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La pagina Sant'Agata nasce per essere sempre vicini alla nostra Santa Patrona,non solo nei giorni di festa ma tutto l'anno. Catania è in fermento per la festa di sant’Agata; la patrona della città, celebrata dai catanesi e dai devoti di tutto il mondo dal 3 al 5 febbraio. La storia di Agata, il cui nome in greco significa “la buona”, è dolorosa e antichissima. Agata nacque a Catania, intorno al 23

5 d.C. da una famiglia nobile e ricca ed i suoi genitori, Rao e Apolla, la seppero ben educare, insegnandole i valori delle virtù cristiane, imparandole a rifiutare le ricchezze terrene e ad amare Dio. La fanciulla, all’incirca 15enne, andò in sposa a Cristo, pronunciando il voto di verginità. Il vescovo, infatti, con un cerimonia detta “velatio”, le impose un velo rosso fiamma (flammeum). L’imperatore di Roma, a quel tempo, era Decio, il quale si diede fa fare per ripristinare il culto degli antichi dei, distruggendo, almeno formalmente, il Cristianesimo. Proprio Decio, nel 249 d.C., emanò un editto di persecuzione contro i Cristiani: chiunque non offriva pubblicamente un sacrificio propiziatorio agli dei romani (Supplicatio), era passibile di incarcerazione, confisca dei beni, esilio, tortura e morte. In questo clima si innserisce la figura di Quinziano, potente proconsole romano che reggeva la città di Catania. Pare che egli si invaghì della bellezza di Agata, facendola catturare per aggraziarsela ma ogni tentativo fu invano. Al rifiuto deciso della fanciulla, Quinziano la affidò per un mese alla custodia rieducativa della cortigiana Afrodisia e delle sue figlie, maestre di vizi e corruzione, al fine di corrompere moralmente Agata tramite una continua pressione psicologica fatta di allettamenti e minacce, per sottometterla alle voglie del proconsole. Rivelatosi inutile anche il tentativo di corromperla, Quinziano avviò un processo contro la fanciulla, convocandola al palazzo pretorio e contando di piegarla con la forza. Sant'Agata venne rinchiusa in una cella buia e umida senza cibo né acqua.Da qui fu breve il passaggio alle violenze, con l’intento di piegarla alla sua volontà. Al mattino seguente, venne ricondotta, per la seconda volta, dinanzi al proconsole, che le chiese: “Che pensi di fare per la tua salvezza?” ed sant'agata rispose: “La mia salvezza è Cristo”. Solo a quel punto Quinziano, in uno scatto d’ira, ordinò che fosse sottoposta ad orrende torture: le furono stirate le membra, venne percossa con le verghe, lacerata col pettine di ferro, le furono squarciati i fianchi con lamine arroventate e gli aguzzini le strapparono una mammella. sant'Agata, portata in cella, ferita e sanguinante, apparve in visita, di notte, San Pietro, che medicò e risanò le sue ferite. Dopo 4 giorni di cella, venne condotta in tribunale per la terza volta e sottoposta al supplizio dei carboni ardenti in pubblica piazza, con lamine arroventate e punte infuocate, coperta solo da un velo che, secondo la tradizione, non bruciò mentre il fuoco straziava il suo corpo. Sant'Agata venne accompagnata in cella dai catanesi e spirò la notte seguente, il 5 febbraio del 251, di fronte alla folla commossa di cristiani che avevano assistito al suo martirio. La comunità cristiana si prende cura del corpo della Martire, seppellendolo secondo l’uso cristiano. Il significato del martirio di Sant'Agata viene inciso su una tavoletta che viene posta nel sepolcro, vicino al capo , da un giovane vestito di bianco seguito da cento fanciulli. Narrano gli atti che nessuno lo conosceva e che nessuno mai lo vide più e che tutti furono concordi nel riconoscere il suo angelo custode. La tavoletta dichiarava Mentem Sanctam Spontaneum Honorem Deo Et Patriae Liberationem.(Mente Santa,Spontaneo Onore a Dio, E Liberazione della Patria).Questa tavoletta di marmo fu rubata e portata a Cremona, custodita dal 568 circa , in quella città, nell’insigne Collegiata di S.Agata, dove La “Santuzza” è venerata. Catania, dove fu trovata un’altra targhetta posta poi sul busto della Santa, ha solo una copia della tavoletta. Infine, sopra l’obelisco che adorna l’elefante, (imbolo della città, vi è il monogramma M.S.H.D.E.P.L a testimonianza del fatto.Dopo l’Editto di Costantino del 313, il corpo della Santa fu portato nella Chiesa di Santa Maria di Betlemme. sant'Agata 2Tra il IV e il V secolo il corpo fu trasferito nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere e, dopo il ritorno da Costantinopoli, nella Basilica Cattedrale, dove è custodito ancora oggi. Fu il generale bizantino Giorgio Maniace a portare il corpo di Sant’Agata a Costantinopoli come trofeo di guerra. Si racconta che, appena partito, si sollevò una furiosa tempesta che costrinse il generale a ritornare e a custodire la salma in una casetta dove a ricordo fu costruita una ca****la. Dopo 86 anni le sacre reliquie tornarono a Catania e, il 17 agosto del 1126, furono consegnate al vescovo Maurizio, il quale, in una lunga lettera indirizzata al popolo catanese, racconta le vicende delle reliquie fino al ritorno a Catania. La Santa viene onorata con doni preziosi come gemme, catene e oggetti d’orificeria. Nei secoli questi oggetti, simbolo della grande devozione dei catanesi, si sono accumulati formando un eccezionale tesoro dal valore inestimabile. Fra i tanti doni, il più famoso è la corona che spicca sul capo del busto reliquiario; un gioiello di 1370 grammi, in oro, tempestato di pietre preziose, donato da Riccardo Cuor di Leone durante una crociata in Sicilia. Ma anche la Regina Margherita di Savoia, il viceré Ferdinando Acugna e Vincenzo Bellini, offrirono oggetti preziosi alla Patrona. Sul petto della Santa brillano, il gran collare dell’Ordine del Toson d’oro e dell’ordine dell’Alcantara, una croce tempestata di gemme preziose del XVI secolo e una collana donata dalla nobile famiglia dei Tedeschi.

SPECIALI FESTE PATRONALI: Alla Scoperta del Santuario della Madonna Nera di TindariTra il celeste infinito del cielo e i...
01/09/2026

SPECIALI FESTE PATRONALI: Alla Scoperta del Santuario della Madonna Nera di Tindari
Tra il celeste infinito del cielo e il blu profondo del Tirreno, arroccato sul colle bizantino che guarda le Isole Eolie, sorge uno dei cuori pulsanti della fede siciliana: il Santuario della Madonna Nera di Tindari. Un luogo dove la roccia incontra la grazia e dove ogni pietra trasuda secoli di preghiere, lacrime, speranze e miracoli.

L'Arrivo dal Mare e la Nave Incagliata
La storia di questo culto straordinario non nasce nei palazzi nobiliari, ma tra le onde di un mare in tempesta. Correva l'epoca dell'iconoclastia nel Vicino Oriente, quando per salvare le sacre immagini dalla distruzione, molte icone venivano imbarcate e portate verso l'Occidente. Tra queste c'era una scultura di cedro scuro, scolpita con tratti mediorientali, che raffigurava la Vergine in trono con il Bambino Gesù in grembo e una dicitura latina incisa sulla base: "Nigra sum sed formosa" (Sono nera, ma bella).

La leggenda narra che una nave proveniente dall'Oriente, sorpresa da una furiosa tempesta, cercò rifugio nella baia sotto il promontorio di Tindari. Quando il mare si calmò e i marinai tentarono di ripartire, accadde l'impossibile: la nave rimase bloccata, incagliata nelle acque profonde, incapace di muovere un solo passo verso il largo. Inutili furono gli sforzi dell'equipaggio per disincagliarla, finché i marinai non capirono che la nave trasportava un peso spirituale che non voleva lasciare quella terra. Decisero così di scaricare parte del carico nel porto sottostante e, solo quando tirarono a terra la cassa contenente la statua della Vergine Maria, la nave si sbloccò istantaneamente e poté riprendere il suo viaggio.

I pescatori e gli abitanti del luogo aprirono quella cassa e trovarono la meraviglia: la statua della Madonna Nera. Con immensa devozione e canti di gioia, la portarono in cima al colle, laddove sorgeva un'antica comunità cristiana e dove ben presto venne eretta la prima chiesetta per darle dimora.

La Nascita del Santuario
Nel corso dei secoli, il piccolo tempio divenne meta ininterrotta di pellegrinaggi da tutta la Sicilia e dal mondo intero. Tra invasioni piratiche, distruzioni e ricostruzioni — come quella drammatica a seguito dell'assalto dei pirati algerini nel 1544, dove la statua fu miracolosamente tratta in salvo — la fede dei devoti non si è mai scalfita. Nel XX secolo, di fronte a f***e di fedeli sempre più immense, nacque l'esigenza di costruire il grande e maestoso Santuario Moderno, consacrato negli anni '70, che oggi con la sua imponenza e i suoi mosaici accoglie chiunque salga fin lassù in cerca di pace spirituale.

Il Miracolo dei Laghetti di Marinello: Tra Incredulità e Salvezza
Ma non si può parlare di Tindari senza raccontare la leggenda più commovente e carica di pathos, quella che ha dato origine alla lingua di sabbia e ai specchi d'acqua noti come i Laghetti di Marinello.

Si racconta di una donna giunta da lontano, salita a piedi nudi e con immane fatica lungo i sentieri del colle per sciogliere un voto e chiedere la guarigione del proprio figlioletto malato. Quando giunse finalmente al cospetto del simulacro e vide il volto scuro della statua, la donna rimase profondamente delusa e, nella sua cecità spirituale, esclamò con disprezzo: "Sono venuta da così lontano per vedere una donna più nera di me?".

Mentre pronunciava queste parole di poca fede, la tragedia bussò alla sua porta: la bambina che teneva tra le braccia sfuggì dalla sua presa e precipitò nel vuoto dal precipizio del promontorio, finendo dritta verso il mare sottostante. Disperata, la madre si gettò ai piedi della Madonna Nera gridando con tutto il fiato che aveva in corpo, implorando il suo perdono e la salvezza della figlia.

Fu allora che la Vergine Maria compì il prodigio della natura: il mare, sotto gli occhi increduli dei presenti, si ritirò istantaneamente per centinaia di metri. Le onde lasciarono il posto a una soffice e candida spiaggia di sabbia dorata, dove la bambina cadde dolcemente dall'alto restando del tutto illesa, intenta a giocare con la sabbia. La madre, piangendo di commozione e vergogna, corse giù dal colle, riabbracciò la sua creatura e riconobbe la grandezza e la misericordia infinita della "Verginella". Quella lingua di sabbia e quei laghetti, che dall'alto del Santuario sembrano disegnare la forma del velo o della mantellina della Madonna, sono ancora lì a testimoniare che la fede va oltre le apparenze.

Preghiera alla Madonna Nera di Tindari

O Santissima Vergine di Tindari,

Madre di Dio e Madre nostra,

che dal tuo colle benedetto guardi con occhi di misericordia

i figli tuoi che a Te ricorrono nelle tempeste della vita.

Tu, che sei "Nera ma Bella",

insegnavi a guardare con gli occhi del cuore e non della carne.

Accogli le nostre preghiere, asciuga le nostre lacrime,

e come un tempo stendesti il tuo velo per salvare la bimba caduta,

stendi oggi la tua protezione sulle nostre famiglie,

sui nostri ammalati e su chi ha smarrito la via.

Rendici forti nella fede, saldi nella speranza e ardenti nella carità.

Nostra Signora di Tindari, prega per noi!

Lascia un commento sotto questo post con una tua preghiera, un pensiero o il ricordo di quando sei salito al Santuario per salutare la nostra Madre Celeste. Condividi questo post per portare la storia di Tindari nelle case di tutti i devoti!

A cura di Giuseppe Musumeci

Ecco la testimonianza che ieri, Alessandra, ci ha affidato rispondendo alla nostra domanda "Perché lo fate?"🙏🏻🌹TESTIMONI...
01/09/2026

Ecco la testimonianza che ieri, Alessandra, ci ha affidato rispondendo alla nostra domanda "Perché lo fate?"🙏🏻🌹

TESTIMONIANZE DI FEDE!🌹

"Perché ha salvato mia figlia a 2 anni da convulsioni.

Perché mi ha salvato a me 17 anni fa un emorragia interna dopo parto mi ha mandato un angelo in tutti i sensi.

Ha salvato mio figlio di 1 mese che si era collassato e non respirava più.

Ha salvato mia mamma da intervento al cuore le andava al 30% adesso col defibrillatore è al 40%.

Ha salvato mio marito l'anno scorso da una setticemia.

E perché i miei istologici ogni 6 mesi sono negativi... Ne ho un'altro tra pochi giorni e so che lei mi starà ancora accanto."

Ai nuovi inizi...🌹Dedicato a chi crede nei valori giusti, a chi fa la cosa giusta nonostante sia difficile.A chi è leale...
01/09/2026

Ai nuovi inizi...🌹
Dedicato a chi crede nei valori giusti, a chi fa la cosa giusta nonostante sia difficile.
A chi è leale, a chi persevera.

A chi ama senza confini... Sant'Agata possa proteggervi sempre! 🌹

01/09/2026

W Sant’Agata

NOVENA ALLA MADONNA BAMBINA 🌹Preghiamo 🙏🏻Ave, graziosa e Santa Bambina, spiritualmente paradiso di delizie ove nel dì de...
01/09/2026

NOVENA ALLA MADONNA BAMBINA 🌹

Preghiamo 🙏🏻

Ave, graziosa e Santa Bambina, spiritualmente paradiso di delizie ove nel dì dell’incarnazione fu piantato il vero Albero della vita, il Salvatore del mondo. Poiché tanto mi ami, aiutami a fuggire e detestare i frutti avvelenati delle vanità e dei piaceri del mondo. Ispira nell’anima mia i pensieri, gli affetti, le virtù del Tuo Figlio divino, frutti soavissimi di vita immortale.

📜 Dal Vangelo secondo Luca 4, 31-37 🙏🏻 In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato ...
01/09/2026

📜 Dal Vangelo secondo Luca 4, 31-37 🙏🏻

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.


Buongiorno a tutti, amici!
01/09/2026

Buongiorno a tutti, amici!

SPECIALE FESTE PATRONALI: LA CALATA DI SAN FILIPPO A CALATABIANOCi sono tradizioni che raccontano un paese meglio di qua...
31/08/2026

SPECIALE FESTE PATRONALI: LA CALATA DI SAN FILIPPO A CALATABIANO

Ci sono tradizioni che raccontano un paese meglio di qualsiasi parola. A Calatabiano, una di queste è senza dubbio la Calata di San Filippo, uno dei momenti più intensi e spettacolari dei festeggiamenti dedicati al Santo.

Sulla collina dominata dal Castello di Calatabiano sorge l’antica Chiesa del Santissimo Crocifisso al Castello, conosciuta anche come chiesa di San Filippo. L’edificio, risalente nelle forme attuali al 1484, presenta caratteri tardo-gotici e testimonianze dell’influenza artistica catalana.

Qui viene custodito durante l’anno il venerato simulacro reliquiario di San Filippo d’Agira, compatrono e protettore di Calatabiano.

Il momento più atteso arriva il sabato che precede la terza domenica di maggio, quando si svolge la tradizionale Calata di San Filippo, attestata nella sua forma tradizionale dal 1766.

Il simulacro viene trasportato lungo l’antico e ripido sentiero che dal colle conduce verso il paese. I devoti affrontano velocemente gli accidentati gradoni di pietra, accompagnati dalle invocazioni e dall’emozione della folla.

È una corsa carica di tensione, fede e partecipazione popolare, diventata nel corso dei secoli uno dei simboli più riconoscibili dell’identità di Calatabiano.

Terminata la discesa, San Filippo raggiunge la Chiesa Madre di Maria Santissima Annunziata. La domenica successiva il simulacro attraversa il paese durante il tradizionale “Giro”, tra celebrazioni religiose e momenti di festa.

La domenica seguente arriva infine il momento della “Cchianata”, con il ritorno del simulacro verso la chiesa sul Monte Castello.

La Festa di San Filippo è ancora oggi un appuntamento profondamente sentito dalla comunità: fede, storia e tradizione popolare si incontrano in un rito tramandato da generazioni.

Conoscevi la Calata di San Filippo? Raccontaci nei commenti i tuoi ricordi e continua a seguirci nel nostro viaggio tra le feste e le tradizioni della Sicilia.



A cura di Giuseppe Musumeci

✨✨🌹 Perché lo fate?🌹✨✨Ci piacerebbe ricevere le vostre testimonianze di fede in privato.🌹
31/08/2026

✨✨🌹 Perché lo fate?🌹✨✨

Ci piacerebbe ricevere le vostre testimonianze di fede in privato.🌹

Sei sempre il pensiero più bello! 🌹Immagine riprodotta da un'artista catanese, da noi fotografata presso un bellissimo n...
31/08/2026

Sei sempre il pensiero più bello! 🌹

Immagine riprodotta da un'artista catanese, da noi fotografata presso un bellissimo negozio di Nicolosi.

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Catania

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