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Meditazione di madre Daniela sulle letture di oggi secondo il Lezionario Ambrosiano I missionari (Letture: At 10, 34-48a...
25/10/2026

Meditazione di madre Daniela sulle letture di oggi secondo il Lezionario Ambrosiano

I missionari
(Letture: At 10, 34-48a; Sal 95/96; 1Cor 1, 17b-24; Lc 24, 44-49a - anno A - I Domenica dopo la Dedicazione - Rito ambrosiano)

Mohammad si chiamava Mohammad ed era cristiano. In Giordania succede anche questo, e succede che Mohammad, che faceva il dentista, fosse chiamato il "dottore dei poveri" per i servizi prestati gratuitamente a chiunque si trovasse in condizioni di bisogno.
L'altro ieri il dottor Mohammad al-Qsous, il dottore dei poveri, il cristiano dal nome islamico, se ne è andato. Non volutamente. È stato strappato alla vita mentre assisteva al funerale di un amico nella chiesa di San Giorgio a Karak, assieme ad altri otto martiri, tutti uomini (e 28 feriti). Li hanno mitragliati.
Se ne è parlato poco. Non se ne è parlato per nulla. Pochi lo sanno.
Pensiamo sia questo, il commento più adatto alle letture di oggi. Non parole, ma vite. Dio non fa preferenze di persone: a Dedicazione ccoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. E, aggiungiamo, permette che ci sia un cristiano di nome Mohammad, divenuto testimone concreto della sequela di Cristo.
Qualcuno, sciaguratamente, ha osato paragonare un invito a uccidere in nome di ideologie violente (che non meritano nemmeno lontanamente il ne di "fede") al versetto di Matteo 10,28: "Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima". Persino una superficiale ricerca su internet spiega che il significato è prepararsi alle persecuzioni, alle contestazioni, al rifiuto o anche al semplice fraintendimento da parte della maggioranza omologata e intollerante e non un'esortazione alla violenza in nome di un credo religioso. La stessa vicenda umana di Cristo lo dimostra, il Vangelo di oggi lo ribadisce in modo inequivocabile, la tragedia di venerdì scorso - un venerdì due volte santo, a ridosso della festa dei Santi - lo ha confermato per l'ennesima volta.
Dio non fa preferenze di persone: alle esequie di Mohammad e degli altri hanno partecipato sia cristiani sia musulmani, che in Giordania hanno sempre convissuto pacificamente e continueranno a farlo, perché non hanno timore di chi uccide il corpo, perché è giusto, perché questa è la vera missione. Per tutti. Dovremmo onorare, difendere, amare questi fratelli e sorelle, per far sì che non accada mai più, che il martirio (=testimonianza) più bello è l'amicizia. Cristo si è speso fino all'ultimo per restituire all'essere umano la verità di sé stesso. Ignorare Mohammad e i suoi amici significa ucciderli di nuovo.

Un imperdonabile disguido, al posto di auguri non è stato pubblicato Ma che rinnoviamo gli auguri più cari e l'abbraccio...
25/10/2026

Un imperdonabile disguido, al posto di auguri non è stato pubblicato Ma che rinnoviamo gli auguri più cari e l'abbraccio di tutta la nostra amata famiglia della Inclusive Anglican Episcopal Church . Vogliamo tutti e tutto è un mondo di bene e ti siamo grati e grati per il tuo straordinario mondo di lavoro di dialogo è ricerca dell'unità e della Comunione

24/10/2026

Today, we honor Bishop Brian Rodford, Provincial Bishop of Europe, for his faithful service to the Church and his dedication to the Gospel of Jesus Christ. May the Lord continue to guide his steps, strengthen his ministry, and bless his mission with wisdom, peace, and love. May God’s grace shine upon him as he continues to serve His Church with faith and devotion. 🙏

Meditazione di madre Daniela sulle letture di oggi secondo il Lezionario ambrosiano Senza barriere (Letture: Ap 1, 10; 2...
18/10/2026

Meditazione di madre Daniela sulle letture di oggi secondo il Lezionario ambrosiano

Senza barriere
(Letture: Ap 1, 10; 21, 2-5; Sal 86/87; 2Tm 2, 19-22; Mt 21, 10-17 - anno A - Dedicazione del Duomo - Rito ambrosiano)

Non è che il tempio fosse propriamente un luogo di raccoglimento. Fin dalla sua fondazione, era sostanzialmente un grande mercato con in fondo il Santo dei Santi cui accedeva il sommo sacerdote una volta l'anno. Allora perché Gesù si indigna? Non tanto per i cambiavalute, quanto per gli storpi e ciechi. Non è un caso che gli episodi siano fusi insieme, anche se probabilmente appartengono a momenti diversi. Il fatto è che Gesù vuole un tempio aperto. Un tempio in cui, come recita il bel salmo, siano incluse Raab e Babilonia, Tiro ed Etiopia: nomi di luoghi (e persone: Raab è una pr******ta) nemici ed estranei a Israele. Un tempio in cui, dice l'Apocalisse, Dio «abita con gli uomini» (viene in mente il prologo al quarto Vangelo, sempre di Giovanni, sul «Verbo che viene ad abitare in mezzo a noi»). Il tempio, anzi, è in ogni uomo e in ogni donna. Ciò spiega perché ogni corpo è detto «tempio di Dio». Lo ricorda Paolo benché, come ogni tanto accade, con quelle «passioni di gioventù» da «fuggire» suona come l'apologo del perbenismo. Invece è prigioniero; e cerchiamo di capirlo bene: non sta esortando a essere tiepidi, piuttosto invita a non lasciarsi trascinare dai facili entusiasmi, che sono sì attraenti, e da cui i giovani sono sedotti, ma che durano poco, come i semi che attecchiscono subito ma inaridiscono con rapidità, nella parabola del seminatore ascoltata la scorsa settimana. Timoteo è un giovane; quindi non viene disprezzata la sua età e la sua condizione, semmai si intende indirizzare la sua naturale passione verso ciò che possiede «solide fondamenta». Oggi la Chiesa ambrosiana ricorda la consacrazione del suo Duomo: ed è giusto festeggiarlo, ma il Duomo è il simbolo visibile di quella apertura, di quello che rende la Chiesa «cattolica». Non significa: «non protestante, non ortodossa, non anglicana» ecc. Significa universale e in questo senso qualsiasi confessione cristiana lo è. Lo è, anche fuori dei suoi confini umani. Il libro di Rut, che invitiamo a leggere, insegna che la salvezza viene da una donna moabita (cioè straniera e appartenente a un popolo nemico e «impuro»), in una terra arida e ostile, che si unisce a una suocera anziana e senza più figli. Sarà l'antenata di Davide e quindi di Gesù. Anche quando tutto sembra perduto, niente si perde per Dio.
Viviamo in tempi in cui la barbarie sembra prepotentemente essersi impadronita anche delle menti che più dovrebbero riuscire a individuarla e respingerla. Ciò dimostra, ancora una volta, la fallacia del postulato secondo il quale la storia è una linea diritta che marcia verso il progresso. Assistiamo invece a pericolose regressioni dove la vendetta viene assunta come opzione accettabile anche all'interno dei singoli governi, mentre le elementari esigenze della popolazione vengono sacrificare in nome di questa logica di vendetta e profitto.
Gesù ha scardinato questa esclusione. Questa, diremmo, «selezione di vite». Se il tempio non ha porte, la prima «porta che abbatte» è l'incontro. L'altro/a non come nemico o categoria, ma tempio vivo da guardare negli occhi. Chi perde il senso dell'umano perde il senso di Dio.

Un pensiero affettuoso ai fratelli e sorelle del nostro Carmelo Ecumenico* nel giorno in cui solennemente festeggiamo la...
15/10/2026

Un pensiero affettuoso ai fratelli e sorelle del nostro Carmelo Ecumenico* nel giorno in cui solennemente festeggiamo la straordinaria figura di Santa Teresa d'Avila, dottore della Chiesa.
Ringraziamo Dio per questo immenso dono del carisma carmelitano al popolo di Dio e ricordiamo la grande Santa con le parole, scritte dal nostro Vescovo suffraganeo e Cancelliere, Mgr. Luca,, 2 anni fa.
Madre+ Vittoria

*[* Per saperne di più sul nostro Carmelo visita: https://www.iaechurch.com/fraternit%C3%A0-carmelitana-ecumenica ]

«...non potevamo non ricordare una grande donna: Teresa d'Avila, o Santa Teresa di Gesù, vissuta tra 1515-1582, religiosa e mistica sp****la. Importante è l'estasi che ha avuto più volte nella sua vita come lo descrive nella sua biografia al capitolo 29 dove si legge:
«Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l'angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio.» Santa Teresa d'Avila, Autobiografia, 29, 13
Un pensiero intriso di preghiera al nostro Carmelo e nella comunione in Cristo a tutti i Carmeli del mondo!

“Chi ha come amico Cristo Gesù e segue un capitano così magnanimo come lui, può certo sopportare ogni cosa; Gesù infatti aiuta e dà forza, non viene mai meno ed ama sinceramente. Infatti ho sempre riconosciuto e tuttora vedo chiaramente che non possiamo piacere a Dio e da lui ricevere grandi grazie, se non per le mani della sacratissima umanità di Cristo, nella quale egli ha detto di compiacersi. Ne ho fatto molte volte l'esperienza, e me l'ha detto il Signore stesso. Ho visto nettamente che dobbiamo passare per questa porta, se desideriamo che la somma Maestà ci mostri i suoi grandi segreti. Non bisogna cercare altra strada, anche se si è raggiunto il vertice della contemplazione, perché per questa via si è sicuri. È da lui, Signore nostro, che ci vengono tutti i beni. Egli ci istruirà. Meditando la sua vita, non si troverà modello più perfetto. Che cosa possiamo desiderare di più, quando abbiamo al fianco un così buon amico che non ci abbandona mai nelle tribolazioni e nelle sventure, come fanno gli amici del mondo? Beato colui che lo ama per davvero e lo ha sempre con sé! Guardiamo il glorioso apostolo Paolo che non poteva fare a meno di avere sempre sulla bocca il nome di Gesù, perché l'aveva ben fisso nel cuore. Conosciuta questa verità, ho considerato e ho appreso che alcuni santi molto contemplativi, come Francesco, Antonio da Padova, Bernardo, Caterina da Siena, non hanno seguito altro cammino. Bisogna percorrere questa strada con grande libertà, abbandonandoci nelle mani di Dio. Se egli desidera innalzarci fra i principi della sua corte, accettiamo volentieri tale grazia. Ogni volta poi, che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell'amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell'accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore. Perciò sforziamoci di considerare questa verità e di eccitarci ad amare. Se il Signore ci facesse la grazia, una volta, di imprimerci nel cuore questo amore, tutto ci diverrebbe facile e faremmo molto, in breve e senza fatica.”
Dalle "Opere" di santa Teresa di Gesù, Vergine (Opusc. "Il libro della vita", cap. 22, 6-7, 14)»

Immagine: Gian Lorenzo Bernini, 1.“L’estasi di Santa Teresa”, 1650 circa. Chiesa di Santa Maria della Vittoria. Roma - da Google
2. Immagine diffusa dal Carmelo cattolico di Spagna in occasione dei 500 anni della nascita della S.Madre Teresa di Gesù
3. Professione solenne di sr. Maria Virginia di Gesù, primo fiore del nostro meraviglioso Carmelo Ecumenico

10/10/2026

Indirizzo

Via Pietro Carrera
Catania
90128

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