29/08/2025
A volte penso
Che l’amore per l’amore
Ci fa persone migliore
Ho trovato sul web questa storia.
Dopo 21 anni di matrimonio, mia moglie un giorno mi prese da parte. Mi guardò con dolcezza e mi disse che c’era qualcosa che desiderava da me: voleva che passassi una serata con un’altra donna. Che la portassi a cena e poi magari al cinema.
“Ti amo,” mi disse, “ma so che anche lei ti ama. E voglio che le dedichi un po’ del tuo tempo.”
Quell’altra donna era mia madre. Viveva da sola da 19 anni, da quando mio padre era venuto a mancare. Tra il lavoro, la vita di tutti i giorni e i miei tre figli, la andavo a trovare solo ogni tanto.
Quella stessa sera l’ho chiamata. Le ho chiesto se le andava di uscire a cena con me.
“Sta succedendo qualcosa?” mi ha chiesto, sorpresa.
“No, niente di particolare,” ho risposto. “È solo che... mi piacerebbe passare un po’ di tempo con te. Solo io e te.”
Dall’altra parte del telefono, un lungo silenzio. Poi la sua voce, emozionata: “Mi piacerebbe davvero tanto.”
Il venerdì seguente sono andato a prenderla. Ero un po’ nervoso, era da tanto che non uscivamo insieme, solo noi due. Lei si era fatta bella, con i capelli in ordine e lo stesso vestito che aveva indossato per l’ultimo anniversario di matrimonio con papà. Quando è salita in macchina, il suo sorriso era quello di una ragazzina.
“Alle mie amiche ho detto che uscivo con mio figlio stasera… erano tutte curiose. Vogliono sapere tutto!”
Abbiamo scelto un ristorantino semplice, intimo. Mi ha preso sottobraccio come se fossimo a un gran galà.
Seduti al tavolo, ho letto io il menù: lei ormai faticava a leggere le scritte troppo piccole. Quando ho alzato lo sguardo, l’ho trovata lì, che mi osservava con un’espressione piena di dolcezza.
“Quando eri piccolo, ero io che ti leggevo il menù…”
“Allora è giusto che adesso tocchi a me,” ho risposto.
Abbiamo cenato chiacchierando, niente di straordinario, solo noi, le nostre vite, i ricordi. Parlammo così tanto che ci dimenticammo del film. Ma non importava. Quella serata era già perfetta così.
Quando la riaccompagnai a casa, mi disse: “Voglio farlo di nuovo. Ma la prossima volta… lascia che sia io a invitarti.”
Sorrisi. “Promesso.”
Tornato a casa, mia moglie mi chiese: “Com’è andata?”
“Meglio di quanto potessi immaginare.”
Ma quella seconda uscita non ci fu mai. Pochi giorni dopo, mia madre morì all’improvviso per un problema al cuore.
Qualche settimana dopo, ricevetti una busta. Dentro c’era la ricevuta di quel ristorante. Aveva già pagato per due. Allegata, una piccola nota scritta di suo pugno:
“Non sapevo se ci sarebbe stata una prossima volta, così ho pagato in anticipo. È per te e tua moglie. Quella serata ha significato molto per me. Ti amo, figlio mio.”
Quel giorno ho capito davvero quanto contino le piccole cose.
Quanto sia importante dire “ti amo”, e trovare il tempo per chi ci ama.
Perché niente al mondo è più prezioso di questo.
- Dal Web