Parrocchia Madonna del Divino Amore - Catania

Parrocchia Madonna del Divino Amore - Catania Questa è la pagina ufficiale della Parrocchia Madonna del Divino Amore del quartiere Zia Lisa di CT Orario S.

Messe

Domenica e Festivi: Ore 10.00
Feriali: Dal lunedì al venerdì ore 17.30
Sabato: ore 18.00 (18.30 orario estivo)

18/01/2024

di Piero Sapienza Domenica 21 gennaio 2024, alle ore 19,00, nella Chiesa di S. Agata La Vetere, la comunità parrocchiale

06/01/2024
20/11/2023

Comunità parrocchiale Madonna Divino Amore – Catania ATTI DEGLI APOSTOLI [2 anno] (Catechesi 20 NOVEMBRE 2023 -online)
ATTI, 20, [1]
Appena cessato il tumulto, Paolo mandò a chiamare i discepoli e, dopo averli incoraggiati, li salutò e si mise in viaggio per la Macedonia. [2] Dopo aver attraversato quelle regioni, esortando con molti discorsi i fedeli, arrivò in Grecia. [3] Trascorsi tre mesi, poiché ci fu un complotto dei Giudei contro di lui, mentre si apprestava a salpare per la Siria, decise di far ritorno attraverso la Macedonia. [4] Lo accompagnarono Sòpatro di Berèa, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derbe e Timòteo, e gli asiatici Tìchico e Tròfimo. [5] Questi però, partiti prima di noi ci attendevano a Troade; [6] noi invece salpammo da Filippi dopo i giorni degli Azzimi e li raggiungemmo in capo a cinque giorni a Troade dove ci trattenemmo una settimana. [7] Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane e Paolo conversava con loro; e poiché doveva partire il giorno dopo, prolungò la conversazione fino a mezzanotte. [8] C'era un buon numero di lampade nella stanza al piano superiore, dove eravamo riuniti; [9] un ragazzo chiamato Eutico, che stava seduto sulla finestra, fu preso da un sonno profondo mentre Paolo continuava a conversare e, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano e venne raccolto morto.[10] Paolo allora scese giù, si gettò su di lui, lo abbracciò e disse: "Non vi turbate; è ancora in vita!". [11] Poi risalì, spezzò il pane e ne mangiò e dopo aver parlato ancora molto fino all'alba, partì. [12] Intanto avevano ricondotto il ragazzo vivo, e si sentirono molto consolati. [13] Noi poi, che eravamo partiti per nave, facemmo vela per Asso, dove dovevamo prendere a bordo Paolo; così infatti egli aveva deciso, intendendo di fare il viaggio a piedi. [14] Quando ci ebbe raggiunti ad Asso, lo prendemmo con noi e arrivammo a Mitilène. 1.Paolo lascia Efeso e attraversa la Macedonia fino ad arrivare in Grecia, dove si ferma per i 3 mesi invernali a Corinto (aspettando il tempo in cui si riprendeva la navigazione). Si tratta di una sorta di visita pastorale (esortando con molti discorsi i fedeli) e manifesta la cura che Paolo aveva per le Chiesa. Da Corinto scriverà la lettera ai Romani. 2. Sette discepoli (numero simbolico, che indica la totalità delle genti) raggiungono Paolo a Corinto e poi lo accompagnano per il viaggio verso Gerusalemme: sono quelli che devono consegnare alla Chiesa di Gerusalemme la colletta a favore dei poveri, fatta dalle altre comunità. 3. Nella città di Troade, dove Paolo si trattiene una settimana, celebra l'eucarestia [=spezzare il pane] il primo giorno della settimana (domenica) (è la più antica testimonianza sulla celebrazione eucaristica nel giorno del Signore). Una domanda: La comunità cristiana aveva consapevolezza dell'importanza fondamentale della celebrazione eucaristica domenicale: e noi che valore diamo? Paolo presiede l'eucarestia, tiene un lungo discorso, compie un miracolo (fa tornare in vita il ragazzo che si era addormentato durante il suo lungo discorso). 4.Paolo e i compagni riprendono il viaggio verso Gerusalemme. [15] Salpati da qui il giorno dopo, ci trovammo di fronte a Chio; l'indomani toccammo Samo e il giorno dopo giungemmo a Milèto. [16] Paolo aveva deciso di passare al largo di Efeso per evitare di subire ritardi nella provincia d'Asia: gli premeva di essere a Gerusalemme, se possibile, per il giorno della Pentecoste. [17] Da Milèto mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della Chiesa. [18] Quando essi giunsero disse loro: "Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto questo tempo: [19] ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei. [20] Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case, [21] scongiurando Giudei e Greci di convertirsi a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù. [22] Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà. [23] So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. [24] Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio. [25] Ecco, ora so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunziando il regno di Dio. [26] Per questo dichiaro solennemente
oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, [27] perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio. [28] Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. [29] Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; [30] perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. [31] Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi. [32] Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati. [33] Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. [34] Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. [35] In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!". [36] Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. [37] Tutti scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo baciavano, [38] addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave. 5.Da Milèto mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della Chiesa[circa 70 km, in 4 – 5 giorni]. A Mileto: il discorso di Paolo [è il genere letterario dei “discorsi di addio”]ai presbiteri, in cui l'apostolo offre se stesso come modello di servizio al Vangelo e alla Chiesa. Un grande esempio, molto attuale, anche per i presbiteri e i vescovi di oggi. Alcune coordinate: 1)ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e tra le prove ….2)ho istruito in pubblico e nelle vostre case, [un servizio instancabile, cerca tutte le occasioni per formare la comunità]3) Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme: chi serve Cristo ha consegnato la sua vita a Dio e la sua strada è sempre segnata da ciò che vuole lo Spirito Santo, anche quando bisogna affrontare prove e tribolazioni, per il nome di Gesù. 4) sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio [tante volte ciò corrisponde all'esperienza di noi preti: ho fatto tutto ciò che era possibile? Alla fine poi ognuno sceglie di seguire il Vangelo o no: gli abbandoni]. 5) Il pericolo di dottrine perverse che fanno deviare dalla retta fede. 6)vi affido al Signore e alla parola della sua grazia. I presbiteri (vescovi) (custodi) del gregge di Dio, sono affidati alla Parola. La Parola, quindi, non è affidata ai presbiteri affinchè la comunichino, ma al contrario, essi sono affidati alla forza e alla grazia che deriva dalla Parola. In essa Dio opera e comunica la forza per edificare la comunità. Una domanda: quale valore diamo alla Parola di Dio nella nostra vita di credenti? Leggiamo la Parola e preghiamo con essa? E' guida per i nostri comportamenti? 7) Stile di povertà di Paolo: Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. Abbiamo visto che ha lavorato. E il suo lavoro serviva anche per soccorrere chi era nel bisogno. 8) Le espressioni di addio: ci manifestano i rapporti personali e umani di Paolo.

30/10/2023

Pubblichiamo la prima catechesi dell'Anno Pastorale 2023 - 2024
Comunità parrocchiale Madonna Divino Amore – Catania
LAUDATE DEUM (30 OTTOBRE 2023 -online)
1.Laudate Deum – è il titolo della Esortazione apostolica sulla crisi climatica, che Papa Francesco ha pubblicato il 4 ottobre 2023, ed è indirizzata “a tutte le persone di buona volontà”. Ancora una volta c'è un richiamo esplicito a S. Francesco d'Assisi: “Lodate Dio per tutte le sue creature”, che in tal modo si ricollega ai salmi e a Gesù: “Osservate come crescono i gigli del campo...(Mt 6,28-29) e Lc 12,6: “. Gli stessi fiori del campo e gli uccelli che Egli contemplò ammirato con i suoi occhi umani, ora sono pieni della sua presenza luminosa» (65). Con questo documento, Papa Francesco vuole completare la riflessione della Laudato sì (2015) e, allo stesso tempo, si vuole rivolgere all'incontro mondiale della COP 28, promosso dall'Onu a Dubai (30.XI- 12.XII 2023). Qual è il profondo significato del titolo? “Perchè un essere umano che pretende di sostituirsi a Dio diventa il peggior pericolo per sé stesso” (73).
2.Perchè la Chiesa si occupa della crisi climatica? Perchè si tratta di “un problema sociale globale intimamente legato alla dignità della vita umana”(3). Pertanto, non solo la scienza, ma anche la teologia è chiamata in causa. Infatti, gli effetti negativi del cambiamento climatico hanno conseguenze sulla vita dei popoli (specie dei più poveri): salute, lavoro, risorse, abitazioni, migrazioni forzate ecc.(2). E' “un dramma che ci danneggia tutti […] ed è un esempio scioccante di peccato strutturale” (3).
3.Ancora non c'è molta sensibilità per la questione climatica, di fronte a un mondo che “si sta sgretolando” e che forse sta arrivando “a un punto di rottura” (2), come possiamo vedere con il verificarsi di “fenomeni estremi[...] sempre più frequenti più intensi” (5), a volte causati anche dall'intervento umano (11). 4.Non mancano i “negazionisti”, osserva Francesco, che minimizzano questi fenomeni, anche all'interno della Chiesa (14). Egli, però, cita i dati che provengono dall'osservazione scientifica (nn5-8). E d'altra parte vi sono quelli che “incolpano i poveri di avere troppi figli” e, perciò, di inquinare di più, proponendo di “mutilare le donne dei Paesi meno sviluppati”. Il papa dimostra che, invece, sono i più ricchi quelli che inquinano di più (9).
5. Perdita di posti di lavoro, secondo alcuni, sarebbe la conseguenza di una transizione ecologica. Francesco dimostra, invece, che il passaggio a forme di energia rinnovabile genera molti posti di lavoro ed esorta politici e imprenditori a occuparsi seriamente del problema (10). Infatti “tutto è collegato” e nessuno si salva da solo (19).
6.Il potere illimitato dell'uomo, con la tecnologia, compresa l'intelligenza artificiale, crea l'illusione che “la realtà non umana è una risorsa al servizio dell'uomo”, di cui egli dispone a suo piacere, dimenticando che si tratta di “un dono da apprezzare, valorizzare e curare” (22) [vd le prime pagine della Genesi]. Invece, mancando “un'etica adeguatamente solida, una cultura e una spiritualità” (24), l'uomo non si rende conto che “il nostro potere e il progresso che generiamo si stanno rivoltando contro noi stessi”(28). Inoltre, il fine economico e il mercato fanno sì che di fronte a certi progetti con forte impatto ambientale vengano illusi gli abitanti di quel territorio, che sarano i primi a subirne le nefaste conseguenze (29). “La logica del massimo profitto al minimo costo […] rende impossibile qualunque sincera preoccupazione per la casa comune e qualsiasi attenzione per la promozione degli scartati della società […] i poveri cadono nell'inganno di un mondo che non viene costruito per loro” (31). Così aumentano i privilegi dei soliti pochi con maggiore potere(32). Ed è grave la debolezza della politica internazionale (vd 34-43).
7. Le conferenze sul clima (vd 44-52), che si tengono dal 1992, hanno potuto registrare qualche progresso, insieme a tanti fallimenti per gli interessi egoistici di alcuni Paesi: “gli accordi” raggiunti “hanno avuto un basso livello di attuazione” (52). E il Papa ammonisce: “Quanti subiranno le conseguenze che noi tentiamo di dissimulare, ricoderanno questa mancanza di coscienza e di responsabilità”(52). Di fronte alle attese della COP 28 a Dubai, Francesco scrive: “Speriamo che quanti interverranno siano strateghi capaci di pensare al bene comune e al futuro dei loro figli, piuttosto che agli interessi di circostanza di qualche Paese o azienda. Possano così mostrare la nobiltà della politica e non la sua vergogna. Ai potenti oso ripetere questa domanda: «Perché si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità di interve**re quando era urgente e necessario farlo?». (60)
8. Le motivazioni spirituali: (62) “La Bibbia racconta che «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» ( Gen 1,31). Sua è «la terra e quanto essa contiene» ( Dt 10,14). Perciò Egli ci dice: «Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti» ( Lv 25,23). Pertanto, «questa responsabilità di fronte ad una terra che è di Dio, implica che l’essere umano, dotato di intelligenza, rispetti le leggi della natura e i delicati equilibri tra gli esseri di questo mondo». 9.Camminare in comunione e con responsabilità (67) “La visione giudaico-cristiana del mondo sostiene il valore centrale dell’essere umano in mezzo al meraviglioso concerto di tutti gli esseri, ma oggi siamo costretti a riconoscere che la vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature. «Dio ci ha unito tanto strettamente al mondo che ci circonda, che la desertificazione del suolo è come una malattia per ciascuno, e possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione». Così mettiamo fine all’idea di un essere umano autonomo, onnipotente e illimitato, e ripensiamo noi stessi per comprenderci in una maniera più umile e più ricca.
10 (69). Invito ciascuno ad accompagnare questo percorso di riconciliazione con il mondo che ci ospita e ad impreziosirlo con il proprio contributo….71. Gli sforzi delle famiglie per inquinare meno, ridurre gli sprechi, consumare in modo oculato, stanno creando una nuova cultura. Il semplice fatto di cambiare le abitudini personali, familiari e comunitarie alimenta la preoccupazione per le responsabilità non assolte da parte dei settori politici e l’indignazione per il disinteresse dei potenti. Va notato quindi che, anche se ciò non produce immediatamente un effetto molto rilevante da un punto di vista quantitativo, contribuisce a realizzare grandi processi di trasformazione che operano dal profondo della società.

06/03/2023

Pubblichiamo la Catechesi Quaresimale tenutasi online il 06 marzo 2023

COMUNITA’ PARROCCHIALE MADONNA DIVINO AMORE – CT CATECHESI QUARESIMALE (6 MARZO 2023) ( on-line)
La Parola di Dio nella vita cristiana 1.In ascolto del Signore. Nel tempo di Quaresima ogni cristiano deve riservare maggior tempo all’ascolto della Parola di Dio, per nutrire la propria vita di fede. Deut. 8,33 “Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore”. Mt 4,1 “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. [2] E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. [3] Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: "Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane". [4] Ma egli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Quale valore diamo alla Bibbia? Ci impegniamo a leggere ogni giorno qualche pagina su cui specchiare la nostra vita? 2. “L’ascesi quaresimale è un impegno, sempre animato dalla Grazia, per superare le nostre mancanze di fede e le resistenze a seguire Gesù sul cammino della croce”(Papa Francesco). Per questo è importante ogni giorno nutrirsi della Parola di Dio, che è necessaria come il pane che sostiene la nostra vita fisica. Benedetto XVI: “la Chiesa è una comunità che ascolta ed annuncia la Parola di Dio, sa che Cristo vive nelle Sacre Scritture. San Girolamo scriveva che l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. La Chiesa vive della Parola di Dio e per questo raccomanda l’antica tradizione della Lectio divina: l’assidua lettura della Sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera realizza quell’intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla e, pregando, gli si risponde con fiducia. Mai si deve dimenticare che la Parola di Dio è lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino (cfr salmi 118/119, 105). La Parola di Dio è la guida per le mie scelte di ogni giorno? 3.Efficacia della Parola di Dio: Mc 4,26-34 «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura”. La forza intrinseca della Parola di Dio: Isaia 55, [6] “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. [7] L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. [10] Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, [11] così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata”.
4. La nostra responsabilità nell’accogliere la Parola: Mt 13, 1 Quel giorno Gesù …. parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. 5Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, 6ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. 7Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. 8Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. 9Chi ha orecchi, ascolti». “Il seminatore è Gesù…. Egli si presenta come uno che non si impone, ma si propone; non ci attira conquistandoci, ma donandosi: butta il seme. Egli sparge con pazienza e generosità la sua Parola, che non è una gabbia o una trappola, ma un seme che può portare frutto. E come può portare frutto? Se noi lo accogliamo. Gesù effettua una “radiografia spirituale” del nostro cuore, che è il terreno sul quale cade il seme della Parola. Il nostro cuore, come un terreno, può essere buono e allora la Parola porta frutto – e tanto – ma può essere anche duro, impermeabile. Ciò avviene quando sentiamo la Parola, ma essa ci rimbalza addosso, proprio come su una strada: non entra. Tra il terreno buono e la strada, l’asfalto… ci sono però due terreni intermedi che possiamo avere in noi. Il primo è quello sassoso «dove non c’è molta terra» (cfr v. 5), per cui il seme germoglia, ma non riesce a mettere radici profonde. Così è il cuore superficiale, che accoglie il Signore, vuole pregare, amare e testimoniare, ma non persevera, si stanca e non “decolla” mai. È un cuore senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l’amore è incostante e passeggero. Ma chi accoglie il Signore solo quando gli va, non porta frutto.C’è poi l’ultimo terreno, quello spinoso, pieno di rovi che soffocano le piante buone. Che cosa rappresentano questi rovi? «La preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza» (v. 22). I rovi sono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza: anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per sé stessi, per l’avere e per il
potere. Se coltiviamo questi rovi, soffochiamo la crescita di Dio in noi. Ciascuno può riconoscere i suoi piccoli o grandi rovi, i vizi che abitano nel suo cuore, quegli arbusti più o meno radicati che non piacciono a Dio e impediscono di avere il cuore pulito. Occorre strapparli via, altrimenti la Parola non porterà frutto, il seme non si svilupperà. Gesù ci invita a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni”- Alcune domande: il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio? i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi? Quali sono i nostri rovi dei vizi? “Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, del nostro cuore, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi. Così facendo, Gesù, buon seminatore, sarà felice di compiere un lavoro aggiuntivo: purificare il nostro cuore, togliendo i sassi e le spine che soffocano la Parola” (Francesco).
5. Ancora sull’ascolto: (Mt 17,1): Ed ecco che «sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte» e «fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17,2). Dio Padre si rivolge ai discepoli sul Tabor, mentre contemplano Gesù trasfigurato e dice: «Ascoltatelo» (Mt 17,5). Dunque la prima indicazione è molto chiara: ascoltare Gesù. La Quaresima è tempo di grazia nella misura in cui ci mettiamo in ascolto di Lui che ci parla (Francesco). Il cammino ascetico quaresimale ha come meta la trasfigurazione, personale ed ecclesiale: un cambiamento profondo del cuore.

06/03/2023

Pubblichiamo il contento del ritiro Parrocchiale svoltosi in presenza il 26 febbraio 2023.

COMUNITA’ PARROCCHIALE MADONNA DIVINO AMORE – CT
Ritiro I DOMENICA DI QUARESIMA (26 febbraio 2023) (in presenza)

Introduzione: Il senso di questo Ritiro comunitario. La Quaresima è orientata alla Pasqua: il “ritiro” non è fine a
sé stesso, ma ci prepara a vivere con fede, speranza e amore la passione e la croce, per giungere alla risurrezione. E& #39; un
aiuto che la comunità parrocchiale mette a disposizione per offrire un sostegno spirituale a tutti. Nel contesto attuale di
forte individualismo, chiusure e paure, la Chiesa ci offre l& #39;opportunità di riscoprire il senso di una comunità che si
sforza di “camminare insieme”, dove non ci sente come “atomi”. “.[...] insieme, come Chiesa pellegrina nel tempo, si
vive l’anno liturgico e, in esso, la Quaresima, camminando con coloro che il Signore ci ha posto accanto come
compagni di viaggio [….]”. Perciò, “il nostro cammino quaresimale è “sinodale”, perché lo compiamo insieme sulla
stessa via, discepoli dell’unico Maestro” (Francesco). Quale conseguenza e impegno per ognuno di noi? “...essere
artigiani di sinodalità nella vita ordinaria delle nostre comunità” (Francesco). Quanto percepiamo e siamo convinti
dell& #39;importanza dell& #39;essere Chiesa? Sarebbe fortemente fuorviante pensarsi “cristiani -liberi -battitori”!
1.La Pasqua (= passaggio, transumanza), dapprima, era una festa celebrata il 14 di Abib, risulta dalla combinazione
di due feste diverse: un rito di pastori e una festa agraria. La Pasqua ebraica, memoriale della liberazione dalla
schiavitù d’Egitto, prevedeva ogni anno il rito dell’immolazione dell’agnello, un agnello per famiglia, secondo la
prescrizione mosaica: vd Esodo, 12,1ss; Deut., 16,1-8. Il sangue dell& #39;agnello doveva essere posto sugli stipiti della
porta di casa, come segno della presenza di una famiglia ebrea, che così sarebbe stata risparmiata dallo sterminio.
2.Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Nella sua passione e morte, Gesù si rivela come l’Agnello di Dio
“immolato” sulla croce per togliere i peccati del mondo. È stato ucciso proprio nell’ora in cui era consuetudine
immolare gli agnelli nel Tempio di Gerusalemme. S. Paolo scrive: “Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta
nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il
lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità”(1 Cor 5,7). È un testo
che risale a circa 20 anni dopo la morte e risurrezione di Gesù e contiene una sintesi della novità cristiana. L’agnello
pasquale, viene identificato con Gesù, chiamato appunto “nostra Pasqua”. Gesù stesso, durante l’Ultima Cena,
sotto i segni del pane e del vino, si è offerto come il vero agnello che toglie i peccati del mondo, sostituendosi ai cibi
rituali del pasto della Pasqua ebraica. Così Gesù ha portato a compimento la tradizione dell’antica Pasqua e l’ha
trasformata nella sua Pasqua.
3.Azzimi di sincerità e di verità. Paolo si riferisce a un’antica usanza ebraica: in occasione della Pasqua, bisognava
eliminare dalla casa ogni avanzo di pane lievitato. Sia per ricordare che gli antenati, fuggendo in fretta dall’Egitto,
avevano con sé solo focacce non lievitate. E inoltre, perché “gli azzimi” erano simbolo di purificazione: si deve
eliminare ciò che è vecchio per essere rinnovati. Questa tradizione acquista un senso diverso: il nuovo “esodo” è il
passaggio di Gesù dalla morte alla vita eterna. E poiché Cristo, come vero Agnello, ha sacrificato se stesso per noi,
anche noi, suoi discepoli – grazie a Lui e per mezzo di Lui – possiamo e dobbiamo essere “pasta nuova”, “azzimi”,
liberati da ogni residuo del vecchio fermento del peccato: niente più malizia e perversità nel nostro cuore.
“Celebriamo la festa con azzimi di sincerità e di verità”, cioè apriamo l’animo a Cristo con uno stile di vita “azzimo”,
cioè semplice, umile, e fecondo di azioni buone.
4.Con quali atteggiamenti iniziamo il cammino quaresimale? “Non seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando
le passioni del tuo cuore. Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno”(Siracide 5,
1ss). La Quaresima è il tempo favorevole in cui Dio ci chiama alla conversione: “Non si va in paradiso in carrozza”
(Francesco). “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante,
non ti smarrire nel tempo della seduzione. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui. Quanti temete
il Signore, aspettate la sua misericordia; non deviate per non cadere” (Siracide 2,1 ss). “L’ascesi quaresimale è un
impegno, sempre animato dalla Grazia, per superare le nostre mancanze di fede e le resistenze a seguire Gesù sul
cammino della croce. Bisogna mettersi in cammino, un cammino in salita, che richiede sforzo, sacrificio e
concentrazione....” (Franccesco). “Gesù, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol
ve**re dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la
perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all& #39;uomo guadagnare
il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?”
(Mc 8,34-37) Qualche riflessione: oggi, anche tra noi cristiani, che peso hanno queste parole del Signore? Chi accetta
il senso del sacrificio, della rinuncia, chi mette Gesù e il suo Vangelo al primo posto, in assoluto?
5. Le indicazioni di Papa Francesco:“La Quaresima è tempo di grazia nella misura in cui ci mettiamo in ascolto di
Lui che ci parla. E come ci parla? Anzitutto nella Parola di Dio, che la Chiesa ci offre nella Liturgia: non lasciamola
cadere nel vuoto; se non possiamo partecipare sempre alla Messa, leggiamo le Letture bibliche giorno per giorno,
anche con l’aiuto di internet. Oltre che nelle Scritture, il Signore ci parla nei fratelli, soprattutto nei volti e nelle storie
di coloro che hanno bisogno di aiuto. Ma vorrei aggiungere anche un altro aspetto, molto importante nel processo
sinodale: l’ascolto di Cristo passa anche attraverso l’ascolto dei fratelli e delle sorelle nella Chiesa, quell’ascolto
reciproco che in alcune fasi è l’obiettivo principale ma che comunque rimane sempre indispensabile nel metodo e nello
stile di una Chiesa sinodale”.

6.La parola del nostro Arcivescovo: “Non perdiamo di vista il senso di un cammino che ogni anno torna a rigenerare la
nostra vita di fede. Ciascuno si applichi a “tenere insieme” preghiera, digiuno, ca**tà personalmente, in famiglia,
nella comunità. Diamo più tempo all’ascolto della Parola, come Maria a Betania ai piedi di Gesù; partecipiamo più
frequentemente all’Eucarestia; meditiamo la Passione del Signore con il pio esercizio della Via Crucis. Ma anche
digiuniamo dai social per ascoltare di più e meglio l’altro. Asteniamoci da tutto ciò che provoca spreco di cibo o che,
pur necessario al nostro sostentamento, può essere condiviso con i tanti poveri che ci interpellano” (Mons. L. Renna,
Lettera per la Quaresima 2023).
Conclusione: “Quaresima è il tempo per tornare a respirare, è il tempo per aprire il cuore al soffio dell’Unico capace di
trasformare la nostra polvere in umanità. Non è il tempo di stracciarsi le vesti davanti al male che ci circonda, ma
piuttosto di fare spazio nella nostra vita a tutto il bene che possiamo operare, spogliandoci di ciò che ci isola, ci chiude e
ci paralizza” (Francesco)
Preghiere:1) Donaci, Signore Gesù, di metterci davanti a te! Donaci, di non essere frettolosi,
di non avere occhi superficiali o distratti Perché, se saremo capaci di sostare di fronte a te,
noi potremo cogliere il fiume dl tenerezza, di compassione, di amore che dalla croce riversi sul mondo. Donaci di
contemplare questa immensa passione di amore e di dolore che ci fa esclamare con le labbra, con il cuore e con la
vita: «Gesù, tu sei davvero il Figlio di Dio, tu sei davvero la rivelazione dell’amore». (C M Martini).
2) Grazie, Signore, che ancora ci doni la possibilità di convertirci e salvarci: almeno in questo tempo si faccia più intensa la
preghiera, tacciano le passioni, si convertano i cuori, si aprano le menti alla tua Parola, che, di giorno in giorno, ci
accompagna nel grande cammino verso la tua e nostra Pasqua.
3) Grazie, o Signore, allo Spirito, che ti ha condotto nel deserto, per essere tentato anche tu, così ci puoi ancor più
capire, noi siamo le tue tentazioni: sensi che urlano e magie e superstizioni e fame di prodigi e di grandezze, orgogli che
impazzano e la mente sempre più turbata e smarrita. Signore, benché non capiamo, noi ti crediamo per questo: perché sei
tentato come uno di noi e tu, per noi, hai vinto, da solo; se ci vuoi salvare, Signore, non lasciarci soli nella tentazione.
Amen. (D.M_ Turoldo)
4)Maria, Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia, aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e
rigidità di chi non conosce appartenenza. Intercedi presso tuo Figlio perché siano agili le nostre mani, i nostri piedi e i
nostri cuori: edificheremo la Chiesa con la verità nella ca**tà. Madre, saremo il Popolo di Dio, pellegrinante verso il
Regno. Amen. (Papa Francesco)

Indirizzo

Quartiere Zia Lisa 2
Catania
95121

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 19:00
Martedì 17:00 - 19:00
Mercoledì 17:00 - 19:00
Giovedì 17:00 - 19:00
Venerdì 17:00 - 19:00
Sabato 17:00 - 19:00
Domenica 09:45 - 11:15

Telefono

+39095577157

Sito Web

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