21/08/2024
Il 22 agosto 2014 mentre dormiva Laura è stata accoltellata dal padre Roberto Russo.
Laura è morta tra le braccia del fratello.
All’alba di quel venerdì il padre assassino ha ucciso Laura, ferito gravemente Marika, ed ha segnato per sempre le vite di Andrea, Emanuele e Marika che ancora oggi porta le cicatrici di ciò che è successo.
Roberto Russo è stato condannato all’ ergastolo in tre gradi di giudizio, ed è stato dichiarato capace di intendere e di volere al 100% nonostante i tantissimi tentativi della difesa che ha sempre sostenuto l’incapacità.
Laura aveva 11 anni, era una bambina come tante, che amava la vita.
La sera prima di essere stata uccisa il padre carnefice la portò con la sorellina all’epoca quattordicenne a mangiare un panino, poi sono tornati a casa il padre gli ha chiesto di dormire tutti e tre insieme, fecero un selfie lui in mezzo le figlie che lo baciano sulla guancia, e poi si addormentano. Loro si fidavano del loro “Dad” e lui vigliacco assassino le colpisce nel sonno.
Laura urla, Marika si sveglia “papà che fai? Papà papà stai fermo” “Zitta finisco con lei ed inizio con te”.
Non ci sono parole per descrivere l’orrore che ha vissuto questa famiglia, mamma Giovanna ha lavato il corpino martoriato della sua bimba, ma i capelli facevano sempre puzza di sangue, allora li ha lavati di nuovo, e poi ancora ed ancora ed ancora una volta.
In questi dieci anni oltre al dolore questa famiglia ha fatto i conti con l’ ignoranza della gente, questa famiglia ha dovuto affrontare chi diceva: “era una brava persona, la moglie l ha fatto impazzire”, questa famiglia ha dovuto sopportare chi non voleva manifestazioni pubbliche in memoria di Laura perché: “Laura è morta tra le mura domestiche lì deve restare” oppure: “San Giovanni La Punta è parte lesa deve dimenticare”.
Perché chiudere le tapparelle e far finta di nulla è stato più semplice.
Ricordo i primi anni mamma Giovanna indossava un grosso paio di occhiali neri estate ed inferno, giorno e sera gli servivano a non incrociare gli sguardi indiscreti di chi giudicava.
Oggi mamma Giovanna ha tolto gli occhiali e quei sui grandi occhi scuri raccontano il suo ergastolo di dolore.
Mi auguro che giovedì pomeriggio la “mia” gente scenda in piazza, per ricordare Laura, per testimoniare vicinanza a Giovanna a Marika ad Emanuele e ad Andrea.
Mi auguro che il 22 pomeriggio si possa urlare giustizia per Laura si possa finalmente dimostrare che l’unico colpevole si chiama Roberto Russo e chi lo difende è complice.
Io da 10 anni ci metto la faccia, e si in questi anni sono stato attaccato perché era meglio “lasciar perdere” ma io non mi sono mai lasciato intimorire e ne sono fiero.
Io da 10 anni sto dalla parte giusta, giovedì dimostrate da che parte state voi.