22/06/2026
«La Chiesa, casa di tutti»: a Catania una tavola rotonda per una comunità davvero inclusiva tutto l'anno
Una Chiesa che non si limita ad accogliere, ma che abbatte ogni barriera per farsi autenticamente "casa di tutti", in ogni stagione. È questo il cuore del messaggio emerso martedì 16 giugno 2026 durante la tavola rotonda svoltasi nella splendida cornice del Palazzo della Cultura di Catania. L’incontro, incentrato sul tema dell'inclusione e della partecipazione attiva, è stato promosso dal Servizio diocesano per la pastorale delle persone con disabilità della Diocesi di Catania, in stretta sinergia con il Servizio nazionale e con il patrocinio del Comune di Catania.
A moderare il fitto e intenso dialogo è stato don Aristide Raimondi, direttore dell'Ufficio diocesano organizzatore, il quale ha ricordato in apertura come l'inclusione non debba essere considerata un progetto emergenziale o sporadico, bensì la natura stessa e la vocazione più profonda del tessuto ecclesiale e sociale.
Ciascun relatore, attingendo alla propria esperienza e competenza, ha saputo sottolineare in modo magistrale il tema dell'inclusione universale e della valorizzazione della persona. Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale CEI per la pastorale delle persone con disabilità ci ha ricordato che come Chiesa abbiamo una profezia grande da annunciare: “ Tu a Chi appartieni?”. Cambiando i paradigmi culturali ha evidenziato la necessità di avviare processi nuovi di vita comunitaria ed ecclesiastica come un’accessibilità che superi non solo gli ostacoli architettonici per farsi pienamente relazionale, liturgica e sacramentale. Realizzare percorsi di accompagnamento per l’inclusione pastorale attraverso strumenti e la formazione continua per gli operatori pastorali.
Il mondo della ricerca e delle scienze umane ha offerto spunti di profonda riflessione sociologica e psicologica: il Prof. Claudio Saita (docente di Sociologia generale e di Mediazione culturale) ha analizzato le dinamiche sociali dell'esclusione, invitando a ripensare i contesti urbani e parrocchiali come spazi aperti di reale mediazione, incontro e cittadinanza attiva progettando ambienti accessibili “con” e non “per le persone con disabilità”.
Il Prof. Santo Di Nuovo (professore emerito di Psicologia generale presso l'Università di Catania) si è invece soffermato sulla centralità del benessere emotivo, sottolineando come l'inclusione passi dal riconoscimento dell'identità e dei desideri della persona, ben oltre la sua specifica condizione o diagnosi. Sul piano normativo e istituzionale, l'assessore ai Servizi Sociali di Catania, Avv. Serena Spoto, ha ribadito l'impegno concreto dell'amministrazione comunale nel sostenere le famiglie e nel favorire la sussidiarietà con il territorio, mentre l’Avv. Francesco Marcellino, esperto di normativa degli Enti del Terzo Settore, ha fatto chiarezza sulle opportunità giuridiche e sui tavoli di co-progettazione che possono nascere dall'alleanza tra pubblico, privato sociale e realtà ecclesiali.
Il momento centrale e forse più toccante del pomeriggio è stata la testimonianza della Dott. Rosaria Spinella e il dibattito con l'assemblea. Non sono mancati, infatti, gli interventi accorati di alcuni genitori, i quali, pur ringraziando per i passi avanti compiuti, hanno chiesto alle istituzioni e alla Chiesa un impegno più proficuo e continuativo. In particolare, è emersa con forza la criticità del periodo estivo: i mesi più caldi dell'anno si trasformano spesso in un momento di profonda solitudine per le famiglie, poiché la maggior parte delle attività scolastiche, riabilitative e associative sospende i propri servizi. L'Arcivescovo Metropolita di Catania, S.E. Mons. Luigi Renna, concludendo i lavori, ha tracciato la rotta teologica dell’incontro, rimarcando come una comunità cristiana possa dirsi autentica solo quando mette al centro la vulnerabilità, trasformandola in corresponsabilità e risorsa pastorale.
Da Catania è partito un appello chiaro: l'inclusione non va in vacanza, ed è proprio nei momenti di vuoto istituzionale che la comunità ecclesiale e il Terzo Settore sono chiamati a fare rete per non lasciare indietro nessuno.
A testimoniare concretamente che una "casa di tutti" è possibile e ricca di gioia è stata l'Associazione "Le Ali di Ele", che ha animato la tavola rotonda con entusiasmo e sensibilità. La loro presenza ha ricordato a tutti i presenti che l'arte, l'espressione e il protagonismo dei ragazzi con disabilità sono la linfa vitale di una comunità che vuole dirsi veramente fraterna.
L'incontro al Palazzo della Cultura non si chiude come un semplice punto d'arrivo, ma come un laboratorio permanente. La sfida lanciata a tutta la diocesi e alla cittadinanza è ora quella di tradurre i nuovi paradigmi, le riflessioni sociologiche e le speranze dei genitori in azioni quotidiane e in servizi capaci di abitare anche i mesi più difficili dell'anno.