La sua storia, le opere d'arte che vi sono custodite e le funzioni religiose, che dal 1738 vi si svolgono, sono punto di riferimento per tutta la cittadinanza. La Parrocchia San Giuseppe si trova nel centro storico del paese, in piazza Aldo Moro, di fronte al Palazzo di Città. Questa chiesa, anticamente intitolata alla Sacra Famiglia, venne edificata ad opera del principe Antonino Giuseppe Riggio
Saladino sposo della baronessa Anna Maria Statella Paternò, dopo il terremoto del 1693. Essa veniva utilizzata come chiesetta di famiglia nel loro feudo di Melinventre, dove si recavano spesso per delle gite in campagna, pur dimorando nella città di Aci Catena. Dunque era un modo per usufruire anche della spiritualità divina nell'ascoltarvi la santa Messa in questo piccolo e grazioso luogo di culto. In seguito alla fondazione di Catenanuova, completata nel 1736 proprio sul feudo di Melinventre, questa chiesetta doveva diventare la Parrocchia del nascente paese, per volontà testamentaria della baronessa Anna Maria Statella, la quale indicava suo erede universale ed esecutore testamentario il figlio primogenito, Andrea Giuseppe Riggio principe della Catena. Il principe, dunque, nell'eseguire pienamente le volontà della defunta madre, chiese alla Curia Vescovile di Catania, il decreto che ne consentiva l'erezione a parrocchia. Il Vescovo, però, avrebbe accordato tale richiesta, solo dopo aver munito la chiesa di tutte quelle suppellettili necessarie per lo svolgimento delle funzioni religiose. Questo processo di adeguamento liturgico ad opera del principe, si concluse quando venne istituita come parrocchia il 18 marzo del 1738, durante la visita pastorale del sac. Ferdinando Sapuppo convisitatore del vescovo di Catania Mons. Venne intitolata a San Giuseppe, al quale i Riggio erano molto devoti; nello stesso giorno si istituì la prima congregazione di San Giuseppe e dunque la festa in onore del santo, e si insediò il primo parroco don Pietro Caristo. Inizialmente la chiesa era ad un'unica navata e si estendeva sino all'altare della Madonna delle Grazie. Intorno al 1757 venne ingrandita ad opera del principe Antonino Riggio figlio di Andrea, che vi fece edificare la navata secondaria con l'altare del Santissimo Sacramento, e nel 1767 il campanile, munito di orologio meccanico e di una campana del peso di 300 Kg intitolata a San Gaetano, al quale i Riggio erano devoti; nel 1862 fu donata dal popolo un'altra campana del peso di 600 Kg intitolata a San Prospero martire Patrono della Città. Intorno alla metà dell'ottocento, essendo aumentata la popolazione, il parroco Agatino Di Benedetto, decise di ampliare la chiesa, facendo costruire a ridosso della navata principale altre tre arcate, tanto da raddoppiarne l'estensione così come la vediamo oggi. Nel 1844 passò dalla diocesi di Catania alla diocesi di Nicosia. Fino al 1866 a sinistra era affiancata da un giardinetto che fungeva da cimitero, al posto del quale venne edificato nel 1947 l'odierno salone parrocchiale. A destra, a fianco della navata secondaria, nel 1953 è stata eretta la casa canonica, invece, ai piedi del campanile fino al 1960 vi era un altro piccolo giardino, in cui è stato edificato l'attuale ufficio parrocchiale, in modo da uniformare l'intero prospetto principale della chiesa.