07/06/2026
Il di 📆 07/06/2026
«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6,56)
COMMENTO
La solennità del Corpo e Sangue di Cristo ci mette davanti a un mistero che non è immediato da comprendere. I bambini, ascoltando che ci prepariamo a mangiare il Corpo e il Sangue del Signore, potrebbero restare confusi, e forse anche un po’ turbati. Ma non sono gli unici: chi non conosce il linguaggio della fede potrebbe trovare queste parole incomprensibili, e perfino noi, che da anni celebriamo questa festa e ci nutriamo dell’Eucaristia, rischiamo di farlo senza coglierne davvero il senso. Per questo è importante tornare alla domanda essenziale: che cosa celebriamo davvero in questa solennità?
La nostra fede ci dice che Gesù è il Dio fatto carne, il volto visibile dell’amore di Dio. E proprio questa festa ci rivela una caratteristica fondamentale del suo modo di essere: Dio nutre. Dio nutre e, nutrendo, sostiene; sostiene e, sostenendo, dona vita; e la vita che dona è salvezza. È la logica che attraversa tutta la storia della salvezza. Dio non abbandona mai chi chiama: veste Adamo ed Eva dopo la loro caduta, accompagna Israele nel deserto con la manna e l’acqua, sostiene Gesù nella prova del deserto, sfama le f***e con ciò che nasce dalla condivisione. Ogni volta che Dio fa uscire qualcuno da una situazione, poi se ne prende cura.
Questa logica raggiunge il suo vertice sulla croce. Lì, dove tutto sembra perduto, Dio si dona completamente: spezza suo Figlio e in Lui se stesso, facendosi pane, nutrimento, vita. Alcuni vedono solo la morte di un uomo, altri la fine di un sogno, altri ancora accusano Dio. Ma chi guarda con fede riconosce che colui che aveva spezzato il pane nell’ultima cena ora offre tutto se stesso, il suo corpo e il suo spirito, perché chi si affida a Lui possa ricevere vita in abbondanza.
Celebrare il Corpo e Sangue di Cristo significa allora riconoscere che Dio continua a raggiungerci così: come comunione, come amore che si dona, come pane che nutre e ridona vita. È il Dio che non smette mai di farsi vicino, di sostenere la nostra fragilità, di riempirci di gioia. È il Dio che, ancora oggi, si fa cibo per la nostra fame più profonda.
PREGHIERA
Signore Gesù, pane del cielo,
ogni giorno ci nutri di vita,
di quella vita infinita
che vibra nel cuore di Dio.
Sei pane che alimenta
il più flebile dei nostri respiri.
Se nutrimento che dà forza
quando tutto sembra consumarci.
Sei cibo che sazia la fame di senso
e acqua che disseta l’arsura più tenace.
Possa il nostro cuore cercarti, Signore Gesù,
possa tutto di noi desiderare te,
pane della vita, sorgente della gioia.
Amen.