07/09/2026
VUOI LA PACE NEL MONDO? COMINCIA DALLA PORTA
DI CASA.
Parliamo spesso di pace.
La invochiamo nelle preghiere, la chiediamo nelle Messe, la desideriamo quando vediamo le guerre,
le ingiustizie e la violenza che feriscono il mondo.
Ma una domanda scomoda
si affaccia nel cuore: che valore ha pregare per la pace nel mondo se nel nostro cuore abita ancora la guerra?
È facile commuoversi davanti alle immagini dei conflitti lontani.
È più difficile affrontare il silenzio che divide due fratelli, il rancore tra genitori e figli, l'orgoglio che impedisce una telefonata, una richiesta di perdono o un abbraccio.
La pace non nasce nei trattati internazionali.
Nasce nel cuore dell'uomo.
E il cuore dell'uomo si educa all'amore attraverso le scelte quotidiane.
Gesù non ci ha detto soltanto: "Beati gli operatori di pace".
Ci ha insegnato che, prima ancora di presentare la nostra offerta a Dio, dobbiamo cercare la riconciliazione
con il fratello.
La preghiera che sale a Dio acquista forza quando è accompagnata da un cuore disposto a perdonare.
Quante volte chiediamo a Dio di fermare le guerre mentre alimentiamo piccoli conflitti nelle nostre case?
Quante volte invochiamo la pace tra i popoli e, nello stesso tempo, conserviamo giudizi, risentimenti, parole dure e indifferenza verso chi vive accanto a noi?
La guerra mondiale è la somma di tante guerre personali.
Ogni odio coltivato nel
cuore, ogni perdono negato, ogni relazione spezzata contribuisce a costruire una cultura della divisione.
Al contrario, ogni gesto di riconciliazione diventa un seme di pace che Dio può
far crescere ben oltre ciò che possiamo immaginare.
Fare pace non significa dare sempre ragione all'altro, dimenticare il male ricevuto o rinunciare alla verità.
Significa scegliere di non lasciare che il male abbia l'ultima parola.
Significa spezzare la catena dell'odio con la forza del Vangelo.
Forse oggi il Signore non ci chiede di risolvere i problemi del mondo.
Ci chiede qualcosa di più concreto e, proprio per questo, più impegnativo:
fare il primo passo verso quella persona con cui abbiamo interrotto il dialogo; chiedere perdono con sincerità; perdonare anche quando costa; rinunciare all'orgoglio che ci tiene prigionieri.
La pace che invochiamo nelle nostre preghiere deve diventare la pace che costruiamo nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nei nostri luoghi di lavoro.
Altrimenti rischiamo di pronunciare parole che le nostre scelte smentiscono.
Domandiamoci con sincerità:
C'è qualcuno che evito da troppo tempo?
C'è un perdono che continuo a rimandare?
C'è una ferita che preferisco alimentare invece di
affidare a Dio?
Forse la pace che chiediamo per il mondo comincia
proprio dalla risposta a queste domande.
Il mondo ha bisogno di uomini e donne che non si limitino a pregare per la pace, ma che diventino pace.
Perché ogni famiglia riconciliata è una vittoria contro la guerra.
Ogni cuore che perdona è una luce accesa nelle tenebre.
Ogni cristiano che sceglie la riconciliazione rende visibile il volto di Cristo.
La vera domanda non è soltanto: "Preghi per la pace?"
La vera domanda è:
La pace che chiedi a Dio trova casa nella tua vita?
don Gaetano.