “(…) dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore. (…) Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo. (Benedetto XVI, Angelus del 4 settembre 2011 )

05/09/2026

6 Settembre: I TESTIMONI DELLA FEDE …
Beato Pasquale Torres Lloret
Padre di famiglia, martire

Il Beato Pasquale Torres Lloret fu un laico spagnolo, padre di famiglia e martire della persecuzione religiosa durante la Guerra civile sp****la. Nacque a Carcaixent (Carcagente), nella provincia di Valencia, il 23 gennaio 1885, e morì martire nella sua città natale il 6 settembre 1936. Fu beatificato da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme agli altri martiri della persecuzione religiosa nell'Arcidiocesi di Valencia.

La famiglia

Pasquale nacque in una famiglia di condizioni economiche modeste, ma profondamente cristiana. Il 5 ottobre 1911 sposò Leonor Pérez Canet, dalla quale ebbe quattro figli. La vita familiare occupò un posto centrale nella sua esistenza e la moglie condivise con lui la profonda fede e le numerose opere di ca**tà.

Pasquale cercò di vivere il Vangelo non soltanto nella propria casa, ma anche nel lavoro e nella vita sociale, diventando un punto di riferimento per la comunità cattolica di Carcaixent.

Il lavoro e la giustizia sociale

Di professione costruttore e capomastro, Pasquale era conosciuto per la sua grande onestà. In particolare, rinunciava alla consueta maggiorazione del 10% sulla paga degli operai che gli spettava in qualità di capomastro, preferendo che quella somma venisse distribuita tra i lavoratori.

Quando si accorgeva che qualche operaio si trovava in difficoltà economiche, arrivava inoltre a destinargli parte della propria paga. Viveva così concretamente quella concezione cristiana della giustizia e della dignità del lavoro che caratterizzò tutta la sua vita.

L'impegno nella Chiesa

Pasquale fu un assiduo collaboratore della propria parrocchia e sostenne numerose iniziative apostoliche. Fu particolarmente impegnato nell'Azione Cattolica, nell'Adorazione notturna, nella Legione Cattolica dei Padri di Famiglia e nelle Conferenze di San Vincenzo de' Paoli.

Nel 1932 contribuì alla fondazione del primo gruppo dell'Azione Cattolica a Carcaixent. La sua giornata era scandita dalla preghiera, dalla partecipazione alla Messa e dalla recita del Rosario in famiglia.

Il servizio ai malati

Una parte significativa della sua attività fu dedicata ai malati del lebbrosario di Fontilles. Pasquale non si limitava a sostenere economicamente l'opera, ma si recava personalmente tra i malati, offrendo loro assistenza, compagnia e conforto.

La sua ca**tà era quindi rivolta in modo particolare alle persone più emarginate e bisognose, alle quali dedicava tempo nonostante gli impegni familiari e professionali.

La persecuzione religiosa

Con lo scoppio della Guerra civile sp****la nel 1936, la situazione dei cattolici divenne rapidamente molto pericolosa. Pasquale fu arrestato più volte esclusivamente a causa della sua fede e del suo intenso impegno religioso.

Durante la persecuzione, quando molte chiese vennero chiuse o profanate, il parroco affidò a Pasquale le ostie consacrate perché potesse proteggerle. Nella sua abitazione venne quindi custodito il Santissimo Sacramento, trasformando la casa della famiglia Torres Lloret in un piccolo luogo di preghiera per i cattolici rimasti senza la possibilità di partecipare pubblicamente alla vita religiosa.

Gli arresti

Il 25 luglio 1936 Pasquale fu arrestato per la prima volta. Venne condotto nella ca****la di Maria Immacolata dell'ospedale, dove, nonostante la propria situazione, cercò di incoraggiare gli altri prigionieri. Dopo alcuni giorni fu liberato.

Gli venne intimato di lasciare Carcaixent, ma Pasquale rifiutò di abbandonare la propria città e continuò a svolgere discretamente il suo apostolato. Fu arrestato nuovamente e sottoposto a interrogatori e minacce.

Nonostante i pericoli, continuò a custodire l'Eucaristia e a sostenere spiritualmente gli altri cristiani. La sua attività religiosa provocò ulteriori interventi delle autorità rivoluzionarie e Pasquale subì complessivamente quattro detenzioni.

L'ultimo arresto

Il 5 settembre 1936 i miliziani tornarono nella sua abitazione per arrestarlo. Pasquale era stato male durante la notte a causa di una colica, ma seguì ugualmente i suoi persecutori.

La sua principale preoccupazione, secondo le testimonianze raccolte durante la causa di beatificazione, era mettere al sicuro il Santissimo Sacramento custodito nella casa, per evitare che venisse profanato.

Fu condotto in un edificio adibito a prigione, dove venne interrogato e sottoposto a minacce e violenze. La sera una delle figlie riuscì a fargli visita e lo trovò provato fisicamente, ma ancora sereno e pieno di forza d'animo.

Il martirio

All'alba del 6 settembre 1936, Pasquale fu prelevato dalla prigione insieme ad altri condannati e condotto al cimitero di Carcaixent.

Prima dell'esecuzione continuò a confortare e incoraggiare gli altri prigionieri. Venne quindi fucilato a causa della sua fede cristiana. Aveva cinquantuno anni.

Il suo martirio fu riconosciuto dalla Chiesa come una testimonianza della sua fedeltà a Cristo durante la persecuzione religiosa. Il Martirologio Romano lo ricorda come padre di famiglia e martire, sottolineando che, portando la croce di Cristo, giunse al premio celeste.

La beatificazione

La causa di Pasquale Torres Lloret fu inserita nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa dell'Arcidiocesi di Valencia. Dopo il riconoscimento del martirio, San Giovanni Paolo II lo beatificò l'11 marzo 2001 a Roma.

La sua beatificazione ha un significato particolare perché Pasquale non era sacerdote né religioso: era un laico, lavoratore e padre di famiglia. La sua vicenda mostra come la testimonianza cristiana possa essere vissuta pienamente anche attraverso la famiglia, il lavoro, l'impegno sociale e la vita della comunità parrocchiale.

Indirizzo

Piazza Vittorio Emanuele II, 2
Cava De' Tirreni
84013

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