06/03/2023
Pubblichiamo il contento del ritiro Parrocchiale svoltosi in presenza il 26 febbraio 2023.
COMUNITA’ PARROCCHIALE MADONNA DIVINO AMORE – CT
Ritiro I DOMENICA DI QUARESIMA (26 febbraio 2023) (in presenza)
Introduzione: Il senso di questo Ritiro comunitario. La Quaresima è orientata alla Pasqua: il “ritiro” non è fine a
sé stesso, ma ci prepara a vivere con fede, speranza e amore la passione e la croce, per giungere alla risurrezione. E& #39; un
aiuto che la comunità parrocchiale mette a disposizione per offrire un sostegno spirituale a tutti. Nel contesto attuale di
forte individualismo, chiusure e paure, la Chiesa ci offre l& #39;opportunità di riscoprire il senso di una comunità che si
sforza di “camminare insieme”, dove non ci sente come “atomi”. “.[...] insieme, come Chiesa pellegrina nel tempo, si
vive l’anno liturgico e, in esso, la Quaresima, camminando con coloro che il Signore ci ha posto accanto come
compagni di viaggio [….]”. Perciò, “il nostro cammino quaresimale è “sinodale”, perché lo compiamo insieme sulla
stessa via, discepoli dell’unico Maestro” (Francesco). Quale conseguenza e impegno per ognuno di noi? “...essere
artigiani di sinodalità nella vita ordinaria delle nostre comunità” (Francesco). Quanto percepiamo e siamo convinti
dell& #39;importanza dell& #39;essere Chiesa? Sarebbe fortemente fuorviante pensarsi “cristiani -liberi -battitori”!
1.La Pasqua (= passaggio, transumanza), dapprima, era una festa celebrata il 14 di Abib, risulta dalla combinazione
di due feste diverse: un rito di pastori e una festa agraria. La Pasqua ebraica, memoriale della liberazione dalla
schiavitù d’Egitto, prevedeva ogni anno il rito dell’immolazione dell’agnello, un agnello per famiglia, secondo la
prescrizione mosaica: vd Esodo, 12,1ss; Deut., 16,1-8. Il sangue dell& #39;agnello doveva essere posto sugli stipiti della
porta di casa, come segno della presenza di una famiglia ebrea, che così sarebbe stata risparmiata dallo sterminio.
2.Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Nella sua passione e morte, Gesù si rivela come l’Agnello di Dio
“immolato” sulla croce per togliere i peccati del mondo. È stato ucciso proprio nell’ora in cui era consuetudine
immolare gli agnelli nel Tempio di Gerusalemme. S. Paolo scrive: “Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta
nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il
lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità”(1 Cor 5,7). È un testo
che risale a circa 20 anni dopo la morte e risurrezione di Gesù e contiene una sintesi della novità cristiana. L’agnello
pasquale, viene identificato con Gesù, chiamato appunto “nostra Pasqua”. Gesù stesso, durante l’Ultima Cena,
sotto i segni del pane e del vino, si è offerto come il vero agnello che toglie i peccati del mondo, sostituendosi ai cibi
rituali del pasto della Pasqua ebraica. Così Gesù ha portato a compimento la tradizione dell’antica Pasqua e l’ha
trasformata nella sua Pasqua.
3.Azzimi di sincerità e di verità. Paolo si riferisce a un’antica usanza ebraica: in occasione della Pasqua, bisognava
eliminare dalla casa ogni avanzo di pane lievitato. Sia per ricordare che gli antenati, fuggendo in fretta dall’Egitto,
avevano con sé solo focacce non lievitate. E inoltre, perché “gli azzimi” erano simbolo di purificazione: si deve
eliminare ciò che è vecchio per essere rinnovati. Questa tradizione acquista un senso diverso: il nuovo “esodo” è il
passaggio di Gesù dalla morte alla vita eterna. E poiché Cristo, come vero Agnello, ha sacrificato se stesso per noi,
anche noi, suoi discepoli – grazie a Lui e per mezzo di Lui – possiamo e dobbiamo essere “pasta nuova”, “azzimi”,
liberati da ogni residuo del vecchio fermento del peccato: niente più malizia e perversità nel nostro cuore.
“Celebriamo la festa con azzimi di sincerità e di verità”, cioè apriamo l’animo a Cristo con uno stile di vita “azzimo”,
cioè semplice, umile, e fecondo di azioni buone.
4.Con quali atteggiamenti iniziamo il cammino quaresimale? “Non seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando
le passioni del tuo cuore. Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno”(Siracide 5,
1ss). La Quaresima è il tempo favorevole in cui Dio ci chiama alla conversione: “Non si va in paradiso in carrozza”
(Francesco). “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante,
non ti smarrire nel tempo della seduzione. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui. Quanti temete
il Signore, aspettate la sua misericordia; non deviate per non cadere” (Siracide 2,1 ss). “L’ascesi quaresimale è un
impegno, sempre animato dalla Grazia, per superare le nostre mancanze di fede e le resistenze a seguire Gesù sul
cammino della croce. Bisogna mettersi in cammino, un cammino in salita, che richiede sforzo, sacrificio e
concentrazione....” (Franccesco). “Gesù, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol
ve**re dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la
perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all& #39;uomo guadagnare
il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?”
(Mc 8,34-37) Qualche riflessione: oggi, anche tra noi cristiani, che peso hanno queste parole del Signore? Chi accetta
il senso del sacrificio, della rinuncia, chi mette Gesù e il suo Vangelo al primo posto, in assoluto?
5. Le indicazioni di Papa Francesco:“La Quaresima è tempo di grazia nella misura in cui ci mettiamo in ascolto di
Lui che ci parla. E come ci parla? Anzitutto nella Parola di Dio, che la Chiesa ci offre nella Liturgia: non lasciamola
cadere nel vuoto; se non possiamo partecipare sempre alla Messa, leggiamo le Letture bibliche giorno per giorno,
anche con l’aiuto di internet. Oltre che nelle Scritture, il Signore ci parla nei fratelli, soprattutto nei volti e nelle storie
di coloro che hanno bisogno di aiuto. Ma vorrei aggiungere anche un altro aspetto, molto importante nel processo
sinodale: l’ascolto di Cristo passa anche attraverso l’ascolto dei fratelli e delle sorelle nella Chiesa, quell’ascolto
reciproco che in alcune fasi è l’obiettivo principale ma che comunque rimane sempre indispensabile nel metodo e nello
stile di una Chiesa sinodale”.
6.La parola del nostro Arcivescovo: “Non perdiamo di vista il senso di un cammino che ogni anno torna a rigenerare la
nostra vita di fede. Ciascuno si applichi a “tenere insieme” preghiera, digiuno, ca**tà personalmente, in famiglia,
nella comunità. Diamo più tempo all’ascolto della Parola, come Maria a Betania ai piedi di Gesù; partecipiamo più
frequentemente all’Eucarestia; meditiamo la Passione del Signore con il pio esercizio della Via Crucis. Ma anche
digiuniamo dai social per ascoltare di più e meglio l’altro. Asteniamoci da tutto ciò che provoca spreco di cibo o che,
pur necessario al nostro sostentamento, può essere condiviso con i tanti poveri che ci interpellano” (Mons. L. Renna,
Lettera per la Quaresima 2023).
Conclusione: “Quaresima è il tempo per tornare a respirare, è il tempo per aprire il cuore al soffio dell’Unico capace di
trasformare la nostra polvere in umanità. Non è il tempo di stracciarsi le vesti davanti al male che ci circonda, ma
piuttosto di fare spazio nella nostra vita a tutto il bene che possiamo operare, spogliandoci di ciò che ci isola, ci chiude e
ci paralizza” (Francesco)
Preghiere:1) Donaci, Signore Gesù, di metterci davanti a te! Donaci, di non essere frettolosi,
di non avere occhi superficiali o distratti Perché, se saremo capaci di sostare di fronte a te,
noi potremo cogliere il fiume dl tenerezza, di compassione, di amore che dalla croce riversi sul mondo. Donaci di
contemplare questa immensa passione di amore e di dolore che ci fa esclamare con le labbra, con il cuore e con la
vita: «Gesù, tu sei davvero il Figlio di Dio, tu sei davvero la rivelazione dell’amore». (C M Martini).
2) Grazie, Signore, che ancora ci doni la possibilità di convertirci e salvarci: almeno in questo tempo si faccia più intensa la
preghiera, tacciano le passioni, si convertano i cuori, si aprano le menti alla tua Parola, che, di giorno in giorno, ci
accompagna nel grande cammino verso la tua e nostra Pasqua.
3) Grazie, o Signore, allo Spirito, che ti ha condotto nel deserto, per essere tentato anche tu, così ci puoi ancor più
capire, noi siamo le tue tentazioni: sensi che urlano e magie e superstizioni e fame di prodigi e di grandezze, orgogli che
impazzano e la mente sempre più turbata e smarrita. Signore, benché non capiamo, noi ti crediamo per questo: perché sei
tentato come uno di noi e tu, per noi, hai vinto, da solo; se ci vuoi salvare, Signore, non lasciarci soli nella tentazione.
Amen. (D.M_ Turoldo)
4)Maria, Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia, aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e
rigidità di chi non conosce appartenenza. Intercedi presso tuo Figlio perché siano agili le nostre mani, i nostri piedi e i
nostri cuori: edificheremo la Chiesa con la verità nella ca**tà. Madre, saremo il Popolo di Dio, pellegrinante verso il
Regno. Amen. (Papa Francesco)